Elezioni USA 8 Novembre 2016: sondaggi e previsioni

Mancano ormai pochi giorni alle elezioni USA che si terranno il 10 Novembre prossimo. A 7 giorni dall’election Day, vediamo quali sono le previsioni che eleggeranno il futuro presidente degli Stati Uniti, in base anche ai sondaggi raccolti paese per paese.

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Elezioni Usa 2016 – 10 novembre: Trump vincitore?

Analizziamo per primo quelli che sono le strategie adoperate da Trump che in base ai sondaggi lo portano in rimonta nei confronti dell’avversaria se non addirittura alla pari. Ma perché la Clinton sta perdendo terreno e Trum lo sta guadagnando? Quali sono i motivi di questa rimonta visto e considerato che fino a poco tempo fa la vittoria della democratica era scontata.

Come noteremo di seguito i punti cruciali su cui si batte Trump sono molto forti e toccanti per il popolo Americano. Dagli anni passati ne sono usciti i seguenti dati:

  • 1 americano ogni 4 compreso nella fascia lavorativa dai 25 ai 54 anni è disoccupato;
  • 1 uomo ogni 6 compreso nella fascia d’età 18-34 è disoccupato o è in arresto;
  •  45 milioni di americani sono considerati poveri;
  • entrata media annuale è di $ 1,274 più bassa rispetto a quelli che erano i dati del 2000;
  • dal 2002 ad oggi, l’America ha perso oltre 70.000 fabbriche con la conseguenza che 5 milioni di americani hanno perso il posto di lavoro sopratutto nel settore manifatturiero;
  • gli agricoltori non vivono nell’oro;
  • il deficit è salito a $ 766 miliardi con una perdita di $300 miliardi per ogni anno a causa dei furti di proprietà intellettuali;
  • la maggior parte delle attività produttive americane è ormai emigrata all’estero (off-shoring);
  • sotto il mandato di Obama-Clinton la maggior parte dei progetti infrastrutturali sono stati ritardati se non addirittura ostacolati;
  • 60,000 ponti americani sono considerati strutturalmente deficienti;
  • 6 milioni di americani sono esposti ad acqua contaminata.

Questi sono tutti dati che stanno facendo riflettere gli americani, che stanno optando per un’altra strategia Americana, un’inversione di rotta che porterebbe dunque alla vittoria di Trump su Clinton.

Trump: programma politico

All’interno del suo piano strategico e politico di campagna elettorale, molti gli elementi che stanno a cuore agli americani. In breve i punti salienti della campagna elettorale di Trump si basa sulla Middle Class Tax Relief and Simplification Act. che prevede una strategia mai vista fino ad oggi per ridurre le tasse alla classe media. In questo modo è possibile prevedere per una famiglia con 2 figli una riduzione ed un taglio delle tasse del 35%.

Questo piano di tasse presentato da Trump potrebbe far ripartire l’economia americana con una previsione di crescita economica del 7% e che porterebbe ad un aumento degli stipendi del 5-6%. Un dato che gli americani stanno valutando con molta attenzione.

Se ci spostiamo poi sulle piccole e medie imprese, ovvero quelle aziende che possiamo considerare come il cuore dell’economia, se si vedono applicato uno sconto vero. Il taglio sulle tasse le ridurrebbe al 15% e con il risparmio sarà possibile investire nuovamente su assunzioni per l’espansione della comunità. Ovviamente, questi tagli anche se pubblicizzati in campagna elettorale, devono essere presi in considerazione e valutati anche in base alla loro fattibilità.

Per quanto riguarda invece il rientro di capitali dall’estero, sarà possibile farli rientrare con una tassa una tantum del 10%. Questo prende il nome di Tax Foundation che prevede un piano di rientro ed un aumento del PIL di un punto percentuale all’anno. Al contrario, invece, secondo quelle che sono le stime della Clinton ed il suo piano politico, prevede una riduzione del PIl di un punto percentuale all’anno. Una cosa non di poco conto, visto e considerato che l’economia i un paese si basa principalmente sul PIL.

Trump, conferma ancora una volta la sua politica isolata e conferma che se l’America uscirà fuori dagli accordi internazionali, non subirà più quei danni che invece in questi hanno sta subendo. Non saranno più danneggiate produzione e industria in quanto una tale politica mira ad attivare il “End The Offshoring Act”.

Questa nuova strategia prevede una soluzione atta a stabilire tariffe che scoraggino le aziende che licenziano personale per trasferirsi all’estero. Questa strategia sta molto a cuore alla classe media, che vede il connubio di queste soluzioni, come la rinascita della classe media, che invece in questi anni ha sicuramente colpito.

Infine, in merito al settore energetico, Trump spinge per una produzione domestica di energia da ogni fonte fossile. Questo a differenza di quello che si prevede dagli accordi internazionali, è considerata come una scelta poco ecologica ma che ha una forte ripercussione e un forte impatto sull’occupazione. Inoltre Trump ha messo in atto, in accordo con l’analisi del Wall Street Journal, oltre una dozzina di progetti infrastrutturali energetici.

Questi prevedono un investimento di 33 miliardi di dollari. Dal lato opposto invece, stando a quelle che sono le sue previsioni, entro il 2030, le restrizioni energetiche applicate da Obama e dalla Clinton porterebbero ad una riduzione di 1/2 milione di posti di lavoro solo nel settore manifatturiero.

In breve sono queste le idee, messe in campo dal candidato repubblicano e che stanno facendo cambiare le sorti delle elezioni politiche americane che vedevano fino a qualche giorno addietro vincitrice la Clinton.

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Clinton e Obama: gli ultimi appelli per fermare Trump

Gli elettori americani possono e devono assolutamente fermare Donald Trump. Queste sono le parole utilizzate da Barack Obama nel suo comizio a sostegno della Clinton.

In tutti i suoi comizi che si sono tenuti a Miami, o anche in Florida, nei paesi che lo hanno visto trionfare nel 2008 e 2012 ha lanciato un forte appello, cercando di persuadere l’elettorale perso e che sembra maggiormente propenso a votare il candidato repubblicano.

secondo ancora le parole di Obama, Hillary Clinton, è un soggetto politico importante, una che di politica se ne intende perché la capisce, capisce anche come funziona il mondo, e sopratutto capisce che le cose che facciamo comprese le sfide che affrontiamo non sono astratte.

La Clinton, dunque stando a quelle che sono le parole dell’attuale presidente Americano è il presidente intelligente e saldo per gli Stati Uniti. Obama sa bene che se la florida appoggerà la sua candidata, la vittoria delle elezioni sarà scontata e rivolgendosi ai giovani, ha confermato che sono loro la chiave di volta per un futuro migliore, e sarete voi a segnare la storia di questo paese in quanto Hillary sarebbe il primo presidente donna degli Stati Uniti.

Questa opportunità di cambiamento e di svolta sociale, non deve sfuggire al paese; ci sono momenti in cui si possono migliorare o peggiorare le cose, ma questo è il momento della rinascita per gli stati uniti, uno dei momenti in cui si scrive la storia non solo politica ma anche economica di tutto il paese.

Obama, infine fa un ultimo appello: chiedendo di credere alla capacità di cambiare le cose. Questa svolta epocale, porterebbe alla rinascita della democrazia e della giustizia che invece sarebbe a rischio in caso di vittoria dei repubblicani.

Obama e Michelle a sostegno della Clinton il 7 Novembre

Barack Obama e Michelle, sua moglie, saranno sul palco per la prima volta insieme a Hillary e Bill Clinton. E’ uno degli eventi maggiormente atteso. Questo accadrà a dir poco a Filadelfia lunedì 7 novembre, alla vigilia delle elezioni presidenziali americane, in uno degli stati, la Pennsylvania, decisivi per la vittoria finale. Questo stato sarà decisivo per la vittoria o la sconfitta della democratica.

Clinton spera nella spinta finale da parte di una delle coppie presidenziali più popolari di sempre e che già hanno segnato il solco del cambiamento.

Il suo avversario Trump invece, rigioca la carta Melania, la moglie del tycoon che ha tenuto un discorso in un sobborgo di Philadelphia, toccando temi scottanti come donne e madri e di quello che Trump, se eletto presidente degli Stati Uniti, farà per loro. Un tema da non poco conto quindi.

La sfida si fa avvincente, con i sondaggi che anche se vedono in rimonta Trum, considerano la vittoria di uno dei due candidati sul filo del rasoio. Infatti, Trump sa bene che il voto delle donne è fondamentale e di conseguenza un intervento di questa portata potrebbe recuperare voti dalle donne, le quali sembrano essere schierate in massa per la candidata democratica.

In sostanza, quello di Melania Trump è stato l’unico comizio programmato nella campagna elettorale del marito, insieme a quello che tenne a Cleveland, alla convention repubblicana, il quale però scatenò pesanti critiche in quanto ritenuto una copia di quello della first lady Michelle Obama a Denver nel 2008.

Proprio Melania ai media, ha cercato di ammorbidire anche quella che è l’immagine del marito, oltre alle sue proposte a causa degli scandali che si sono susseguiti in questo periodo. Parlando con Anderson Cooper di Cnn ha anche difeso il candidato repubblicano; in sostanza, per Melania, Trump è una persona turbolenta e vivace, ma nulla di più.

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Atteggiamenti scettici degli economisti nei confronti di Trump

Trump, a differenza della sua rivale, deve anche fare i conti con gli economisti, i quali ritengono che votare per Donald Trump sarebbe una scelta pericolosa ma anche distruttiva per il Paese. Per tale motivo, ritengono di fondamentale importanza la necessità di non votare per lui alle elezioni per la Casa Bianca che si terranno l”8 novembre, ovvero martedì prossimo.

Questo il commento a caldo e che costituisce un duro colpo per Trump da parte di 370 economisti, tra cui 8 dei quali sono vincitori di premi Nobel. Tutto questo non gioca che a vantaggio della candidata democratica.

Secondo le loro teorie, Trump:

Disinforma l’elettorato, svilisce la fiducia nelle istituzioni pubbliche con teorie cospirazionistiche e mistifica volontariamente la realtà

Ancora, in questa nota possiamo vedere come gli economisti sottolineano il fatto che in caso di vittoria di Trump, si assisterebbe ad un vero e proprio rischio per il funzionamento delle istituzioni democratiche ed economiche, ma sopratutto per la prosperità del Paese. In sostanza tutto l’opposto di quello che promuove in campagna elettorale il candidato repubblicano. Ma è veramente così?

Secondo gli economisti, Trump sarebbe considerato come un rischio per l’intera economia, a causa delle sue idee in merito a scambi commerciali, manifatturiero, sistema fiscale e immigrazione. Anche se non direttamente esposti a favore della candidata democratica, possiamo notare come questo possa essere un appello implicito al non votare per il repubblicano.

Mercati spaventati da Trump

Anche i mercati, non godono di buona salute. Figuriamoci icon una vittoria del Trump. Una possibile vittoria di Trump spaventa ancora di più i mercati, i quali in queste condizioni, non farebbero altro che generare volatilità sul mercato azionario e preoccupare i trader che seguono il valutario. In questo caso, possiamo consigliarvi anche di valutare la possibilità di investire nei mercati Europei ritenuti in questo periodo più stabili di quelli americani grazie alle nostre piattaforme di trading online regolamentate ed autorizzate.

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Ritornando al nostro discorso su mercati americani, possiamo ancora vedere come una vittoria del repubblicano e del peso messicano potrebbe far segnare un brusco calo, al’economia e ai mercati. QUesto a causa anche di quella che è la sua linea politica, il suo pugno duro messo in atto dal magnate nei confronti del Paese centroamericano anche in termini di immigrazione e scambi commerciali.

Per tale motivo il costo dell’hedging, ovvero della pratica che consiste nell’effettuare una o più operazioni di copertura per proteggersi dai rischi legati ad un altro investimento, contro un forte ribasso della valuta messicana è cresciuto in modo significativo.

Se si considerano i dati raccolti dall’hedge fund Whard Stewart, possiamo notare come la volatilità implicita a un mese per il cambio dollaro/peso è ricavata dai prezzi delle opzioni ed è usata per prevedere l’intensità dei movimenti del cambio nei trenta giorni successivi alla rilevazione è cresciuta nell’ultima settimana di 8 punti percentuali dai 16 punti del 26 ottobre agli attuali 24.

Elezioni USA: sondaggi a confronto

Secondo i sondaggi, il candidato repubblicano potrebbe ottenere la propria vittoria in tutti gli Stati conquistati da Mitt Romney nel 2012. A questi asi aggiungerebbero anche Colorado, Florida, Iowa, Ohio e New Hampshire.

Consideriamo anche l’ipotesi che potrebbe conquistare Ohio e Iowa, ma riteniamo che il Colorado, che ha votato per Obama 2 volte e ha una crescente popolazione ispanica al pari di New Hampshire invece siano una meta da conquistare molto più difficile.

Inoltre, anche se il candidato repubblicano perde la North Carolina, potrebbe arrivare alla Casa Bianca vincendo oltre che in Florida e in Ohio, in Iowa, Nevada, Colorado, New Hampshire e Wisconsin.

In breve, Trump dovrebbe conquistare 5 Stati che hanno eletto Obama nel 2012: Ohio, Florida, Iowa, Nevada, New Hampshire.

Stando a questi dati, non sarebbe difficile, ma è tutto ancora da decidere e anche in caso di parità a decidere sarebbe il Congresso, secondo cui  ad ogni Stato verrebbe assegnato un singolo voto; in queste condizioni, la vittoria di Trump sarebbe fatta. Non ci resta dunque che attendere l’esito delle elezioni.

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Tommaso Piccinni

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