Come fare Trading online con il mercato Forex?

come fare trading on linePrima di cominciare a operare sul mercato Forex, consigliamo di partire con i piedi di piombo, pianificando le diverse strategie che possiamo utilizzare. E’ importante prendere confidenza anche con i termini e le nozioni del mercato Forex.

Premesso quanto detto, passiamo adesso a vedere cos’è il Forex. Il forex. rappresenta in parole povere, il mercato delle valute, che è molto differente rispetto al mercato azionario e al mercato dei futures. Il mercato del forex è il mercato finanziario più liquido al mondo, dove vengono effettuati scambi dal valore di trilioni di dollari ogni giorno. Mentre il classico mercato azionario riesce a muovere “solo” decine e decine di miliardi di dollari.

In questo nostro articolo andremo a coprire le basi del trading forex, spiegando i termini principali relativi al mondo del forex. Passeremo poi ad una spiegazione dettagliata di come fare trading forex, mostrando come si guadagna nel forex e come possono essere piazzati i propri ordini nel mercato forex.

Cross o coppie di valute forex: quotazione forex

Prima di partire con un analisi dettagliata, bisogna capire che nel mercato delle valute,  non è possibile comprare o vendere una valuta indipendentemente da un’altra. Avviene infatti che i movimenti di quotazione di una valuta avvengono in funzione di un’altra; cioè:

  • l’euro, può tranquillamente apprezzarsi sul dollaro e allo stesso tempo indebolirsi rispetto alla sterlina.
  • A ogni valuta del Forex corrisponde un simbolo particolare di tre lettere definito dalle norme ISO 3. Le prime due lettere corrispondono al nome del Paese mentre la terza al nome della valuta nazionale.
    • GBP: Great Britain, Pound;
    • USD: United States, Dollar;
    • JPY: JaPan, Yen;
    • CHF:  Confédération, Helvétique, Franc Suisse;
    • CAD: Canada, Dollar.

Vi sono però anche delle eccezioni come ad esempio l’ EURO. L’euro, in quanto moneta rappresentativa di un’area economica, fa parte delle rare eccezioni a questa regola ed è semplicemente nominato EUR.

Veniamo adesso alla definizione di cross. Un cross di valute si compone di due valute divise separate da “/” e l’ordine di apparizione è fissato per convenzione, quindi parleremo di EUR/USD e mai di USD/EUR. Quando si fa trading forex, si compra una valuta e contemporaneamente si vende l’altra: se compro la coppia EUR/USD, significa che sto comprando euro e vendendo dollari. Viceversa, se vendo EUR/USD, significa che sto vendendo euro per comprare dollari.

quotazione forex

La valuta situata a sinistra di una coppia ovvero quella che appare per prima è chiamata valuta di base, mentre quella situata a destra valuta di cambio. Le coppie di valute presenti nel mercato del forex sono molte, anche se sono poche quelle che vengono maggiormente scambiate. Le coppie valutarie più importanti, anche chiamate major currency pairs (coppie di valute major), sono le seguenti:

  • EUR/USD
  • GBP/USD
  • USD/JPY
  • USD/CHF
  • AUD/USD
  • USD/CAD

Il bid, l’ask e lo spread.

Se osservate le quotazioni, potete constatare che a ogni incrocio di valute sono associati due valori. Questi rappresentano:

  • il prezzo a cui la valuta può essere acquistata ( ask);
  • il prezzo a cui la valuta può essere venduta (bid).

Se l’EUR/ USD vale 1.3601-1.3603, il valore più basso corrisponde al prezzo a cui potete vendere e di conseguenza il valore più alto corrisponde al prezzo a cui potete acquistare.

La differenza tra bid e ask si chiama spread. Questo è l’unico costo che vi viene addebitato in una transazione sul mercato dei cambi.

Cosa sono i pips nel forex

Cos’è un pip?

Il Pip è l’acronimo inglese di “price interest point” ed indica l’ultima cifra decimale utilizzata nella quotazione di un cambio valutario, che rappresenta la più piccola unità di variazione di un cambio valutario.

Se quindi prendiamo, per esempio, il cambio EUR/USD, il cui valore è pari a 1.1214, una variazione pari a +10 pips significa che il cambio è salito fino 1.1224. Se invece avviene una variazione -35 pips, significa che il cambio è sceso da 1.1214 a 1.1189.

Per quanto riguarda le valute maggiori, solo gli incroci con il JPY (lo Yen giapponese) hanno un pip che non vale 0.0001 ma 0.01. Come per esempio l’USD/JPY, che vale 101.59; tutti gli altri cambi valutari (che non includono il JPY) hanno sempre quattro cifre dopo la virgola (come 1.1456, 1.2378, etc…) e quindi un pip vale 0.0001.

Cos’ è l’effetto leva? La leva nel forex

Meccanismo dell’effetto leva

Dell’effetto leva ne avevamo già parlato in precedenza, ma non dettagliatamente, nell’articolo “prodotti finanziari a leva fissa e variabile” ma qui di seguito ne enunciamo il suo contenuto in maniera più dettagliata.

Uno degli aspetti più affascinanti del mercato del Forex è che offre un effetto leva largamente superiore a quello degli altri mercati. Questo farà in modo che anche i conti più piccoli abbiano la possibilità di operare su grandi volumi. Definiamo quindi, l’effetto leva come un meccanismo che vi permette di prendere posizioni ben più consistenti dei fondi che avete a disposizione. Inoltre, bisogna anche valutare i bonus offerti dai migliori broker presenti sulla piazza.

Funziona quindi come una normale leva: ci permette di investire capitali più grossi di quelli che abbiamo realmente a nostra disposizione. Dobbiamo specificare però che la leva forex è un’arma a doppio taglio: da una parte amplifica i guadagni, ma dall’altra amplifica anche le perdite. Infatti, sia i guadagni che le perdite verranno calcolate sull’importo di denaro che muoverete tramite la leva, e non su quello che avete realmente investito.

Chiariamo il tutto con un rapido esempio sulla leva forex.

Esempio:

Leva 100:1 significa che con 5000 € potrete prendere posizione per un importo totale di € 500.000, cioè 100 volte il vostro investimento. Le leve usate sul Forex vanno generalmente da 10:1 a 400:1 (quella più comunemente proposta dagli intermediari è 100:1) ed è il vostro intermediario, ovvero il broker forex, a giocare il ruolo di creditore.

L’utilizzo della leva allora vi permetterà di generare dei guadagni maggiori rispetto a quello che avete investito. Dall’altro lato, però, questo strumento è uno uno strumento molto rischioso, perché come moltiplica le vincite, di conseguenza moltiplica le perdite. Quindi è bene utilizzarlo con cautela e si sconsiglia caldamente di prendere posizione con una leva superiore a 50:1.

Le garanzie: la margin call.

Al fine di evitare che il trader perda più di quanto ha depositato sul conto, molti broker, vengono incontro a questo inconveniente, prendendo alcune precauzioni:

  • Un deposito che garantisca il pagamento di eventuali perdite;
  • Un margine che copra le posizioni aperte.

margine forex

Un’operazione “in marginalizzazione” permette di comprare o vendere per un importo superiore a quello disponibile sul conto. I margini utilizzati sono relativamente piccoli, dal momento che le oscillazioni dei cambi all’interno di una giornata sono spesso inferiori all’ 1% o 2%.
Generalmente, il margine richiesto dall’intermediario è pari all’1%, il che vuol dire che la vostra disponibilità sul conto deve essere almeno uguale all’1% della vostra posizione totale sul mercato. Se non rispettate tale margine, riceverete una segnalazione chiamata “margin call” con cui vi si informa che non avete il capitale sufficiente per coprire le posizioni.

Esempio:

Mettiamo il caso, voi possediate un conto di 10.000 euro. Il broker vi concede una leva 100:1, quindi potete assumere una posizione sul mercato di 1.000.000 euro. Si capisce allora che il margine e la leva sono legati poiché 1% di 1.000.000 valgono 10.000 euro. A questo punto, voi potete prendete due posizioni:

  • comprate 200.000 di EUR/USD;
  • 300.000 di EUR/JPY.

Questo vi permette quindi di accumulare una posizione totale pari a 500.000 euro, senza utilizzare la leva massima ma limitandovi a 50:1.

Mettiamo il caso che l’euro si deprezza contro yen e dollaro e il vostro conto è dimezzato. Il margine non corrisponde più all’1% richiesto e di conseguenza scatta la margin call. A questo punto, si possono verificare due situazioni:

  • Ignorate la margin call e mantenete la vostra posizione nella speranza che il mercato si riprenda a vostro favore.
  • Chiudete una delle posizioni al fine di ristabilire il livello di margine richiesto a scelta, tra EUR/USD o EUR/JPY.

Cosa è un broker forex: introduzione alle piattaforme di trading forex

Se siete arrivati fino a qua, avrete sicuramente notato che nella lettura abbiamo citato più volte il termine “broker forex”. Ma se non avete mai fatto trading online prima d’ora, sicuramente non saprete che cosa significhi il termine broker. Un broker, è una società che fa da intermediario tra voi ed il mercato in cui volete investire. Per operare nel forex quindi, dovete per forza registravi presso un broker forex.

broker forex online

I broker al giorno d’oggi operano quasi tutti online: prima di internet, il mercato del forex era riservato a “pochi eletti”. Ovvero banche, istituti finanziari, fondi di investimento, investitori privati con grossi capitali (minimo decine e decine di milioni). Ma da quando i broker hanno iniziato ad operare in rete, il mercato del forex è diventato accessibile a tutti, anche ai cosiddetti “retail traders” (cioè i trader che operano da soli, con cifre piccole-medie).

Infatti, la maggior parte dei broker forex permette di fare trading forex anche con cifre minime, come soli €100-200. Molto dipende dal broker: ci sono broker forex che possono chiedere di più, altri di meno. Indipendentemente dal broker che sceglierete, avrete sempre accesso ad una piattaforma di trading forex. Le piattaforme di trading forex possono essere di tre tipi:

  • Piattaforme web-based: sono piattaforme che non si devono scaricare sul proprio computer. Basta fare l’accesso sul sito del broker ed il gioco è fatto.
  • Piattaforme scaricabili: per utilizzare queste piattaforme dovete per forza prima scaricarle ed installarle sul vostro computer.
  • Piattaforme mobile: sono le piattaforme pensate per gli smartphone ed i tablet, scaricabili dai rispettivi store.

Bisogna ricordare che i broker offrono anche account demo per il trading forex: un account demo permette ai trader di fare trading forex utilizzando soldi virtuali. Un modo quindi per fare pratica, senza mettere mai a rischio il proprio capitale. Se non avete mai fatto trading forex prima d’ora, è bene che utilizziate un account demo per fare pratica nelle prime settimane.

Gli ordini.

Definizione generale.

Il trader, in questo caso un qualsiasi soggetto privato, non ha la possibilità di controllare costantemente l’evolversi delle sue posizioni di acquisto o vendita, ma può condizionare gli ordini all’apertura e poi successivamente chiuderli automaticamente quando il prezzo raggiunge un valore predeterminato. Questo è possibile farlo anche grazie al software per il trading automatico nel forex.

Distinguiamo due principali tipi di ordine:

Ordine “limite”;
• Ordine “stop”.

Entrambi, questi tipi di ordine possono essere di acquisto o vendita e possono essere connessi a una posizione aperta oppure no. Questi ordini possono essere annullati o modificati in ogni momento, ovvero se ritenete che il prezzo limite che avete fissato non sarà raggiunto dal mercato.

Gli ordini legati a posizioni aperte.

Sia che essi siano “stop”, sia che essi siano “limite” , questi ordini agiscono specificatamente nel caso di una posizione già aperta sul mercato con l’intento di chiuderla . Possiamo allora distinguere gli ordini “limite”, che permettono di realizzare un profitto ”take profit” e gli ordini “stop”, che permettono di bloccare le perdite nel caso di mercato sfavorevole.

Questi tipi di ordini possono essere sia di acquisto che di vendita. Vediamo cosa può succede.

Gli ordini “limite” legati a posizioni aperte hanno lo scopo principale di bloccare il guadagno. Quindi se per esempio vendete EUR/USD anticipando un ribasso, sarà necessario inserire un ordine limitato a un prezzo di acquisto inferiore a quello di vendita.

Quando le quotazioni arriveranno al prezzo d’esecuzione del vostro ordine, la posizione verrà chiusa e questa posizione avrà un incasso pari alla plusvalenza realizzata.

Così anche gli ordini “stop” hanno lo scopo di limitare o tagliare le perdite. Come nel caso precedente, possono essere di acquisto o vendita. Per esempio, se comprate EUR/USD anticipando un movimento al rialzo, potete posizionare un ordine “stop” di vendita su un livello inferiore al prezzo di ingresso di modo da limitare le perdite nel caso di un ribasso dei prezzi..

Ricapitolando, gli ordini “limite” e “stop” possono essere utilizzati contemporaneamente per proteggere al meglio la posizione aperta. In questo caso si parla di ordini O.C.O (One Cancel the Other) : ovvero significa che se viene eseguito uno dei due ordini l’altro viene automaticamente annullato.

  • Gli ordini “limite”sono utilizzati quando si prevede un’inversione del mercato;
  • Gli ordini “stop” sono utilizzati quando si crede che un supporto (o una resistenza) sarà rotto per una forte tendenza ribassista (o rialzista).

Gli ordini non legati a posizioni aperte non sono legate ad altre posizioni, ma al contrario serve per aprire una posizione sul mercato. Lo scopo generale è quello di comprare o vendere una valuta nel momento migliore e in funzione delle vostre previsioni sul mercato.

Grazie a questo tipo di ordini, è possibile costruire una strategia sistematica di ordini, molto utile soprattutto per chi individua sui grafici i supporti e le resistenze. Allora gli ordini sono inoltrati ogni qualvolta che i prezzi raggiungono tali livelli. Tuttavia fate attenzione perché i supporti e le resistenze non sono fenomeni eterni.

ordine acquistoordine vendita

Strategie miste.

A questo punto andiamo invece a spiegare come funzionano le strategie miste. Con queste sarà possibili inoltrare più ordini contemporaneamente, al fine di ottimizzare gli acquisti e limitare le perdite. Sono possibili tutte le combinazioni di ordini in funzione delle diverse strategie considerate. Analizzeremo per comodità soltanto le due strategie più comuni utilizzate, aiutandoci anche con dei grafici.

Analizzando l’andamento dell’EUR/USD vedete che questo si muove all’interno di un “range”, con una resistenza a 1.3600 e un supporto a 1.3400. Allora inserirete i seguenti ordini, prima descritti:

  • ordine “limite” di vendita a 1.3600;
  • ordine “limite” di acquisto a 1.3400.

Naturalmente il vostro desiderio è quello di acquistare al prezzo più basso e vendere al prezzo più alto, senza ombra di dubbio.

Avete già operato con un acquisto; il rischio di questo tipo di strategia sta nel dare per scontato che il prezzo rimarrà nel range tra 1.3400 e 1.3600.

Al contrario invece bisogna sempre considerare la probabilità di una rottura e per questo non bisogna mai “addormentarsi” sulle posizioni aperte. ordine limite di acqusto e vendita

Avete aperto una posizione di acquisto per 100.000 EUR/USD con un prezzo di apertura di 1.3500. State prevedendo  un rialzo dei prezzi ma sapete anche che se questi scenderanno e violeranno il supporto a 1.3400 la tendenza girerà al ribasso.

Al fine di limitare le perdite e ottimizzare i profitti, inserirete un ordine connesso alla posizione aperta con “stop” a 1.3380 per un importo di 100.000 EUR/USD nel nostro caso corrisponderà per forza di cose alla posizione aperta, e allo stesso tempo posizionate un ordine di vendita con stop a 1.3380 per 100.000 EUR/USD.

Gli altri tipi d’ordine.

  • L’ordine “trailing stop” ha la particolarità di spostare lo stop in funzione dei prezzi e di bloccarsi automaticamente se i prezzi scendono.

trailing stopSe abbiamo una posizione in acquisto sull’EUR/USD a 1.3500 e decidiamo quindi di posizionare il trailing stop a 1.3400. Se i prezzi salgono a 1.3520 di conseguenza  lo stop salirà a 1.3420. Al contrario se i prezzi ricominciano a calare, lo stop rimarrà su 1.3420 finché non viene toccato e l’ordine eseguito.

  • L’ordine  “if done”è un ordine che diventa operativo solo in seguito all’esecuzione di un ordine principale da cui dipende. Per esempio: l’EUR/USD è a 1.3520, inoltro un ordine limite di acquisto a 1.3500 e se questo viene eseguito
    allora richiedo che venga eseguito un ordine di vendita a 1.3550 e un ordine stop di vendita a 1.3450, entrambi connessi all’ordine principale. Finché l’ordine principale non è eseguito, questi due ordini rimangono inattivi.

Fate attenzione però a non confondere i differenti tipi di ordine. Per memorizzare la differenza tra ordine stop e ordine limite, di modo da non confonderli, semplifichiamo dicendo che:

  • l’ordine con limite segue il senso logico del mercato; un ordine limite è utilizzato per comprare sotto il prezzo del
    momento o vendere sopra di esso;
  • un ordine stop ricorre quando volete comprare sopra o vendere sotto il prezzo del momento.

Stop Loss & Take Profit

In questo paragrafo, andremo a spiegare nel dettaglio cosa sono gli stop loss e i take profit. Sono due strumenti fondamentali per chi fa trading forex, entrambi accessibili tramite le piattaforme di trading forex offerte dai broker.

Lo Stop Loss (abbreviato in SL) e il Take Profit (abbreviato in TP), sono due livelli di prezzo che possono essere impostati per ogni vostra operazione (che sia long o short) nel mercato del forex. Sia lo stop loss che il take profit, sono strumenti utilissimi per riuscire a controllare il rischio nel trading forex e riuscire a limitare le perdite.

analisi-tecnica-forex

Iniziamo proprio con lo spiegare che cosa sia uno stop loss. Chi mastica un po’ l’inglese, probabilmente, ha già capito a cosa serve: lo stop loss viene utilizzato dai trader per far chiudere in automatico la propria posizione, in caso che si trovi in perdita. Il trader può scegliere il livello di prezzo a cui impostarlo: se tale livello viene raggiunto durante le varie oscillazioni del prezzo della coppia di valute che avete comprato (o venduto), allora la vostra posizione verrà chiusa in automatico dal broker.

Ciò significa che non dovrete chiudere manualmente l’operazione: appena il livello viene toccato, ci penserà il broker stesso a farlo per voi. Lo stop loss viene piazzato nella direzione opposta a quella in cui si investe:

  • Se apro una posizione long (rialzista), allora lo Stop Loss lo posizionerò al di sotto dell’attuale valore della coppia di valute.
  • Se apro una posizione short (ribassista), allora lo Stop Loss lo posizionerò al di sopra dell’attuale valore della coppia di valute

Chiarifichiamo ulteriormente il tutto con un banale esempio. Se il cambio EUR/USD viene scambiato al valore di 1.1167, e apriamo una posizione rialzista, il nostro stop loss possiamo (per esempio) posizionarlo al valore di 1.1127. Perciò, se tutto va come abbiamo previsto, il prezzo non toccherà mai lo stop loss, anzi, aumenterà.

Se invece la nostra previsione era sbagliata, ed il prezzo incomincia a scendere, appena verrà raggiunto il livello di 1.1127, la nostra posizione verrà chiusa. Certo, subiremo una perdita: ma controlleremo e limiteremo tale perdita. Se non avessimo avuto lo Stop Loss, la nostra posizione sarebbe rimasta aperta: ciò significa che se il prezzo continua a scendere, la nostra perdita continua a diventare sempre più grande.

Ecco spiegata l’importanza dello Stop Loss: ci permette di sapere in anticipo quanto possiamo perdere (al massimo) dalla nostra operazione. Ovviamente, nessuno vi vieta di chiudere la posizione prima che tocchi lo stop loss: se vedete di essere in perdita, e che quindi la vostra previsione era sbagliata, potete tranquillamente chiudere in anticipo e subire una perdita ancora minore rispetto a quella che avreste ottenuto al livello dello stop loss.

forex-trading-errori-principiante

Se lo stop loss vi protegge dalle perdite, il take profit invece vi assicura i guadagni. Il take profit è un livello impostato sempre dal trader, che se raggiunto, fa chiudere in automatico la posizione (stavolta in profitto). Infatti, il take profit equivale al potenziale guadagno che volete ottenere dalla vostra operazione.

Fissato il take profit, se viene raggiunto, ci penserà il broker a chiudere la vostra operazione in guadagno. Qualcuno qui potrebbe dire: ma perché devo limitare i miei profitti? Rispondiamo con un esempio.

Abbiamo sempre il nostro solito EUR/USD, a valore attuale pari a 1.1167. Come prima, apriamo una posizione long, perché riteniamo che vi sarà un rialzo in giornata. Decidiamo di impostare lo stop loss, ma non il take profit. Tutto va secondo i piani: passano alcune ore, e il cambio EUR/USD raggiunge quota 1.1215. Se chiudessimo adesso l’operazione, ci porteremo a casa un guadagno (se avessimo investito €100 con leva 1:100, si parlerebbe di €148). Ma decidiamo di non chiudere, perché vogliamo puntare a guadagnare ancora di più.

Il prezzo continua a salire, anche se a fatica: raggiunge quota 1.1232, se chiudessimo adesso avremmo un profitto pari a €165. Ma perché fermarsi proprio ora? Lasciamo aperta la posizione, e le cose incominciano a girare contro di noi: il prezzo incomincia a scendere, e tocca quota 1.1203; se chiudiamo adesso otterremmo un profitto di €136. Che fare? Chiudere o aspettare di tornare almeno intorno ai cinquanta euro di profitto che inizialmente avevamo rifiutato?

Dubbi. Domande. Come potete vedere, il non aver impostato un livello di take profit ci ha confuso le idee. Tutto perché sono entrate in gioco le nostre emozioni, come l’avidità. Il profitto iniziale di +€48 euro non era niente male. Per non parlare del successivo, ancora migliore. E invece ora ci ritroviamo con solo +€36 di profitto. Spesso la situazione diventa ancora più drastica, e alcuni trader, passano dall’avere un guadagno, al subire una perdita.

Non è solo importante fissare un livello di stop loss: dovete anche pensare ad un livello di take profit. Inoltre, entrambi i livelli sono molto utili in caso che non possiate passare tutto il tempo davanti ad un grafico: se fissate tali livelli, ci penserà il broker a chiudere la vostra posizione, evitando di farvi ritrovare delle brutte soprese quando magari tornate a casa e accedete di nuovo al vostro account di trading.

Conclusioni.

La convinzione che il Forex sia un mercato volatile proviene dunque dal forte effetto leva disponibile sulle valute, come possiamo capire, ma non dimentichiamo che i trader sono liberi di scegliere la leva che più si adatta alla loro strategia di rischio o di investimento che il trading online mette a disposizione.

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Tommaso Piccinni

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