Cosa sono i gap, e cosa significa che il mercato va a vuoto.

Nel definire i grafici in analisi tecnica, non possiamo non definire un GAP.

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il Gap rappresenta su di un grafico, un salto nella curva dei prezzi; questo avviene quando non si sono registrati scambi in determinate zone di prezzo.

I Gap ancora possono essere individuati a posteriori attraverso grafici a barre o candlestick. Nei  grafici lineari non si riscontrano invece dei punti in cui si possono individuare i Gap in quanto non riportano i valori di apertura, chiusura, massimo e minimo relativo ai singoli giorni di contrattazione.

Vediamo meglio con l’aiuto di un grafico.

gapPrincipali tipologie di GAP.

Tra le diverse tipologie di GAP, annoveriamo i “price gap” i quali possono essere sostanzialmente di due tipologie:

  • upside gap;
  • downside gap.

I primi si riferiscono al caso in cui il titolo apra sopra al massimo della seduta precedente, senza ritornarvi nel corso della giornata, lasciando quindi aperto un buco che quindi definito upside gap.

I secondi si riferiscono, invece, al caso opposto, ossia al caso in cui il titolo in questione apra al di sotto del minimo della seduta precedente, senza ritornarvi nel corso degli scambi, lasciando quindi aperto un buco che, in questo caso, verrà definito downside gap.

Il gap più in generale  viene definito “common gap”. Rappresenta delle aree in cui non si sono verificati scambi. Esso si realizza prevalentemente in caso di notizie particolari ed improvvise che interessano il titolo o lo strumento in questione, oppure in casi di scarsa liquidità e quindi scarso interesse da parte del mercato. differenziamo ancora altri tre tipi di gap, ognuna identificativa di una situazione specifica:

  • Il primo è il cosiddetto “breakaway gap”; Una volta che si realizza, il breakaway gap rappresenta un importante livello di supporto, al di sotto del quale le probabilità di vedere concretizzarsi il forte movimento atteso si ridurrebbero al minimo.

Questo si realizza in corrispondenza del breakout di prolungate zone di congestione o di figure particolarmente rilevanti nel medio termine. Viene definito come un ottimo segnale di forza che presuppone l’inizio di un movimento forte e prolungato.

  • Il secondo è invece il cosiddetto “runaway gap”;Il suo evento, si verifica generalmente attorno alla metà del movimento, pertanto risulta molto utile per valutare quali potranno essere i target futuri e i tempi con i quali essi verranno raggiunti.

Anche questo, è un notevole segnale di forza a sostegno delle ipotesi di continuazione del trend in atto.

  • Il terzo e ultimo tipo di gap è definito “exhaustion gap”;

Questo si verifica in prossimità della fine della tendenza.

Collegato a questa ultima tipologia di gap c’è il concetto di:

  • island reversal.

Spesso, dopo il verificarsi di un exhaustion gap, i prezzi si muovono in movimento laterale per qualche seduta prima di registrare un altro gap nel senso opposto al precedente. Quest’ultimo gap assumerà la forma del breakway gap e completa la formazione di un island reversal.island reversal

In ultimo, possiamo vedere che misurando la distanza tra il breakaway gap e il runaway gap è possibile individuare due fattori:

  • il probabile livello di prezzo a cui esso si verificherà;
  • l’arco temporale entro cui si potrebbe realizzare.

Questa tipologia di gap è la risultante dell’ultimo eccesso speculativo all’interno del forte movimento partito in corrispondenza del breakaway gap. Proprio per dato motivo, l’exhaustion gap rappresenta  un livello alquanto significativo per individuare la probabile inversione di tendenza. Per tanto, una volta che i prezzi chiudono il “buco” in esame, il movimento tecnico può definirsi concluso.

Vediamo come utilizzare i GAP.

Molti credono, che i GAP vengono sempre “chiusi”, poiché date le statistiche, ciò accade nove volte su dieci.

Infatti, i principali attori che compongono il mercato, ovviamente, sono a conoscenza di questo aspetto, al punto tale da posizionare i propri livelli di uscita (take-profit) proprio in corrispondenza del gap più vicino. Ma cerchiamo di spiegare meglio il tutto e quali fattori determinano questo.  E’ facile intuire che, se la maggior parte degli investitori attivi su un titolo posiziona un ordine di vendita, il quale si rende necessario per chiudere la posizione proprio in corrispondenza dal gap aperto, si verificherà in tale punto, una forte pressione ribassista, al punto tale da trasformare tale livello di prezzo in un’importante resistenza che determinerà, con molte probabilità, quantomeno una nuova definizione dei prezzi. Lo stesso discorso vale ovviamente anche nel caso in cui il gap sia più in basso del prezzo attuale; chi avrà shortato il titolo in precedenza, posizionerà gli ordini di acquisto (necessari proprio per chiudere la posizione ribassista) molto vicino all’area di prezzo lasciata “aperta” dal gap, creando quindi un forte supporto ed aumentando le probabilità di un rimbalzo tecnico.

Conclusione.

Possiamo definire i gap come zone, che in un grafico non evidenziano rilevazioni di prezzo. In un trend rialzista si verifica un gap quando i prezzi aprono sopra il massimo della rilevazione precedente e questa distanza non viene colmata nel corso di quell’intervallo di rilevazione. I gap al rialzo mostrano forza, quelli al ribasso segnalano debolezza.

Uno dei luoghi comuni più noti indica che i gap devono essere sempre coperti, ma nella pratica questo non è sempre vero.

gap 2

 

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Tommaso Piccinni

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