Pace fiscale: come funziona la nuova rottamazione cartelle 2019?

Pace fiscale? Certamente sì! Ecco come funziona la nuova rottamazione ter inerente alle cartelle prevista per il 2019. Al momento si segnalano anche diversi vantaggi come ad esempio maggior tempo per pagare le rate del debito, ma anche condono su sanzioni e sugli interessi.

Pace fiscale: regole sul funzionamento della rottamazione ter

Sulla base dell’avvio della nuova rottamazione, ha preso il via anche la pubblicazione dei moduli di domanda predisposti dall’Agenzia delle Entrate Riscossione. Al momento si segnala anche la data di scadenza per aderire alla definizione agevolata: 30 aprile 2019.

Il funzionamento della rottamazione ter viene spiegato all’interno del testo del decreto fiscale 2019 che è stato approvato dal Governo, il quale però definisce che sono ammesse al condono fiscale tute le cartelle affidate tra il 2000 e il 31 dicembre 2017.

La rottamazione-ter in pratica è tale in quanto consente ai contribuenti di pagare i debiti fiscali relativi a cartelle tra il 2000 e il 31 dicembre 2017 in 10 rate spalmate in 5 anni. Sono previste anche 2 scadenze all’anno. Gli interessi sono dovuti in base alla rateizzazione e come tale saranno anche ridotti dal 4,5% al 2% annuo.

L’intento del Governo è di puntare a dare più appeal alla nuova definizione agevolata delle cartelle giocando su di un tempo più lungo concesso per il pagamento e la riduzione degli interessi dovuti al piano di rateazione. Da questo condono o Pace fiscale, si stima un entrata ed un gettito pari a 11.100 milioni di euro.

Pace fiscale

Pace fiscale 2019: regole sul funzionamento della rottamazione ter

Cosa prevede la rottamazione cartelle TER?

A tutti coloro che si chiedono come funziona la nuova rottamazione delle cartelle, è beneche sappiano da subito che si tratta di una procedura abbastanza diversa rispetto a quella che invece era stabilito nell’impostazione iniziale di pace fiscale. Secondo quanto prevede il decreto fiscale 2019 il debito dovrà essere pagato in modalità integrale. Lo sconto riguarderà solo e soltanto sanzioni e interessi.

Rottamazione cartelle

Rottamazione cartelle 2019: ecco come funziona la pace fiscale?

Rottamazione cartelle 2019: ecco come funziona la pace fiscale

Sulla base della nuova rottamazione delle cartelle ,prevista dal decreto fiscale presente all’interno della Legge di Bilancio 2019, non vi è una differenza sostanziale rispetto a quella precedente di definizione agevolata. Questo permetterà ai contribuenti di pagare l’importo del debito al netto delle sanzioni e degli interessi dovuti.

A ben vedere non si tratta di una Pace fiscale come la si era pensata in origine. Non ha nulla a che vedere con quanto previsto dal Contratto di Governo il quale prevedeva il pagamento ridotto delle imposte dovute. Queste erano calcolate in percentuale (dal 6% al 25%) in base alla propria situazione reddituale.

Tutti i soggetti che vogliono aderire alla rottamazione devono pagare la somma capitale e gli interessi iscritti a ruolo. A questo si aggiunge anche l’aggio e i diritti di notifica della cartella di pagamento comprese anche le spese esecutive eventualmente maturate.

Non è previsto invece il versamento di:

  • Sanzioni incluse negli stessi carichi;
  • Interessi di mora;
  • Sanzioni civili, accessorie ai crediti di natura previdenziale.

Tutte le cartelle ammesse alla rottamazione ter partono da un più ampio progetto di pace fiscale in corso di definizione. Queste sono state affidate ad Equitalia – Agenzia Entrate Riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017.

I soggetti oggetto di questi avvisi, possono aderire alla rottamazione presentando domanda di adesione entro e non oltre la scadenza ancora non pervenuta e che per altro deve essere confermata non appena sarà reso noto il testo definitivo del decreto fiscale 2019.

I soggetti che aderiranno alla domanda di adesione legata alla rottamazione ter delle cartelle possono scegliere di pagare o tramite unica soluzione o anche tramite 10 rate spalmate in 5 anni.

Al momento, come detto in precedenza vengono confermate 2 scadenze annuali:

  • 31 Luglio;
  • 30 Novembre.

Per quanto riguarda invece la fase di presentazione delle istanze, al momento l’avvio della rottamazione è fissato al 30 aprile 2019. Entro questa data tutti i contribuenti non in regola con il pagamento, possono fare domanda utilizzando i moduli che dovranno esser pubblicati dalle Entrate.

Rottamazione-ter: domanda entro il 30 aprile 2019

Abbiamo detto che il termine ultimo per aderire alla rottamazione ter è fissato al 30 Aprile 2019. Questo è il termine ultimo entro il quale deve essere presentata la domanda. La domanda viene presentata tramite apposito modello DA-2018.

Al momento, sono previsti diverse modalità di adesione. Tra questi ricordiamo:

Via telematica

E’ possibile inviare il modello DA-2018 interamente compilato allegando copia del documento d’identità direttamente alla casella PEC della Direzione Regionale dell’Agenzia delle Entrate Riscossione di riferimento.

Presso gli sportelli dell’Agenzia delle Entrate Riscossione

E’ possibile inoltrare domanda direttamente presso uno degli sportelli dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (presenti in tutta Italia ad esclusione della Sicilia). In questo caso si deve compilare in ogni sua parte, firmare e consegnare il modello DA-2018.

L’Agenzia delle Entrate Riscossione invierà inoltre al contribuenti la “Comunicazione delle somme dovute” entro il 30 giugno del 2019. Qui sono indicati anche gli importi residui da pagare e saranno presenti anche gli appositi bollettini a seconda del piano di rate indicato nel modello DA-2018.

Rottamazione-ter: modelli di domanda online

Secondo quanto pubblicato dall’Agenzia delle Entrate Riscossione il 6 novembre 2018, è disponibile l’elenco dei modelli di adesione alla rottamazione ter secondo quanto prevista dagli articoli 3 e 5 del decreto fiscale 2019.

L’Agenzia ha anche ritenuto doveroso pubblicare sul proprio sito web 2 moduli per le domande di adesione alla rottamazione ter secondo cui i contribuenti in debito col Fisco si devono attenere e devono provvedere a presentare entro il 30 aprile 2019.

Modello DA-2018

Deve essere utilizzato dai contribuenti che presentano domanda di adesione alla rottamazione ter inerente ai carichi affidati alla riscossone dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017 (secondo quanto previsto dall’art. 3 del DL n. 119/2018);

Modello DA-2018-D

Deve essere utilizzato per le richieste di definizione agevolata legata ai debiti affidati alla riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione Europea, (secondo quanto stabilito dall’art. 5 del DL n. 119/2018).

Tramite presentazione delle dichiarazioni di adesione, tutti i contribuenti possono beneficiare del pagamento del solo importo residuo delle somme dovute, tranne che non si tratta di sanzioni e interessi di mora.

>>Clicca qui per scaricare il Modello DA-2018 – Agenzia delle Entrate Riscossione

>>Clicca qui per scaricare il Modello DA-2018-D – Agenzia delle Entrate Riscossione  

Rottamazione ter 2019: ammessi anche i decaduti da precedenti definizioni agevolate?

Rottamazione dei debiti

Rottamazione ter 2019: ammessi anche i decaduti da precedenti definizioni agevolate

La pace fiscale prevede anche la possibilità per i contribuenti che avevano già aderito a precedenti rottamazioni ma che ne erano decaduti a causa del mancato pagamento delle rate, di aderire a questa nuova rottamazione. Al momento sono potenziali aderenti alla nuova rottamazione i:

  • Contribuenti che non hanno pagato le rate della rottamazione in corso. In questo caso si deve procedere necessariamente ad eseguire i versamenti delle rate scadute a Luglio, Settembre ed Ottobre. La scadenza della rata è fissata al 7 dicembre 2018.
  • Soggetti con cartelle ammesse alla prima rottamazione (DL 193/2016) ma che non hanno mai concluso il pagamento delle rate.
  • Contribuenti che a seguito dell’adesione alla rottamazione prevista dal DL 148/2017 non hanno masi ultimato il pagamento delle rate scadute entro il 31 dicembre 2016 di vecchi piani di dilazione in essere alla data del 24 ottobre 2016.

Infine possono presentare domanda di rottamazione tutti i contribuenti che hanno contratto debiti risultanti da carichi affidati all’agente della riscossione rientranti nei procedimenti instaurati a seguito di istanza presentata dai debitori (legge 27 gennaio 2012, n. 3).

Sono ammesse alla rottamazione anche le multe stradali. In questo caso sono però condonati gli interessi previsti dalla legge.

Non possono essere invece alla rottamazione le cartelle dei debiti risultanti da carichi affidati agli agenti della riscossione e che sono relativi a:

  • Risorse proprie tradizionali che sono previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettera a), delle decisioni 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e 2014/335/UE, Euratom del Consiglio, del 26 maggio 2014, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
  • Somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato secondo quanto disposto ai sensi dell’articolo 16 del regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015;
  • Crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  • Multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • Sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie e violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Pace fiscale: vantaggi della nuova rottamazione: rate in 5 anni e interessi ridotti

Vantaggi della Pace Fiscale

Vantaggi della Pace Fiscale

Viene al momento messa da parte l’ipotesi di un possibile condono di “vecchio stampo”. La nuova rottamazione delle cartelle presenta dei vantaggi significativi che di seguito riporteremo.

  • Il primo vantaggio è legato alle rate. Infatti, il numero delle rate potranno arrivare fino a 10 e potranno essere pagate in 10 anni.
  • A beneficiare della dilazione lunga del pagamento saranno anche le rottamazioni in essere ovvero quelle di cui al DL 148/2017.

Si ricorda infine che le precedenti due definizioni agevolate prevedevano tempi stringenti e ravvicinati. Questo ha fatto sì che i contribuenti non fossero in grado di proseguire il versamento delle rate. Nel caso di rateizzazione, l’importo degli interessi dovuti su ciascuna delle rate sarà pari allo 0,3%, a fronte della misura ordinaria del 4,5% che invece viene prevista dall’art. 21 del DPR n. 602/1973 ed applicato nelle precedenti definizioni.

Infine, si tenga presente che tutti i contribuenti che inoltreranno domanda di rottamazione, possono utilizzare in compensazione (per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione), i crediti non prescritti, sia quelli certi liquidi ed esigibili, sia quelli inerenti a somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della PA.

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Tommaso Piccinni

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