DdL di Bilancio 2019 e Reddito di cittadinanza: come si richiede? Domanda – Fax simile

In questi ultimi mesi abbiamo spesso sentito parlare di reddito di cittadinanza. E’ stato più volte acclamato ed applaudito in campagna elettorale e da Gennaio 2019 dovrebbe entrare in vigore. Ma chi ne ha diritto? Soprattutto come fare domanda? Chi eroga questo sussidio?

A questi interrogativi e a tanti altri cercheremo di dare risposta nel nostro approfondimento.

In questa guida non parleremo del reddito di cittadinanza in quanto lo abbiamo già fatto in precedenza (Definizione di Reddito di Cittadinanza: come richiederlo? Come funziona? Guida completa ). Parleremo invece di alcuni approfondimenti in merito ad esso inerenti alle prime indiscrezioni sulla domanda e su come richiederlo.

Reddito di Cittadinanza Italia

Reddito di Cittadinanza Italia

Reddito di cittadinanza: come presentare domanda?

Secondo alcune indiscrezioni rilasciate dall’On. Laura Castelli al fine di ricevere l’assegno di 780 euro al mese non bisognerà fare domanda.

Sarà lo stato che deve farsi carico per individuare a chi spetta e a chi non spetta il reddito di cittadinanza. Questo vuol dire non dover fare file agli sportelli o compilare moduli di domanda.

La procedura di assegnazione del contributo sarà automatica. Al momento però non è ancora chiaro come sarà stabilito e quali soggetti sono beneficiari del reddito di cittadinanza.

Quello che oggi possiamo affermare con certezza è che avranno diritto all’assegno di 780 euro tutti i soggetti che si trovano nello stato di disoccupazione o che percepiscono un importo variabile ed inferiore a questa somma. In questo caso l’assegno competerà fino al raggiungimento dei 780 euro netti al mese.

Al fine di riceverlo però si devono anche rispettare specifici requisiti e ci si deve iscrivere ai Centri per l’Impiego. Si deve anche svolgere 8 ore di volontariato presso il proprio Comune.

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Reddito di cittadinanza e DdL di Bilancio 2019

Il DdL di Bilancio 2019 prevede un assegno di 780 euro a partire da Marzo 2019 e non più da Gennaio 2019 come invece era previsto in precedenza. Il DdL prevede anche che sarà erogato direttamente dallo Stato ai cittadini in base ai dati presenti all’interno delle banche dati pubbliche e solo ai soggetti che ne avranno diritto.

Attenzione:

Il reddito di cittadinanza non è una prestazione sostegno del reddito! Non ha nulla a che vedere con quelle che sono esistite fino ad oggi e sarà lo Stato a comunicare ai richiedenti se ne hanno diritto o meno.

Sarà lo Stato a farsi carico di questo! Sarà esso a decidere chi ha diritto all’assegno e all’assistenza pubblica per l’inserimento nel mondo del lavoro. Non è chiaro invece come verranno effettuati i controlli al fine di stabilire chi avrà diritto o meno ad accedere alla misura.

Al momento l’unica ipotesi seria e plausibile è quella secondo cui sono vagliati tutti i redditi dichiarati ai fini ISEE nell’ultimo biennio.

Anche in questo caso, sono da valutare le eventuali criticità in merito a tutti i soggetti che potrebbero non aver richiesto il modello ISEE (necessario per altro anche per aver accesso a specifiche prestazioni di carattere assistenziale. Questo deve essere richiesto da tutti i soggetti che hanno delle condizioni economiche differenti rispetto a quanto dichiarato negli anni precedenti. Tutti i dettagli saranno resi noti, solo a seguito della presentazione e approvazione della Legge di Bilancio 2019.

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Quali lavori dovrà fare chi avrà diritto al reddito di cittadinanza

Tutti i soggetti percettori del reddito di cittadinanza devono prestare volontariato presso il Comune per un periodo di tempo non inferiore alle otto ore.

In pratica potrebbe succedere, allo stato dei fatti, che tutti i cittadini avente diritto all’assegno, sono obbligati a svolgere dei lavori socialmente utili, come ad esempio assistenza ad anziani, disabili o attività di conservazione e manutenzione delle aree urbane.

A questi primi lavori volontari, tutti i percettori del reddito di cittadinanza, si associa anche l’obbligo di frequentare dei corsi di formazione proposti dal Centro per l’Impiego. Questo perché al fine di percepire l’assegno sarà necessario rispettare alcune regole di condizionalità. Si deve pertanto anche accettare proposte di lavoro congrue valutate su base economica e secondo i requisito di distanza rispetto alla sede di residenza.

Il soggetto percettore del reddito è anche obbligato a impiegare almeno due ore al giorno alla ricerca di lavoro. Al fine di rispettare questa regola, l’ipotesi messa a punto è quella della creazione di un portale nazionale delle offerte di lavoro che sarà gestito dai Centri per l’Impiego.

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A chi spetta il reddito di cittadinanza?

Si tratta di un assegno erogato a tutti i soggetti che rispondono ai seguenti requisiti:

  1. Disoccupazione involontaria;
  2. Ricerca attiva di lavoro;
  3. Aver avviato e concluso percorsi di formazione.

In seguito all’approvazione della legge di Bilancio 2019, si stabiliscono anche i requisiti di reddito per accedere alla misura. Questi devono essere valutati in base al valore del modello ISEE. Devono anche tenere conto dell’aspetto reddituale e di quello patrimoniale relativo all’intero nucleo familiare.

In merito ai limiti ISEE, la soglia massima consentita è di 8.000 euro. Solo in questo modo è possibile proseguire al calcolo dell’assegno che spetta. Questo permette ai beneficiari di poter avere un’entrata mensile pari a 780 euro al mese.

Si specifica anche che la normativa relativa al reddito di cittadinanza non è ancora stata resa nota. Si deve per tanto attendere la pubblicazione della Legge di Bilancio 2019 prima di azzardare qualsiasi ipotesi.

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Tommaso Piccinni

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