IREP: nuova imposta sul reddito dei professionisti. Cos’è e come funziona?

In questa guida cercheremo di analizzare in maniera semplice e veloce l’IREP ovvero l’imposta sul reddito dei professionisti. Si tratta di una nuova proposta messa in campo dal governo Giallo verde. Anche questa è una nuova forma di tassazione per i professionisti che dovrebbe rientrare nella semplificazione fiscale. Ma è davvero così?  Di seguito analizzeremo tutti gli aspetti.

IREP

IREP: nuova imposta sul reddito dei professionisti

IREP: cos’è?

L’IREP è definita come una delle nuove proposte presentate dal governo composto da Lega e 5 stelle nell’ambito della riforma fiscale che dovrebbe prendere il via nel 2019.

L’IREP in breve è la nuova imposta sul reddito dei professionisti annunciata come una delle tante possibili proposte di riforma fiscale 2019.

Questa proposta è stata annunciata nei giorni scorsi anche su il Sole 24 Ore.

La proposta di legge M5S-Lega sulle semplificazioni fiscali contiene molte norme di (reale?) semplificazione fiscale. Tra le più importanti non possiamo non prendere in considerazione ad esempio lo snellimento dei processi di gestione della fattura elettronica, ma anche quelli relativi all’ennesima riforma delle scadenze fiscali annuali sino ad arrivare alla rimodulazione delle aliquote Irpef ed infine la flat tax.

Ecco dunque una delle migliori proposte di cui andremo a parlarti oggi: l’IREP, acronimo di imposta sul reddito dei professionisti.

In pratica l’IREP, ovvero la nuova imposta sul reddito dei professionisti è una nuova imposta che il Governo Lega-M5S vuole introdurre a partire dal 2019.

Tra le diverse proposte di legge e di riforma fiscale per il 2019, il Governo M5S Lega ha inserito come prima nuova imposta l’IREP in vista proprio di una maggiore semplificazione fiscale.

>>Leggi anche: Bonus 80 euro 2019: cosa cambia? Tutte le novità

Come si applica l’IREP?

Come si applica L'IREP?

Come si applica L’IREP?

IREP come detto è l’acronimo di imposta sul reddito dei professionisti. A nostro avviso si tratta di una nuova imposta che prende piede all’interno del panorama fiscale dei professionisti italiani.

In estrema sintesi, la possiamo definire come una tassa unica, fissa al 24% inerente solo la parte di redditi prodotti dal professionista ma non prelevati.

In pratica, molti la definiscono come l’ennesima proposta di flat tax, anche se molto lontana dalle reali attese dei contribuenti.

IREP, presenta come tutte le proposte delle evidenti criticità inerenti proprio alla nuova imposta sul reddito dei professionisti proposta dal Governo Lega-M5S.

Ovviamente nessuno vuole giudicare una norma ancor prima che questa veda la luce…

Come si è arrivati all’IREP?

Nonostante tutto, nonostante Lega e cinque stelle vogliono arrivare ad un accordo comune sulla semplificazione fiscale, ancora oggi la maggioranza parlamentare è lontana dal trovarne uno. Essa sembra muoversi in modo molto disorganico proprio in materia di fisco.

Uno dei primi punti di discussione potrebbe essere quello relativo al tema dell’imposta sul reddito ad aliquota unica, per le famiglie e per le imprese.

In campagna elettorale la Lega parlava di flat tax da subito ed al 15%.

Ma purtroppo per vedere l’applicazione di questa aliquota, si deve attendere ancora molto.

Infatti le ultime settimane, hanno visto proposte differenti di Flat tax con le seguenti proposte:

  • flat tax al 23%;
  • flat tax a due o tre aliquote (che quindi non è una flat tax…);
  • Rimodulazione delle aliquote centrali dell’Irpef (27 e 38 per cento);
  • Riduzione di un punto dell’aliquota Irpef minima.

A ben vedere si tratta di proposte che potrebbero essere vantaggiose, nessuno lo mette in dubbio, ma molto lontane da quel 15% osannato in campagna elettorale.

Oggi invece spunta l’IREP, ovvero l’imposta che andrebbe ad affiancarsi all’IRI e considerata come una sua estensione.

A ben vedere l’imposta sul reddito dell’imprenditore, venne varato per la prima volta dal Governo a guida PD per poi essere fortunatamente rinviato nella sua fase applicativa.

Chi deve pagare l’IRI?

L’IRI riguarda tutte le ditte individuali e anche le società di persone che sono iscritte al registro della contabilità ordinaria.

Chi deve pagare L’IREP?

L’IREP invece deve essere pagata da tutti i soggetti che sono considerati come liberi professionisti, ovvero dalla stragrande maggioranza che per altro operano in regime di contabilità semplificata.

Questo ovviamente è da considerarlo come un fattore che riduce di molto l’appetibilità della proposta in oggetto.

>>Leggi anche: Flat tax: 2019 alle imprese; 2020 alle famiglie

Riduzione imposte e tasse per i professionisti: quando?

Possibile riduzione delle tasse?

A questo punto ci si potrebbe chiedere: a che punto siamo con la nuova flat tax (ovvero l’estensione del regime forfettario già esistente)? Ma davvero è un’ottima soluzione la flat tax per i professionisti?

Nota anche che si parla fondamentalmente di un’estensione del regime forfettario, di quello già esistente a tutti i liberi professionisti.

Queste oggi le possibili proposte fatte da Salvini:

  1. Tassazione al 15% per coloro che maturano ricavi non superiori ad euro 65.000;
  2. Tassazione al 20% per coloro che producono un reddito fiscale non superiore ad euro 100.000.

Potrebbe davvero essere un’ottima soluzione per tutti i lavoratori liberi professionisti, anche se la categoria (liberi professionisti) incontra il limite dei ricavi.

Infine si deve anche valutare il coefficiente di redditività che verrà ad applicarsi. Si deve chiarie se questo rimane sempre il 78%, o no. Questo fattore ancora oggi non è stato chiarito. Per altro al fine di una maggiore e completa valutazione si dovrà attendere il 20 ottobre, ovvero la data di inizio dell’iter di discussione della prossima Legge di Bilancio 2019.

Legge di Bilancio 2019 e flat tax

A questo punto, non ci resta che attendere la posposta sulla nuova legge di Bilancio che dovrebbe comprendere al suo interno anche l’intervento per i professionisti con una nuova imposta sostitutiva a partire dal 2019. In questo caso si deve parlare di Legge di Bilancio, semplificazione fiscale e flat tax.

Il tema principale come avrai ben compreso è rappresentata dal capitolo fiscale che non ha nulla a che vedere con la “Pace Fiscale”.

Si tratta di tutte le misure che sono considerate di contorno e che dovrebbero avere come scopo quello di attuare una vera e reale semplificazione del nostro sistema tributario.

Uno di questi nuovi provvedimenti di corredo che dovrebbe entrare pienamente in vigore a partire dal prossimo anno è l’Imposta sul Reddito dei Professionisti o Irep.

Lo scopo sarebbe quello di consentire agli stessi lavoratori autonomi di poter reinvestire i proventi della loro attività nella crescita e nello sviluppo della propria impresa.

Attenzione perché come detto prima, la tassazione dovrebbe prevedere un prelievo del 24% non su tutti i redditi ma solo su quelli non prelevati dal professionista.

Inoltre da quanto è dato sapere all’Irep non dovrebbero essere assoggettati i contribuenti che in questo momento beneficiano del regime dei minimi o altri regimi forfettari.

A nostro avviso si tratterebbe di un flop in quanto la maggior parte dei professionisti opera in regime dei minimi o sono forfettari e come tali non sono soggetti a questa tassazione.

In tema di semplificazione, al vaglio delle analisi ci sono anche i seguenti argomenti:

  • Abolizione del modello 770;
  • Spostamento del termine dell’invio telematico dei modelli Redditi e Irap dal 31 ottobre al 31 dicembre di ogni anno.

Non ci resta che attendere i giorni a seguire per analizzare bene quelle che sono le proposte avanzate dal governo e quello che realmente viene inserito all’interno della legge di Bilancio.

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Tommaso Piccinni

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