Pace fiscale e condono: le ultime novità del Governo

Secondo alcune prime indiscrezioni si parlerà di Pace fiscale e della Legge di Bilancio 2019 già a partire dai prossimi giorni. Questi sarebbero i temi più caldi da affrontare con priorità.

Infatti, secondo le ultime novità del Governo, non si possono escludono possibili condoni delle cartelle esattoriali per debiti fino a 5 milioni di euro. Questo è almeno quello che vuole la lega e quanto proposto dal suo leader Salvini.

Da Sinistra Luigi Di Maio Giuseppe Conte e Matteo Salvini

Da Sinistra Luigi Di Maio, il premier Giuseppe Conte e il leghista Matteo Salvini

Pace fiscale e ipotesi condono: quali le novità del Governo?

Da diverso tempo ormai si parla di pace fiscale e di condono da inserire come temi prioritari all’interno della prossima Legge di Bilancio 2019.

In pratica si dovrebbe trattare di una sorta di maxi rottamazione delle cartelle esattoriali che ultimamente sembra assumere sempre più le sembianze di un condono. Sarà vero? Cerchiamo di capire il perché e come si potrebbe svolgere il tutto.

Secondo le ultimissime novità in merito, è emerse proprio lo scorso 8 settembre dal Forum Ambrosetti a Cernobbio, un possibile condono anche se per il momento il premier Conte ha escluso in modo diretto l’ipotesi di un condono legato alle cartelle esattoriali. Nella prossima manovra, secondo quanto affermato dal presidente del consiglio, non ci dovrebbe essere nessun condono. La Manovra 2019, punta ad essere definita una manovra dai contorni incerti.

L’attenzione, invece, viene rivolta ad altre misure, in quanto non ci sono ancora oggi i presupposti per la pace fiscale.

Dunque, ancora una volta siamo al punto di partenza. Non essendoci i presupposti, ci si torna a chiedere chi saranno i soggetti inclusi e quali gli esclusi dalla pace fiscale 2019.

Ora, sulla base delle informazioni rilasciate, possiamo solo dire che ci sono delle novità. In pratica il vicepremier della Lega Salvini avrebbe proposto di estendere il condono fiscale alle cartelle esattoriali fino a 5 milioni di euro.

Ma questo potrebbe non essere equo, però, nei confronti di chi ha sempre pagato le tasse. Molti lo potrebbero vedere come un incentivo alla frode Fiscale.

A tal proposito anche politici ed economisti si sono ribellati, tra cui Mario Monti e Carlo Cottarelli, i quali affermano che si parla di pace fiscale ma in realtà sotto falso nome si smaschera un condono.

Quali le novità dal Governo?

A questo punto cerchiamo di comprendere bene come il Governo intende muoversi. Fino ad oggi l’asse Lega M5S ha sempre ribadito di voler inserire all’interno della legge di bilancio la pace fiscale la quale però non dovrebbe in nessun modo avere caratteristiche e somiglianze ad un condono delle cartelle Equitalia.

Si è sempre e solo parlato di maxi rottamazione.

Cosa vuol dire questo?

Vuol dire che Lega e movimento 5 stelle si sono sempre espressi in questi termini e non vi è accenno alcuno a un condono.

Lo stesso ha fatto il Ministro dell’Economia Tria e lo steso premier Conte proprio in occasione del confronto al Forum Ambrosetti di Cernobbio tenutosi l’8 settembre 2018.

Vi è da sottolineare anche che fino ad oggi sono state analizzate tutte le possibili soluzioni di adesione alla pace fiscale.

Cosa vuol dire questo?

Vuol dire che al momento non tutti i soggetti possono aderire alla pace fiscale. Infatti, questa viene esclusa a tutti i soggetti morosi ovvero a tutti i soggetti che hanno già aderito alle precedenti rottamazioni delle cartelle introdotte dai precedenti governi e soprattutto dal Governo Renzi. Questi soggetti non possono parteciparvi e anzi sono costretti a saldare i propri debiti.

Quello che possiamo affermare ad oggi è che i confini della pace fiscale 2019 stanno diventando sempre più labili e confusi.

Ancora oggi non si conosce bene come sia possibile aderirvi e ancora oggi non in molti parlano di un condono per altro “camuffato” che verrebbe inserito all’interno della prossima Finanziaria e prenderebbe il via dal 1° gennaio 2019.

Ora, scorrendo le diverse proposte introdotte dal Governo in materia di pace fiscale è possibile notare come gli ultimi mesi si è parlato di diverse possibili aliquote.

Le proposte fatte e al vaglio oggi sono di tre aliquote:

  1. 6%;
  2. 10%;
  3. 25%;

Ovviamente queste aliquote fanno riferimento al totale del debito per importi massimi fino a 200.000 euro. Quindi il tutto viene calcolato sia in base all’importo del debito sia in base alla situazione economica del contribuente.

Allo stesso tempo è possibile però notare come le cifre sono molto diverse e ben più elevate rispetto a quanto annunciato in precedenza considerando che è stato proprio il Governo del Cambiamento, ad aver annunciato la possibilità di accedere alla pace fiscale dal 1° gennaio 2019. In pratica le aliquote per aderirvi sono molto alte.

Pace fiscale 2019: potrebbero essere ammessi debiti fino a 5 milioni

A questo punto non ci resta che analizzare le ultime novità in merito alla pace fiscale. Si tratta di notizie inerenti le ultime novità in merito alla pace fiscale che per altro sono state rilasciate dal Sottosegretario al MEF Massimo Bitonci. E’ lui che spiega anche il motivo del nuovo condono legato alle cartelle esattoriali. Egli afferma che questo sarà molto simile a quello del 2002.

In pratica secondo quanto afferma Bitonci:

La pace fiscale 2019 sarà la più ampia di sempre. Infatti, proprio il sottosegretario al MEF ha dichiarato che la Lega propone di estendere i confini di quello che sta prendendo sempre più le sembianze di un vero e proprio condono ai debiti col Fisco fino a 5 milioni di euro.

Aggiunge il Sottosegretario al MEF:

Vige la necessità di fare una differenziazione tra chi non ha pagato i proprio debiti alle Entrate a causa di una condizione economica difficile e gli evasori fiscali veri e propri.

Su questi ultimi “furbetti” si dovranno concentrare i controlli mirati da parte dell’Agenzia delle Entrate.

In vista dell’inserimento della pace fiscale fra le principali novità della prossima Legge di Bilancio 2019, si prevede un aumento consistente delle sanzioni per rendere evidente l’entrata in un nuovo regime fiscale dal 1° gennaio 2019.

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Tommaso Piccinni

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