Governo Conte: Reddito di cittadinanza e minibot

Quali sono oggi le prerogative del governo? Emettere subito minibot al fine di finanziare il reddito di cittadinanza.

Potrebbe essere una soluzione ideale anche se non sarebbe la mossa più logica e coerente, considerando anche che si tratta di un governo che si dice pronto a ribaltare il tavolo in sede europea.

Sappiamo bene che manca qualche giorno alla fine di Agosto e come tale settembre è ormai alle porte.

Sarà il mese decisivo per il governo Conte, ovvero il mese in cui si decide se davvero si cambia marcia o meno. Si deve passare dalle parole ai fatti. Infatti i toni della campagna elettorale ma anche la convulsa fase di definizione del contratto di governo fanno ben sperare in una rottura decisiva e concreta con il passato.

Ancora una volta lo scontro decisivo tra maggioranza ed opposizione si avrà sulla questione economica con il rapporto Italia Europa.

Si devono vedere prima i fatti concreti anche in questo tempa e poi cercare di comprendere bene come accordare il patchwork tra linee operative diverse con la Lega orientata verso il taglio delle tasse con le varie ipotesi sulla flat tax e il M5S orientato a rendere realtà il reddito di cittadinanza.

Entrambe le proposte sono ovviamente incluse nel contratto di governo e ci si aspetta quindi che siano realizzate.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in Senato con la squadra dei ministri

Minibot per pagare il reddito di cittadinanza?

Si tratterebbe di una possibile soluzione anche se a nostro avviso, questi 2 punti programmatici potrebbero rappresentare un eccezionale punto di convergenza tra MoVimento 5 Stelle e Lega. Si tratterebbe di un intervento immediato e congiunto di stimolo all’economia.

Pensare di stampare i minibot e iniziare la distribuzione con un reddito di cittadinanza, magari universale e maggiorato per disoccupati e famiglie in difficoltà, potrebbe oggi essere davvero un punto di ripartenza per l’economia italiana.

La potremmo anche definire come una soluzione ottimale al fine di garantire l’immediata circolazione dei minibot e allo stesso tempo realizzare in tempi rapidi e brevi il sistema reddito di cittadinanza senza il quale il M5S avrebbe obiettivamente grandi difficoltà a ripresentarsi alle urne con un nulla di fatto.

Si parla di una distribuzione universale minibot che altro non farebbero che incentivarne l’utilizzo come moneta. Cosa vuol dire questo? Che tutti i cittadini, essendone in possesso, avrebbero il solo interesse ad accettarlo come moneta. Per tale motivo non rischierebbe di diventare un’odiosa «moneta dei poveri» come la social card.

La potremmo anche definire come una convergenza naturale nel caso in cui le due fazioni fossero state del tutto oneste nel produrre il contratto di governo. Entrambe le parti sono infatti concordi nell’attuare un punto importante tra quelli proposti in campagna elettorale.

Si tratta di dover però decidere l’avvio o meno del programma minibot. Se questo verrebbe varato, potrebbe partire il secondo canale di distribuzione degli stessi che per altro è stato già annunciato da Claudio Borghi in campagna elettorale.

Claudio Borghi

In campagna elettorale contestava:

 il pagamento dei debiti dello Stato verso cittadini e imprese, altra situazione particolarmente odiosa che rappresenta da anni un freno all’economia e peggio ancora un vergognoso attacco alla coesione sociale della nazione e allo spirito di reciproca fiducia che dovrebbe unirne i singoli membri.

Come si può infatti avere fiducia in un sistema economico in cui lo Stato è il primo cattivo pagatore?

Rapporto deficit/pil

Tutto quanto affermato in campagna elettorale potrebbe essere approvato ma solo se si trova una soluzione tra deficit e pil.

Si tratta di una nota dolente all’iniziativa che se non trova la giusta soluzione potrebbe essere ancora una volta ritenuta solo una promessa.

Infatti, in merito al rapporto deficit/pil, la creazione di minibot per la distribuzione ai cittadini verrebbe certamente inquadrata come spesa a deficit senza coperture.

Ecco allora che il governo Conte perderebbe un grande occasione per finanziare una possibile ed eventuale ripresa. Deve però forzare sicuramente la mano e come tale deve sforare di proposito e avviando la scommessa per cui una corretta manovra di stimolo economico sarebbe un tale volàno per la crescita economica da portare già dal primo ciclo economico a una riduzione del rapporto debito/PIL.

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Tommaso Piccinni

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