Scadenze fiscali di Giugno: quali tasse si pagano?

Come ogni anni, quando arriva il mese di Giugno, gli Italiani sono chiamati a fare i conto con le tasse da pagare. Giugno, infatti è da sempre un mese impegnato per le scadenze di diversi tributi e quest’anno si prevede una stangata di ben 53 miliardi per famiglie e imprese.

In pratica nel mese di Giugno 12018 tutti i contribuenti italiani si troveranno a fare i conti con tasse comuni e non comuni, come la dichiarazione dei redditi o anche IMU e TASI ecc. si tratta di tasse sui redditi che tra le famiglie e le imprese ammontano a circa 53 miliardi di euro al fisco.

Di seguito analizzeremo quelle che sono le tasse da pagare e quelle che sono le date che si devono ricordare.

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Modello di pagamento F24

Giugno: quali tasse si pagano?

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Quali tasse si devono pagare nel mese di Giugno 2018

Abbiamo detto che il mese di Giugno prevede una stangata per famiglia di circa 53 miliardi. Questa somma deve essere ripartita tra le famiglie e le imprese.

Ma quali sono le tasse che si devono pagare nel mese di Giugno? Lo scopriremo a breve. Possiamo anche dire sin da ora che si tratta di tante tasse per questo mese, troppe soprattutto per gli italiani che ormai stentano ad arrivare a fine mese.

Infatti il mese di Giugno è appena iniziato e già si parla di stipendi completamente liquidati al fine di pagare le tasse e adempiere alle scadenze che andranno a gravare famiglie, imprese e partite IVA.

La somma da versare in totale è di oltre 53 miliardi di euro si tratta di soldi che devono essere pagati nel mese di giugno per tutte le famiglie. Il primo appuntamento importante del mese sarà quello con il versamento di IMU e TASI.

Si noti anche che il 2 giugno 2018 è stato celebrato il Tax Freedom Day, come giorno simbolico a partire dal quale gli italiani, dopo ben 152 giorni di sacrifici, finiscono di lavorare per pagare le tasse. Ma sarà a vero?

E’ davvero possibile concedersi il lusso di guadagnare per se stessi? Al momento, dati alla mano non credo proprio.

Per altro nel mese di Giugno ci sono tantissimi adempimenti fiscali; al momento ricordiamo le diverse scadenze per il mese di Giugno 2018:

  • Versamento dell’acconto IMU e TASI;

In questo caso, come sempre saranno i titolari di partita IVA i più tartassati.

Essi entro il 30 giugno (rinviato automaticamente al 2 luglio in quanto giorno festivo) devono necessariamente effettuare il versamento di saldo e primo acconto di:

  • Irpef
  • Ires
  • Irap
  • contributi INPS per gli iscritti alla Gestione Separata.

>>Leggi anche: Cos’è il modello 770 semplificato ed ordinario

Giugno mese delle tasse: ecco cosa e quando pagare

Come sempre chi punta i riflettori sul mese di Giugno definito come il mese nero per famiglie e imprese? Come sempre è la CGIA di Mestre che, fornisce interessanti analisi sul nostro articolato e complesso sistema fiscale.

Oggi si parla di una somma abbastanza alta per le tasse da pagare entro il mese di Giugno 2018 .

La tassazione portata avanti al momento prevede un introito per le casse dello stato di oltre 53 miliardi di euro e nel mese che da sempre segna l’inizio dell’estate bisognerà metter più volte mano al portafogli.

Ultimo giorno della stangata sarà il 30 giugno 2018 che viene considerato il giorno peggiore per imprese e lavoratori autonomi. In questa data infatti ricadono diverse scadenze per il versamento del saldo e della prima rata di acconto dell’Irpef.

Al momento solo per questa tassa si contano ben 4,3 miliardi di euro complessivi, a cui si deve aggiungere anche l’introito derivante dall’Irap per 3,2 miliardi di euro e infine i contributi INPS, e anche l’Ires (le imprese dovranno versare 9,1 miliardi di euro).

Nota infine che alla stessa data coincide la scadenza per il versamento del Diritto annuale per la Camera di Commercio.

Si ricorda tuttavia che tra le scadenze fissate per sabato 30 giugno 2018 slitteranno in maniera automatica al 2 Luglio ovvero al lunedì immediatamente successivo.

>>Leggi anche: Differenza tra deduzione e detrazioni nel modello 730 – Unico P.F.

A giugno imprese tartassate dalle tasse, tra Irpef e IVA

Come si compila l’F24 per IMU e TASI 2017

Come si compila l’F24 per IMU e TASI IVA IRES e IRPEF

In pratica secondo i dati riportati dalla CGIA di Mestre, le imprese sono quelle più tartassate dal fisco nel mese di giugno. Esse infatti devono fare i conti con il versamento delle ritenute Irpef legate ai loro dipendenti o anche dei collaboratori e come tale si vedono costretti a versare all’erario ben 11,4 miliardi di euro.

Tutte le imprese come anche i lavoratori autonomi mensili dovranno versare ben 9,4 miliardi di euro inerente alla tassazione IVA relativa al mese di maggio.

Sul tema, la CGIA ha voluto ribadire i rischi e le conseguenze dell’aumento IVA, affermando:

Bisogna assolutamente evitare che dal prossimo 1 gennaio l’Iva torni ad aumentare.

Non solo perché colpirebbe in particolar modo le famiglie meno abbienti e quelle più, ma anche perché il ritocco all’insù delle aliquote avrebbe un effetto recessivo per la nostra economia.

Ricordo, infatti, che il 60 per cento del Pil nazionale è riconducibile ai consumi delle famiglie.

Se l’Iva dovesse salire ai livelli record previsti, per le botteghe artigiane e i piccoli commercianti sarebbe una iattura, visto che la stragrande maggioranza dei rispettivi fatturati è attribuibile alla domanda interna.

Scadenza IMU e TASI il 18 giugno 2018

All’interno della lista nera per il mese di Giugno 2018 abbiamo anche la tassazione legata alla casa dove saranno ancora una volta i contribuenti ad essere presi di mira dal fisco. Il mese di giugno 2018 prevede infatti che non vi saranno solo i lavoratori autonomi e le imprese a dover versare queste somme, ma tutti i cittadini di famiglie, alle prese con la prima scadenza IMU e TASI dell’anno.

Infatti entro lunedì 18 giugno 2018 si deve adempiere al pagamento dell’acconto delle 2 imposte, che chiamerà alla cassa tutti i contribuenti titolari di seconde o terze case.

Da questa tassazione, lo stato dovrebbe ricavare ben 9,8 miliardi di gettito complessivo, di cui 5 miliardi in riferimento soltanto alle famiglie.

La scadenza del saldo è fissata invece il 17 dicembre 2018.

Nota bene che per il pagamento di IMU e TASI come sempre sono previste diverse tipologie di esenzione; al momento le più importanti sono quelle legate alla prima.

Infine si ricorda che IMU e TASI sono in ogni caso dovute quando l’abitazione principale rientra tra quelle di lusso.

>>Leggi anche: TASI 2018: cos’è e come si calcola?

Ires: saldo 2017 e primo acconto 2018

Tra le scadenze del mese di Giugno troviamo anche il saldo IRES 23017 e l’acconto primo Ires 2018. In pratica il prossimo 2 luglio 2018 è il termine ultimo per il pagamento della scadenza saldo Ires 2017 ed il primo acconto 2018.

Al momento quello che sappiamo è che restano invariate le regole per il calcolo e le modalità di pagamento già previste per gli anni scorsi.

L’Ires dovuta sulla base della dichiarazione dei redditi presentata dalla S.r.l. deve essere pagata sempre in due o più tranche. Questo avviene tramite il sistema di saldo e acconto.

In pratica avremo:

  • Entro il 30 giugno di ogni anno

Si deve adempiere al versamento del saldo dell’imposta relativa all’anno precedente. A questo si aggiunge anche il primo acconto per l’anno in corso. Esso è pari al 40% dell’ammontare totale del saldo dovuto per l’anno precedente.

  • Entro il 30 novembre di ogni anno

Occorre poi versare il secondo acconto per l’anno in corso pari al restante 60%.

Scadenza saldo e primo acconto Ires 2018: codice tributo modello F24

Il pagamento del saldo Ires 2017 e il primo acconto 2018 devono essere effettuati entro e non oltre il prossimo 2 luglio 2018, utilizzando il modello F24 con due diversi codice tributo:

  • codice tributo 2003 per il saldo;
  • codice tributo 2001 per il primo acconto.

Il secondo acconto, invece quello con scadenza per il prossimo 30 novembre, dovrà essere versato tramite il codice tributo 2002.

Scadenza saldo e primo acconto Ires 2018: regole generali

Per tutti i versamenti relativi alle imposte risultanti dalla dichiarazione delle società o dalle associazioni presenti all’interno dell’art. 5 del Tuir devono essere effettuati entro il 30 giugno dell’anno di presentazione della dichiarazione medesima.

Il versamento in questione del saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’IRES e quello relativo alla prima rata di acconto, deve essere effettuato entro l’ultimo giorno del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta secondo quanto disposto dall’art. 17, comma 1, del d.P.R. 435/2001, modificato dall’art. 7-quater, comma 19, del decreto-legge 193/2016, convertito, con modificazioni, dalla legge 225/2016.

Tutti i soggetti in base alle disposizioni di legge, devono approvare il bilancio o il rendiconto oltre il termine di 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio e devono effettuare i versamenti entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di approvazione del bilancio o rendiconto.

Nel caso in cui il bilancio o il rendiconto non è approvato entro il termine massimo previsto dalla legge ovvero di 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, allora tutti i versamenti devono, essere effettuati entro e non oltre l’ultimo giorno del mese successivo a quello sopra indicato.

Per capirci bene, se il bilancio è stato approvato il 30 giugno 2018, la società deve effettuare i versamenti entro il 31 luglio 2018.

Allo stesso modo, in caso di mancata approvazione del bilancio entro il 30 giugno 2018, la società deve effettuare i versamenti entro il 31 luglio 2018.

Tutti i versamenti possono anche essere effettuati entro il 30° giorno successivo ai termini stabiliti, con una maggiorazione delle somme da versare pari allo 0,40 % a titolo di interesse corrispettivo secondo quanto affermato dall’art. 17, comma 2, d.P.R. n. 435 del 2001.

>>Leggi anche: IRES: calcolo, aliquota e codice tributo F24. La guida completa

Non solo troppe tasse ma anche difficoltà nel pagarle

Infine si lamenta anche un altro fattore. L’impossibilità per tanti di accedere ai pagamenti e per chi ci riesce, la difficoltà nel pagarlo.

Infatti l’Italia risiede ai primi posti nella classifica del fisco più vessatorio: oltre al carico tributario e contributivo tra i più alti d’Europa, l’Italia è anche il paese in cui si ha una difficoltà assoluta nel pagare le tasse, tra continue novità e leggi che cambiano repentinamente.

La complessità e la farraginosità del nostro sistema tributario spesso mette in seria difficoltà perfino gli addetti ai lavori, come i commercialisti, le associazioni di categoria o i Caf.

Figuriamoci gli imprenditori, in particolar modo quelli di piccola dimensione, che nelle prossime settimane saranno costretti a recuperare le risorse economiche per onorare questo impegno in una fase molto delicata in cui le banche continuano a concedere il credito con il contagocce.

Questo è quanto affermato dalla CGIA di Mestre che sottolinea come si pari di una vera rivoluzione fiscale in Italia servirebbe partire da una semplificazione del sistema. Sia i cittadini che le imprese, come anche le Amministrazioni finanziarie, potrebbero lavorare meglio senza la selva di leggi, decreti e circolari esplicative.

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Tommaso Piccinni

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