Flat tax: 2019 alle imprese; 2020 alle famiglie

Da diverso tempo in campagna elettorale si è parlato di Flat Tax. La propose per la prima volta silvio Berlusconi negli anni ’90 ma da allora fino ad oggi non venne mai applicata.

Oggi si torna a parare di alleggerimento della tassazione per le imprese in tutta la campagna elettorale portata avanti dal centro destra.

Al governo oggi ci sono però i 5 stelle alleati della Lega. Sono questi che oggi cercando di portare avanti la Flat Tax tanto desiderata e voluta dal centro destra e che Salvini, esponente della Lega e oggi ministro dell’Interno cercherà di portare avanti come interesse non solo per gli Italiani ma anche del centro destra.

>>Tutti i dettagli e agli approfondimenti in merito sono disponibili su: Flat Tax: cos’è e come funziona?

Ma quali sono le proposte del governo oggi? Cerchiamo di capirne un po’ di più.

flat tax

Flat Tax: perché non potrebbe funzionare in Italia?

Quando entrerà in vigore la Flat tax?

Oggi si parla di una soluzione ideale per le grandi imprese e non per le piccole imprese. I critici dicono che si tratta di una tassa non equa e per altro che favorirà i potenti con i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Essa dovrebbe prendere il via dal 2019. Ma attenzione, perché in questa prima fase saranno beneficiari del nuovo sistema di tassazione sui redditi inizialmente soltanto le imprese. Saranno loro, ovviamente le grandi a poterne beneficiare di un alleggerimento fiscale.

Le famiglie, invece devono aspettare ben 2 anni per vedersi applicata questa legge. Quindi? Si deve attendere il 2020.

Perché?

Certamente come ben si sospettava non ci sono i fondi per la copertura della flat tax.

Flat tax dal 2019 per le imprese e dal 2020 per le famiglie

La Flat tax prenderà il via nel 2019 ma soltanto per le imprese. Le famiglie invece devono attendere tempi migliori. Oggi si parla di un attesa fino al 2020. Sarà vero?

Quindi si deve attendere la riforma dell’Irpef la cui riforma potrebbe vedere l’avvio solo nel 2020, ma non è detto che entro quest’anno verrà applicata.

Le promesse parlano di una tassazione entro il 2020 ma dalle parole ai fatti, come siamo ormai abituati a vedere, ne passa di tempo.

In pratica oggi assisteremo a 2 possibili scaglioni per applicare la tassazione piatta. Le ultime novità che emergono sul fronte delle misure in ambito fiscale con il nuovo Governo Conte, a guida Lega e M5S. dovrebbe prendere il via dunque nei prossimi anni la vera riforma fiscale tanto attesa dagli Italiani.

Il programma viene quindi suddiviso in due tempi per l’avvio della flat tax.

>>Leggi anche il nostro approfondimento: Flat tax: potrebbe non funzionare secondo la trasmissione Report

Questo è stato anticipato anche dal parlamentare della Lega Alberto Bagnai il quale oltre ad essere un esponente di spicco del partito, è anche una delle figura designata a ricoprire il ruolo di sottosegretario dell’Economia.

In breve si potrebbe assistere ad una reale riduzione del peso delle tasse per famiglie e imprese, ma queste però devono attendere ancora un po’.

Anche se non lo vogliono affermare, c’è molto scetticismo sulla sua attuazione, considerando che al momento non sono stati enunciati i tagli e la reperibilità dei fondi per l’introduzione della flat tax.

Per altro le famiglie, oggi le più tassate, sono in attesa della tanta agognata riforma Irpef la quale ancora viene portata a compimento soltanto dal 2020.

Cosa cambia?

In merito alla flat tax per le imprese è necessario anche tenere presente quella che è la tassazione attuale.

Ad oggi esiste una tassa piatta ad aliquota fissa. Si tratta in breve dell’Ires, che è stata portata dal 27,5% al 24% dalla Legge di Bilancio 2017.

L’Ires in pratica si applica alle sole società di capitali; le ditte individuali come anche le società di persone pagano l’IRPEF con il sistema a scaglioni e aliquote.

Per alcune di loro si sarebbe anche potuto optare per l’IRI, solo che il precedente Parlamento ha rinviato l’entrata in vigore di questa agevolazione.

Flat tax dal 2019: nei piani del Governo Lega-M5S prima le imprese

Abbattimento delle Tasse con la Fat Tax

Sono 2 le aliquote e sono anche 2 i tempi per l’introduzione della flat tax.

Non si deve far altro che attendere qualche anno al fine di vedere se tutto quello promesso in campagna elettorale verrà applicato e come.

Se questo venisse attuato, non solo si realizzerebbe il sogno di Salvini, ma anche il sogno di tantissimi Italiani, sia del Centro Destra sdia di altre categorie partitiche che prenderebbe il via definitivo con la riforma dell’Irpef.

Si potrebbe beneficiare in buona sostanza dell’applicazione della flat tax dal 2019 soltanto le imprese.

Questo è quanto è emerso in estrema sintesi dalle dichiarazioni rese dal parlamentare della Lega Bagnai durante la trasmissione Agorà.

In merito alla tassazione sulle famiglie, l’attuale scaletta prevede che soltanto dal 2020 si potrà iniziare a ragionare di una riduzione della pressione fiscale. Ma da qui all’attuazione, crediamo che ne passi di tempo!

Ancora due anni? Certamente lo si spera! Ma per gli italiani siamo certi che si deve attendere ancora un po’ prima di parlare di tagli alla tassazione, considerando che questi devono fare i conti con aliquote e scaglioni dell’imposta progressiva Irpef oggi presente.

Al momento le aliquote IRPEF presenti vanno da un minimo del 23% fino ad un massimo del 43%.

>>Leggi anche: Governo Lega-5 Stelle: Tutti i punti del programma dal Reddito di Cittadinanza, alla Flat Tax!

Cosa succederebbe con la flat tax?

La tassazione scenderebbe di molto. In pratica si parla di 2 sole aliquote:

  1. Una del 15% per i redditi fino a 80.000 euro;
  2. Una del 20% per i redditi superiori.

Anche il sistema di deduzioni fiscali necessarie per garantire il rispetto del principio di progressività dell’imposizione fiscale dovrà essere riformato.

Una flat tax per le imprese, in breve oggi già esiste anche se tutti non ne parlano. Ma di questo ne ha parlato il PD, tramite una nota a firma del parlamentare Luigi Marattin, il quale afferma:

È inconcepibile un livello di ignoranza e approssimazione simile.

La flat tax sui redditi di impresa esiste da qualche decennio. Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires, e tassa proporzionalmente i redditi delle società di capitali.

E a ridurla dal 27,5% al 24% è stato il governo Renzi.

Nel caso il futuro sottosegretario Bagnai si riferisse, invece, agli utili di impresa delle società di persone, anche quella esiste già: si chiama Iri, e l’ha fatta sempre il governo Renzi.

Critiche consistenti dunque da l PD che tramite Twitter ha espresso unanime la propria posizione.

Maurizio Martina: @maumartina

 #FlatTax. Continua la presa in giro degli italiani da parte di Lega e M5S.

Sulle imprese fanno finta di non sapere che abbiamo già fatto noi: Ires (dal 27,5 al 24%) e Iri (al 24% per le Pmi) #bastapropaganda

Peccato solo che la flat tax di cui parla il PD si applichi solo alle società di capitali; come detto all’inizio, infatti, su ditte individuali e società di persone si applica l’Irpef. Si sarebbe potuta applicare l’IRI, se non fosse che proprio il PD l’ha rinviata al 2019…

Flat tax: mancano le coperture? Possibile aumento dell’IVA?

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Tassazione: i conti non tornano

Certamente questo è uno temi che tiene in bilico l’approvazione della Fat Tax. Evidentemente, una volta formato il Governo e dopo che il governo avrà conquistato il consenso e la fiducia alle camere dovrà andare a fare i conti con la realtà.

Lega e M5S stanno iniziando a fare i conti oggi con la realtà!

Purtroppo le criticità ci sono! Non ci sono le coperture economiche necessarie per l’avvio immediato della riforma Irpef!

Per altro se consideriamo anche la flat tax per le imprese, anche per questa mancherebbero le risorse e come sempre non sarebbe certo una novità, se non venisse applicata. Ormai gli Italiani si sono abituati a queste cose.

Non potranno beneficiare infatti sa subito della flat tax le famiglie che devono attendere fino al 2020 anche se sono famiglie numerose, esse devono attendere.

Secondo il neo Ministro della Famiglia Lorenzo Fontana, balzato agli onori della cronaca politica del weekend per via delle sue infelici affermazioni sulle famiglie arcobaleno, sarebbero dovute essere le prime a beneficiare di una riduzione delle tasse, ma oggi non lo sono e non lo saranno per i prossimi 2 anni.

Perché?

Per il semplice fatto che i nodi arrivano al pettine come sempre e per la prima volta, dopo una campagna elettorale fatta di promesse ed annunci, si inizia a ragionare sulle coperture.

Introdurre la flat tax costerà almeno 60 miliardi.

Da dove li prenderemo?

Per il Ministro dell’Economia Giovanni Tria, parte delle risorse potrebbero essere reperite con l’aumento IVA?

Ma come si parla di abbattimento delle tasse ed aumenta l’IVA?

Proprio il neo inquilino del MEF avanza l’ipotesi di far scattare le clausole di salvaguardia! interrompendo il tabù sui rischi derivanti dall’aumento delle tasse. Egli sottolinea anche come si potrebbe riequilibrare il peso fiscale tra imposte indirette e imposte dirette.

Per Bagnai, invece non c’è storia! Si deve per forza di cose evitare l’aumento IVA che resta sempre uno degli obiettivi del nuovo Governo che per altro rientra anche tra le misure previste dal Contratto Lega e M5S.

Non ci resta che attendere i prossimi gironi e capire meglio cosa ha intenzione di fare il governo in merito alla tassazione e alla riduzione dell’IVA. Certo è che oggi in Italia siamo messi male in tema di tassazione!

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Tommaso Piccinni

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