Reddito di cittadinanza: Cosa prevede e come richiederlo? Requisiti

Attenzione: Il reddito di cittadinanza è stato promulgato dal M5S.

Quello che a noi interessa oggi è cercare di farti comprendere bene come esso funziona e soprattutto se è possibile inoltrare già domanda di richiesta.

Luigi Di Maio: premier del movimento 5 Stelle

Luigi Di Maio: candidato premier per il movimento 5 Stelle

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Reddito di cittadinanza: Cosa prevede e come richiederlo? Requisiti

Reddito di cittadinanza: si può già richiedere?

Il reddito di cittadinanza, sappiamo bene che è stato il pilastro del programma elettorale del M5S. Attenzione perché ancora oggi non è in vigore! Come tale non è possibile ancora richiederlo.

Chiarirlo è a quanto pare necessario. I primi a lamentare questo problema sono stati CAF e patronati, presi d’assalto dai cittadini alla ricerca dei moduli per il reddito di cittadinanza.

Alla base dell’idea di molti, giovani e non, i quali hanno creduto di poter presentare domanda in merito al reddito di cittadinanza vi sono non soltanto le solite fake news rimbalzate sui social.

Al fine di poter richiedere il reddito di cittadinanza bisognerà ancora attendere l’approvazione nella legge di bilancio del prossimo anno, ma solo nel caso in cui il governo in carica sarebbe quello del movimento 5 stelle.

Quindi tra i passaggi importanti abbiamo ancora la formazione del governo marchiato 5 stelle (e non si sa ancora se saranno loro a formare il nuovo governo) e l’approvazione della legge che introduce il reddito di cittadinanza, se non anche l’approvazione e nella legge di bilancio per la copertura dei costi.

Reddito di cittadinanza: da quando si potrà presentare domanda

Partiamo dal presupposto che la data certa dal quale sarà possibile presentare domanda per il reddito di cittadinanza è ad oggi impossibile averla.

Al momento sappiamo solo che si tratta di una misura su carta proposta dal movimento 5 stelle e come tale rimane un’idea del loro programma politico elettorale.

Se è vero che il Movimento 5 Stelle si è guadagnato il posto di primo partito d’Italia deve anche fare i conti con la formazione del governo ancora aperta e che gli scenari possibili sono ancora incerti. Per altro il centro destra ha ottenuto una percentuale maggiore di preferenze. Quindi potrebbero essere anche questi chiamati a formare il nuovo governo ed in questo caso, il movimento rimane all’opposizione.

L’unica certezza che abbiamo è che sia il centro destra sia anche il movimento 5 stelle, a meno i possibili alleanze con altri partiti non hanno i numeri per governare, né alla camera, né al senato.

Solo nel caso in cui il M5s raggiungesse la maggioranza al senato e al parlamento si potrebbe iniziare a parlare di reddito di cittadinanza.

Sicuramente si tratterebbe di una misura destinata a diventare operativa nel caso in cui Di Maio e la sua squadra di Governo riuscissero a formare un Esecutivo stabile.

Prima la riforma dei Centri per l’Impiego

Supponiamo che il movimento 5 stelle abbia i numeri per governare. Questo prevede prima di mettere in pratica il redito di cittadinanza, una riforma in merito ai centri per gli impieghi.

Qui si devono stabilire regole, importi e requisiti per poter richiedere il reddito di cittadinanza, una volta in vigore.

L’unica certezza ad oggi è che tutti i cittadini devono attendere …

Altro problema riguarda poi ancor prima dell’entrata in vigore del reddito di cittadinanza, il rispetto delle regole previste per chi chiederà il sussidio statale come ad esempio la partecipazione a misure di politica attiva e la ricerca di lavoro.

In breve, per evitare che la proposta del Movimento 5 Stelle diventi un disincentivo al lavoro e che si diffonda l’idea che è lo Stato a pagare chi non vuole lavorare, Di Maio ha più volte chiarito che chi avrà accesso al beneficio sarà inserito in un percorso formativo e di inserimento lavorativo.

Ma a questo punto ci si chiede se il lavoro verrà offerto in base al titolo di studi conseguito dal richiedente, o meno.

Per altro i centri per l’impiego avranno un ruolo fondamentale in questo; ne saranno all’altezza? Si dovrebbe parlare di un riordino e di una formazione continua opprima per gli operatori dei centri per l’impego e poi dei soggetti che vogliono richiedere lavoro.

Va detto anche che si tratta di un problema non proprio marginale rispetto all’attuale situazione!

Ad oggi sappiamo bene che l’Italia, nonostante le elezioni appena svolte, non ha ancora un governo e lo scenario attuale non è certamente dei migliori.

Cosa prevede in teoria il reddito di cittadinanza

Secondo quanto stabilito dal movimento 5 stelle è possibile ottenere un assegno mensile alle famiglie che si trovano sotto la soglia di povertà. Solo per queste famiglie verrà erogato che andrà a integrare il reddito percepito come lavoro dipendente e fino ad una determinata soglia, per altro variabile a seconda della composizione del nucleo familiare.

Lo stesso vale per i pensionati. Questi secondo il movimento 5 stelle devono per altro percepire in aggiunta alla pensione minima l’importo mensile che verrà integrato fino a quando l’assegno non supererà la soglia di povertà indicata dall’ISTAT.

Ma si potrebbe parlare di un reddito uguale per tutti, non soggetto ad alcuna condizione?

No, purtroppo perché in base alle caratteristiche esso si avvicina molto più a reddito minimo garantito piuttosto che al reddito di cittadinanza.

In pratica il M5S ha concepito il reddito di cittadinanza come una misura utile a garantire un sostegno economico ai soggetti che vivono al di sotto della soglia di povertà.

Quindi il reddito di cittadinanza, dovrebbe essere garantito indistintamente a tutti i cittadini, anche quelli appartenenti alle fasce più alte. Ecco perché è più corretto parlare di reddito minimo garantito. Questa differenza dal Movimento non è stata segnalata.

Quali sono gli importi previsti dal reddito di cittadinanza?

Come anticipato in precedenza, l’ISTAT stabilisce una soglia di reddito sotto la quale qualunque cittadino si trova in una situazione di povertà. Al momento parliamo di 780€.

Questo importo naturalmente varia in base anche alla situazione economica dell’interessato.

Ad esempio, chi ha reddito pari a 0 percepirà l’assegno nella misura piena, mentre chi ha uno stipendio di 400€ al mese ne riceverà solamente un’integrazione pari a 380€.

Questo importo, deve essere aumentato per i nuclei familiari con più componenti, dove ci sono anche dei figli.

Lo stesso Di Maio lo ha confermato in campagna elettorale.

Il Movimento 5 Stelle afferma che l’assegno sarà di 1.630 euro alle famiglie in difficoltà, con almeno due figli a carico, dove nessuno dei genitori ha un lavoro.

Nel dettaglio gli importi previsti nel caso in cui vengano attuati.

  • 2 componenti ed un solo genitore: 1.014€;
    • 2 componenti: 1.170€;
  • 3 componenti ed un genitore solo: 1.248€;
    • 3 componenti: 1.404€;
  • 4 componenti con un genitore solo: 1.482€;
    • 4 componenti: 1.638€;
  • 5 componenti con un genitore solo: 1.716€;
    • 5 componenti: 1.872€.

Requisiti per richiedere il reddito di cittadinanza

A questo punto cerchiamo di comprendere quelli che sono i requisiti al fine di richiedere l’assegno.

Secondo quanto affermato nella proposta di legge, possono accedere in quanto hanno diritto al reddito di cittadinanza tutti i soggetti che alla data di entrata in vigore della presente legge hanno:

  • Compiuto 18 anni;
  • Sono residenti sul territorio nazionale;
  • Percepiscono un reddito netto inferiore ai 7.200€ annui.

Un contributo per i cittadini italiani, ma anche per gli stranieri purché:

  • Siano residenti sul territorio italiano da almeno 2 anni;
  • Nell’ultimo biennio hanno lavorato in Italia per almeno 1000 ore;
  • Siano titolari di un reddito netto pari o superiore a 6000 euro complessivi percepiti nei due anni precedenti a quello della fruizione dei benefici di cui alla presente legge.

Nota che i 780 euro mensili (9.360€ l’anno) del reddito di cittadinanza, in sostanza, andrebbero versati integralmente ai soli disoccupati.

Nel caso in cui invece pur avendo un reddito, si trovassero al di sotto della soglia dei 780 euro avrebbero diritto alla somma necessaria al raggiungimento di tale soglia.

Allo stesso modo di come funzionano i REI 2018, anche per beneficiare del reddito di cittadinanza bisogna partecipare ad un piano di reinserimento nel mondo del lavoro.

Secondo il Movimento 5 Stelle è possibile beneficiare del reddito solo e soltanto se seri scritto ai centri per l’impiego. Sono questi che devono dimostrare che passano almeno 2 ore al giorno per la ricerca di un lavoro. Al fine di aumentare le possibilità di trovare un impiego stabile ci saranno dei corsi di qualifica professionale da frequentare.

Allo stesso tempo ci si deve offrire e partecipare a progetti utili alla collettività, per un totale di 8 ore a settimana.

Questo prevede anche che il beneficiario del reddito di cittadinanza accetti uno dei primi tre lavori che gli vengono offerti, pena la perdita del beneficio.

Coperture finanziarie e critiche

In merito alla copertura finanziaria per il sostenimento della proposta, secondo i calcoli del M5S, il reddito di cittadinanza costerebbe allo Stato circa 20 miliardi l’anno.

Anche se sono convinti che i soldi ci sono, molti dubbi invece se li pongono le opposizioni, i quali confermano che questo potrebbe essere considerato come un disincentivo al lavoro.

Per allontanare questo pericolo, vi è anche un testo redatto dal M5S il quale prevede le seguenti misure.

Il beneficiario in età non pensionabile ed abile al lavoro o qualora disabile in relazione alle proprie capacità, perde il diritto all’erogazione del reddito di cittadinanza nel momento in cui si vengono a verificare le seguenti condizioni:

  1. Non ottempera agli obblighi di cui all’articolo 11 della presente legge (“fornire disponibilità al lavoro presso i centri per l’impiego territorialmente competenti e accreditarsi sul sistema informatico nazionale per l’impiego”);

  2. Sostiene più di tre colloqui di selezione con palese volontà di ottenere esito negativo, accertata e dichiarata dal responsabile del centro per l’impiego;

  3. Rifiuta nell’arco di tempo riferito al periodo di disoccupazione, più di tre proposte di impiego ritenute congrue ai sensi del comma seguente, ottenute grazie ai colloqui avvenuti tramite il centro per l’impiego o le strutture preposte di cui agli articoli 5 e 10;

  4. Qualora a seguito di impiego o reimpiego receda senza giusta causa dal contratto di lavoro, per due volte nel corso dell’anno solare.

Lo si potrebbe davvero realizzare?

Allo stato attuale il Reddito di Cittadinanza andrebbe a interessare 9 milioni di italiani. Questi i dati rilanciati dall’ISTAT che ha stimato in 16,9 miliardi l’anno i costi necessari mentre l’INPS ha parlato invece di 30 miliardi.

Quasi a fare la media, il Movimento 5 Stelle nel presentare il suo provvedimento ha parlato di 20 miliardi per poter far funzionare il Reddito di Cittadinanza. Questi soldi potrebbero essere presi da:

  • Riduzione detrazioni Irpef (5,3 miliardi)

  • Divieto di cumulo pensionistico tra redditi autonomi e redditi da lavoro dipendente, la riduzione dei costi degli organi costituzionali ed il taglio ai dividendi di Banca d’Italia (5 miliardi)

  • Centralizzazione degli acquisti (2,5 miliardi)

  • Tassazioni banche e assicurazioni (2 miliardi)

  • Tassazioni sulle trivellazioni (1,5 miliardi)

  • Fondo per il sostegno alla povertà (1,5 miliardi)

  • Tassazione sul gioco d’azzardo (1 miliardo)

  • Riduzione indennità parlamentari (60 milioni)

  • Soppressione enti inutili (500 milioni)

  • Taglio auto blu (400 milioni)

  • Taglio ai finanziamenti ai partiti (20 milioni)

  • Taglio finanziamento all’editoria (23 milioni)

  • Concessioni autostradali (140 milioni)

  • Riduzione pensioni d’oro (150 milioni)

  • Taglio del 50% dei vitalizi (150 milioni)

  • Riduzione affitti d’oro (250 milioni)

  • Eliminazioni contributi statali per le intercettazioni (29 milioni)

Il totale di tutte queste voci porta a un + 20,5 miliardi che potrebbero così finanziare il Reddito di Cittadinanza.

I dubbi anche in questo caso, sorgono perché:

  1. si tratterebbe di 13 miliardi di tasse e di 7 miliardi di tagli, con un aumento della pressione fiscale stimabile all’1%. Le voci più sostanziose poi andrebbero incontro a problematiche di vario tipo.

  2. I tagli alle detrazioni Irpef soprattutto per i redditi superiori ai 90.000 euro, è una misura che spesso si è tentato di applicare. Il governo Letta riuscì a portare in cassa 2 miliardi, il Movimento 5 Stelle conta a quasi triplicare quella cifra. Impresa difficile.

  3. Il divieto di cumulo delle pensioni potrebbe incontrare delle problematiche legali, mentre il risparmiare 2,5 miliardi tagliando la spesa per l’acquisto di beni e servizi è anche questa un’impresa spesso provata in precedenza però mai riuscita a fondo.

  4. Appaiono poco realizzabili anche l’aumento delle tasse sulle trivellazioni, sul gioco d’azzardo, sulle banche e assicurazioni oltre che i tagli alle auto blu e alla soppressione degli enti inutili: difficilmente si potrebbero portare in cassa le somme stimate dal piano dei 5 Stelle.

  5. Molto più fattibili sono i vari tagli ai costi alla politica oppure ai finanziamenti dei partiti o all’editoria. Il problema è che tutta questa serie di voci danno nel loro insieme una parte minoritaria del totale del gettito ipotizzato.

In pratica, non è impossibile trovare i 20,5 miliardi necessari per rendere attuativo il Reddito di Cittadinanza, ma le voci più cospicue tra quelle ipotizzate tra le entrate potrebbero essere di difficile attuazione.

Ad oggi il rischio stimato è che si potrebbe ripresentarsi una situazione simile a quella che si è venuta a creare a Roma quando pochi giorni fa la sindaca pentastellata Virginia Raggi ha chiesto allo Stato 1,8 miliardi allo Stato per affrontare la questione delle periferie.

Purtroppo in campagna elettorale la Raggi aveva promesso 1,2 miliardi di tagli agli sprechi, mentre ora dopo un anno batte cassa visto che con ogni probabilità di sforbiciate ce ne sono state molto poche.

Alla fine il progetto del Movimento 5 Stelle potrebbe non apparire realizzabile per via dei costi fuori dalla portata, solo che le soluzioni pensate per trovare questi soldi potrebbero non essere idonee e di difficile realizzazione, con l’intero progetto che quindi potrebbe rischiare poi di naufragare.

Se il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle è realmente applicabile, lo potremmo scoprire solo con il tempo.

Per altro si deve sempre attendere che Mattarella, incarichi i 5 per formare il governo. Solo in quell’occasione avranno la possibilità di mettere in pratica quanto affermato in teoria.

Testo ddl reddito di cittadinanza; clicca qui per scaricare il testo della proposta di legge del Movimento 5 Stelle per l’introduzione di un reddito minimo garantito per le famiglie in difficoltà economica.

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Tommaso Piccinni

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