TASI 2018: cos’è e come si calcola?

In questo approfondimento cerchiamo di capire che cos’è la tasi e come si calcola per il 2018. In pratica la Tasi è l’acronimo di Tassa sui servizi indivisibili emessa dal comune. Noi in questa guida cercheremo anche di comprendere chi sono i soggetti che la devono pagare, quelli che possiamo considerare come eventualmente esonerati e quali sono le scadenze da rispettare.

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TASI 2018: cos’è e come si calcola?

Tasi 2018: cos’è?

Conosciuta con l’abbreviazione di TASI, la Tassa sui Servizi Indivisibili è un’imposta comunale definita dalla legge di stabilità 2014 utile al pagamento dei servizi del Comune che per altro sono rivolti alla comunità. Fanno parte ad esempio di questi servizi, l’illuminazione e la manutenzione stradale.

Ma purtroppo non tutti sanno che cosa sono i servizi indivisibili del comune. Allo stesso tempo, non tutti sanno come si calcola la TASI per il 2018?

Quello che però a molti di voi interessa è capire come e chi la deve pagare.

Tassa sui servizi indivisibili del Comune

Considerata una delle 3 componenti della IUC, Imposta Unica Comunale su casa e rifiuti che comprende anche Imu e Tari, la Tasi 2018 la si deve pagare al fine di coprire i costi sostenuti dal Comune che offre i servizi indivisibili a tutti i cittadini, residenti e non.

Non tutti sanno bene però di quali servizi si tratta, vuoi per scarsa manutenzione da parte delle amministrazioni, vuoi anche perché comprendere una categoria abbastanza ampia. Cerchiamo allora di capire bene quelli che sono i servizi indivisibili del Comune.

Rientrano in questa categoria, tutti i servizi che comprendono la messa a disposizione da parte del comune per tutti cittadini al fine di riuscire a soddisfare gli interessi di tipo pubblico. Sono compresi quindi i seguenti servizi:

  • Pubblica sicurezza e vigilanza;
  • Illuminazione e manutenzione stradale;
  • Manutenzione dei giardini, degli edifici e delle aree comunali;
  • Protezione civile;
  • Servizi socio-assistenziali.

Quali sono gli immobili su cui pagare la TASI 2018?

Sulla base di quanto stabilito dalla Legge di Stabilità, la tassa sui servizi Indivisibili del Comune deve essere pagata per tutte le tipologie di immobili che di seguito riporteremo.

  1. Prima casa di lusso; sono considerate tali, tutte quelle che appartengono alle seguenti categorie catastali:
    1. A/1
    2. A/8
    3. A/9
  2. Tutte le seconde case;
  3. Tutti gli esercizi commerciali, quali:
    1. Negozi
    2. Uffici
    3. Immobili destinati ad attività d’impresa
  4. Fabbricati rurali ad uso strumentale.

>>Leggi anche: Ristrutturazione e lavori in casa: quando non serve il permesso?

Immobili non soggetti al pagamento della Tasi 2018

Non sono invece immobili soggetti al pagamento della TASI 2018, tutti quelli che rientrano nelle seguenti categorie:

  1. Abitazione principale e relative pertinenze, tranne come detto quelle che ricadono nella categoria catastale:
    1. A/1
    2. A/8
    3. A/9
  2. Tutti gli immobili di cooperative edilizie a proprietà indivisa
  3. Le case e le abitazioni utilizzate da studenti universitari e soci assegnatari anche se non hanno residenza come abitazione principale
  4. Fabbricati alloggi sociali
  5. Casa coniugale assegnata ad uno dei coniugi
  6. Unico immobile posseduto e non dato in affitto dal personale delle Forze armate, vigili del fuoco, polizia e militare
  7. Immobile ad uso abitativo di anziani o disabili ricoverati in modo permanente in istituto, a patto che l’unità in questione non venga concessa in affitto.

Tasi 2018: come si calcola la tassa sui Servizi Indivisibili del Comune?

A questo punto, una volta che abbiamo analizzato i soggetti che devono pagare e quelli che non devono pagare, cerchiamo di capire come calcolare l’importo da pagare.

L’imponibile della TASI 2018 viene definito prendendo in considerazione la stessa base imponibile utilizzata per calcolare l’Imu.

In maniera del tutto analoga, la tasi viene calcolata sul valore dell’immobile, in base a quanto risulta da rendita catastale. Questa poi deve essere rivalutata con le percentuali previste dal Governo per la determinazione dell’IMU.

In seguito si deve anche applicare per effetto del moltiplicatore le aliquote previste per la determinazione dell’imposta sui servizi indivisibili comunali.

Nello specifico, è possibile determinare la base imponibile TASI dei fabbricati, come anche delle aree edificabili o dei terreni agricoli, analizzando i seguenti calcoli.

Base imponile TASI  2018 dei fabbricati

Per ciò che concerne i fabbricati iscritti in catasto, si deve prendere il valore della base imponibile, pari alla rendita risultante in catasto e rivalutata del 5%. A questo si applicano poi anche i seguenti moltiplicatori:

160

Nel caso in cui si tratta di fabbricati appartenenti al gruppo catastale A e appartenenti alle seguenti categorie catastali:

  • C/2
  • C/6
  • C/7

Fa eccezione solo la categoria A/10

140

Riguarda tutti i fabbricati del gruppo catastale B inerenti le seguenti categorie:

  • C/3
  • C/4
  • C/5

80

Nel caso in cui si tratta di fabbricati inerenti alla categorie:

  • A/10
  • D/5

65

Ma solo se trattasi di fabbricati di categoria D

55

Invece nel caso in cui si tratta di fabbricati della categoria catastale C/1.

Nel caso in cui invece si tratta di fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, ma che non sono stati iscritti al catasto, il valore è uguale a quello definito dalle scritture contabili.

Tasi 2018: Base imponibile aree edificabili

Per la determinazione della base imponibile delle arre edificabili, per il calcolo della TASI 2018 si deve tenere conto che essa varia in base al valore venale.

Con questo termine intendiamo indicare il valore commerciale dell’area, così come definito al primo gennaio 2017.

Tasi 2018: Base imponibile dei Terreni agricoli

In merito ai terreni agricoli, si devono considerare:

  1. Il reddito dominicale valido dal 1 gennaio 2018 e poi rivalutato al 25%;
  2. Moltiplicarlo per 135.

Solo nel caso in cui si è imprenditori agricoli professionali, o coltivatori diretti e solo se dimostrabile la relativa iscrizione nella previdenza agricola, si usa moltiplicatore 110.

Nello specifico, solo per quest’ultimi il valore imponibile TASI 2018 viene definito prendendo in considerazione solamente la parte che supera i 6000 euro.

A questi si devono poi aggiungere anche le seguenti riduzioni:

  • 70% dell’imposta per la sola parte di valore eccedente i 6000 euro e fino ad un massimo di 15.500 euro;
  • 50% per la parte del valore che supera i 15.500 e fino ad un massimo di 25.500 euro;
  • 25% sulla parte del valore superiore ai 25.500 euro e fino a 32.000 euro.

Come calcolare la TASI 2018 su affitti e locazioni?

Sulla base di quanto confermato all’interno della Legge di Stabilità, la tassa sui servizi indivisibili del Comune deve essere pagata da tutti i soggetti che sono in affitto ma solo nel caso in cui non utilizza l’immobile in questione come abitazione principale.

In questo caso, il soggetto che detiene l’immobile in affitto deve pagare una quota che oscilla dal 10% al 30% dell’ammontare totale della tassa stessa.

La restante parte invece, deve essere pagata dal proprietario dell’immobile.

E’ invece importante ricordare che tutti i soggetti che utilizzano l’immobile come abitazione principale, non devono pagare nulla.

Nel caso in cui invece si stipula un contratto di affitto deve presentare obbligatoriamente la dichiarazione TASI entro il 30 giugno dell’anno successivo alla stipula del contratto stesso.

Questo deve essere consegnato completo dell’apposito modello fornito dal proprio Comune di riferimento.

In pratica la dichiarazione TASI non è altro che una comunicazione di tipo formale grazie alla quale il contribuente comunica il possesso di un immobile o comunque variazioni che possono influire sulla determinazione dell’ammontare dell’imposta.

Tasi 2018 scadenza: Quando si deve pagare?

La scadenza TASI 2018, non è univoca. Essa varia in base alla decisione del contribuente di pagare questa tassa in un’unica rata oppure in 2 soluzioni.

Nello specifico, possiamo dire distinguere le 2 seguenti situazioni:

16 Giungo 2018: scadenza Tasi 2018

Nel caso in cui si opti per una sola rata. In questo caso, come detto la scadenza è fissata al 16 giugno e si paga l’intero ammontare della tassa. Questa viene calcolata prendendo come punto di riferimento le aliquote TASI 2018 stabilite dal Comune in cui è situato l’immobile.

16 Dicembre 2018 saldo Tasi 2018

Nel caso invece si opti per la rateizzazione, questa deve essere pagata in acconto il 16 Giungo per un importo pari al 50% del valore totale e in saldo con l’eventuale conguaglio sulle aliquote 2017, entro il 16 dicembre.

Tasi 2018: riduzioni ed esenzioni

Nota infine che essendo la TASI una tassa comunale, ogni Comune ha la facoltà di deliberare e di applicare delle riduzioni e delle esenzioni sulle tariffe della TASI 2018. Queste possono riguardare però solo le seguenti unità immobiliari:

  • Abitazioni con un solo occupante;
  • Abitazioni ad uso stagionale o comunque limitato e non continuativo;
  • Soggetti che hanno residenza o dimora per più di 6 mesi all’anno all’estero;
  • Fabbricati rurali ad uso abitativo.

Nel caso in cui invece si tratti di canone concordato, l’aliquota TASI 2018 è ridotta del 25%. Mentre se trattasi di una situazione di comodato d’uso gratuito a parenti entro il primo grado, ovvero rapporto genitori – figli, la base imponibile è ridotta del 50%.

Anche quest’anno si dovrà dunque versare la TASI 2018. Allo stesso tempo, possiamo dire anche sulla base di quanto dimostrato che ci sono delle eccezioni; ancor prima di pagare inutilmente noi ti consigliamo di rivolgerti al tuo patronato di fiducia o anche di rivolgerti al Comune dove è ubicato l’immobile per tutti i dettagli.

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Tommaso Piccinni

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