Assegno nucleo familiare 2018: tabelle INPS – modulo domanda – importi

In questa guida approfondimento ci occuperemo di comprendere che cos’è l’assegno al nucleo familiare 2018, come essi sono calcolati in base ai valori tabellari e quali sono i limiti di reddito per richiederli.

Si deve considerare prima di tutto, che l’Assegno al nucleo familiare 2018, viene erogato a tutti i dipendenti, pubblici e privati, in base alle tabelle ministeriali, e sulla base dei limiti di reddito.

Attenzione:

Le tabelle per il calcolo degli assegni al nucleo familiare saranno in vigore fino a giugno 2018.

Questo vuol dire che gli ANF potranno essere richiesti dai nuclei familiari di lavoratori dipendenti, ma anche da coloro che sono titolari di pensione e prestazioni previdenziali da lavoro dipendente.

Al fine di procedere al calcolo dell’assegno spettante bisognerà dunque prendere a riferimento la tabella ANF aggiornata dall’Inps che fino al 30 giugno 2018.

Al momento possiamo dire che esso lascia sostanzialmente invariato l’importo a cui si ha diritto.

Di seguito analizzeremo tutto quello che c’è da sapere in merito e procederemo anche ad analizzare le istruzioni per il calcolo degli ANF se non anche il come presentare domanda.

inps-assegni-familiari

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Cosa sono gli assegni per nucleo familiare e a chi spettano?

A questo punto cerchiamo di dare una definizione di ANF.

Essi sono considerati come un aiuto e un supporto al reddito per alcune famiglie i cui componenti fanno parte di determinare categorie di lavoratori.

Si noti anche che gli assegni vengono pagati in busta paga dal datore di lavoro per conto dell’INPS.

E’ però sempre il percettore dell’assegno che deve inoltrare domanda all’INPS per la sua famiglia.

Tra i requisiti vi è sempre da considerare il reddito totale il quale non deve mai superare la soglia massima prevista dalla legge. Questo deve anche essere composto per il 70% da reddito da lavoro dipendente e assimilato.

>>Clicca qui per scaricare la circolare dell’INPS 

Assegno nucleo familiare 2018: tabelle INPS, importi e reddito

Tutti gli assegni familiari 2018 dovranno essere calcolati prendendo come riferimento le tabelle ANF Inps.

Questo vuol dire che (per altro questo avviene tutti gli anni), l’Inps rivede importi e tabelle degli assegni familiari sulla base di quanto disposto dalla legge 153/88.

Infine, poi, il calcolo dell’assegno al nucleo familiare si effettua in base al reddito della famiglia.

Ecco anche che quest’ultimo viene rivalutato ogni anno in dipendenza dal cambiamento dell’indice dei prezzi al consumo per famiglie di operai e impiegati calcolati dall’ISTAT.

All’interno della circolare n. 87 pubblicata il 18 maggio 2017 dall’Inps ha anche stabilito che per l’anno 2018 l’inflazione ha registrato un calo.

Questo sta a significare che le tabelle degli importi per gli assegni al nucleo familiare rimangono invariate.

Infatti, come mostrato dalla tabella dell’INPS il valore dell’assegno è proporzionale al nucleo familiare, se non anche ai suoi componenti ed infine al loro reddito.

Tabella assegni familiari 2018 Inps

Vi sono anche alcune categorie di contribuenti, che hanno diritto all’assegno per nucleo familiare sempre.

L’assegno viene erogato, però, a patto che questi presentino ogni anno tutta la documentazione all’INPS o al datore di lavoro, tramite i nuovi modelli di richiesta per l’assegno con l’aggiornamento di tutti i redditi percepiti dalla famiglia e già dichiarati tramite il CU o la dichiarazione dei redditi.

>>Clicca qui per scaricare la tabella assegni nucleo familiare (ANF) 2018

Come presentare domanda

Al momento è possibile presentare domanda per richiedere gli assegni familiari attraverso apposito modello.

Questo deve essere presentato per ogni anno a cui si ha diritto. In pratica la domanda deve essere presentata:

Al datore di lavoro

Nel caso in cui il richiedente svolga attività lavorativa dipendente, potrebbe utilizzare lo stesso modello utilizzato per gli altri anni, ovvero il modello ANF/DIP (SR16).

In questo caso, il datore di lavoro deve corrispondere l’assegno per il periodo di lavoro prestato alle proprie dipendenze.

Può anche inoltrare domanda a seguito di risoluzione del rapporto di lavoro ma entro il termine massimo di 5 anni, pena la prescrizione.

All’INPS

Nel caso in cui il richiedente svolge uno dei seguenti lavori:

  • Addetto ai servizi domestici
  • Operaio agricolo dipendente a tempo determinato
  • Lavoratore iscritto alla gestione separata ma che ha diritto agli assegni in quanto beneficiario di altre prestazioni previdenziali.

Infine devi comunicare tutte le variazione intervenuta nel reddito e/o nella composizione del nucleo familiare.

Queste devono riguardare il periodo di richiesta dell’assegno per il nucleo familiare.

Il tempo massimo entro cui comunicare la variazione è 30 giorni.

Infine se la domanda viene presentata per uno o per più periodi pregressi, allora gli arretrati spettanti vengono corrisposti nel limite massimo di 5 anni.

La domanda all’Inps deve essere inviata in modalità telematica tramite il servizio dedicato o anche tramite Contact center al numero 803 164 (gratuito da rete fissa).

In alternativa si potrebbe utilizzare anche il numero 06 164 164 da rete mobile.

Puoi anche rivolgerti al tuo patronato di fiducia o anche intermediario abilitato o anche tramite servizi telematici offerti dagli stessi.

Chi può presentare domanda per ricevere l’assegno al nucleo familiare?

Possono inoltrare domanda per gli assegni al nucleo familiare ANF 2018 tutti i soggetti che ricadono in una delle seguenti categorie.

  • lavoratori subordinati;
  • lavoratori parasubordinati;
  • pensionati ex dipendenti;
  • ricevitori di ammortizzatori sociali.

Discorso diverso, invece per le madri disoccupate o casalinghe, come anche per le donne che hanno adottato un bambino o hanno sotto tutela in affidamento un bambino.

Qui l’assegno viene erogato direttamente dal Comune, e non dallo Stato.

Tutti gli assegni familiari, sono erogati a prescindere dalla modalità, rispettando le stesse regole.

Il calcolo e importo, viene calcolato allo stesso modo.

Possono fare richiesta anche le famiglie che si sono unite secondo il rito dell’unione civile ai sensi dell’equiparazione ai diritti dei coniugi introdotta con la Legge Cirinnà.

assegni-familiari-

assegni-familiari: requisiti

Requisiti per richiedere l’ANF: il nucleo familiare

Qui i soggetti che vogliono richiedere la prestazione, devono possedere determinati requisiti.

  1. il richiedente sia titolare di lavoro dipendente o titolare di pensione;

L’assegno potrà anche essere richiesto dal coniuge/parte di unione civile che non sia legalmente ed effettivamente separato o sciolto da unione civile.

Lo potrà richiedere anche nel caso in cui non sia convivente, o che non abbia abbandonato la famiglia.

Possono presentare domanda anche gli stranieri residenti in Italia, che siano poligami nel loro paese, ma in questo caso, possono includere nel proprio nucleo familiare solo la prima moglie, se residente in Italia.

  1. Devono avere figli ed equiparati di età inferiore a 18 anni, conviventi o meno;

Qui si deve comprendere che i figli e quelli equiparati anche se maggiorenni e inabili, possono rientrarvi purché non coniugati, tranne che non si abbia previa autorizzazione.

Tutti i figli come anche gli equiparati, o studenti e apprendisti, di età superiore ai 18 anni e inferiore ai 21 anni, rientrano nella categoria, ma solo se facenti parte di «nuclei numerosi».

Sono considerati tali, quei nuclei familiari con almeno 4 figli tutti di età inferiore ai 26 anni, previa autorizzazione.

Fratelli, sorelle del richiedente e nipoti (collaterali o in linea retta non a carico dell’ascendente), minori o maggiorenni inabili, solo se sono orfani di entrambi i genitori, possono essere considerati come componenti del nucleo anche nel caso in cui non hanno conseguito il diritto alla pensione ai superstiti e non sono coniugati, previa autorizzazione.

Sono considerati anche i nipoti in linea retta di età inferiore a 18 anni e che vivono a carico dell’ascendente, previa autorizzazione.

Gli extracomunitari hanno diritto agli assegni al nucleo familiare?

Nel caso specifico si deve fare una distinzione. Non tutti hanno diritto.

In pratica possono aver diritto all’assegno solo i lavoratori stranieri extracomunitari, tranne quelli con contratto di lavoro stagionale.

Essi però devono rispettare determinate regole:

  • Possono richiedere l’assegno solo per i familiari residenti in Italia ma solo nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero non abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia.
  • Hanno diritto all’assegno anche nel caso in cui abbiano familiari residenti all’estero e nel caso in cui il paese di provenienza del lavoratore straniero abbia stipulato con l’Italia una convenzione in materia di trattamenti di famiglia;
  • Allo stesso tempo, anche per i familiari residenti all’estero, nel caso in cui il lavoratore straniero, anche se il suo paese non è convenzionato con l’Italia, abbia la residenza legale in Italia e sia stato assicurato nei regimi previdenziali di almeno due stati membri.

Infine, anche i lavoratori stranieri come ad esempio i rifugiati politici, in conseguenza dell’equiparazione ai cittadini italiani, hanno il diritto di ricevere all’assegno anche per i familiari residenti all’estero.

Gli ANF per coniugi o parti di unione civile separati o divorziati

A tal proposito l’INPS chiarisce alcuni punti e fornisce alcune utili istruzioni in merito al diritto agli assegni al nucleo familiare anche per coniugi divorziati o parte di unione civile separati.

In pratica, in caso di affidamento condiviso e se tutti e 2 i genitori affidatari hanno diritto agli ANF 2018, potrà richiedere l’assegno, solo uno dei genitori in base ad un accordo tra le parti.

Se questo manca, l’autorizzazione viene concessa al genitore che convive con i figli.

Attenzione poi, perché il diritto rimane al genitore affidatario anche quando non è titolare in proprio di un diritto a richiedere la prestazione familiare in quanto non lavoratore o non titolare di pensione.

Questo potere viene esercitato in virtù della posizione tutelata dell’ex coniuge o parte di unione civile, ma sempre e a patto che sussistano i requisiti di fatto, ovvero i redditi del nucleo dell’affidatario, ammettano il riconoscimento al diritto all’ANF.

Infine, anche il genitore convivente con il minore (privo di autonomo diritto) che è nato fuori del matrimonio/unione civile da genitori o comunque non coniugati/unione civile potrà essere considerato come componente del nucleo familiare e quindi potrà beneficiare anche esso indirettamente dell’assegno.

In questo caso potrà richiedere il genitore il pagamento dell’ANF sulla posizione dell’altro genitore lavoratore dipendente non convivente.

Il pagamento terrà conto dei redditi del genitore convivente.

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Tommaso Piccinni

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