NASpI 2018 INPS, Cos’è? Requisiti – durata – importo – novità – pagamenti disoccupazione

La Naspi è la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego.

Essa rappresenta una prestazione che deve essere richiesta previa domanda e che viene erogata a favore di tutti i lavoratori dipendenti che hanno perso involontariamente il proprio posto di lavoro.

La NASPI spetta ai lavoratori che hanno un rapporto di lavoro subordinato e che hanno peso involontariamente l’occupazione. Sono considerati tali anche gli apprendisti come anche i soci lavoratori di cooperative che hanno un rapporto di lavoro subordinato se non anche il personale artistico con rapporto di lavoro subordinato e tutti i dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni.

A questo punto, una volta che abbiamo dato una definizione generale di cosa è la NASPI, non ci resta che analizzare tutti gli altri aspetti.

In pratica tratteremo in questa guida, per altro completa e aggiornata il sussidio di disoccupazione Naspi e nello specifico:

  1. Funzionamento;
  2. Requisiti;
  3. Durata;
  4. Calcolo;
  5. Sanzioni previste;
  6. Aggiornamenti INPS sulla Naspi 2018.
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Cos’è la Naspi 2018?

Cos’è la Naspi 2018?

Cos’è la Naspi 2018?

Con questo termine come accennato in precedenza intendiamo indicare una prestazione economica, che è stata istituita dal 1° maggio 2015 e che sostituisce l’indennità di disoccupazione denominata Assicurazione Sociale per l’Impiego (ASpI).

In breve la possiamo definire come una prestazione a domanda che viene erogata a favore di tutti i lavoratori dipendenti e che abbiano perduto involontariamente l’occupazione,

Il periodo da prendere in considerazione è quello successivo al 1° maggio 2015.

A chi spetta la Naspi Essa viene erogata a tutti i lavoratori che abbaino un rapporto di lavoro subordinato e che abbiano perduto involontariamente l’occupazione.
A chi non spetta Soggetti che hanno un impego a tempo pieno presso la pubblica a ministrazione, operai agricoli, lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale i quali sono per altro soggetti a specifica normativa e lavoratori titolari di pensione.
Requisiti Stato di disoccupazione involontario e requisito contributivo e requisito lavorativo.
Istituti in vigore Per quanto non espressamente previsto dalle disposizioni che disciplinano l’indennità NASpI si applicano le disposizioni in materia di ASpI e DS (art. 14 D.Lgs. del 4 marzo 2015 n.22 e art. 2, co. 24 bis della L. 28 giugno 2012 n. 92).

 Naspi 2018 INPS: caratteristiche

La naspi prevede che nel caso in cui un lavoratore subordinato perda in modo del tutto involontario la propria occupazione, possa richiedere dal 1° maggio 2015, il nuovo assegno sociale ex disoccupazione.

Questo assegno è definito come di sostegno al reddito.

Per altro come detto prima tutti i destinatari del sussidio di disoccupazione sono i soggetti che detengono un contratto di lavoro subordinato.

I destinatari della NASPI sono quindi tutti i lavoratori dipendenti con contratto di lavoro subordinato.

Sono invece esclusi da questa disoccupazione tutti i dipendenti a tempo indeterminato delle pubbliche amministrazioni e gli operai agricoli.

Assegno al nucleo familiare

Tutti i percettori dell’indennità di disoccupazione NASpI possono anche richiedere l’assegno al nucleo familiare, ma solo se ne sussistono i requisiti.

Si noti per altro che questi sono gli stessi previsti per la generalità dei lavoratori dipendenti.

NASPI 2018: Contribuzione Figurativa

Tutti i periodi di percezione della NASpI sono coperti da contribuzione figurativa.

Questa viene calcolata sulla base delle retribuzioni imponibili ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni.

Per altro i requisiti sono gli stessi presi in considerazione per stabilire l’importo dell’indennità.

I contributi figurativi sono per altro solo utili ai fini del diritto e della misura dei trattamenti pensionistici. Non sono invece utili ai fini del conseguimento del diritto, nei soli casi in cui la normativa richieda il computo della sola contribuzione effettivamente versata.

Requisiti Naspi 2018 (in breve)

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Requisiti Naspi 2018

Al momento per richiedere l’assegno, gli unici requisiti richiesti sono solo di carattere oggettivo e sono:

  1. Stato di disoccupazione inteso come la perdita del lavoro per cause indipendenti dalla volontà del lavoratore;
  2. Tredici settimane di contribuzione in un periodo di 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  3. 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi precedenti l’inizio della disoccupazione.

Vediamo di capire meglio di cosa si tratta.

Naspi: stato di disoccupazione

In questo caso si deve precisare che devono per essere nella condizione di stato di disoccupazione, si devono soddisfare 2 condizioni:

  1. Essere privi di occupazione e quindi aver perso involontariamente la propria occupazione;
  2. Dichiarare al centro per l’impiego la immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e dunque partecipare a misure di politica attiva del lavoro.

Naspi 2018 e dimissioni Volontarie

Si deve precisare che nonostante la perdita del lavoro si deve considerare come indipendente dalla volontà del lavoratore ci dono delle eccezioni che devono essere ben tenute presenti.

Infatti è possibile accedere al trattamento anche in caso di dimissioni per giusta causa.

Sono considerate tali, tutte quelle dimissioni che sono dipendenti dalla volontà del lavoratore e che possiedono le seguenti caratteristiche:

  1. Durante il periodo tutelato di maternità.
  2. Ne caso di giusta causa, ovvero quando si sia verificata una causa che non possa consentire la prosecuzione del lavoro.
    Deve essere considerato tale anche la non prosecuzione provvisoria del rapporto di lavoro.
    Un esempio potrebbe essere il non pagamento delle retribuzioni da parte del datore di lavoro.

Nota bene:

Fa eccezione solo e soltanto il caso della risoluzione consensuale del rapporto di lavoro che avviene nel momento in cui datore di lavoro e lavoratore si trovano di fronte alla Direzione Territoriale del Lavoro e mettono in atto una procedura conciliativa.

Eccezione anche nel caso in cui si ratta di una possibile ipotesi di licenziamento con accettazione dell’offerta di conciliazione che viene proposta dal datore di lavoro entro i termini di impugnazione stragiudiziale del licenziamento.

Infine si deve anche tenere presente che essa viene erogata a seguito di licenziamento per rifiuto del lavoratore al proprio trasferimento presso altre sedi di lavoro della stessa azienda per una distante oltre 50 km dalla residenza del lavoratore.

Vale lo stesso per la sede di lavoro ad una distanza che può essere raggiungibile in 80 minuti con mezzi di trasporto pubblici.

Naspi 2018 : requisiti contributivi

Anche per la Naspi 2018 si devono rispettare determinati requisiti minimi contributivi, che rimangono invariati rispetto a quelli del 2017.

Esse riguardano le settimane di contribuzione utili che restano fissate in 13 nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.

Attenzione:

Sono considerate settimane utili, tutte quelle settimane con contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria.

Allo stesso modo vale se all’inizio del periodo di astensione risulta già versata contribuzione.

Lo stesso discorso potrà essere fatto per i periodi di congedo parentale, ma solo se regolarmente indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro.

Si noti anche che rientrano i periodi di astensione dal lavoro a seguito di malattia dei figli fino agli 8 anni di età, ma sempre e solo nel limite di 5 giorni lavorativi nell’anno solare.

Non sono invece considerati utili, tutti i periodi coperti da contribuzione figurativa ma che ricadono in una delle seguenti condizioni:

  1. Periodi di cassa integrazione straordinaria e ordinaria e che prevedono la sospensione dell’attività a zero ore.
  2. Periodi di assenza giustificata come ad esempio permessi e congedi fruiti dal lavoratore per assistere un soggetto con handicap in situazione di gravità in base ad uno dei seguenti rapporti ti parentela:
    1. Coniuge
    2. Genitore
    3. Figlio
    4. Fratello o sorella convivente.

Questi li si deve intendere come dei periodi non utili al conteggio in quanto sono “neutralizzati” ampliando il quadriennio di riferimento (ovvero gli ultimi 4 anni).

Naspi 2018 e Requisito lavorativo

Si deve anche prendere in considerazione il fatto che la Naspi 2018 considera 30 le giornate di lavoro che devono essere svolte nei 12 mesi che precedono lo stato di disoccupazione.

Questo vuol dire che l’inizio del periodo di disoccupazione è considerato tale se di effettiva presenza al lavoro, a prescindere dalla loro durata oraria.

Anche nel caso del requisito contributivo vi sono alcuni eventi che possono essere considerati come tali e che sono atti ad ampliare l’arco dei 12 mesi all’interno del quale ricercare il requisito.

Essi sono:

  1. Malattia e infortunio sul lavoro;
  2. Cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore;
  3. Assenza per congedi e/o permessi di cui ha beneficiato il lavoratore e che sono serviti al solo scopo di assistere un soggetto con handicap in situazione di gravità, ma sempre e solo se sono stati autorizzati;
  4. Congedo obbligatorio di maternità, nel caso in cui l’inizio dell’astensione risulti a seguito di versamento dei contributi;
  5. Congedo parentale, ma solo se regolarmente indennizzati ed intervenuti in costanza di rapporto di lavoro.

Naspi 2018: calcolo e importo

Naspi 2018: calcolo e importo

Naspi 2018: calcolo e importo

Al fine di calcolare l’importo dell’indennità Naspi 2018 spettante si deve necessariamente essere muniti di estratto conto previdenziale il quale lo puoi richiedere tramite procedura telematica attraverso il sito INPS o anche rivolgendoti direttamente alla sede INPS competente per territorio.

A questo devi aggiungere poi una calcolatrice nel caso in cui tu non sia un genio della matematica.

Ora devi procedere con il seguente calcolo:

Si deve sommare tutte le retribuzioni imponibili ai fini previdenziali, ricevute negli ultimi 4 anni, e dividere il risultato per il numero di settimane di contribuzione, infine il quoziente ottenuto deve essere moltiplicato per il coefficiente 4,33.

Nel caso in cui il risultato del calcolo inerente alla retribuzione mensile è pari o inferiore a 1.195 euro, allora si deve considerare l’importo della NASPI pari al 75% della suddetta retribuzione.

Nel caso in cui invece, è superiore a tale soglia, viene aggiunto al 75% un importo del 25% della differenza tra la retribuzione mensile e il predetto importo.

In tutti i casi, si deve sempre considerare che l’importo massimo dell’indennità non può superare i 1.300 al mese.

Avvertenze: nel caso di retribuzione spettante superiore ai 90 giorni, si ricorda che dal 91° giorno in poi, l’importo subisce una riduzione del 3%.

Calcolo Naspi 2018: esempio pratico

A questo punto non ci resta che analizzare un esempio pratico per comprendere quanto fin qui detto.

Supponiamo i seguenti dati:

  • Imponibile previdenziale:40.000€
  • Settimane lavorate negli ultimi 4 anni: 104

Sulla base di quanto affermato nella formula si deve procedere al calcolo come di seguenti riportato:

Imponibile previdenziale / numero di settimane lavorate) * 4.33

Ovvero

(40.000 / 104) * 4.33 = 384.16 * 4.33 = 1.663,41

A questo punto, prendendo in esame quanto detto inerente alla retribuzione NASPI mensile, si deve considerare che essa e superiore a 1.195 €.

In questo caso si deve considerare un importo del 75% a cui si deve aggiungere il 25% della differenza tra la retribuzione mensile e il predetto importo.

Quindi abbiamo:

  • 195 * 75% = 896,25 €
  • 663,41 – 1.195 = 468,41 * 25 % = 117,10 €

Alla fine, l’importo mensile NASPI 2018 spettante è pari a 1.013,35 € dato dalla somma di 896,25 + 117,10

Naspi 2018 Quanto dura?

Ti possiamo subito dire che per tutti i disoccupati la durata è di 24 mesi e come tale resta invariata rispetto alla durata della NASPI 2017

La durata della Naspi inoltre si deve anche considerare che varia in base alla storia contributiva di ogni singolo soggetto.

Essa viene corrisposta per un numero di settimane pari alla ½ delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, e potrà avere una erogazione massima di 24 mesi.

In origine si era deciso che la NASPI sarebbe stata ridotta a 18 mesi con decorrenza 2017, ma per il 2018 invece è stata confermata la durata di 24 mesi.

Questo lo si deve anche prendendo in considerazione l’eliminazione dell’indennità di mobilità ed essendo quindi la NASPI dal 2017 la forma principale di sostegno al reddito.

Naspi 2018. Cosa cambia?

Ricordiamo anche che la domanda NASPI 2018 INPS deve essere fatta entro un massimo di 68 giorni.

Questo al fine di ottenere la prestazione di disoccupazione Naspi 2018. In sostanza devi considerare che è necessario presentare la domanda di disoccupazione, a pena di decadenza, all’ufficio INPS competente per territorio o tramite Pin online ovvero in modalità telematica, entro e non oltre il 68° giorno a partire dalla cessazione del rapporto di lavoro.

In base a quando viene presentata la domanda l’importo decorre anche sulla base di un termine differente:

Dall’8 giorno successivo alla data di cessazione del rapporto di lavoro Ma solo nel caso in cui la domanda viene presentata entro l’ottavo giorno
Dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda Nel caso in cui questa sia presentata dopo l’ottavo giorno
In caso in cui vi è un periodo di malattia, maternità o infortunio Decorre dall’8 giorno successivo al termine dell’evento ma solo se la domanda è stata presentata entro e non oltre l’8 giorno
Dal giorno successivo alla presentazione della domanda Nel caso in cui la domanda è presentata successivamente all’ottavo giorno, rispettando comunque i termini di legge

Naspi 2018 quando arrivano i soldi?

In questo caso si deve considerare il fatto che a volte si deve anche attendere fino a 30 giorni per vedersi recapitati i soldi.

Per altro, devi attendere che tutta la procedura si chiuda con esito positivo e solo dopo l’Inps provvederà mensilmente al pagamento della tua Naspi.

Nota anche che per ogni assegno ad eccezione del primo che in genere copre o pochi giorni o addirittura più mesi, l’INPS provvederà a pagare l’importo relativo al mese precedente.

Ad esempio, a Febbraio riceverai il pagamento relativo al mese di Gennaio e così via.

L’INPS invece non paga l’assegno lo stesso giorno di ogni mese (come avviene per le pensioni) e per questo è più complicato districarsi nelle date di pagamento.

I Pagamenti della Naspi 2018

Nota che l’Inps comunica mese per mese la data relativa al primo giorno utile per il pagamento dell’indennità di disoccupazione.

In questo caso, i soggetti interessati possono contattare la sede iNPS per sapere la data di pagamento della Naspi 2018 a Partire dal mese di Febbraio.

Per il mese di Gennaio, la data di pagamento della NASPI è il 18 Gennaio 2018.

Naspi 2018 e modalità di riscossione

Al momento l’INPS ha diramato un comunicato in cui si afferma che l’assegno deve essere riscosso solo e soltanto con una delle modalità di seguito riportate.

  1. Accredito su:
    1. Conto corrente:
      1. Bancario;
      2. Postale;
    2. Libretto postale;
  2. Bonifico domiciliato presso Poste Italiane allo sportello di un ufficio postale rientrante nel CAP di residenza o domicilio del richiedente.

Si noti anche che sulla base di quelle che sono le vigenti disposizioni di legge, le Pubbliche Amministrazioni non possono effettuare dei pagamenti in contanti per l prestazioni il cui importo netto sia superiore alla soglia minima stabilita per legge e che è attualmente 1.000 euro, come previsto dal decreto legge 4 dicembre 2011 n.201, convertito con legge 22 dicembre 2011 n.214.

Naspi 2018 cosa cambia? Novità sulla procedura

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Naspi 2018 inps: cosa cambia

A questo punto cerchiamo di analizzare brevemente quelli che son i cambiamenti della procedura rispetto al precedente anno.

A questo punto si deve ricordare che una volta presentata la richiesta all’INPS e a seguito della firma della dichiarazione di immediata disponibilità presso il centro per l’impiego, i dati devono essere trasmessi all’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL).

Nota bene che questo nuovo ente ha il compito di predisporre politiche di lavoro attive al fine di procedere con la collocazione o la ricollocazione dei lavoratori.

Ecco che la nuova procedura prevede un primo passaggio che consiste nella convocazione da parte del centro per l’impiego del soggetto disoccupato.

In questo caso, la convocazione avviene entro 2 mesi dalla data dell’evento il quale ha provocato la perdita del lavoro.

Questo serve anche al fine di effettuare un colloquio conoscitivo con lo scopo di profilare il candidato in base alle sue competenze professionali.

A casa serve?

Teoricamente a cercare un nuovo impiego al lavoratore con lo scopo di ricollocarlo all’interno del mercato del lavoro e quindi iscrivendolo all’ANPAL.

Si noti anche che questo sistema al momento è ancora in una fase sperimentale e prende in considerazione il fatto stesso che si deve predisporre di un patto di servizio personalizzato.

Questo altro non è se non un programma ad hoc utile al ricollocamento del disoccupato nel mondo del lavoro.

Il patto deve per forza essere firmato e seguito dall’interessato, e deve per altro contenente la disponibilità a partecipare ad iniziative di carattere formativo, come anche la possibilità di seguire dei corsi di riqualificazione, e di politica attiva se non anche di accettare congrue offerte di lavoro, in linea con le qualità professionali del candidato.

Vi è infine l’obbligo del lavoratore disoccupato di presentarsi al colloquio direttamente presso il centro per l’impiego entro e non oltre i 15 giorni dalla data di ricezione della convocazione.

Se questo non avviene si rischia la decurtazione di ¼ dell’assegno di disoccupazione spettante.

Inoltre grazie alla comunicazione in tempo reale tra ANPAL e INPS, l’istituto di Previdenza viene informato all’istante di quanto accade, come ad esempio nel caso in cui il disoccupato non frequenti le attività proposte per la sua ricollocazione.

Allo stesso modo, l’INPS è avvisato nel caso in cui il soggetto non accetti un’offerta di lavoro congruo con il suo profilo.

In questo caso, il soggetto si vede decadere il sussidio, ovvero il beneficio inerente all’erogazione della prestazione NASPI 2018.

NASPI 2018: Aggiornamento DID online – ANPAL, obbligatoria dal 1° dicembre 2017

Si tenga presente anche che a partire dal 1° dicembre 2017 il DID (dichiarazione di immediata disponibilità) per il riconoscimento dello status di disoccupato, deve essere rilasciata secondo la modalità online sul sito ANPAL.

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NASPI 2018: Aggiornamento DID online – ANPAL

E’ confermato invece per i disoccupati che accedono alla NASpI e che beneficiano di una prestazione a sostegno al reddito il non dover fare la DID online, in quanto la domanda di NASpI equivale a fare anche questa dichiarazione.

Su questo punto, vi sono molte contraddizioni però tra quanto affermato dal ministero e da noi riportato e la procedura vera e propria gestita dall’INPS.

Noi ti consigliamo sempre di richiedere assistenza prima di procedere alla compilazione della domanda, rivolgendoti alla sede INPS di tua competenza.

In alternativa puoi rivolgerti al tuo patronato di fiducia.

NASPI 2018 e Assegno di ricollocazione

Ora, una volta terminato il periodo sperimentale, secondo anche quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2018 è stato inserito a regime il cosiddetto Assegno di ricollocazione.

Di cosa si tratta?

Di una misura che viene erogata a sostegno del disoccupato per il reinserimento in NASpI.

Possono per tanto accedere a questo nuovo sostegno tutti i percettori di NASPI che risultino disoccupati da almeno 4 mesi e che hanno sottoscritto un nuovo patto di servizio personalizzato.

Per altro l’assegno di ricollocazione altro non è se non un voucher con un importo variabile che si basa sul profilo del disoccupato.

Il voucher o l’assegno di ricollocazione potrà poi essere speso solo e soltanto presso il centro per l’impiego o anche altri enti e agenzie accreditate al fine di farsi aiutare nella ricerca di una nuova occupazione.

In questo modo, vengono ampliate le possibilità di trovare un nuovo impiego che sia per altro congruo con la professionalità del soggetto e che sia vantaggioso per l’INPS in quanto l’importo dell’assegno di ricollocazione è minore.

L’assegno prevede un minimo di 1.500 € ed un massimo di 3.000 €.

Naspi 2018: sospensione  – riduzione  – decadenza

Secondo quanto previsto dal dI D.Lgs. 150 del 14 settembre 2015 recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e di politiche attive, si introducono misure atte a rafforzare i meccanismi utili alla fruizione delle prestazioni a sostegno del reddito.

Ecco che anche l’inosservanza degli obblighi da parte del disoccupato portano ad alcune sanzioni le quali possono essere:

  • Completa decurtazione della NASPI;
  • Parziale decurtazione della NASPI;
  • Sospensione dell’integrazione salariale;
  • Decadenza dell’integrazione salariale.

Vi è da considerare anche che la decadenza si ha nel momento in cui il percettore della NASpI perde lo stato di disoccupazione.

In breve, essendo che viene a mancare uno dei requisiti per il suo ottenimento, il cittadino decade anche dal diritto.

Per altro, si deve anche considerare la perdita dell’assegno nel caso in cui il soggetto non partecipa attivamente alle attività proposte nel patto di servizio.

È soggetto infine al decadimento della prestazione nel caso in cui il soggetto non si presenti alla convocazione inerente gli appuntamenti con il tutor per la conferma dello stato di disoccupazione e la stipula del patto di servizio.

Decade anche nel caso cui rifiuta un’offerta di lavoro in linea con le caratteristiche professionali.

NASpi 2018 ridotta e/o sospesa?

Questi sono dei casi specifici che si devono prendere in considerazione, e che prevedono appunto la prestazione viene sospesa oppure ridotta.

La sospensione della NASPI 2018 opera nel caso in cui il disoccupato ottiene una rioccupazione con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato ma solo se la durata non è superiore a 6 mesi.

In questo caso è prevista appunto la sospensione dell’indennità NASPI che invece riprende al termine del contratto per il periodo residuo spettante.

Si noti anche che il lavoratore non deve fornire alcuna comunicazione poiché la sospensione opera d’ufficio sulla base delle comunicazioni obbligatorie.

La riduzione dell’assegno invece, prevede una diversa situazione, ovvero lo svolgimento da parte del beneficiario di attività lavorativa che siano o in forma autonoma o anche subordinata da cui però, derivi un reddito inferiore al limite di conservazione dello stato di disoccupazione.

In questo caso il soggetto che beneficia della NASPI deve provvedere obbligatoriamente a comunicare all’INPS entro 30 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa il reddito derivante dalla stessa.

Qui la prestazione e l’indennità viene ridotta di un importo pari all’80% dei redditi presunti e sono rapportati al tempo che intercorre tra le date di inizio e fine attività.

Circolare INPS 174 del 2017

Per altro sulla base della Circolare INPS 174 del 2017 possiamo dire che vi sono nuovi e importanti chiarimenti come anche delle precisazioni sulla compatibilità e sulla cumulabilità della disoccupazione NASpI.

In particolare la Circolare prende in riferimento la compatibilità e cumulabilità della NASpI con:

  • Redditi da nuovo lavoro subordinato;
  • Caso di 2 lavori part-time (con cessazione di uno dei due);
  • Lavoro autonomo preesistente e nuova attività;
  • Lavoro di tipo accessorio (e altre forme di lavoro flessibile).

La circolare pone degli ulteriori chiarimenti in merito anche alla cumulabilità e compatitibilità del sussidio di disoccupazione con altri redditi. Questi sono:

  • Borse di studio;
  • Stage e tirocini professionali;
  • Attività sportiva dilettantistica.

Ancora la circolare pone dei punti precisi in merito alla situazioni di compatibilità e cumulabilità della indennità di disoccupazione per:

  • Iscritti ad albi professionali;
  • Liberi professionisti;
  • Possessori di Partita IVA;
  • Attività svolte in ambito societario;
  • Funzioni di Amministratore;
  • Consigliere;
  • Sindaco.

NASPI 2018: liquidazione anticipata e incentivo all’auto imprenditoria

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NASPI 2018: liquidazione anticipata e incentivo all’auto imprenditoria

Tutti i soggetti che beneficiano della indennità NASpI, possono richiedere l’erogazione immediata ma solo se intendono avviare un’attività lavorativa in forma autonoma o anche sotto forma di impresa individuale e sottoscrivere una quota di capitale sociale di una cooperativa.

Possono richiedere in questo caso la liquidazione anticipata in un’unica soluzione dell’importo complessivo spettante e non ancora erogato.

Si precisa che in questo caso, l’assicurato è tenuto a presentare la domanda di anticipazione in via telematica, a pena di decadenza entro e non oltre il termine massimo di 30 giorni dall’inizio:

  • Attività autonoma;
  • Impresa individuale;
  • Sottoscrizione delle quote di capitale della società cooperativa;
  • Presentazione della domanda di NASpI se l’attività era stata avviata in precedenza rispetto alla cessazione e che come tale ha fatto sorgere il diritto alla NASpI.

In questo caso l’anticipazione che si è ottenuta deve essere restituita per intero ma solo nel caso in cui il soggetto sia rioccupato con contratto di lavoro subordinato instaurato prima della scadenza del periodo per il quale è stata riconosciuta la liquidazione anticipata della NASpI.

Fa eccezione solo il caso in cui il rapporto sia instaurato con la società cooperativa della quale il percettore della NASpI ha sottoscritto una quota del capitale sociale.

Nel caso in cui il soggetto percettore di NASpI sia il beneficiario dell’indennità ma in misura ridotta per effetto di precedente opzione per il cumulo, allora la prestazione anticipata viene erogata considerando l’importo residuo da corrispondere senza l’applicazione della riduzione stessa.

Nuova attività di lavoro subordinato

In costanza di percezione di indennità NASpI, si deve precisare che la rioccupazione con contratto di lavoro subordinato dal quale ne deriva poi un reddito annuo superiore a quello minimo escluso da imposizione, ne determina la decadenza dalla prestazione.

Per altro si deve precisare che in questo caso la durata del nuovo rapporto deve essere superiore a 6 mesi o a tempo indeterminato.

Se invece si tratta dell’ipotesi di contratto di durata pari o inferiore ai 6 mesi, la prestazione è sospesa d’ufficio per l’intera durata del rapporto di lavoro.

La sospensione opera anche nel caso in cui il rapporto di lavoro a tempo determinato di durata non superiore a 6 mesi viene stipulato presso uno stato estero, che appartenente all’UE o extracomunitario.

Attività lavorativa di natura meramente occasionale (lavoro accessorio con voucher)

In questo caso si deve precisare che la NASPI è interamente cumulabile con i compensi derivanti dallo svolgimento di lavoro accessorio ma sempre nel limite complessivo di 3.000 euro per anno civile.

Solo nel caso in cui i compensi siano superiori rispetto al predetto limite e comunque inferiori a 7.000 euro la NASPI 2018 sarà ridotta di un importo pari all’80% del compenso.

Questo per altro deve essere rapportato sempre e solo al periodo intercorrente tra l’inizio dell’attività e il termine finale di godimento dell’indennità, o anche la fine dell’anno se precedente.

Attività di lavoro all’estero

In questo caso il soggetto che percepisce l’assegno NASpI e che si reca in cerca di occupazione in un paese che applica la normativa comunitaria esportando la prestazione come anche in un paese non comunitario ma che sia convenzionato con l’Italia in materia di disoccupazione secondo anche quanto disposto in materia di esportabilità della prestazione deve iscriversi come persona in cerca di lavoro nello Stato ospitante.

Solo in questo caso, sussistono ancora le condizione di non occupazione e quindi continuerà a percepire la NASpI per un massimo di 3 mesi.

Nel momento in cui invece viene rioccupato presso un datore di lavoro del predetto Stato, il soggetto decadrà dal diritto alla NASpI nel momento in cui la durata del contratto sia superiore a 6 mesi (artt. n.7, 63 e 64 del Regolamento UE n.883 del 2004).

Si noti anche che tutti i soggetti percettore di indennità NASpI che si rechino presso un paese che applica la normativa comunitaria ed avendo già stipulato un contratto di lavoro, devono sottostare alle regole imposte dall’INPS e che prevedono la sospensione fino ad un massimo di 6 mesi.

Al termie del contratto l’indennità sospesa verrà ripristinata a condizione però che il soggetto non abbia richiesto analoga prestazione al paese ospitante.

Nel caso in cui il soggetto percettore di indennità NASpI si reca in un paese non comunitario e non convenzionato con l’Italia in materia di disoccupazione, nel caso in cui stipula un contratto di lavoro nel paese in cui si reca, l’indennità NASpI sarà sospesa per un massimo di 6 mesi.

Nel caso in cui invece l’interessato espatri per motivi che siano di natura diversi dai precedenti e anche differenti rispetto a:

  • Matrimonio;
  • Malattia propria o del congiunto;
  • Lutto, ecc.

La prestazione decade dalla data dell’espatrio.

Nel caso infine in cui il titolare di indennità NASpI stipuli in Italia un contratto di lavoro subordinato da eseguire in un paese che applica la normativa comunitaria, trovano applicazione gli istituti della sospensione, del cumulo e della decadenza come nelle ipotesi di percettore di NASpI che si rioccupi in Italia.

Circolare INPS numero 174 del 23-11-2017>>

Disoccupazione INPS – NASpI e viaggi all’estero: aggiornamento NASPI 2018

In base poi a quanto affermato dalla circolare INPS numero 177 del 28 novembre 2017, l’Istituto fornisce importanti precisazioni sulle situazioni di concomitanza di NASPI e viaggi all’estero.

Qui precisa l’INPS che è esteso a tutti i soggetti la possibilità di percepire la disoccupazione anche nel caso in cui si trovino all’estero a prescindere che si tratti di viaggi in cerca di nuova occupazione che per motivi diversi.

>>Scarica qui il fax simile della domanda NASPI 

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Tommaso Piccinni

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