Visite fiscali 2017 INPS novità. Cosa cambia?

Cercheremo di dare una risposta ad alcune  domande e di fare il punto della situazione su come funziona e com’è regolamentata la visita fiscale 2017. Cercheremo di capire:

  1. a che ora passa la visita fiscale;
  2. se il medico fiscale può passare già dal primo giorno, sabato e domenica compresi;
  3. quali sono i casi in cui il lavoratore è esonerato dagli accertamenti sanitari.
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Visita fiscale INPS: cos’è?

La visita fiscale inps è una visita medica, un accertamento sanitario, che viene compiuta da  un medico dell’Inps nei confronti del lavoratore, quando esso si  assenta per malattia.

Il medico può essere mandato direttamente dall’Inps, scegliendo da chi andare tra un numero di soggetti presi a campione per i lavoratori privati, oppure a spese del datore di lavoro, o, ancora, dall’amministrazione presso cui lavora se si tratta di dipendente pubblico.

MALATTIA, QUANDO SI DEVE AVVERTIRE IL DATORE DI LAVORO

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MALATTIA, QUANDO SI DEVE AVVERTIRE IL DATORE DI LAVORO

Per  prima cosa  quando ci si ammala bisogna  avvertire il datore di lavoro.

Il tempo a disposizione del lavoratore per compiere tale onere è regolato in base al contratto collettivo di lavoro applicato dall’azienda nella quale si è occupati.

Di norma bisogna avvertire:

  • la struttura di appartenenza in maniera tempestiva  e comunque all’inizio dell’orario di lavoro del giorno in cui si verifica l’assenza per malattia, anche nel caso di una eventuale prosecuzione dell’assenza (ccnl SSN -sanità pubblica- 1/9/95);
  • prima dell’inizio del turno di lavoro, (per le aziende che applicano i contratti collettivi di Telecomunicazioni, Terziario e Commercio, Turismo, Gomma/Plastica, Carta, Tessile/Abbigliamento/Confezioni, Grafica /Editoria, Alimentare);
  • 2 ore dall’inizio del turno lavorativo, per le aziende che applicano il Ccnl Autotrasporto;
  • entro 4 ore dall’inizio del turno lavorativo, per le aziende che applicano i Ccnl Autotrasporto (relativamente al personale viaggiante e soggetto a turni continui avvicendati), Legno/Arredamento, Chimica, Calzature;
  • massimo entro il 1° giorno di assenza, per le aziende che applicano il Ccnl Metalmeccanica.

La comunicazione al datore di lavoro deve essere fatta indipendentemente dall’invio del cerficato.

E’ esonerato solo il lavoratore che riesce a dimostrare giustificato impedimento.

Procedura di invio del CERTIFICATO MEDICO

Il certificato medico per malattia si richiede al medico curante entro 48 ore dal verificarsi della patologia che ha generato l’assenza.

E’ cura del medico di famiglia trasmetterlo per via telematica all’Inps.

l’ente rilascia una ricevuta con il numero di protocollo che, se previsto dal contratto, deve essere comunicato al datore di lavoro.

Nel caso in cui il medico curante sia assente, il certificato può essere rilasciato da altro medico convenzionato o comunque dalla guardia medica.

Nel caso di ricovero sarà l’ospedale che invierà il certificato. Se non si può procedere alla trasmissione telematica , è necessario inviare una raccomandata con il certificato, entro lo stesso termine di 2 giorni previsto per l’invio telematico.

Certificato medico di malattia: le regole da seguire

Quando sei ammalato, come prima cosa  devi avvertire la tua azienda che non potrai andare al lavoro.

Puoi farlo sia telefonicamente che via e-mail dicendo che sarai assente per quella giornata e che successivamente darai informazioni più dettagliate.

Una volta fatto ciò, dovrai andare dal tuo medico  o, nel caso sei impossibilitato dovrà venire lui stesso a visitarti a casa  per farti rilasciare il certificato che attesti quanti giorni avrai di malattia.

Importante

Il il certificato medico viene scritto in duplice copia, una viene rilasciata al lavoratore e l’altra è per l’azienda.

In quella destinata al lavoratore è descritta anche la prognosi (influenza, gastrite ecc…), in quella per l’azienda no, in quanto perché vige la legge sulla privacy.

Tu non sei obbligato a dire la causa della tua assenza per malattia alla tua azienda e nessuno può farlo per te.

Come ottenere il numero di protocollo del certificato medico

Il medico  curante una volta trasmesso il certificato all’INPS e  ti deve comunicare il numero di protocollo che sarà cura tua trasmettere all’azienda.

Una volta che le risorse umane o il datore di lavoro ricevono il numero di protocollo potranno risalire a tutte le informazioni e in quel caso potrai evitare di portare il certificato medico cartaceo, sempre che non ti venga espressamente richiesto. Anche tu stesso, andando sul sito dell’INPS, puoi consultare i tuoi attestati di malattia.

Immettendo il tuo PIN, puoi inserire o il tuo numero di cellulare o il tuo indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) per ricevere via SMS o mail il numero di protocollo dei tuoi certificati.

Quindi, non c’è bisogno di aspettare il medico curante  se devi prolungare una malattia o se dopo la visita non hai ancora ricevuto il certificato: puoi controllare tu stesso. una volta che lo avrà redatto.

Se il medico curante non è disponibile puoi  sempre rivolgerti alla guardia medica o a un altro convenzionato: non cambia molto. In entrambi i casi, la certificazione deve essere inviata entro 48 ore dall’assenza.

Visite fiscali orari 2017

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INPS : Visite fiscali orari 2017

Per quanto riguarda gli orari delle visite fiscali sono ormai fissati da un paio di anni e anche per il 2017 le fasce di reperibilità rimarranno le stesse.

Gli orari delle visite fiscali, come per lo scorso anno, saranno differenti solo per i lavoratori privati e per i dipendenti pubblici.

Per chi non è consapevole, con  il termine visita fiscale si vuole intendere gli orari entro i quali i dipendenti pubblici e privati possono essere sottoposti a controlli in caso di assenza dal lavoro per malattia.

La conoscenza degli orari aggiornati in cui possono avvenire le visite fiscali è molto importante per tutte le categorie di  lavoratori siano essi pubblici o privati, per poter evitare le pesanti sanzioni previste.

L’INPS, attraverso un’apposita circolare, ha illustrato le modifiche entrate in vigore dallo scorso anno:

le regole diffuse dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale riguardano sia i Medici fiscali e che i lavoratori. Regole e sanzioni stabilite per le visite fiscali sembra che rimarranno le stesse anche per il 2017 e al momento non sono state comunicate variazioni.

I lavoratori, nello specifico caso in cui al momento della visita fiscale non si trovassero nel domicilio indicato nella documentazione, subiranno delle pesanti sanzioni.

Per evitare ogni tipo di problema quando si è in malattia è  necessario sapere quando vengono posti in essere i controlli.

Nel caso di assenza dal lavoro per  malattia, il dipendente pubblico o privato che sia, dovrà farsi rilasciare il certificato medico e rendersi reperibile all’indirizzo indicato per la successiva visita fiscale.

E’ poi dovere del medico curante inviare, telematicamente, l’attestato medico all’Istituto di Previdenza.

Il dipendente, entro due giorni dal verificarsi della malattia, dovrà invece spedire copia del certificato al datore di lavoro.

Visite fiscali statali: novità settembre 2017 orari, fasce reperibilità e regole Inps

Visite fiscali 2017: orari, fasce di reperibilità e regole Inps in caso di malattia, ecco la guida completa e quali sono le principali novità per dipendenti pubblici e privati a partire da settembre.

Nel mese di Settembre 2017 sono previste delle novità riguardanti le fasce orarie delle visite fiscali.

Fino ad ora sia le regole che le fasce orarie sono rimaste invariate, ma si prevede un cambio per quanto riguarda la competenza per le visite fiscali, che potevano essere svolte sia dall’Inps che dall’Asl di competenza.

Ora si è accentrato tutto nel Polo Unico Inps, e sarà solo questo ad avere la competenza delle visite.

La novità a partire dal 1° settembre 2017 riguarda i dipendenti pubblici, che con l’entrata in vigore della riforma Madia dovranno rispettare nuove regole su orari di reperibilità e la competenza sulle visite fiscali passerà al Polo Unico Inps.

I controlli potranno essere  più frequenti: i medici della mutua che dovranno controllare che il lavoratore malato rispetti gli orari di reperibilità ed verificare l’effettiva malattia dei dipendenti pubblici e privati saranno retribuiti, in parte, con quota percentuale calcolata in base al numero delle visite fiscali effettuate.

Va comunque ricordato che ci sono anche i casi in cui è prevista l’esenzione dalla visita fiscale e in quest’articolo troverete tutte le informazioni relative a dipendenti pubblici e privati che, in caso di malattia, sono esonerati dai controlli del medico dell’Inps e, quindi, non sono obbligati a rimanere a casa negli orari delle visite fiscali.

Secondo quanto disposto dalla circolare Inps n. 95/2016 sono state stabilite le condizioni necessarie per richiedere le esenzioni dai controlli del medico della mutua.

Visite fiscali 2017: regole Inps orari di reperibilità

Tutti i lavoratori che si assentano da lavoro a causa di una malattia, siano essi dei dipendenti pubblici o privati possono andare incontro a visita fiscale dall’Inps.

Ci sono regole diverse relative a orari e fasce di reperibilità e nell’articolo vedremo caso per caso come cambiano in base alla tipologia di lavoro.

Durante gli orari stabiliti dalle visite fiscali il lavoratore può essere sottoposto, dopo che ci sia stato l’invio del certificato medico all’Inps, a controllo da parte del medico fiscale.

Infatti le visite di controllo sono fissate soltanto in specifiche fasce orarie che costringono il lavoratore a rimanere presso il domicilio indicato nel certificato, pena l’applicazione di sanzioni, tranne per i casi in cui è prevista l’esenzione.

La prima regola in caso di malattia, è l’obbligo per il lavoratore dipendente pubblico o privato che si presta ad assentarsi dal  lavoro per malattia, di richiedere il certificato medico al proprio medico di base, nel quale indicare l’indirizzo presso il quale si rende reperibile per l’eventuale visita fiscale.

Il certificato medico all’Inps deve essere inviato dal proprio medico curante e il lavoratore può richiedere la copia elettronica dello stesso nella propria casella di posta elettronica certificata. (Pec) Il dipendente, entro due giorni dal verificarsi dell’evento della malattia, dovrà inviare copia del certificato al datore di lavoro.

Con l’invio del certificato medico vengono poste in essere da parte dell’’Inps tutte le procedure relative alle visite fiscali.

Visite fiscali 2017: orari e fasce di reperibilità

Il lavoratore in caso di malattia e presentazione del certificato medico a lavoro è soggetto alle visite fiscali ma soltanto in specifici orari e in quelli che sono definite le fasce di reperibilità.

Bisogna  specificare che le regole relative alle visite fiscali 2017 non obbligano il lavoratore malato a stare a casa per tutto il giorno ma bisognerà risultare reperibile all’indirizzo indicato nel certificato medico nel caso di controlli volti a accertare lo stato di malattia.

I controlli medici possono infatti essere effettuati in particolari fasce orarie che sono diverse nel caso di dipendenti pubblici e privati.

Visite fiscali INPS dipendenti privati: fasce di reperibilità e orari

Gli orari visite fiscali 2017, ovvero le fasce di reperibilità per i dipendenti privati sono:

  • Mattina: 10:00/12:00;
  • Pomeriggio: 17:00/19:00

Tutti i giorni sabato e domenica compreso come anche titti i giorni festivi ricadenti nel periodo di malattia.

Visite fiscali INPS dipendenti pubblici: fasce di reperibilità e orari

Per quanto riguarda invece l’orario delle visite fiscali 2017, per i dipendenti pubblici sono fissate le seguenti fasce di reperibilità, fino al mese di settembre 2017:

  • Mattina: 9:00/13:00;
  • Pomeriggio : 15:00/18:00.

Le fasce di reperibilità dei dipendenti pubblici e quindi gli orari delle visite fiscali sono di interesse per i dipendenti statali, gli insegnanti, i lavoratori della Pubblica Amministrazione, i lavoratori degli Enti locali, i vigili del fuoco, la Polizia di Stato, le Asl, i militari e in generale le forze armate.

Anche in questo caso, le visite si svolgono tutti i giorni, sabato domenica e festivi compresi.

A partire dal 1° settembre 2017, a seguito delle novità apportate dalla riforma Madia, gli orari delle fasce di reperibilità saranno uguali per dipendenti pubblici e privati e la competenza per le visite fiscali passerà totalmente all’Inps.

Visite fiscali INPS scuola

Per quanto riguarda gli orari delle visite fiscali 2017 i degli insegnanti, la visita medica può essere richiesta dal Dirigente scolastico già a partire dal primo giorno soltanto in casi ben definiti, ovvero per le assenze che si verificano subito dopo o  subito prima dei periodi non lavorativi,cioè in occasione di pause festive o dei fine settimana.

Visite fiscali 2017: sanzioni

Per tutti i  lavoratori che si sono assentati dal posto di  lavoro a causa  di malattia e che non sono stati reperiti presso l’indirizzo indicato, nel caso di visita fiscale durante le fasce di reperibilità è prevista l’applicazione di sanzione per assenza ingiustificata.

Verrà quindi sottratta una parte dello stipendio al lavoratore, che non si sia fatto trovare durante le fasce di reperibilità presso il domicilio indicato, ma anche nel caso in cui il medico inviato dall’Inps non abbia potuto fare l’accesso al domicilio e non abbia quindi potuto accertare l’effettiva presenza del lavoratore e anche la malattia dello stesso.

Le sanzioni per assenza durante gli orari visite fiscali sono le seguenti:

  • 100% della decurtazione della retribuzione per i primi 10 giorni di patologia;
  • 50% per i giorni successivi.

E’ data la facoltà al lavoratore assente di presentare, entro 15 giorni dalla notificata sanzione, una giustificazione valida per l’assenza immotivata.

Infatti, nonostante sia stabilito l’obbligo di reperibilità per il lavoratore nelle fasce orarie precedentemente indicate, sono previsti alcuni casi di esenzione. Vediamo quali.

Visita fiscale:Assenza giustificata

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INPS permessi giustificati

Se il dipendente malato, durante le fasce di reperibilità, e deve assentarsi, è giustificato solo se:

  1. l’assenza è dovuta a un pericolo grave e quindi per sottrarre sé o un proprio familiare da questo pericolo e sono definite come cause di forza maggiore;
  2. se l’interessato deve sottoporsi a visite mediche specialistiche o generiche, analisi, cure o terapie;
  3. per giustificare l’assenza alla visita fiscale, in questi casi, deve:
    1. preavvisare il datore o l’amministrazione, indicando il  giorno e gli orari di indisponibilità alle fasce di reperibilità;
    2. fornire, poi, una idonea attestazione che dimostri quanto effettuato.

Assenza ingiustificata alla visita fiscale

Non possono essere considerati casi che giustificano l’assenza al controllo del medico fiscale ipotesi come:

  1. il malfunzionamento del campanello;
  2. breve uscita per delle commissioni;
  3. non essersi potuti alzarsi dal letto.

Vale il principio per cui il lavoratore è tenuto a mettere in atto tutti gli accorgimenti possibili per poter consentire l’accesso al personale sanitario.

Visite fiscali 2017: esenzioni

Le regole Inps sulle visite fiscali 2017 prevedono casi di esenzione dall’obbligo di reperibilità.

In alcuni casi, al lavoratore è concesso allontanarsi da casa anche durante le fasce di reperibilità.

Dell’assenza dovrà essere informato  il datore di lavoro, e non dovrà mettere a repentaglio lo stato di salute e la successiva guarigione del lavoratore.

Per i dipendenti del settore pubblico o privato sono previste esenzioni dalle visite fiscali nei seguenti casi:

  • assenza dovuta a cause di forza maggiore;
  • situazioni di pericolo per sé e per i propri familiari;
  • situazioni che hanno reso necessaria l’immediata presenza del lavoratore in altra sede;
  • visite, prestazioni e accertamenti specialistici contemporanei alla visita fiscale.

Visita fiscale 2017: a disposizione dal 1° giorno

Esonero dalla visita fiscale

Il dipendente è esonerato dalla visita fiscale nelle seguenti ipotesi:

  • malattia che comporta la possibilità della perdita di vita del lavoratore;
  • infortunio sul lavoro;
  • patologie per causa di servizio;
  • gravidanza a rischio;
  • patologie collegate all’invalidità riconosciuta, con percentuale di invalidità minimo  pari al 67%;
  • ricovero ospedaliero o presso altra struttura sanitaria.

Se il medico curante riscontra una delle cause di esonero elencate, o se decida, in base ad altre serie motivazioni, di escludere il lavoratore dalla visita, deve contrassegnare il certificato telematico col codice E.

Visite fiscali 2017: forum opinioni

PERMESSI 104

In vista, dovrebbero esserci anche delle nuove regole anche per i permessi lavorativi per l’assistenza dei familiari disabili o malati (legge 104/1992), in particolare per quanto riguarda il preavviso, in vista del rinnovo dei contratti del pubblico impiego.

Visita fiscale: l’autocertificazione del dipendente per i primi 3 giorni

Caso che scatena parecchie polemiche è quello che il dipendente per i primi 3 giorni di malattia potrebbe autentificare lo stato di malattia.

Il medico dovrebbe solo comunicare la malattia all’Inps e al datore di lavoro, ma non sarebbe lui a dichiarare che il lavoratore in questione è malato.

La proposta di legge, che viene fatta dal senatore Maurizio Romani, nasce anche per venire incontro a delle richieste più volte avanzate dai medici tramite la Federazione dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FOMCeO) che vuole sgravare i medici  da questa incombenza e si dedicassero a malattie più gravi e inoltre venissero liberati da responsabilità di una dichiarazione del falso da parte del dipendente.

In questo modo, stando a chi ha proposto la legge,si responsabilizza di più il lavoratore e quindi dovrebbe essere meno propenso a dichiarare il falso. Questo però non ha placato le numerose polemiche di chi, invece, pensa che una legge del genere non fa altro che aiutare chi approfitta del diritto alla malattia per non andare al lavoro.

Vedremo come andrà a finire: intanto la proposta è all’esame della Commissione Affari Istituzionali della Camera.

Visita fiscale: come funziona e quante volte può venire il medico

La visita fiscale è l’accertamento che viene mandato dall’azienda (per i primi 3 giorni dalla malattia) o dall’INPS (per i giorni successivi). Questo per quanto riguarda i dipendenti privati. Nel caso di una amministrazione pubblica, il medico fiscale viene mandato direttamente dal Dirigente e può essere inviato anche il primo giorno.

La visita fiscale non può essere fatta più di una volta al giorno e, per quanto riguarda le volte totali in cui il medico può venire per  effettuare il suo controllo, ci sono orientamenti della giurisprudenza diversi.

In generale, il lavoratore nelle fasce di reperibilità deve sempre essere reperibile  e aspettarsi, specie nel caso di una malattia particolarmente lunga, un controllo medico durante i primi 3 giorni (mandato dall’azienda) e uno successivo inviato dall’INPS (aspettarsi, ovviamente, non vuol dire che succeda).

La stessa azienda potrebbe inviare anche più controlli nei primi tre giorni, l’importante è che appunto questo non abbia come scopo di infastidire o danneggiare il lavoratore. La Cassazione ha infatti riconosciuto come molestie alcuni casi in cui le visite erano reiterate e questo nonostante si fosse accertato che il lavoratore stesse realmente male.

Visita fiscale dopo un intervento chirurgico

Se sei stato ricoverato in un ospedale o in un’altra struttura sanitaria  o hai subito un intervento chirurgico sarà il personale della struttura dove sei ricoverato a occuparsi della trasmissione telematica della certificazione INPS, a te verrà naturalmente rilasciata una copia del certificato.

Il personale ti darà dei  giorni di convalescenza post operatoria e, se alla fine di questi non dovessi sentirti ancora recuperato, potrai chiedere al tuo medico di base di prolungare il tuo stato di malattia.

Per quanto riguarda la visita fiscale, non è permessa in questi casi:

  • periodo di ricovero in ospedale;
  • se ti rechi al Pronto Soccorso per un problema riguardante il tuo stato di salute;
  • se il periodo di convalescenza a seguito dell’intervento ti viene ordinato dall’ospedale stesso.

Cosa succede se non ti rechi alla visita in ambulatorio?

Anche in questo caso l’INPS avvisa il datore di lavoro e invita a fornire delle motivate giustificazioni entro 10 giorni. L’assenza ingiustificata durante la prima visita del medico fiscale comporta la perdita del trattamento economico (cioè non si riceve stipendio) per 10 giorni.

Se si ci si  assenta in maniera ingiustificata anche durante la seconda visita, l’INPS provvederà a sospendere la metà trattamento economico erogato anche per l’ulteriore periodo successivo ai primi 10 giorni e fino al termine della malattia.

Se ci si assenta anche nella terza, l’erogazione dell’indennità a carico INPS viene interrotta immediatamente e la malattia non è riconosciuta. Sono esonerati dall’obbligo di reperibilità i lavoratori con:

  • patologie gravi che richiedono terapie salvavita: come cure di chemioterapia;
  • stati patologici che riguardano una invalidità riconosciuta (di almeno il 67% di percentuale di invalidità);
  • malattie in cui è a rischio la vita del lavoratore;
  • infortunio sul lavoro;
  • patologie per causa di servizio;
  • gravidanza a rischio.

Cosa succede se mi ammalo all’estero? Come comunicarlo all’Inps

Se la malattia avviene in un Paese della UE o convenzionato con l’Italia, devi presentare il certificato medico (che ti avrà redatto un medico del Pronto Soccorso o Guardia Medica o altro) all’istituzione estera competente in materia, entro 3 giorni da quando ti sei ammalato, munito della Tessera Europea Assicurazione Malattia.

Sarà l’istituzione a inviare tutta la certificazione all’INPS, certificazione che vale come quella italiana quindi con tutte le caratteristiche di cui abbiamo parlato sopra.

Se il Paese  extraeuropeo,come la Cina, gli USA o l’Australia, è un po’ più problematica: dovrai infatti presentare il certificato alla rappresentanza diplomatica o consolare italiana che si occuperà di inviarlo all’istituto.

Assenza visita fiscale e licenziamento

Nonostante  negli orari di non visita il lavoratore può  anche uscire, è anche vero che ci sono dei casi in cui la sua condotta può portare al licenziamento.

Quando, per esempio, il lavoratore uscendo di casa negli orari previsti pregiudica la sua guarigione e il datore di lavoro viene informato. Esempio: se sei malato per un’ernia al disco non è il caso di farti trovare in palestra.

Il licenziamento è, poi, previsto quando la malattia è falsa oppure se si esibiscono i certificati medici mendaci . In quest’ultimo caso, venendo meno il rapporto di fiducia, è probabile che appunto scatti un licenziamento per giusta causa.

Richiesta visita fiscale INPS del datore di lavoro: modalità e costi

Tutto ciò che abbiamo detto finora ha riguardato il lavoratore. E se invece è l’azienda a richiedere la visita fiscale?

Ecco cosa fare: tramite il sito dell’INPS, in modalità telematica, puoi fare la richiesta delle visite mediche di controllo domiciliare e/o ambulatoriale. Questo vale sia per datore di lavoro pubblico che per il datore di lavoro privato, compresi quelli i cui dipendenti non sono tenuti al versamento della contribuzione di finanziamento dell’indennità economica di malattia all’Istituto.

La presentazione della richiesta deve essere effettuata attraverso il servizio di “Richiesta Visita Medica di controllo” del portale WEB dell’Inps– con accesso tramite PIN – tramite il quale sarà possibile visualizzare in tempi brevi l’esito della visita. I servizi INPS, inoltre, prevedono:

  • Ricezione automatica degli attestati di malattia via e-mail purché il datore di lavoro la richieda all’indirizzo di Posta certificata della Struttura territoriale INPS competente utilizzando lo stesso indirizzo di PEC al quale dovranno essere destinati gli attestati di malattia dei lavoratori.
    Lo stesso servizio può essere richiesto anche dai consulenti del lavoro appositamente delegati, che potranno ricevere gli attestati dei dipendenti delle aziende da loro gestite;
  • La consultazione degli attestati di malattia per i datori di lavoro consente loro di vedere tutti gli attestati di malattia dei dipendenti. Sono consentiti diversi tipi di ricerche e viene offerta la possibilità di scaricare la lista degli attestati;
  • Consultazione attestati di malattia: da questo link si può vagliare e stampare un attestato di malattia fornendo il numero di protocollo del certificato e il codice fiscale associato.
    Questo servizio è raggiungibile  anche chiamando il Contact Center Multicanale al numero verde gratuito 803 164 o al numero 06164164 con tariffa a carico dell’utente chiamante.

Visita fiscale: il datore di lavoro non può contattare il medico

Anche se il tuo datore di lavoro nutre dei dubbi sul fatto che tu sia malato, bisogna sapere che non potrà chiedere spiegazioni in merito al medico che ha prescritto la malattia. Potrà saperne di più soltanto contattando l’Inps e richiedendo la visita fiscale (con i costi di cui sotto).

Non potrà in nessun caso contattare direttamente il medico curante perché tale comportamento viola la privacy del dipendente. Pertanto per un rapporto più sereno con l’azienda, il medico compie la sua attività inviando il numero all’azienda però sarà meglio anticipare la tua assenza all’azienda e  avvisare anche quanto si pensa di stare in malattia. Fermo restando che appunto terrai al corrente il datore di lavoro sul decorso della tua malattia.

Qual è il costo della visita fiscale INPS per l’azienda?

Ecco il dettaglio:

  • 41,67 euro per la visita domiciliare effettuata durante un giorno feriale;
  • 52,82 euro per la visita domiciliare effettuata in un giorno festivo;
  • 28,29 euro per la visita domiciliare feriale che però non è stata eseguita per assenza del lavoratore;
  • 39,61 euro per la visita domiciliare festiva non eseguita a causa dell’assenza del lavoratore.

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Tommaso Piccinni

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