Banche italiane con profitti nei paradisi fiscali. Lista completa

Molto spesso sentiamo parlare di Banche, di fallimenti e di investimenti in paradisi fiscali.

In questa guida esaminiamo da vicino quali sono le banche italiane che investono e fanno registrare dei profitti nei paradisi fiscali.

Unicredit-bank

Relazione, collegamenti e investimenti tra Banche Italiane e paradisi fiscali

Esaminiamo più da vicino l’indagine condotta da Oxfam e Fair Finance Guide International sulle 20 maggiori banche europee.

Come noteremo, esistono delle relazioni in cui si evince che oltre un dei loro profitti deriva da investimenti detenuti in paradisi fiscali.

Abbiamo analizzato 20 delle maggiori figure. Tra queste abbiamo scoperto con grande stupore che vi sono anche 2  dei più importanti istituti di credito Italiano:

  1. Intesa Sanpaolo;
  2. Unicredit.

Questi 2 istituti purtroppo sono terminati sotto la lente d’ingrandimento dell’Oxfam, durante le analisi sui paradisi fiscali. Sulla base di quelle che sono state le analisi condotte è stato rilevato come le maggiori banche europee abbiano registrato + 25 miliardi di euro nei paradisi fiscali.

E’ stato possibile condurre questa analisi grazie alle nuove regole che riguardano la trasparenza. Infatti, le banche oggi, devono comunicare:

  • tutti i dati sugli utili ottenuti;
  • tutti i dati sulle tasse pagate nei singoli Paesi in cui svolgono le proprie attività.

Ecco dunque che in questo modo, è stato possibile evidenziare anche quelli che sono gli istituti europei e sopratutto quelli italiani che hanno registrato i maggiori profitti nei paradisi fiscali. Se questi abusano di tali investimenti, potrebbero essere anche accusati di favoreggiamento dell’evasione fiscale.

I dati su Banche italiane e paradisi fiscali

Come già abbiamo detto sono 2 le banche italiane che sono arrivati sotto i riflettori.

Analizzando nel dettaglio è possibile notare come la banca Intesa Sanpaolo, in Irlanda ha fatto registrare profitti ante tasse di 438 milioni di euro, con una tassazione sul reddito di 55 milioni.

La stessa ha anche fatto registrare in Lussemburgo profitti ante tasse pari a 446 milioni di euro.

Dal lato opposto, invece, Unicredit, colosso mondiale, ha fatto registrare un profitto per oltre 97 milioni di euro a fronte di una tassazione sul reddito di 15 milioni.

Anche per questa in Lussemburgo, sono stati registrati 216 milioni di euro ante tasse.

Quali sono i paradisi fiscali più richiesti dalle banche?

Sappiamo bene che con il termine paradisi fiscali si intendono tutti quei Paesi in cui la tassazione su:

  • imprese;
  • banche; società, ecc;

è bassa o è addirittura inesistente.

Sempre secondo quanto affermato dal report Oxfam, oggi vi è solo l’imbarazzo della scelta. Questi però variano in base alla società di investimento. Per quel che ci riguarda, per le banche le mete più gettonate sono:

  • Lussemburgo;
  • Irlanda;
  • Hong Kong.

Convengono veramente i paradisi fiscali per le banche?

Ora, sulla base di quanto fin qui detto, ti possiamo dire con tutta franchezza che il 26% dei profitti delle 20 maggiori banche europee viene realizzato nei paradisi fiscali.

Non parliamo di piccole realtà a livello locale, ma di grandi colossi internazionali, per un totale di circa 25 miliardi di euro.

Nonostante tutto però nelle sedi offshore queste stesse banche registrano solo un 12% di fatturato con un 7% del totale dei dipendenti.

Come possiamo notare, il divario è enorme, il quale viene colmato solo dalla tassazione di gran lunga inferiore rispetto a quella subita nel proprio paese d’origine.

Ecco quindi che aprire una banca in un paradiso fiscale risulta essere davvero conveniente. Per altro è molto conveniente e più redditizio anche rispetto all’apertura di una succursale in Germania, solo per fare un esempio.

Nota bene:

Nei paradisi fiscali, ogni 100 euro di attività, le banche fanno registrare 42 euro di utili. Negli altri paesi invece, le banche ne registrano solo 19. Ecco perché molte di queste ma anche molte altre società stanno optando per trasferirsi in paradisi fiscali.

Come investire in azioni Unicredit e Intesa Sanpaolo?

Oggi ti possiamo dire con tutta franchezza che per investire in azioni Unicredit o in azioni Sanpaolo basta poco ed è per altro molto semplice. Ti basta aprire un conto di trading online reale su una delle piattaforme di trading di seguito riportate.

Queste infatti, grazie alla possibilità di investire con i CFD ti permettono di investire in azioni Unicredit o Intesa Sanpaolo, senza possedere materialmente l’azione.

Puoi infatti investire e ottenere un profitto sia quando le azioni solo al rialzo, sia anche quando esse sono al ribasso. Ecco quindi il perché è molto conveniente fare trading con i CFD su azioni.

  • Non si detengono materialmente le azioni;
  • si possono ottenere profitti sia al rialzo sia al ribasso;
  • si può investire anche con un conto demo;
  • scegli tu l’importo da investire.

Nulla di più semplice e conveniente. Ti basta solo scegliere uno dei broker di seguito riportati, per altro regolamentati ed autorizzati ed iniziare ad investire con essi.

Tieni presente che con questi broker puoi fare trading online anche con un conto demo, ovvero con un conto che ti permette di testare la piattaforma, esaminare la strategia di trading e metterla in pratica, senza perdere denaro.

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Tommaso Piccinni

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