Assegno di ricollocamento: al via il voucher disoccupati per 25.000 soggetti

In questa guida analizzeremo in modo particolare un approfondimento in merito all’Assegno di ricollocamento. Questo è inteso come un invito all’iscrizione presso il portale ANPAL al fine di dare avvio al percorsi di riqualificazione.

Parte dunque l’assegno di ricollocamento, per 25.000 lavoratori. Questi infatti, sarebbero invitati d a parte degli enti preposti a intraprendere percorsi di riqualificazione. Si tratta solo di una misura prevista dal decreto sulle politiche attive previsto nell’art. 23 dlgs 150/2015 attuativo del Jobs Act.

Precisiamo sin da subito che il voucher di ricollocamento riguarda i lavoratori che percepiscono la NASpI da almeno 4 mesi.

voucher ricollocamento

Voucher disoccupati: cosa sono?

Gli assegni per i disoccupati, ormai in vigore da diverso tempo, presentano una nuova possibilità per i lavoratori che non hanno un lavoro a trovarne uno grazie ad un percorso di formazione.

Questi fecero la loro prima comparsa nella legge di stabilità del 2015, in via sperimentale, definendoli anche come contratti di ricollocazione.

Questi sono nati per far fronte alla crisi economica, tanto che i legislatori hanno dovuto porre rimedio a questo fenomeno tramite appunto le politiche passive del lavoro, sostenendo il reddito con fondi per la disoccupazione o la cassa integrazione.

Questi voucher comporta necessariamente la ricerca di un nuovo impiego o la riqualificazione professionale.

Il contratto di ricollocazione infatti si pone come unico scopo quello di favorire il reinserimento del lavoratore nel tessuto produttivo, stabilendo un contatto diretto tra Stato e Regioni.

Chi ha diritto al Voucher di ricollocamento?

In base a quanto previsto dal decreto sugli ammortizzatori sociali, i voucher di ricollocamento, sono concessi esclusivamente ai disoccupati che ne hanno i requisiti.

Di conseguenza, hanno diritto all’assegno tutti i disoccupati, e quindi non solo per quelli che sono stato oggetto di licenziamento.

Come spendere il voucher?

Il lavoratore disoccupato si deve rivolgere ad una struttura accreditata al fine di ricercare lavoro ed effettuare la procedura di definizione del suo profilo di occupabilità, in base a quella che è la propria esperienza, i requisiti, i titoli, e le caratteristiche del lavoratore, stabilendo dunque la facilità, o difficoltà, di trovargli una nuova occupazione.

In base a questo profilo personale di occupabilità, viene poi attribuita al disoccupato una dote individuale di ricollocazione,che può spenderla in formazione ma solo presso le strutture accreditate.

A questo punto è il lavoratore a scegliere se rivolgersi a un centro per l’impiego o a un’altra struttura, che incasserà l’importo del voucher assegnato solo in caso di conclusione positiva del processo di ricollocazione.

Voucher Lavoro: caratteristiche

Teniamo a precisare che il valore del voucher cambiano in base anche al livello di ricollocabilità del lavoratore. Questo processo consente quindi di evitare che le agenzie si concentrino sulle figure professionali più ricercate, in quanto queste figure avranno un voucher meno considerevole, tralasciando i lavoratori con maggiori problemi di reinserimento (i cui voucher saranno ben più redditizi).

Il sistema dovrebbe prevedere la possibilità di creare un sistema di collaborazione tra centri per l’impiego, enti accreditati e soggetti beneficiari.

In merito alle competenze tra agenzie accreditate si potrebbero verificare 2 problemi:

  • se l’agenzia è troppo accondiscendente verso il lavoratore rischia di non trovargli un’occupazione e quindi di non incassare il voucher;
  • nel caso invece in cui l’agenzia è troppo rigida sarebbe non gradita ai lavoratori, che si rivolgerebbero invece ad una seconda struttura e capace di ricollocarli in tempi + brevi e con criteri equi e ragionevoli, trovando un punto d’incontro tra aspirazioni e richieste del mercato.

Come richiedere l’assegno di ricollocamento

Tutti i 25.000 soggetti che si trovano nella condizione di richiedere l’assegno, saranno invitati ad iscriversi al portale ANPAL al fine di richiedere la prestazione. Saranno questi poi a scegliere l’ente che si occuperà del percorso di riqualificazione.

Attenzione: le somme percepita a titolo di assegno di ricollocamento non saranno considerate come condizione di formazione del reddito.

Durata del voucher

L’assegno avrà una durata pari a 6 mesi, con la possibilità di un ulteriore proroga per altri 6 mesi nel caso in cui non sia stato consumato l’intero ammontare dell’assegno.

Importo dell’assegno

L’importo dell’assegno di ricollocamento dipende dal profilo di occupabilità del lavoratore. Questo viene individuato in base ad un punteggio. Quindi, il problema o la maggiore difficoltà la si trova nel reinserimento in base a una serie di parametri.

Maggiore sarà il punteggio, e maggiore sarà l’assegno. Solitamente esso ha un valore compreso tra 1000 e 5000 euro.

Obblighi del centro per l’impiego

Il servizio per l’impiego che viene scelto dal lavoratore, deve prevedere:

  • affiancamento di un tutor;
  • programma di ricerca intensiva di occupazione e possibile percorso di riqualificazione professionale con lo scopo unico di mirata a sbocchi professionali esistenti;
  • l’impegno del lavoratore a svolgere le attività individuate dal tutor;
  • impegno del lavoratore  ad accettare un’offerta di lavoro congrua;
  • obbligo per il soggetto erogatore del servizio di comunicare a centro per l’impiego e ANPAL l’eventuale rifiuto senza uno giustificato motivo, a svolgere le attività indicate dal tutor o ad accettare un’offerta di lavoro congrua.

Voucher ricollocamento: decadenza

Il servizio di ricollocamento viene sospeso nel caso in cui il lavoratore trovi un lavoro a termine. Nel caso in cui invece il lavoratore viene assunto in prova, questo mantiene per 6 mesi il diritto a riprendere il percorso.

Il voucher ricollocamento decade nel caso in cui invece il disoccupato non partecipi alle iniziative di ricerca e riqualificazione sopra descritte, o anche nel caso in cui si rifiuti senza un giustificato motivo ad accettare una congrua offerta di lavoro, secondo quanto previsto dall’art. 4, comma 1, lettera c, del decreto legislativo 181/2000, in seguito all’attività di di accompagnamento attivo al lavoro.

Il voucher decade quando termina lo stato di disoccupazione.

Nel caso di uno o più rifiuti da parte del soggetto in merito a un’iniziativa di riqualificazione o di un posto di lavoro, il lavoratore subirà una prima contestazione dal parte del tutor.

Questa contestazione prevede una riduzione dell’assegno pari alla metà dell’assegno originale spettante, mentre verrà completamente azzerata alla seconda contestazione.

Assegno disoccupati: competenze Stato – Regioni

In merito alle competenze teniamo a precisare che le Regioni, hanno la competenza legislativa e amministrativa in materia di servizi per l’impiego.

Queste sono quindi libere di prendere parte alla sperimentazione del voucher e scegliere quali interventi attuare in luogo dei sempre più diffusi corsi di formazione organizzati dai centri per l’impiego o dagli enti di formazione accreditati dalla regione di appartenenza.

Al fine di dare attuazione a questo procedimento, la regione deve dare attuazione ad una delibera al fine di stipulare la nuova tipologia di contratto, mettendo a disposizione il n° di voucher a copertura dei costi per la ricerca di lavoro.

I buoni lavoro sono per tanto suddivisi in:

  • una parte fissa;
  • una parte variabile (più consistente) legata alla ricollocazione del lavoratore.

Solo la regione potrà rivolgersi a una delle agenzie accreditate presso la propria Regione al fine di delegare un tutor alle mansioni di assistenza e ricerca di eventuali corsi di riqualificazione.

In breve il Contratto di Ricollocazione, è visto come un nuovo strumento a disposizione dei disoccupati al fine di garantirsi validi servizi di ricerca di nuova occupazione.

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Tommaso Piccinni

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