Naspi 2017 – Asdi – Assegno – agevolazioni disoccupati – calcolo e durata: novità sussidio di disoccupazione 2017

La Naspi 2017 prende il posto non solo della NASPI 2016, ma da quest’anno anche anche della mobilità.

Di seguito tutta una serie di informazioni utili al fine al calcolo, alla durata e alle ultime novità in merito al sussidio di disoccupazione introdotto con il Jobs Act.

naspi-2016

Importo NASPI 2017. Novità

Come ogni anno l’INPS comunica gli importi che saranno erogati nella disoccupazione. Questo lo ha rivelato con la circolare 36/2017 in cui chiarisce l’importo NASpI 2017 e degli altri ammortizzatori sociali.

In particolare, la circolare tratta:

  • NASpI;
  • CIG e CIG settore edile (intemperie stagionali);
  • assegno ordinario;
  • assegno emergenziale per il Fondo del Credito e del credito cooperativo;
  • indennità di disoccupazione agricola;
  • assegno per le attività socialmente utili.

Notate bene che gli importi sono tutti ricalcolati annualmente nella misura del 100%. In breve tutti gli importi sono calcolati in base alla rivalutazione annuale dell’indice Istat dei prezzi al consumo.

Quindi, visto e considerato che la variazione negativa anche per il 2017,  gli importi rimangono invariati rispetto alla NAspi 2016.

Vi è anche da fare un’ulteriore precisazione, L’INPS comunica che l’indennità di mobilità ordinaria e il trattamento di disoccupazione edilizia, per altro abrogate dal Jobs Act dal 1° gennaio 2017 sono state sostituite con il sussidio di disoccupazione NASpI.

Attenzione: 

La retribuzione da prendere come punto di riferimento per il calcolo dell’indennità di disoccupazione NASpI è pari a € 1.195 per il 2017 secondo quanto stabilito dalla circolare n. 94 del 12/05/2015. L?importo massimo mensile NASpI 2017, non può superare in ogni caso la somma massima di € 1.300.

NASPI 2017 inps: cos’è?

disoccupazione-Naspi

La domanda di disoccupazione (NASPI 2017) è una prestazione economica a sostegno del reddito che sostituisce la precedente indennità di disoccupazione (Associazione Sociale per l’Impiego – ASpI e mini ASpI).

Naspi è l’acronimo di Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego erogata, ai lavoratori dipendenti che abbiano perduto l’occupazione.

Nota bene:

Tutti i percettori di Naspi che si trovano nella condizione di disoccupato e che non si impegnano a trovare un nuovo lavoro e non parteciperanno ai servizi messi a disposizione dai Centri per l’Impiego al fine di formarsi per ricercare una nuova collocazione, potranno essere sanzionati.

Questo è quanto disposto dal decreto legislativo 150/2015 il quale prevede in ultima analisi anche la possibilità di revocare il beneficio.

Tutti i soggetti che presenteranno domanda di Naspi 2017,  nel caso in cui ne ricorrano i presupposti e che saranno ammessi al beneficio dovranno recarsi presso il CPI di appartenenza e stipulare presso di esso il Patto di Servizio.

Questo è volto alla ricerca di nuova occupazione e che impegna il disoccupato a partecipare alle iniziative di politica attiva del lavoro.

Disoccupazione-online-2017

Questo provvedimento non è nuovo, anzi era già previsto lo scorso anno nella procedura NASPI 2016. Maggiori approfondimenti in merito sono disponibili su

Le maggiori novità introdotte riguardano il calcolo, le sanzioni e la durata della Naspi 2017 che approfondiremo nel corso di questo articolo.

Infine ricordiamo che novità son state introdotte anche in merito alla definitiva cancellazione della mobilità.

Tutti coloro che ricadono nella condizione di disoccupato potranno esclusivamente beneficiare del sussidio di disoccupazione Naspi 2017.

Naspi inps pagamenti: come funziona quest’anno?

La principale novità per la NASPI 2017 è che non ci son novità rispetto alla NASPI 2016.

Non cambiano i requisiti per richiederla e non cambiano le indennità di disoccupazione, la quale prevede ancora una volta una durata massima di 2 anni. Il requisito necessario per effettuare la richiesta è essere in totale stato di disoccupazione.

Come vedremo di seguito all’interno del paragrafo concernente i requisiti, si deve aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 48 mesi, e aver accumulato almeno 30 giorni di lavoro nel corso dell’anno precedente.

Attenzione:

Non si deve essere in possesso di nessun altro sussidio al fine di poter accedere alla NASPI 2017.

Anche l’importo del sussidio di disoccupazione non subirà modifiche e sarà calcolato sulla base della retribuzione percepita negli ultimi 4 anni e delle settimane di contribuzione, fermo restando il tetto massimo di erogazione pari a € 1.300 lordi al mese.

Come presentare domanda NASPI 2017 INPS?

Ricordiamo che la domanda deve essere inoltrata all’INPS per via telematica e non solo. Infatti, l’INPS fa sapere che la domanda per l’ottenimento della Naspi 2017 può essere inoltrata attraverso 3 sistemi:

  • WEB: servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN online direttamente dal sito dell’INPS;
  • Contact Center integrato INPS – INAIL: chiamando gratuitamente da rete fissa al n. 803164 oppure al n. 06164164 da rete mobile;
  • tramite Enti di Patronato: attraverso i servizi telematici offerti da questi.

Domanda NASpI INPS 2017: come accedere

Ricordiamo a tutti coloro che vogliono presentare domanda NaspI 2017, è possibile oggi presentarla in maniera autonoma grazie ai servizi per i l cittadino inps ed il PIN online. Per tanto è necessario perseguire il seguente percorso:

  • homepage INPS;
    • Servizi per il cittadino -> Autenticazione con Pin;
      • Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito;
      • NASpI o ASdI.

Nel momento in cui si presenta domanda, il lavoratore deve auto-certificare il possesso di tutti i requisiti e si impegna a comunicare tempestivamente e sempre con il modello telematizzato Asdi eventuali circostanze che possono determinare variazioni dell’importo dell’assegno, o anche circostanze che ne possono determinare la decadenza.

Comunicazione ASdI INPS

Al fine di effettuare la comunicazione ASdI INPS è necessario che il modello venga esclusivamente inviato tramite sito INPS, seguendo il percorso di seguito riportato:

  • homepage INPS;
    • Servizi per il cittadino -> Autenticazione con Pin;
      • Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito;
        • Asdi -> Comunicazioni Asdi.

Nota bene:

Per conoscere l’esito della propria domanda (accoglimento o rigetto) è possibile tramite sito inps consultare la sezione dedicata alle comunicazioni e disponibile tramite il seguente percorso:

  • homepage INPS;
    • Servizi per il cittadino -> Autenticazione con Pin;
      • Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito;
        • Asdi o NASpI;
          • Consultazione domande.

Naspi 2017: scadenza e termine di presentazione della domanda

La domanda deve essere presentata entro un massimo di 68 giorni. E’ consigliabile sempre e comunque presentare domanda entro gli 8 giorni dalla fine del rapporto di lavoro. Il termine di presentazione della domanda inizia:

  • dalla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro;
  • nel caso in cui ricorrano nel periodo di 68 giorni un evento come ad esempio maternità indennizzabile, il termine rimane sospeso per un periodo pari alla durata dell’evento e riprende a decorrere al termine dello stesso per la parte residua;
  • nel caso di malattia indennizzabile o infortunio sul lavoro/malattia professionale indennizzabile dall’INAIL, insorto entro i 60 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, il termine rimane sospeso per tuta la durata dell’evento;
  • dalla data di cessazione del periodo di maternità indennizzato;
  • dalla data di cessazione del periodo di malattia indennizzato o di infortunio/malattia professionale;
  • dalla data di definizione della vertenza sindacale o dalla data di notifica della sentenza giudiziaria;
  • dalla data di fine del periodo corrispondente all’indennità di mancato preavviso ragguagliato a giornate;
  • a partire dal 30 giorno successivo alla data di cessazione per licenziamento per giusta causa.

Naspi 2017: calcolo – durata – novità sussidio di disoccupazione

naspi -2017

La Naspi è erogata esclusivamente in favore dei lavoratori che hanno perso involontariamente il lavoro e che possono far valere determinati requisiti relativi alla contribuzione obbligatoria e alla durata del rapporto di lavoro.

NASPI 2017: beneficiari

In generale, la NASPI ricomprenderà tutte le categorie di disoccupati, compresi anche:

  • apprendisti;
  • soci lavoratori di cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • personale artistico con rapporto di lavoro subordinato;
  • dipendenti a tempo determinato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • lavoratrici che hanno presentato le dimissioni nel periodo della maternità;
  • lavoratrici madri obbligate a presentare le dimissioni anche nel periodo di tutela dalla maternità;
  • lavoratori che sono stati licenziati per motivi disciplinari.

Nota bene:

Possono beneficiare della Naspi tutti i soggetti che hanno presentato le dimissioni per giusta causa. 

Rientrano in questo caso tutti i soggetti che hanno risolto consensualmente il proprio rapporto di lavoro, secondo quanto previsto dall’articolo 7 della legge 1 5 luglio 1966, n . 604, modificato dall’art. 1, comma 40 ,della legge n. 92 del 2012.

NASPI 2017: soggetti esclusi

Non sono inclusi invece:

  • i dipendenti a tempo indeterminato delle Pubbliche Amministrazioni;
  • operai agricoli a tempo determinato e indeterminato;
  • lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale;
  • titolari di trattamento pensionistico diretto.

Naspi: requisiti 2017

Per quanto riguarda i requisiti ricordiamo che per poter accedere alla NASPI 2017, è richiesto al lavoratore un versamento contributivo minimo pari ad almeno 13 mesi nei 4 anni precedenti .

Avere in attivo almeno 30 giornate di lavoro effettuate nel corso dell’anno in cui si presenta la domanda.

In breve per poter usufruire della Naspi 2017, i soggetti che si trovano in uno stato di disoccupazione devono aver maturato i seguenti requisiti:

  1. stato di disoccupazione involontario secondo quanto previsto dall’art. 1 , comma 2, lettera c), d.lgs. 21 aprile 2000, n .181, e successive modifiche;
  2. requisito contributivo che il lavoratore deve poter far valere, nei 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione ed almeno 13 settimane di contribuzione;
  3. il lavoratore deve poter far valere 30 giorni di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Naspi 2017: durata

La Naspi 2017, sulla base di quanto previsto sia dalla normativa di riferimento, sia anche da quanto previsto dal decreto 150/2015 avrà una durata massima di 24 mesi.

La durata della Naspi 2017 sarà calcolata tenendo conto del servizio di lavoro prestato. Di conseguenza sarà erogata e calcolata sulla metà di contributi previdenziali versati nel corso dei 4 anni precedenti.

In sostanza tiene presente la storia contributiva del lavoratore disoccupato che presenta la domanda.

Novità Naspi 2017: a partire dal 1°gennaio 2017 la NASPI avrà una durata massima di 18 mesi.

In sostanza, la durata massima prevista dalla NASPI 2017 sarà pari alla metà delle settimane coperte da contribuzione nei 4 anni precedenti il giorno di perdita del lavoro.

Nota Bene:

Dal conteggio per il calcolo sono esclusi i periodi che hanno già causato l’erogazione delle altre indennità di disoccupazione comunque non potrà essere superare a 78 settimane.

Naspi 2017: calcolo dell’importo

Per quanto riguarda il calcolo dell’importo della Naspi 2017, si prende in considerazione il reddito del lavoratore negli ultimi 4 anni di lavoro.

La retribuzione erogata corrisponde al 75% dell’imponibile medio degli ultimi 4 anni alla quale è applicata una decurtazione del 3% a partire dal 4° mese di fruizione e per tutti i mesi in cui si percepisce l’indennità di disoccupazione.

Purtroppo, come ogni cosa fatta in Italia, il calcolo non è semplice sopratutto per coloro che non masticano la materia. Quindi cosa fare? Niente di cui preoccuparsi di seguito cercheremo di semplificare il tutto.

Per capire a quanto ammonta l’importo NASPI 2017 bisognerà prima di tutto effettuare il calcolo della retribuzione media settimanale percepita negli ultimi 4 anni.

Una volta che si è calcolato questo non si deve far altro che moltiplicare l’importo ottenuto per il coefficiente fisso pari a 4,33 al fine di ottenere lo stipendio di riferimento. Su questo deve poi essere determinato il calcolo dell’importo di Naspi 2017.

Al fine di effettuare il calcolo della Naspi 2017 bisogna sapere che questo sarà pari:

  • al 75% dell’importo di stipendio medio, se pari o comunque inferiore a € 1.195 lordi;
  • per importi superiori invece l’importo della Naspi sarà del 75% di € 1.195 + il 25% della cifra in eccesso.

Naspi 2017: requisiti per colf badanti e lavoratori domestici

Sulla base di quanto disposto dall’INPS, si chiarisce anche quanto segue in merito ai requisiti per colf, badanti e lavoratori domestici, al fine di accedere alla Naspi 2017.

In questi casi non è possibile individuare 30 giornate lavorate in un anno. Di conseguenza, i decreti attuativi del Jobs Act hanno stabilito che al fine di ottenere la Naspi 2017, tutti questi lavoratori devono possedere 5 settimane lavorate.

Per settimana intera lavorata, si deve intendere 1a settimana con un minimo di 24 ore di lavoro retribuite. Di conseguenza, il n° di settimane lavorate si otterrà dividendo il numero delle ore lavorate per 24.

Nel caso in cui il risultato dia un numero decimale, lo stesso verrà arrotondato per eccesso da parte dell’INPS.

Queste novità Naspi 2017 riguardano diverse categorie di lavoratori:

  • lavoratori domestici;
  • lavoratori a domicilio;
  • dipendenti con periodi di lavoro estero;
  • lavoratori interessati da neutralizzazione con contribuzione di interesse molto datata;
  • lavoratori agricoli.

naspi-asdi-ricollocazione-2017

Cos’è l’ASDI 2017 e come funziona?

Anche per il 2017 è presente l’ASDI, ovvero assegno di disoccupazione richiesto dai disoccupati che hanno esaurito la Naspi e che non hanno ancora trovato un nuovo impiego.

Per l’erogazione dell’ASDI 2017, si deve tenere presente che la domanda deve essere presentata in via esclusiva all’INPS attraverso il canale telematico e prevede una durata massima di 6 mesi.

Nota bene:

E’ possibile richiedere l’Asdi 2017 solo se:

  • si è disoccupati;
  • si è terminata la Naspi;
  • si è nella condizione di aver sottoscritto il patto di servizio con un centro per l’impiego;
  • si possiede un valore Isee inferiore o pari a € 5.000 euro;
  • far parte di un nucleo familiare con almeno un minorenne.

L’ASDI 2017 avrà un importo pari al 75% dell’assegno della Naspi.

Nuovo assegno di ricollocazione 2017: Cos’è e come funziona?

Una delle novità rispetto allo scorso anno, riguarda l’assegno di ricollocazione, un sussidio di disoccupazione che può essere richiesto solo da coloro che sono senza occupazione e percepiscono la Naspi da almeno 4 mesi.

L’assegno di ricollocazione prevede una durata di 6 mesi, e può essere prorogato per altri 6 mesi.  

L’importo massimo, viene erogato tramite voucher per un valore compreso tra i € 1.000 e i € 5.000 e potrà essere impiegato solo e soltanto per sostenere le spese relative alla formazione professionale presso i centri per l’impiego o presso le agenzie private che sono state accreditate per il sostegno al reinserimento nel mercato del lavoro.

Nota bene

A differenza della domanda NASPI 2017 che deve essere inviata esclusivamente all’INPS per via telematica, la domanda inerente all’assegno di ricollocamento, deve essere presentata sul sito dell’ANPAL.

Il sussidio, non è automatico e non sarà riconosciuto a tutti i lavoratori ma solo ad una platea di 20.000 persone estratte a campione tra coloro che avranno inviato domanda all’Anpal (almeno per il momento).

Compatibilità ASdI

Si deve tener presente che l’Asdi è compatibile con una delle seguenti prestazioni:

  • assegno o indennità a cieco civile;
  • assegno o indennità a sordomuti;
  • assegno o indennità a invalidi civili;
  • pensione ai superstiti;
  • pensione di guerra;
  • pensione facoltativa;
  • rendite vitalizie da infortunio;
  • pensione estera ma solo nel caso in cui non esistono convenzioni internazionali in materia di sicurezza sociale;
  • pensione estera di uno stato membro dell’Unione europea;
  • pensione per infermità contratta durante il servizio militare obbligatorio, il quale ha titolo a fine di risarcimento e si è in assenza di un rapporto di impiego o di servizio continuativo.

Attenzione, perché l’assegno ASDI non è compatibile con:

  • assegno sociale;
  • pensione di vecchiaia;
  • pensione di anzianità o anticipata;
  • pensione di inabilità.

Quando si decade dal diritto all’Asdi 2017?

Al momento possiamo dire che esistono 4 circostanze differenti che possono far perdere il diritto all’ASDI.

  1. perdita dello stato di disoccupazione;
  2. raggiungimento dei requisiti per:
    1. pensionamento di vecchiaia;
    2. pensione anticipata;
    3. assegno sociale;
  3. inizio di un’attività lavorativa:
    1. subordinata;
    2. autonoma;
    3. impresa individuale;
      nel caso in cui non si provvedere poi entro il termine massimo di 30 giorni alle comunicazioni all’Inps, la prestazione non decade ma solo se la durata del rapporto di lavoro subordinato è inferiore a 6 mesi;
  4. acquisizione del diritto all’assegno ordinario di invalidità o pensione di invalidità.

Naspi 2017: scompare la mobilità

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A partire dal 1° Gennaio 2017 è cessata per tutti la possibilità di percepire la mobilità. Infatti, da questa data, è possibile percepire solo la NASPI secondo quanto stabilito dall’art. 2, comma 71, della l. n. 92/2012, c.d. Riforma Fornero.

Questo comporta per i lavoratori che verranno licenziati a partire dal 31 dicembre 2016 in poi, di beneficiare solo e soltanto della nuova indennità di disoccupazione ma solo se in possesso dei requisiti richiesti.

Mobilità 2017: requisiti

Solo per i lavoratori licenziati prima del 31 dicembre 2016, è possibile far valere il diritto all’iscrizione nelle liste di mobilità e a percepire l’indennità, ma solo se ne ricorrono i presupposti. In questo caso si devono possedere i seguenti requisiti:

  • iscrizione nelle liste di mobilità compilate dall’ufficio regionale del lavoro;
  • anzianità aziendale di almeno 12 mesi maturata nell’ultimo rapporto di lavoro con l’azienda che lo ha messo in mobilità;
  • almeno 6 mesi di effettivo lavoro, comprese ferie, festività, infortuni e astensione obbligatoria per maternità.

L’indennità di mobilità può variare in base ad alcuni requisiti:

  • età del lavoratore nel momento in cui viene licenziato;
  • area geografica in cui è ubicata lo stabilimento;
  • la sua durata non potrà essere, superiore all’anzianità lavorativa maturata presso l’azienda che ha proceduto al licenziamento.

L’indennità di mobilità 2017, per i primi 12 mesi, è pari al 100% del trattamento d’integrazione salariare, e si riduce fino all’80% della retribuzione teorica lorda spettante.

Nel caso in cui i dipendenti licenziati prima del 31 dicembre 2016 non posseggono i requisiti richiesti entro tale data, possono accedere alla NASPI 2017 ma solo nel caso in cui rispondano egregiamente ai requisiti richiesti da questa.

Mobilità 2017: casi particolari

Nel caso in cui viene presentata domanda di mobilità e questa viene rigettata per mancanza dei presupposti, in calce alla comunicazione verrà inserita anche una nota in cui si richiede al lavoratore la possibilità di trasformare la sua domanda di mobilità in domanda di disoccupazione NASPI 2017.

Questa scelta deve essere fatta in un tempo massimo di 30 giorni dalla ricezione della comunicazione.

Non possono usufruire di questa agevolazione i soggetti che sono stati licenziati dopo il 31 dicembre 2016. Questo potrà accedere alla Naspi 2017. In questo modo, il lavoratore potrà:

  • da un lato percepire un assegno più alto rispetto a quello previsto dal trattamento di mobilità;
  • dall’altro però si riduce questo vantaggio se il mercato non consente un rapido reimpiego dei licenziati.

Vengono meno anche gli incentivi di natura economica e contributiva a favore dei datori di lavoro che assumano lavoratori iscritti nelle liste di mobilità, soppressi anche questi dal 1° gennaio 2017.

Le nuove assunzioni dei lavoratori percettori di Naspi porteranno incentivi per le imprese.

Infatti, nel caso in cui si assume un lavoratore (a tempo pieno e determinato) che già percepisce la Naspi, il datore di lavoro percepisce per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al dipendente, un contributo mensile pari al 20% dell’indennità residua che al mese si sarebbe corrisposta al lavoratore.

Maggiori approfondimenti e delucidazioni sono consultabili su:

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Tommaso Piccinni

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