Visite fiscali 2017: orari e regolamento

Cambiano ancora gli orari inerenti alle visite Fiscali per il nuovo anno. Cambiano le regole sulla visita fiscale per tutti i lavoratori pubblici e privati che si mettono in malattia.

Le maggiori novità riguardano proprio il 2017, il quale prevede controlli già dal primo giorno di assenza anche per i lavoratori privati e il medico fiscale inviato d’ufficio.

Al fine di evitare sanzioni di natura pecuniaria, ricordiamo che la prima cosa da fare nel caso ci si ammala, non è solo avvertire il datore di lavoro ma anche presentare il certificato medico. Ovviamente il tempo per informare il datore di lavoro non è uguale in tutti i casi, ma varia in base al contratto collettivo di lavoro applicato e dall’azienda per la quale si presta servizio.

Vediamo di seguito tutte le novità inerenti agli orari visite fiscali 2017.

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Quando avvisare il datore di lavoro? 

Nella  maggior parte dei casi, si deve avvertire il proprio datore di lavoro della propria assenza dal posto di lavoro per malattia, prima dell’inizio del turno di lavoro.

Queste regole valgono per tutte le aziende che sono sottoposte ai seguenti contratti collettivi:

  • settore telecomunicazioni;
  • settore terziario e commercio;
  • settore turismo;
  • settore gomma/plastica carta;
  • settore tessile/abbigliamento/confezioni;
  • settore grafica /editoria;
  • settore alimentare.

Nota bene: 

Il datore di lavoro deve essere avvisato:

  • almeno 2 ore prima dell’inizio del turno lavorativo per tutte le aziende che applicano il Ccnl Autotrasporto;
  •  entro 4 ore dalla presa di servizio per le aziende di autotrasporto ma solo relativamente al personale viaggiante e soggetto a turni continui avvicendati, o anche per le aziende che si occupano di legno/arredamento, chimica, calzature;
  • entro il 1° giorno di assenza per le aziende che applicano il Ccnl Metalmeccanica.

Prescrizioni:

Solo in caso di giustificato e comprovato impedimento non vi è l’obbligo di avvertire. Nel caso invece non vi sia reale impedimento e questo per altro non è giustificato, allora il datore di lavoro può adire contro il lavoratore anche con sanzioni, a prescindere che il certificato medico sia stato inviato o meno entro i termini. In breve il datore di lavoro deve essere sempre e comunque avvisato, salvo caso contrario di impedimento oggettivo.

Certificato medico: novità

Tutti i lavoratori che si sono assentati dal proprio posto di lavoro,sono tenuti oltre a comunicare al proprio datore di lavoro la propria assenza, ad inoltrare il certificato medico. 

Per ottenerlo ci si deve recare presso il proprio medico curante, entro un max di 48 ore ovvero 2 giorni, al fine di verificarne la patologia.

I certificati di malattia non sono più cartacei, ma sarà lo stesso medico a trasmetterlo con la relativa diagnosi, prognosi e indirizzo nel quale il dipendente è reperibile, per via telematica all’Inps. 

L’INPS  rilascia poi una ricevuta di avvenuta trasmissione con un n° di protocollo che potrebbe ma non è obbligatorio, essere inviato al datore di lavoro. Questo è deciso all’interno del contratto collettivo o in base agli accordi con il datore di lavoro. Solo nel caso questi lo prevedono, si deve inviare il n° di protocollo al datore di lavoro.

Nel caso di assenza del proprio medico curante, ci si può recare da un altro medico convenzionato col servizio sanitario nazionale (Ssn) o direttamente presso la guardia medica.

Attenzione:

Non è scontato che la guardia medica rilascia il certificato, se non vi siano delle reali e gravi condizioni di salute.

Certificato di malattia in caso di degenza ospedaliera

Nel caso in cui, invece, il dipendente sia ricoverato per malattia presso un’ospedale, l’invio del certificato medico deve essere a carico dell’ospedale. Solo in caso di impossibilità di trasmissione telematica, si rende necessario inviare il certificato medico con raccomandata.

Anche in questo caso, il termine max di presentazione è di 48 ore o 2 giorni.

Orari Visita fiscale

Una volta che è stata terminata la procedura di avviso del datore di lavoro e di trasmissione del certificato medico, il lavoratore si deve rendere reperibile per la visita fiscale.

La visita fiscale, consta di un controllo da parte di un medico fiscale dell’Inps, il quale è tenuto ad appurare il reale stato di malattia.

Gli orari della visita fiscale, prevedono la reperibilità del malato secondo le seguenti fasce orarie:

  • 10 – 12 e 17 -19, nel caso di dipendente del settore privato;
  • 9 – 13 e 15 – 18, nel caso si tratti di lavoratore alle dipendenze pubbliche.

Nota bene

Solo in determinati casi previsti dalla legge, non si è obbligati a essere reperibili nelle suddette fasce orarie al fine di sottostare alla visita fiscale.

Ipotesi di esonero della Visita Fiscale

Le ipotesi di esonero delle visita fiscale, riguardano casi particolari come ad esempio:

  • ricovero presso una struttura sanitaria; in questo caso rientrano tutti i soggetti che sono ricoverati presso un ospedale. In questo caso non si può ricevere la visita fiscale, né in ospedale, né, tanto meno presso la propria abitazione.
  • Esistenza di una patologia grave la quale richiede cure salvavita, come nel caso si tratti di soggetti con gravi patologie cardiache,o nel caso si tratti di soggetti con patologie oncologiche, o anche soggetti dializzati.
  • Infortunio sul lavoro e la malattia professionale, ovvero in caso di malattia correlata a un’eventuale invalidità o menomazione fisica del dipendente come nel caso in cui si possiede una percentuale d’invalidità o un handicap, anche di lieve entità.

Infine, è previsto che il proprio medico di base, il proprio medico curante, possa disporre l’esonero della visita fiscale per il proprio paziente ma solo a seguito di particolari motivazioni come ad esempio si tratti di depressione o cefalea.

In questi casi, la permanenza in un luogo chiuso potrebbe ostacolarne la guarigione. Nel caso di queste patologie, il certificato medico deve essere contrassegno con il codice E.

Nel caso poi, la visita fiscale sia stata effettuata durante il periodo di prognosi di una malattia, e il soggetto presenta un nuovo certificato medico attestante la stessa patologia, allora questo non è più soggetto a controllo e visita fiscale da parte del medico dell’Inps. Solo nel caso di ricaduta, o di prolungamento da parte del proprio medico del certificato medico a seguito di riscontrata e continuata prognosi, si può ricevere una nuova visita.

Caso di assenza negli orari della visita fiscale

Vi sono poi, particolari condizioni per cui, il soggetto, nonostante sia tenuto a rispettare gli orari visita fiscale, è esonerato dal controllo medico fiscale, ed essere comunque giustificato.

I casi sono particolari e riguardano:

  • effettuazione di una visita medica o la sotto-posizione a un accertamento sanitario durante le fasce di reperibilità;
  • sotto posizione a cure mediche durante le fasce di reperibilità anche se in questo caso si deve comunicare al datore di lavoro o all’INPS che non è reperibile e successivamente si deve presentare l’attestazione di quanto affermato;
  • assenza per cause di forza maggiore;
  • assenza per evitare gravi conseguenze per sé o per i propri familiari;
  • visita al di fuori delle fasce di reperibilità.

Molto spesso, poi, può succedere che si vengano a verificare delle manifestarsi che ne pregiudicano l’accertamento fiscale. Ad esempio un malfunzionamento del campanello, potrebbe essere causa di assenza del dipendente alla visita. Questo però effettivamente è rimasto in casa tutto il giorno a causa della sua patologia.

In tale ipotesi, la giurisprudenza, ritiene la maggior parte di queste situazioni insufficienti a giustificare l’assenza al controllo medico.

Orari visite fiscali: assenza e scuse non valide

Non sono considerate valide le seguenti scuse:

  • malfunzionamento del campanello o del citofono;
  • non aver sentito suonare o bussare alla porta;
  • mancanza del cognome del lavoratore nel citofono;
  • variazione di domicilio non comunicata;
  • non potersi alzare dal letto;
  • essere usciti per commissioni urgenti.

Anche se a prima vista possono sembrare serie tali scuse, è previsto dalla legge il principio secondo cui il dipendente è tenuto ad adottare tutti gli accorgimenti possibili al fine di accogliere il medico nelle fasce orarie di reperibilità.

Nel caso si venga a verificare un disguido, il lavoratore assente per malattia ha max 15 gg di tempo per giustificare la propria assenza alla visita fiscale.

Nel caso di assenza ingiustificata al controllo domiciliare, possono essere applicate sanzioni come ad esempio la completa perdita del 100% della retribuzione per i primi 10 giorni di malattia, tranne che il lavoratore non sia convocato prima a una seconda visita. Questa avviene solo e soltanto presso gli ambulatori ASL.

In questo caso si deve verificare il proprio stato di malattia ed è il medico a effettuare un certificato tale che possa provare quanto detto. In questa particolare ipotesi, è possibile recuperare la retribuzione dal giorno del secondo controllo.

Nel caso di invece di controllo e di assenza alla seconda convocazione (visita ambulatoriale), si perde il 50% della retribuzione dei giorni restanti, mentre dalla 3a assenza, si perde tutto.

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Sull'autore

Tommaso Piccinni

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