Morire diventa un lusso: approvata la tassa sui morti!

In questi giorni in tanti si stanno chiedendo cos’è la tassa sui morti, e sopratutto chi la pagherà! In questa guida, cercheremo di fare un po di chiarezza! Ci occuperemo in principal modo di conoscere e di sapere in cosa consiste la tassa sui mirti, chi la pagherà, l’aumento delle detrazione, il riordino delle agenzie funebri ed i nuovi limiti e accorpamenti.

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Tassa sui morti, che cos’è e chi la dovrà pagare?

Secondo quanto previsto dal disegno di legge, in merito, si prevedono dei cambiamenti per tutti coloro che operano nel settore dei servizi funerari.

Nel caso specifico, verrà prevista la misura dell’assoggettamento IVA al 10% per le società di servizi funerari. Oggi invece, questi sono servizi esenti da imposta.

L’applicazione dell’Iva del 10% non farà altro che aumentare i costi dei funerali! L’aumento dell’IVA servirebbe a controbilanciare i costi sostenuti, sempre nel decreto, per l’aumento delle detrazioni che dovranno poi essere riportate nel modello  Unico e modello 730 inerenti appunto alle spese e agli accessori funebri, opere edili, lapidi cimiteriali.

Tassa sui morti: quota fissa e 20% della Tasi ai cimiteri

La misura prevista dal disegno di legge sulla tassa dei morti, prevede anche un contributo fisso pari a € 30 per ogni funerale. Questo valore vedrà però poi una rivalutazione annuale, sulla base dell’Indice ISTAT. La quota fissa sarà corrisposta dal mandatario del funerale.

La quota di € 30 dovrebbe servire a sostenere i costi di una maggior controllo e vigilanza da parte delle aziende locali.

L’importo dei € 30 è destinato principalmente a finanziare la vigilanza e il controllo da parte delle aziende locali.

Infine, la legge prevede anche che ogni comune, destini, il 20% della Tasi incassata per i cimiteri monumentali. Questa spesa, questo 20% dovrebbe servire dunque a coprire i costi sostenuti dai cimiteri.

Tassa sui morti: ristrutturazione e accorpamento delle agenzie funebri?

Tra le tante novità introdotte dal decreto inerente la tassa dei morti, anche quella che prevede una riduzione e delle nuove norme per le agenzie funebri presenti sul territorio.

Il disegno di legge stabilisce infatti che nel caso di agenzie funebri che svolgono o che organizzano un minimo di 301 funerali, ad un massimo di 1000 per anno solare, queste dovranno rispettare i seguenti requisiti:

  • 3 carri funebri;
  • oltre 6 dipendenti assunti a tempo indeterminato;
  • un direttore tecnico.

Nel caso in cui invece l’agenzia funebre organizza un numero di funerali, superiore ai 1000 per anno solare, dovrà rispondere ai seguenti requisiti:

  • 4 carri funebri;
  • oltre 12 dipendenti assunti a tempo indeterminato.

Nel caso in cui, invece, le agenzie funebri rispettino dette regole, dovranno accorparsi con altre agenzie o nella peggiore delle ipotesi dovranno, chiudere l’attività.

Decreto legge per il riordino delle attività funerarie e cimiteriali

Secondo quanto stabilito dalla 12esima Commissione permanente Igiene e sanità del Senato, si deve esaminare il ddl sulla Disciplina delle attività funerarie, che ha preso il via già nell’aprile 2015.

Secondo quanto disposto dal testo, a firma principale di Stefano Vaccari (Pd), si propone di definire i soggetti che possono operare nel settore funebre. 

Il ddl prevede anche di riorganizzare la tipologia di operatori privati, ma anche il riordino del sistema cimiteriale al fine di combattere l’evasione fiscale.

In sostanza, quello che ne sta uscendo fuori è un aumento dei costi per i funerali, che graverà ancora una volta sui cittadini. ecco quindi il perchè di tassa sui morti 2016.

Tassa sui morti: cosa prevede il disegno di legge

Secondo quanto disposto dal disegno di legge, si prevede:

  • assoggettamento delle spese funebri ad IVA 10% dei servizi funerari;
  • aumento inevitabilmente dei costi del funerale. Se per esempio consideriamo che un funerale, in media, ci costa € 3.000 euro, con la nuova norma la spesa aumenterà a € 3.300.

Al fine di controbilanciare il prelievo fiscale, si prevede un aumento delle detrazioni per:

  • Spese funebri;
  • opere edili;
  • lapidi cimiteriali;
  • accessori funebri.

Avvertenze:

Tutte queste agevolazioni, non riguardano le famiglie a basso reddito, le quali possono già beneficiare di  detrazioni che coprono l’imposta.

Quindi, tutte le famiglie meno abbienti, dovranno sostenere questa tassa, che si somma alle altre, senza la possibilità di detrazioni.

Questo in sintesi quanto previsto dalla tassa sui morti 2016. Non ci resta che attendere eventuali sviluppi al fine di comprendere meglio quello che succederà in seguito all’approvazione del ddl.

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Tommaso Piccinni

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