Cos’è il modello 770 semplificato ed ordinario

Il Modello 770 è il documento fiscale utile alle aziende a comunicare con l’Agenzia delle Entrate. Questo documento contiene nel suo interno i seguenti dati:

  • ritenute di ogni periodo di imposta;
  • totale dell’imponibile;
  • contributi versati;
  • accantonato TFR, TFS.

Il modello 770 si suddivide in 2 modelli differenti:

  1. il primo modello definito anche modello 770 semplificato altro non è che un modello utilizzato da tutti i datori di lavoro che devono comunicare soltanto le ritenute effettuate sui loro dipendenti e che hanno versato all’erario per conto dei lavoratori e si riferiscono all’anno precedente;
  2. il secondo modello, definito come modello 770 ordinario, è utilizzato da tutti i datori di lavoro. Questo ingloba al suo interno il 770 semplificato ma aggiunge anche una sezione inerente alle operazioni fiscali di un certo livello.

Questo in breve quello che è il modello 770. Ma procediamo adesso con gli approfondimenti al fine di comprendere meglio a cosa serve il modello 770 e quali soggetti sono tenuti a presentarlo.

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Differenza tra modello 730 e modello 770

Molto spesso, chi non è un esperto della materia, confonde il modello 730 con il modello 770. La distinzione è netta ed è per questo che abbiamo voluto realizzare questa guida, proprio per porre fine a questi errori.

Modello 730

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Il modello 730 è un modello utilizzato dai lavoratori dipendenti per dichiarare al fisco il reddito percepito in un anno. In sostanza il modello 730 è utilizzato per fare la dichiarazione dei redditi e deve essere presentato entro il mese di Giugno dell’anno successivo a quello di riferimento.

Infine, il modello 730 viene anche presentato dal pensionato che non non produce altre tipologie di reddito.

Nel momento in cui il soggetto, compila e presenta il modello  730, può ottenere il rimborso o l’addebito ( a seconda dei casi) di quanto dovuto direttamente in busta paga. IN questo caso, il datore di lavoro funge da sostituto di imposta.

Per conoscere tutti gli approfondimenti sul modello 730, vi consigliamo di seguire:

Modello 770

Passando ad analizzare il modello 770, possiamo notare invece che questo non è utilizzato per presentare la dichiarazione dei redditi, ma è un modello utilizzato dal sostituto di imposta, ovvero dal datore di lavoro, al fine di comunicare all’Agenzia delle entrate i redditi di un’impresa.

All’interno del modello 770, infatti, sono indicate anche le ritenute fiscali effettuate sulle somme che ha corrisposto.

In sostanza, il modello 770, è utilizzato per comunicare all’Agenzia delle Entrate le ritenute effettuate su tutti i vari tipi di reddito che ha eseguito il sostituto d’imposta.

Invio Modello 770: cosa si rischia in caso di inoltro oltre la data di scadenza?

Come per tutte le altre scadenze fiscali, anche il modello 770 deve essere presentato entro determinati termini. Per tanto, ricordiamo che il modello 770 deve essere presentato entro il 31 Luglio di ogni anno, salvo prova contraria e proroghe dell’ultimo minuto come è già accaduto per il 2016.

Infatti per quest’ano ormai quasi giunto al termine, l’ultimo giorno utile per la presentazione del modello 770 è stato giovedì 15 settembre, in base a quanto confermato dalla proroga inerente alla scadenza ordinaria precedentemente indicata.

Modello 770: cosa si rischia in caso di invio del modello in ritardo?

Molte volte non si conoscono i rischi a cui si va  incontro nell’inviare un documento in ritardo. Questo spesso accade, vuoi per indifferenza del datore di lavoro, vuoi perché non se ne consono effettivamente i rischi.

Al fine di evitare che l’Agenzia delle Entrate proceda in modo autonomo all’accertamento dell’omessa dichiarazione e che ci si vede recapitare sanzioni anche di importi notevoli, è consigliabile di rispettare le date di scadenza.

Infatti, molto spesso accade che il modello 770 non viene presentato. In questo caso, il datore di lavoro può provvedere in un tempo massimo di 90 giorni successivi alla data di scadenza,  inviando tale documento attraverso il  ravvedimento operoso.

Il ravvedimento operoso è un sistema di inoltro che viene attuato nel momento in cui si presenta il modello telematicamente. In questo caso, meglio farsi assistere da un CAF o da un professionista abilitato.

Il ravvedimento operoso, in sostanza, consente l’invio del modello con l’aggiunta di una sanzione ridotta.

In questo caso, se si procede all’invio entro i 90 giorni successivi con l’applicazione del ravvedimento operoso, l’invio del modello 770 non sarà dichiarato omesso.

Modello 770: omessa dichiarazione o omesso versamento

Per quanto riguarda invece il reato di omessa dichiarazione, va precisato che questo scatta solo dopo i 90 giorni. Il reato di omessa dichiarazione prevede una reclusione da un minimo di 1 anno e 6 mesi ad un massimo di 4 anni nel caso in cui, il totale delle ritenute non versate siano superiori a € 50.000.

Modello 770 semplificato

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Il modello 770 semplificato è compilato dai sostituti fi imposta che che hanno rilasciato per l’anno precedente a quello di dichiarazione, certificazioni relative ai redditi da lavoro dipendente, autonomo, indennità di fine rapporto, provvigioni e redditi diversi o anche dati contributivi, previdenziali, assicurativi, assistenziali fiscalmente e dati dei versamenti effettuati, crediti e compensazioni operate.

LA dichiarazione, in questo caso può contenere dati relativi alle somme liquidate anche a seguito di procedure di pignoramento presso terzi o ritenute operate sui bonifici disposti dai contribuenti al fine di usufruire degli oneri deducibili se non anche quelli spettanti per le detrazione d’imposta.

Come inviare il modello 70 semplificato

Il modello 770 semplificato ma anche quello ordinario, deve essere presentato esclusivamente per via telematica direttamente o tramite un intermediario abilitato. Per l’invio del modello si possono utilizzare:

  • servizio telematico Fisconline ma solo se la dichiarazione riguarda un numero di soggetti inferiore a 20;
  • servizio telematico Entratel,nel caso in cui la dichiarazione deve essere effettuata per un numero superiore a 20.

Per sapere il numero effettivo di soggetti, basta guardare al numero di comunicazioni, le quali sono indicate nel riquadro “Redazione della dichiarazione” presente nel frontespizio del modello 770.

Modello 770 e Bonus Renzi: dove inserirlo?

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Per semplificazione di termine, diciamo che il modello 770 è un modello riassuntivo di tutti i “ricavi e costi” sostenuti dal datore di lavoro.

In questo caso, il datore di lavoro deve anche dichiarare gli stipendi erogati ai suoi dipendenti che in una visione più larga del termine, è definito per l’azienda un costo. Infatti, già dalla dichiarazione dei redditi 2015, per l’anno d’imposta 2014, e negli anni a seguire, vi si deve inserire anche il bonus Renzi, ovvero il bonus IRPEF di 80 euro in busta paga.

Questo bonus, deve essere dichiarato all’interno del modello; si tratta in buona sostanza di un Bonus IRPEF che spetta a tutti i lavoratori che percepiscono reddito di lavoro dipendente o redditi assimilati, ai quali corrisponda un’imposta lorda di ammontare superiore alle detrazioni da lavoro loro spettanti e con un reddito complessivo non superiore ai 26.000 euro.

Questo bonus, viene erogato direttamente in busta paga dal datore di lavoro, il quale poi, essendo considerato un sostituto di imposta, deve recuperarlo inserendo l’informazione nel Modello 770. Vediamo dunque come procedere.

Modello 770 e Bonus IRPEF

Per dichiarare il bonus IRPEF all’interno del modello 770, basta seguire la seguente procedura.

Utilizzando il prospetto SX inerente al Riepilogo dei crediti e delle compensazioni, si può notare l’aggiunta della casella al rigo SX 47. In questo riquadro, i sostituti di imposta devono inserire i dati contenenti tutte le  informazioni relative all’erogazione del Bonus Renzi.

Come compilare il modello 770 con il bonus Renzi

In sostanza devono indicare:

  • colonna 1: ammontare complessivo del credito Bonus IRPEF il quale viene riconosciuto dal sostituto d’imposta e che si riferisce all’imposta di riferimento, al lordo di quanto eventualmente recuperato;
  • colonna 2: ammontare del credito Bonus IRPEF anticipato e recuperato dal sostituto d’imposta nel momento in cui si effettuano le operazioni di conguaglio. Il credito recuperato può anche essere inerente ai precedenti sostituti d’imposta;
  • colonna 3: deve essere riportato l’ammontare complessivo del credito bonus IRPEF utilizzato nel modello di pagamento F24;
  • colonna 4: deve essere riportato il credito inerente al Bonus IRPEF che residua e che potrà essere portato in compensazione per l’anno successivo.

Modello 770 e bonus Renzi in compensazione: come procedere?

Nel punto 4 del paragrafo precedente, abbiamo accennato alla possibilità di portare il bonus Irpef, in compensazione. Al fine di poterlo portare in compensazione, tutti i sostituti d’imposta devono compilare il quadro ST legato specifico per l’utilizzo del Bonus Renzi in compensazione.

Al fine di recuperare il credito erogato ai lavoratori, il sostituto d’imposta deve utilizzare, in via esclusiva, il modello di pagamento F24 utilizzando il codice tributo “1655” denominato “Recupero da parte dei sostituti d’imposta delle somme erogate ai sensi dell’articolo 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66”.

Tutti i datori di lavoro o sostituti di imposta che dir si voglia, possono portare in compensazione il Bonus IRPEF con qualsiasi altro debito fiscale esposto all’interno del modello F24. In sostanza possono procedere alla compensazione verticale ed orizzontale, quindi, possono anche compensare crediti e debiti con sezioni diverse dalla sezione Erario.

Infine, tutto il credito non utilizzato in compensazione potrà essere utilizzato nei successi versamenti, ma sempre in relazione ai versamenti effettuati con il modello F24.

Chi deve presentare il modello 770 ordinario?

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All’inizio della presente guida, abbiamo detto che vi sono 2 differenti tipologie di modello 770, quello ordinario e quello semplificato.

Fin qui abbiamo visto come procedere con l’invio e la compilazione del modello 70 semplificato. Passiamo adesso invece a spiegare chi deve presentare il modello 770 ordinario e come procedere, ma sopratutto quali sono le differenze.

Il modello 770 ordinario deve essere presentato dai sostituti d’imposta, i quali devono comunicare all’Agenzia delle Entrate, i dati relativi alle ritenute effettuate per il periodo di imposta di riferimento, con conseguente comunicazione anche dei versamenti eseguiti, crediti, compensazioni operate e dati assicurativi e dati contributivi.

All’interno del modello 770 ordinario i datori di lavoro devono indicare i dati fiscali e previdenziali relativi alle certificazioni lavoro dipendente e le certificazioni inerenti a lavoro autonomo come provvigioni e redditi diversi.

Modello 770 ordinario: quali dati occorre inserire?

Il modello 770 ordinario, deve essere presentato, come per il modello semplificato all’Agenzia dell’entrate e deve contenere:

  • dati inerenti ai versamenti effettuati;
  • dati inerenti alle compensazioni che sono state operate;
  • dati inerenti a crediti di imposta utilizzati
  • ritenute operate sui dividenti, sui proventi derivanti da partecipazione, redditi di capitale;
  • operazioni che hanno natura finanziaria.

Soggetti obbligati alla presentazione del modello 770 ordinario

Sono obbligati alla presentazione del modello 770 ordinario tutti i soggetti che hanno corrisposto:

  • somme o valori soggetti a ritenuta alla fonte su redditi di capitale;
  • compensi per avviamento commerciale;
  • contributi a enti pubblici e privati;
  • riscatti da contratti di assicurazione sulla vita;
  • premi, vincite e altri proventi finanziari;
  • utili derivanti da partecipazioni in società di capitali;
  • titoli atipici;
  • redditi diversi.

In sostanza tutti questi soggetti possono essere raggruppati nelle seguenti categorie:

  • società di capitali;
  • enti commercialienti non commerciali ed enti equiparate che risiedono nel territorio dello Stato;
  • associazioni non riconosciute, consorzi, aziende speciali;
  • società e enti di ogni tipo, non residenti nel territorio dello Stato;
  • trust;
  • condomini;
  • società di persone, residenti nel territorio dello Stato;
  • società o associazioni senza personalità giuridica;
  • aziende coniugali;
  • persone fisiche esercitanti arti e professioni, imprese commerciali e agricole;
  • amministrazioni dello Stato;
  • curatori fallimentari;
  • commissari liquidatori;
  • eredi che non proseguono l’attività del sostituto d’imposta estinto.

Infine, un altra categoria di soggetti interessati alla presentazione del modello 770 ordinario sono tutti quelli che hanno applicato nel periodo interessato:

  • imposta sostitutiva su interessi, premi e altri frutti inerenti a obbligazioni e titoli similari
  • imposta sostitutiva sui dividendi
  • imposta sostitutiva su ciascuna plusvalenza o altro reddito diverso
  • imposta sostitutiva sul risultato maturato delle gestioni individuali di portafoglio;
  • soggetti tenuti agli obblighi di comunicazione per l’opzione di imposta sostitutiva;
  • soggetti che sono obbligati ad effettuare comunicazione da parte degli intermediari dei dati relativi alle singole operazioni effettuate nell’anno precedente ;
  • soggetti tenuti all’obbligo di comunicazione degli utili pagati nel periodo cui si riferisce la dichiarazione
  • rappresentanti fiscali di un soggetto non residente.

Modello 770 condominio: istruzioni e costo

Anche i condomini si devono qualificare come sostituti di imposta e per tanto sono soggetti a presentare il modello 770. Questi lo devono fare annualmente, ovvero devono compilare il modello 770 semplificato, al fine di comunicare i dati fiscali relativi alle ritenute, alle compensazioni operate durante l’anno precedente ed i crediti d’imposta utilizzati.

Quanto costa la compilazione del modello 770?

Non vi sono costi specifici perla compilazione e l’inoltro del modello 770. Questo dipenderà ovviamente solo e soltanto da quanto complesso sarà redigerlo.

Modello 770/2016: novità

Il modello 770 Semplificato 2016 riporta tantissime novità rispetto ai modello precedenti. Infatti, alcune informazioni sono state già inserite nel modello CU 2016 Ordinario.

Con la nuova versione del modello 770 Semplificato, è possibile compilare solo la sezione dedicate ai versamenti e alle ritenute operate, ai crediti ed alle somme liquidate a seguito anche delle procedure di pignoramento presso terzi e ritenute ex art. 25 DL.78/2010 da inserire nei prospetti ST, SV, SX e SY.

Non sono invece presenti le sezioni dedicate alle certificazioni dei redditi di lavoro dipendenti e assimilati, autonomi e similari. Una semplificazione ritenuta molto importante, in quanto, consente di evitare una duplicazione nella trasmissione dei dati.

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Tommaso Piccinni

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