Voluntary disclosure 2017: cos’è e a cosa serve?

In questa guida ci occuperemo di trattare la volontary discolsure, ovvero la  collaborazione volontaria introdotta dal governo e che rappresenta uno strumento che consente ai contribuenti che detengono illecitamente patrimoni all’estero di regolarizzare la propria posizione denunciandone spontaneamente il possesso alle Amministrazioni finanziarie.

voluntary-disclosure.

Voluntary disclosure: cos’è e a chi si rivolge?

Possono avvalersi della procedura tutti i contribuenti non destinatari degli obblighi dichiarativi di monitoraggio fiscale, e che riguardano la violazioni degli obblighi dichiarativi compiute in materia di:

  • imposte sui redditi e relative addizionali;
  • imposte sostitutive;
  • imposta regionale sulle attività produttive;
  • imposta sul valore aggiunto;
  • violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta.

Voluntary disclosure: termine di adesione

Tutti i soggetti contribuenti, potranno aderire alla “voluntary 2” fino al 31 luglio 2017, a patto di non aver ricevuto avvisi di accertamento, ispezioni o altre notifiche da parte delle autorità amministrative e di non aver già presentato istanza sfruttando la prima edizione della voluntary, che si è conclusa il 30 novembre 2015.

Le domande di adesione possono essere presentate utilizzando il vecchio modello di istanza approvato dall’Agenzia il 30 gennaio 2015 e inviarlo esclusivamente per via telematica.

Il modello potrà essere inoltrato anche tramite PEC secondo le modalità indicate nel punto 7 del Provvedimento del 30 gennaio 2015.

I documenti aggiuntivi e le eventuali ulteriori integrazioni potranno essere presentati entro il 30 settembre 2017.

Per quanto riguarda invece il cash, ovvero denaro contante, o altri valori al portatore, questi subiranno una tassazione sulla base della normale aliquota Irpef riferibile ai redditi del contribuente che aderisce.

Voluntary disclosure bis: il nuovo modello

L’agevolazione Voluntary disclosure bis, prevede da parte dell’agenzia dell’entrate la nuova bozza del modello con tutte le istruzioni e le analisi.

Il modello di adesione alla voluntary disclosure bis, prevede una procedura atta che consente di far emergere e regolarizzare investimenti e patrimoni detenuti illegalmente all’estero, come abbiamo visto e che non sono dichiarati in Italia.

Se tale violazione è stata commessa entro il 30 settembre 2016, è possibile far rientrare tali capitali secondo quanto previsto dalla legge 186/2014 con decreto fiscale (Dl 193/2016), entrato in vigore dal 24 ottobre.

E’ possibile aderire alla voluntary discolsure entro il 31 luglio 2017.

Per aderire è possibile utilizzare il vecchio modello approvato con Provvedimento Agenzia delle Entrate il 30 gennaio 2015, e deve essere trasmesso telematicamente.

Il nuovo modello, prevede invece, al momento solo una bozza, anche se completa di istruzioni, al fine di dare modo agli interessati di prendere confidenza con questo modello e proporre eventuali osservazioni e suggerimenti al fine di migliorarla.

Il 2 gennaio 2017 l’Agenzia pubblicherà il provvedimento definitivo contenente il modello di voluntary disclosure approvato.

Voluntary disclosure: novità sulla tassazione

Per quanto riguarda i capitali nascosti all’estero, invece, nel caso in cui il conto è stato maturato dal 2010 ad oggi, la tassazione grava solo sui rendimenti di tale conto.

Per comprendere meglio facciamo un esempio.

Se si possiede un conto bancario estero da € 1 milione, frutto di un’eredità, ipotizzando anche una rendita del 5%, si può ottenere un guadagno di € 50.000. In questo caso, si pagherà solo l’imposta sostitutiva del 27% sulla plusvalenza, cioè € 13.500 euro.

Voluntary disclosure: definizione della sanzione

Le sanzioni e le condizioni di accertamento sono ridotte solo se i patrimoni sono detenuti in Paesi con cui vi  è l’adesione per lo scambio di informazioni fiscali.

Nel caso di autodenuncia, il contribuente, pagherà anche le sanzioni, differenziate a seconda della tipologia di attività che viene sanata.

La sanzione minima è pari al 3% dell’ammontare degli importi non dichiarati.

Questa viene applicata ai soli casi in cui, il capitale detenuto si trovi in paesi che rispettino gli accordi sullo scambio automatico di informazioni ai fini fiscali.

In questi casi, i contribuenti infedeli potranno avere un ulteriore vantaggio:

  • in deroga alla normativa ordinaria non scatterà il raddoppio dei termini di accertamento a disposizione dell’Agenzia delle entrate rispetto a quelli ordinari di quattro anni (cinque in caso di omessa dichiarazione).

Voluntary disclosure: autoliquidazione

Il governo, al fine di incassare anticipatamente il contante, ha provveduto con l’autoliquidazione. Nel caso in cui, il contribuente, versa troppo poco c’è la penalità.

La novità si riferisce al fatto che per incassare imposte evase e sanzioni, già a partire dal 2017, il governo ha proposto una  procedura di autotassazione.

In questo caso, gli autori delle violazioni possono provvedere spontaneamente al versamento del dovuto, ovvero imposte evase e sanzioni, in un’unica soluzione entro il 30 settembre 2017 o in alternativa possono liquidarla, in 3 rate mensili di pari importo. LA scadenza della prima coincide con il 30 settembre.

Chi versa troppo poco sarà assoggettato a penalità!

La nuova Agenzia delle Entrate – Riscossione ( che prenderà il posto di equitalia), applicherà una maggiorazione del 10% sulle somme ancora dovute solo se la differenza tra il dovuto e il versato supera il 10% e riguarda redditi soggetti a ritenuta d’imposta o imposta sostitutiva.

Se supera il 30% negli altri casi, la maggiorazione è del 3% solo se la differenza è rispettivamente, nelle 2 fattispecie, inferiore o uguale al 10 e al 30%.

Chi invece erroneamente versa più di quanto dovuto, potrà utilizzare l’eccedenza in rimborso o per compensazioni.

Voluntary disclosure: come procedere in caso di contanti?

La procedura per i contanti, prevede una norma molto più complessa. In questo caso, all’apertura della cassetta dovrà essere presente un notaio, sia che si tratti di contante, sia che si tratti di valori al portatore contenuti in cassette di sicurezza.

All’apertura della cassetta, dovrà seguire l’inventario, fatto in presenza di un notaio. Il contribuente dovrà rilasciare una dichiarazione in cui attesta effettivamente che le somme non derivano da reati diversi da quelli fiscali, ovvero che non riguardino riciclaggio e autoriciclaggio.

Tutti i contanti e tutti i valori presenti all’interno della cassetta, andranno poi depositati presso un’intermediario finanziario abilitato, in un conto vincolato fino alla fine della procedura.

Per i liberi professionisti, i quali invece assistono i contribuenti e gli intermediari, vi è l’obbligo di comunicare tutti gli importi ai fini della prevenzione su riciclaggio e del finanziamento al terrorismo.

Per tale motivo, chi decide di aderire alla voluntary dovrà dichiarare nuovamente come ha acquisito il denaro contante e/o gli altri valori. Anche in questo caso, in caos di dichiarazione falsa si rischia tra i 18 mesi e i 6 anni di carcere.

Voluntary disclosure: obblighi per i comuni

Tutti i comuni d’Italia, dovranno segnalare al fisco, i cittadini che si sono trasferiti all’estero, in quanto parte di essi, lo avrebbe fatto per fini fiscali.

Tutti i Comuni sono chiamati dunque a comunicare al fisco i loro dati in vista di quelle che sono le liste selettive per i controlli relativi ad attività finanziarie e investimenti patrimoniali esteri non dichiarati.

L’intento dello stato è quello di scovare chi si è trasferito oltre confine ma non ha aderito alla precedente voluntary.

Voluntary disclosure: norma retroattiva?

Ebbene si, la norma è retroattiva! La procedura può essere fatta valere anche per coloro che si sono dislocati a partire dal 1 gennaio 2010.

Le modalità effettive di comunicazione e i criteri per la creazione delle liste, sono invece definite con provvedimenti da parte del direttore dell’Agenzia delle entrate e che deve applicare entro 3 mesi dall’entrata in vigore del decreto.

Voluntary disclosure: collaborazione nazionale

Al momento si sta valutando anche la possibilità di riaprire la collaborazione volontaria nazionale, valevole per tutti i contribuenti che non sono persone fisiche e non società semplici, di aderire alla procedura di collaborazione volontaria nazionale.

Questa consentirebbe di sanare le violazioni degli obblighi di dichiarazione ai fini delle:

  • imposte sui redditi e relative addizionali;
  • imposte sostitutive delle imposte sui redditi;
  • imposta regionale sulle attività produttive;
  • imposta sul valore aggiunto;
  • violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta.

L’opportunità non ha esordito però gli effetti sperati, in quanto lo scorso anno nessuna società ha scelto questa strada, poiché il conto finale per chi la sceglie risulta molto salata. Deve in breve pagare tutte le tasse evase fino a quel momento, sul capitale e relative addizionali.

Migliori Piattaforme di Trading Online

Broker Bonus Licenza Fai Trading
Conto demo gratuito CySEC Conto demo
Opinioni Markets.com
Conto demo gratuito CySEC Conto demo
Opinioni 24Option
Demo Gratuita CySEC - FSB Conto demo
Opinioni FXPRO.IT
Demo gratuita 30.000€ FCA - CONSOB Conto demo
Opinioni IG MARKETS
20€ gratis coupon CySEC Conto demo
Opinioni eToro
Conto demo gratuito CySEC Conto demo
Opinioni IQ Option
Broker Bonus Licenza Fai Trading
10.000 $ CySEC Conto demo
Opinioni IQ Option
premi ed offerte speciali CySEC - LLC - FSC Conto demo
Opinioni BDSwiss

Tommaso Piccinni

Lascia un commento

Termini di ricerca:

  • finanza voluntary disclosure cosa è?
  • voluntary disclosure cose

Trading CFDs and/or Binary Options involves significant risk of capital loss.

BlogFinanza.com

BlogFinanza.com

conto demo