Errori isee: procedura in caso di presentazione di isee sbagliato o errata

Quante volte vi sarà capitata di non inserire all’interno della compilazione ISEE un conto corrente, una carta di credito, un reddito? Quante volte vi è anche capitato di inserire qualche dato, errato come ad esempio la quota capitale del mutuo per l’abitazione principale? Questo comporta una redazione errata del documento, perseguibile anche per legge. Ma come rimediare in caso di errori? Niente paura in questa guida vi illustreremo tecniche e guide in caso di redazione di ISEE sbagliato.

Al fine di ovviare ai problemi che si verranno a creare a seguito di un ISEE sbagliato, è possibile correre ai ripari, in tempi brevi e rapidi. Per farlo basta ripresentare una nuova DSU ovvero una nuova dichiarazione ISEE o il cosiddetto ISEE integrativo, al fine di evitare delle sanzioni per falsa dichiarazione.

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ISEE: errori più comuni e rimedio

Partiamo dal presupposto che dal momento in cui è divenuto operativo il nuovo ISEE ovvero a partire dal 2015, è molto più facile rendersi conto di eventuali errori, nati a seguito della compilazione della propria dichiarazione.

Rispetto al passato, l’elaborazione del documento ISEE viene effettuato dal CAF, ma non viene più prodotto da questo come invece succedeva in passato, in quanto oggi a produrre l’ISEE è direttamente l’INPS.

Quindi, l’attestazione non è più stampata direttamente dal CAF, ma sarà l’INPS stesso a effettuati i cosiddetti conteggi, i quali deve poi essere inviato entro un massimo di 10 giorni dall’inoltro della dichiarazione.

L’attestazione ISEE, oggi è considerata come un indicatore della situazione economica, reddituale e patrimoniale del nucleo familiare.

In questo caso, l’INPS calcola gli indicatori in base alle informazioni acquisite dalle proprie banche dati. Questi sono confrontatati ed integrati con quelle presenti nelle banche dati dell’agenzia delle entrate come ad esempio l’Anagrafe tributaria, e da qui ne esce fuori un vero e proprio macello. Errori a non finire possiamo dire!

Uno degli errori più comuni è il mancato, o errato inserimento del conto corrente bancario o di un libretto di risparmio. A seguito di un errore come questo, l’INPS invia una segnalazione di anomalia al CAF o patronato che ha emesso la richiesta.

In questo caso, il richiedente, può inviare la dichiarazione, ISEE all’ente richiedente o rifarla, ovvero integrarla.

Precisiamo che il contribuente può anche optare per concedere all’ente richiedente l’ISEE errato, come ad esempio all’universalità, la quale richiede un particolare tipo di ISEE e di ISEEU, al fine di effettuare in modo preciso il calcolo delle tasse dovute e per calcolare se il soggetto che la presenta possa o meno usufruire delle agevolazioni, come ad esempio le semplici borse di studio.

Il contribuente può per tanto presentare anche un ISEE errata, ma è poi chiamato anche dall’ente a darne spiegazione di questi errori e deve per tanto giustificarli. Ricordiamo anche che l’ente può non accettare la dichiarazione.

Isee sbagliato a causa del conto corrente dimenticato

Se nell’elaborazione della dichiarazione ISEE ci si accorge di aver dimenticato di inserire un conto corrente, o anche solo una carta di credito, o un libretto deposito, o anche un diverso componente del patrimonio mobiliare, è possibile rimediare presentando una nuova dichiarazione ISEE. Quest’ultima deve però essere corredata dei dati mancanti.

Può succedere però che ci si dimentica dell’errore e di conseguenza, si consegna la dichiarazione errata all’ente che ne fa richiesta. In questo caso, deve essere comunicato all’ente il valore della nuova attestazione, senza questa volta omissioni o difformità.

Nel caso in cui, l’ISEE è stata presentato al’ente richiedente poco prima che scadessero i termini di presentazione della domanda, come nel caso di presentazione di un bando al fine di ottenere la concessione di agevolazioni, l’ente dovrà prendere come riferimento la data di richiesta effettuata prima della scadenza ovvero la data di presentazione della domanda e il nuovo ISEE presentato a seguito di integrazione o di sostituzione. In questo caso l’ISEE errato si può rifare.

Nel caso invece in cui, i termini della domanda sono ancora aperti, basta comunicare all’ente i nuovi valori della dichiarazione ISEE senza nessun problema. In questo caso si considera l’annullamento dell’ISEE sbagliato a seguito della presentazione dell’ISEE corretto.

Errore ISEE: CU dimenticato ed errori nella dichiarazione dei redditi

In altri casi ci si può accorgere di aver sbagliato l’ISEE. Cosa fare in questi casi? Ad un ISEE sbagliato bisogna rimediare come ad ogni errore. In altri casi, è possibile che ci si dimentica di inserire non un conto corrente come abbiamo visto prima, ma l’errore ISEE è relativo alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

Per comprendere meglio questo errore, per altro più complicato dei precedenti facciamo un esempio.

Può succedere che ci si dimentichi di inserire la certificazione unica dei redditi all’interno del modello 730. Può anche succedere invece che ci si dimentichi di inserire un reddito nel modello Unico. In questi casi è possibile anche in seguito, rettificare i dati.

Attenzione: il problema non si pone fino a quando non vi sia stata presentata ISEE. Il problema sorge invece nel momento in cui l’ISEE è stata presentata prima della rettifica della dichiarazione. In questo caso, verrebbero consegnati all’INPS dei dato errati.

Anche in questo caso è possibile rimediare. L’errore riguarda i dati prelevati automaticamente dalle banche dati dell’INPS  ed in contemporanea dal’Agenzia dell’entrate.

Per rimediare, basta che il contribuente, si rechi presso il CAF o patronato abilitato al fine di presentare il singolo quadro FC8, cioè il cosiddetto Isee integrativo. Non vi è per tanto bisogno di presentare interamente una nuova dichiarazione ISEE.

Correzione ISEE errato da parte del CAF o contribuente

Anche nel caso in cui, l’errore ISEE è da attribuire al CAF,  sia per dimenticanza, sia per errore non dovuto, o per altri problemi legati al sistema di connessione dati, questo è obbligato alla presentazione di una rettifica ISEE.

Nel caso invece l’errore è del contribuente, basta presentare una nuova dichiarazione, mentre il altri casi come abbiamo visto su basta presentare l’integrazione con il quadro FC8 – ISEE integrativo. Nel momento in cui il quadro FC8 è presentato perché il dichiarante rileva inesattezze nei dati precedentemente non dichiarati e che sono stati acquisiti direttamente negli archivi dell’Agenzia delle entrate o anche dall’INPS ai fini del calcolo ISEE.

In questo caso, gli enti verificatori effettuano un’ulteriore verifica negli archivi; nel caso in cui si riscontra una discordanza tra quanto dichiarato e quanto presente negli archivi, è possibile che tali informazioni siano comunicate alla Guardia di finanza al fine di far luce su quanto accaduto e dichiarato.

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Tommaso Piccinni

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  • Lucio Morsa

    Salve, vi vorrei domandare come sistemare la situazione.
    Nella compilazione dell’Isee, alla voce abitazione abbiamo avuto dei problemi. Mia moglie, la richiedente dell’Isee (che servirà per richiesta bonus maternità e bebè), ha la residenza in una casa in affitto, mentre io risiedo in una casa di proprietà. In due comuni diversi. In entrambi i casi, entrambe le abitazioni sono prima casa, ma il sistema non ci fa inserire la mia casa come prima casa, e pertanto, calcolando il valore intero dell’abitazione, il valore dell’Isee e dell’Ise schizza alle stelle.

    L’unica soluzione che fin’ora ci è venuta in mente è stata far cambiare residenza a mia moglie, e spostarla nella casa dove abito io (cosa che non abbiamo ancora fatto).

    C’è qualche soluzione più semplice e più giusta da poter valutare?
    Vi ringrazio anticipatamente

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