Bonus Bebè 2017 INPS: Novità – requisiti – domanda

E’ notizia di questi giorni la manovra economica che sta tenendo banco non solo a livello europeo ma anche a livello nazionale. In questa guida ci occuperemo di comprendere quelli che sono gli incentivi proposti dal governo in merito, sopratutto per quanto riguarda gli aiuti alle famiglie e ai bonus ad essi riservati.

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A tal proposito, parleremo del Bonus Bebè 2017, di tutte le agevolazioni che sono state confermate nella legge di bilancio e quelli che sono i requisiti per richiederlo anche se non si è soggetti a reddito. In questa guida tratteremo di: bonus mamma domani, asilo nido, voucher baby sitter, fondo credito bebè ovvero di tutte le misure del pacchetto famiglia presenti nella Legge di Stabilità 2017.

Bonus bebè 2017: ultime news

Con l’approvazione definitiva della legge di Stabilità 2017, il Bonus Bebè è stato esteso a tutti i bambini nati tra il 2015 e 2017, sia italiani che stranieri con permesso di soggiorno.

Per quanto riguarda gli importi, maggiori approfondimenti sono presenti in seguito in questo articolo.

Il Governo con l’approvazione della Legge di Stabilità 2017, ha previsto il rinnovo del bonus Bebè con 4 tipologie di aiuti per tutte le mamme:

  1. bonus bebè;
  2. bonus nido che prevede un importo massimo di € 1.000 all’anno;
  3. bonus mamme di domani da € 800;
  4. bonus baby sitter e asilo nido.

Ricordiamo che il bonus Bebè ha una durata di 3 anni, e potrà essere richiesta da tutti i cittadini che hanno un figlio di età compresa tra 0 e 3 anni, compresi bambini adottati o in affido.

La novità principale riguarda gli stranieri, i quali avranno il diritto di richiedere questo bonus, ma solo se hanno il permesso di soggiorno.

Bonus mamme news dalla legge di stabilità 2017

Altra importante novità riguarda il Bonus mamme che prevede un bonus di € 800. Questo è destinato a tute le donne dal 7° mese di gravidanza in poi nel corso del 2017. Il bonus prevede un contributo economico a sostegno della neo mamma, al fine di aiutarla nelle spese di prima necessità e anche in quelle mediche.

Il reddito massimo per ottenere questo aiuto è di € 13.000. Ulteriori approfondimenti li potrete trovare nel paragrafo interamente ad esso dedicato.

Bonus Nido da 1000 €: news dalla legge di stabilità 2017

Infine, un altro importante bonus è il bonus nido da € 1000 che è stato approvato con la legge di Bilancio 2017, e prevede un assegno massimo di € 1000 al fine di ricevere un sostegno economico per il pagamento del nido pubblico e privato.

L’aiuto è erogabile fino al compimento del 3° anno di età del bambino e per ottenerlo è necessario fornire i dati del costo della retta da pagare, presentando tutta la documentazione all’Inps.

Possono usufruire di questo bonus, tutte le famiglie anche nel caso si tratti di bambini adottati.

Come fare domanda per i Bonus

Per conoscere tutti i requisiti, continuate a leggere il nostro articolo. Solo nel caso si posseggono i requisiti, è possibile richiedere il bonus facendosi assistere anche da un patronato o nel caso lo si preferisce tramite pin online dell’INPS.

Per quanto riguarda invece i cittadini stranieri, questi, devono necessariamente essere in possesso della residenza in Italia.

La domanda deve essere inoltrata entro 90 giorni dalla nascita del bambino o dal momento in cui i bambini adottati siano entrati a far parte della nuova famiglia.

Attenzione: al fine di godere tutti gli anni del bonus bebè, si deve necessario rinnovare l’ISEE, indicatore della situazione economica equivalente, in modo da mostrare di continuare a rientrare nei requisti richiesti. Per maggiori informazioni sull’ISEE, potete consultare: ISEE precompilato 2017: Cos’è? Novità e vantaggi da parte dell’INPS e Agenzia dell’entrate.

Bonus bebè: caratteristiche

  1. Il bonus bebè spetta a tutte quelle famiglie che rientrano in una di quelle categorie sopra riportate ma che abbiano però un’ISEE del nucleo familiare che non sia superiore alla soglia di 25.000 €.
  2. Il bonus bebè, ha una validità di 3 anni e riguarda solo i nati o gli adottati nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, in base alla legge di stabilità per il 2015 (23 dicembre 2014, n. 190).
  3. Se il valore ISEE non supera i 7.000 € annui l’importo è da considerarsi raddoppiato, ovvero 160 € al mese.
  4. Le somme erogate dal bonus bebè e quindi incassate dal genitore richiedente non contribuiscono al reddito imponibile della famiglia e quindi sono esenti dal dichiararlo nella dichiarazione fiscale.
  5. Il bonus bebè non deve essere confuso con il bonus alle mamme, ovvero un sussidio di circa 1000 € all’anno in buoni-acquisto, concessi esclusivamente a quelle famiglie che hanno almeno 4 figli ed un valore ISEE non superiore a 8.500 €.

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Bonus bebè 2017: cosa prevede la legge di bilancio?

Secondo quanto confermato nella legge di Bilancio 2017, lo stato mette a disposizione 392 milioni per anno al fine di sostenere il bonus bebè da € 800, considerando che saranno circa 490.000 le future mamme che potranno usufruirne.

Novità sono introdotte anche dalla legge di bilancio per il bonus nido ( di cui parleremo in seguito) da € 1000 euro l’anno una che vede coinvolti quasi il 25% degli interessati che tradotti in numeri sono 460.000 secondo quelle che sono le stime dei nati nel 2016. Per il bonus nido vengono messe a disposizione dalla legge di stabilità 2017,  € 144 milioni.

Bonus bebè 2017: come e quando richiederlo?

E’ questa la proposta del governo in merito ai nuovi aiuti per il sostegno delle famiglie. Si parla del nuovo bonus bebè 2017 che dovrebbe essere una proposte presentate dal governo nella legge di stabilità.

Oggi si sta assistendo ad un calo delle nascite in maniera considerevole a causa di diversi fattori che ne ostacolano le nascite e che in questa sede non tratteremo. Ci occupiamo invece di trattare quelli che sono gli incentivi proposti dal governo per sostenere le famiglie che hanno un figlio in questo anno e nei prossimi.

Bonus Bebè 2017: come fare domanda

Per richiedere il bonus bebè si deve inoltrare domanda entro i primi 3 mesi di vita del bambino o dall’arrivo in casa del bambino. Nel caso in cui la domanda invece viene inoltrata oltre il periodo e entro i termini richiesti è possibile richiedere comunque il bonus con la sua erogazione dal giorni di presentazione della domanda ed entro il 3° anno di vita del figlio, ma non si possono richiedere gli arretrati.

La durata della concessione dell’assegno di natalità potrebbe essere rivista con un innalzamento dell’età del bambino a 5 anni con la legge di Stabilità 2017.

La richiesta deve essere inoltrata una sola volta per figlio e solo nel caso di parto plurimo (gemelli) la somma percepita va moltiplicata per il numero degli stessi.

Come richiedere il bonus bebè

ll bonus non viene erogato in maniera automatica, ma sarà il genitore del bambino a richiederlo attraverso un’apposita domanda da inoltrare in modalità online attraverso il sito dell’INPS attraverso un apposito modulo. 

Possono richiederlo tutte le famiglie che hanno avuto o adottato un bambino nel periodo suddetto e che abbiano un reddito inferiore a 25.000 €.

Precisiamo inoltre che per:

  • ISEE inferiore a 7000 € il bonus diventa di 160 € al mese;
  • dal 5° figlio in poi non ci sono limiti di reddito.
  • i genitori devono avere la residenza in Italia e di conseguenza essere:
    • cittadini italiani;
    • cittadini di uno stato membro dell’Unione Europea;
    • cittadini extracomunitari con regolare permesso di soggiorno.

Come presentare domanda per il bonus bebè?

La domanda deve essere inoltrata attraverso diversi sistemi.

  • Via telematica

La via telematica è la via preferenziale per tutti i cittadini che vogliono provvedere ad inviarla autonomamente.

Per inoltrarla è necessario dotandosi del PIN dispositivo, il quale permette di caricare anche la documentazione richiesta direttamente online.

  • CAF – Patronato

Per coloro che invece preferiscono la via tradizionale, per tutti coloro che non hanno dimestichezza con il computer possono rivolgersi ad un centro CAF di assistenza o ad un PATRONATO che aiuteranno i contribuenti a compilare i vari moduli e si occuperanno poi di trasmetterli alla sede INPS competente.

È importante che la domanda non sia inoltrata oltre i 90 giorni dalla nascita o adozione del bambino. LA domanda deve essere presentata solo il primo anno. Per i successivi, basta invece convalidare la domanda già presentata con l’aggiornamento dei soli dati ISEE.

Come fare domanda per richiedere il bonus bebè?

In precedenza vi erano state già attribuite delle indicazioni in merito al Bonus Bebè, da parte dell’INPS con la Circolare n.93/2015, la quale faceva particolare riferimento alla procedura di acquisizione delle domande.

Le domande devono essere presentate all’INPS in modo esclusivo attraverso il canale telematico.

Di seguito vi indicheremo la procedura che l’Istituto mette a disposizione sul proprio sito;

  • Servizi per il cittadino;
    • Autenticazione con PIN;
      • Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito;
        • Assegno di natalità;
          • Bonus Bebè.

Seguendo questa procedura, il servizio permette di allegare anche i documenti necessari per la fruizione del beneficio; per allegare i documenti possono essere seguite le seguenti procedure.

Teniamo a precisare che i documenti possono essere inseriti:

  • sia in fase di trasmissione della domanda;
  • sia in fase successiva in caso di integrazione di informazioni utili al completamento della domanda.

Bonus Bebè 2017: a rischio per chi non presenta il nuovo Isee

Come avrete potuto leggere e come leggerete di seguito, è possibile fare domanda per richiedere il bonus bebè solo presentando il modello ISEE che non deve superare i € 25 mila. Questo deve essere presentato a pena di decadenza, secondo quanto confermato dalla circolare n. 4255 dell’Inps dello scorso 21 ottobre.

Di conseguenza, per ogni ogni anno in cui il genitore può beneficiare del bonus bebè deve essere presentata l’ISEE aggiornata; in caso contrario, come per altro è già accaduto, l’assegno per coloro che hanno fatto domanda nel 2015 e non hanno presentato nuovamente l’ISEE per il 2016 è stato sospeso.

Il termine di scadenza per il 2016 è il 31 Dicembre a pena la perdita delle mensilità arretrate. Anche per il 2017 valgono le stesse regole se si vuole continuare ad usufruire di queste agevolazioni.

Gestione domande Bonus bebè

Le domande presentate ed acquisite dai sistemi gestionali dell’INPS vengono poi sottoposte ad istruttoria automatizzata centralizzata; successivamente vengono liquidate in maniera automatica una volta verificato tutti i requisiti previsti dalla normativa.

Nel caso poi vi sia un ulteriore approfondimento dell’istruttoria e/o una integrazione della documentazione, le domande vengono messe a disposizione della Struttura territorialmente competente.

Quindi in quel caso sarà possibile richiedere maggiori informazioni alla sede INPS territoriale competente.

Gestione pagamenti bonus bebè

I pagamenti in merito al Bonus Bebè vengono corrisposti direttamente dall’INPS, secondo quanto disposto dalle modalità indicate nella domanda di accesso al beneficio.

Ricordiamo che il beneficio cessa:

  • al raggiungimento del terzo anno di vita del bambino oppure al terzo anno dall’ingresso in famiglia del minore se si tratta di adozione o anche affidamento pre-adottivo;
  • al verificarsi di una delle cause di decadenza specificate nella precedente circolare INPS;
  • al verificarsi di una delle cause di decadenza specificate al paragrafo 7 della circolare sopracitata;
  • per la perdita di uno dei requisiti previsti dalla legge.

Motivi di revoca del Bonus Bebè

Il bonus bebè è da considerarsi revocato, quando vengono a sussistere uno dei seguenti requisiti:

  1. decesso del figlio;
  2. revoca dell’adozione;
  3. decadenza della responsabilità genitoriale;
  4. affidamento del figlio a terzi;
  5. affidamento esclusivo del figlio al genitore separato che non ha presentato la domanda.

In questi casi, i genitori devono comunicare subito all’INPS la causa che ha dato vita alla decadenza andando poi a restituire le somme indebitamente percepite, in caso di tardiva presentazione della domanda di revoca.

Di seguito analizzeremo nel dettaglio tutti i principali casi di revoca dell’assegno.

Assegno di natalità e DSU per il Bonus Bebè inps

Al fine di continuare ad usufruire delle agevolazioni per il riconoscimento dell’assegno di natalità, è necessario presentare la DSU ogni anno entro il termine di scadenza.

Secondo quanto previsto dall’art. 1, commi da 125 a 129 della Legge n. 190/2014, per usufruire dell’assegno di maternità, concesso alle famiglie per la nascita o l’adozione di un figlio a partire dal 2015, è necessario presentare ogni anno la DSU (Dichiarazione sostitutiva Unica) ai fini dell’ottenimento dell’ISEE corrente.

Questo è sposto nel messaggio INPS 4255/2016: secondo cui nel 2016 sono obbligati a presentarlo tutti coloro che hanno presentato domanda di assegno per la nascita o l’adozione di un figlio nel 2015 e sono obbligati a presentare la Dichiarazione Sostitutiva Unica per l’anno in corso entro e non oltre il prossimo 31 dicembre 2016, con il rischio in caso di non presentazione della documentazione richiesta di decadenza dal beneficio.

Questo lascia intendere:

  • perdita delle mensilità per l’anno 2016;
  • decadenza della domanda di assegno presentata;
  • impossibilità di recuperare tutte le mensilità perdute.

Lo stesso adempimento dovrà poi essere ripetuto nell’anno 2017, in quanto è lo stesso INPS tenuto a verificare ogni anno i requisiti del nucleo familiare per il diritto all’erogazione dell’assegno.

Revoca assegno: casi particolari

Nel caso in cui ci si vede revocato l’assegno di natalità a causa della non presentazione della DSU, anche se si hanno i requisiti legge previsti per accedere al bonus, è possibile presentare una nuova domanda di assegno nel 2017 ma tutte le mensilità saranno erogate solo a partire dal mese di presentazione della nuova domanda e senza la possibilità di recuperare le mensilità dell’anno passato.

Riassumendo e semplificando quanto fin qui detto ricordiamo che l’Isee deve essere certificato anno per anno, e non basta averlo presentato solo il primo anno, in contemporanea con la domanda. Per tanto tutti coloro che hanno fatta domanda per ricevere il bonus bebè nel 2015 sono tenuti a presentare il DSU anche nel 2016 in quanto la posizione reddituale può essere mutata e magari non vi sono più i requisiti per accedere alla sovvenzione. Se questo non viene fatto l’INPS procederà d’ufficio alla revoca.

Si perdono gli arretrati?

Senza troppi giri di parole, la risposta è NO! Gli arretrati non si perdono. Nel caso in cui è stato sospeso l’erogazione dell’assegno a causa della non presentazione della DSU. Sarà possibile presentarlo entro il 31 Dicembre 2016 con il diritto agli arretrati senza problemi.

Si perderanno gli arretrati solo nel caso in cui la relativo la DSU viene presentata oltre il 31 dicembre 2016; in questo caso si avrà diritto solo al nuovo bonus bebè 2017. Consigliamo al fine di evitare spiacevoli inconvenienti di rinnovare e inviare l’ISEE entro Gennaio di ogni anno.

Il cittadino Italiano residente all’estero può richiedere l’assegno?

No, ed in nessun caso. La risposta è secca! In questo caso il bonus bebè non spetta al soggetto in quanto è un’agevolazione espressamente dedicata ai residenti in Italia. In questo caso è consigliabile verificare nel paese estero di residenza se vi sono aiuti di altra natura che potrebbero anche essere più corposi rispetto a quelli italiani.

Quanto tempo decorre per l’erogazione dell’assegno dall’inoltro della domanda?

Non vi sono dei tempi tecnici stabiliti, ma vi possiamo dire che se avete presentato domanda è inutile attendere l’assegno prima di 90 giorni. Anche l’Inps ha chiarito che questo tempo tecnico è dovuto alla verifica dei requisiti dalla data di presentazione della domanda all’erogazione effettiva dell’assegno. Tutte le informazioni le potete verificare sul portale INPS tramite Pin personale in tempo reale o tramite contact center al numero verde 803164 (gratuito da fissi) o allo 06164164 (a pagamento, da cellulari).

Bonus bebè 2017 e bonus regione

Oltre ai bonus bebè dell’Inps è possibile usufruire delle agevolazioni regionali e del bonus bebè regionale. Infatti, sono in tante le regioni e i comuni che hanno attivato delle politiche di sostegno della natalità. Per tutte le informazioni su questo bonus è consigliabile richiedere informazioni presso il proprio comune e presso gli uffici regionali competenti.

Bonus Bebè 2017: novità – assegno raddoppiato – durata 5 anni – 2° figlio

bonus baby sitter

Il bonus bebè Inps erogato per il 2016 ai nuovi arrivati, è stato confermato per il 2017 e il bonus è riconosciuto alle neo mamme e ai neo papà con un reddito basso e con i requisiti utili per farne domanda. A partire dal 2017 potrebbero addirittura raddoppiare i bonus fino a 5 anni di età del bambino e avere un importo superiore per il secondogenito.

Al momento si sta parlando anche di una possibile ipotesi per un nuovo bonus bebè anticipato e concesso alle donne a partire dal 7° mese di gravidanza, che deve essere erogato sotto forma di voucher asili nido e altri incentivi, come quelli di seguito spiegati. Inoltre dovrebbero essere presenti anche detrazioni per prodotti utili alla prima infanzia e sconti IVA per le mamme under 30.

Al momento posiamo confermare che le cose più probabile visti i finanziamenti messi in campo per il bonus bebè 2017, che importi e fasce reddituali ISEE siano identici a quelli fissati per il bonus bebè di quest’anno.

Bonus mamme domani 2017

Il bonus bebè 2017 è confermato con la Legge di Bilancio 2017. Nella maggior parte delle ipotesi, questo bonus sono erogati alle giovani coppie che posseggono un ISEE basso a cui si aggiungono anche dei bonus famiglia che prescindono del tutto dal reddito.

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Il bonus bebè è stato confermato anche per il prossimo anno, con un riconoscimento di € 80 mensili per 3 anni, ma solo nel caso in cui le famiglie abbiano un ISEE inferiore ai € 25 mila; nel caso in cui poi il reddito non supera i € 7 mila euro il bonus si considera raddoppiato.

Una delle proposte del governo è il bonus mamma, una novità che è stata introdotta nella legge di stabilità 2017 e che dovrebbe partire da Gennaio prossimo e che riconosce a tutte le gestanti un assegno pari a € 800 come contributo al fine di sostenere tutte le spese, sia mediche, sia di altra natura, che le donne devono sostenere in caso di gravidanza.

Bonus asilo nido 2017 e voucher baby sitter

Altro fondamentale bonus che non deve essere scordato è il bonus asilo nido o bonus baby sitter, per altro già proposto nel 2016 e confermato anche per il prossimo anno. In questo caso si parla di un assegno, un bonus pari a € 1000, per le nascite e i neonati riconosciuto fino al compimento dei 3 anni di età del bambino.

Il voucher baby sitter e asilo nido spettano a tutte le mamme che rientrano al lavoro subito dopo i 5 mesi di assenza obbligatoria. Al fine di assicurare le coperture economiche per il 2017, sono stati stanziati € 40 milioni.

Il voucher è stato introdotto dalla legge del 28 giugno 2012 (art. 4, comma 24, lettera b) secondo cui il voucher ammonta a 600 € mensili per un massimo di 6 mesi. Il voucher potrà essere richiesto per più di un figlio, ma solo se sussistono le condizioni.

Il voucher infatti spetterà a tutte le mamme lavoratrici dipendenti o iscritte alla gestione separata INPS che tornano al lavoro dopo la maternità obbligatoria.

Al momento della presentazione della domanda le neo-mamme dovranno essere negli 11 mesi successivi alla conclusione del congedo obbligatorio di maternità e che non hanno ancora fruito del congedo parentale.

Il voucher potrà essere esclusivamente utilizzato per pagare le spese dell’asilo nido o dei servizi di una baby sitter. In quest’ultimo caso, occorrerà che sia in regola.

Per maggiori approfondimenti consigliamo il nostro approfondimento: Bonus Baby Sitter e asilo nido 2016: info domanda, requisiti e importo del voucher;

Voucher asilo nido e baby-sitter per le lavoratrici iscritte alla gestione separata

Tutte le mamme lavoratrici autonome che non sono iscritte alla gestione separata INPS e le imprenditrici sono in attesa del decreto ministeriale dovranno attendere che il voucher sia introdotto anche per loro, e potrà essere fruito per 3 mesi ed un totale massimo di 1800 €.

La richiesta di invio deve essere effettuata tramite il sito dell’INPS accedendo con il proprio PIN o anche tramite patronato come per le altre prestazioni.

Premio alla nascita e buono nido

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Un nuovo bonus previsto dal 2017 è il premio alla nascita. Infatti, per tutti coloro che nascono a partire dal 1° gennaio 2017, viene riconosciuto un bonus pari a € 800 in un’unica soluzione.

Per vedersi riconosciuto il bonus deve essere inoltrata domanda all’INPS a partire dal 7 mese (compiuto) di gravidanza. Per tutti i nati invece dal 1° gennaio 2016, si aggiunge anche un “buono nido” pari a € 1.000 all’anno, ma solo dal 2017 e spendibili esclusivamente per il pagamento delle rette di asili nido pubblici e privati.

Sono state stanziate risorse per un importo complessivo di:

  • 2017: € 144 milioni;
  • 2018: € 250 milioni;
  • 2019: € 300 milioni;
  • 2020: € 330 milioni

Al momento non sembra essere vincolante un importo ISEE ma per maggiori informazioni, bisogna attendere la pubblicazione del testo della legge di stabilità. Infine è stato prorogato anche per il 2017 il congedo obbligatorio per i papà, che deve però essere fruito in un arco massimo di 5 mesi dalla nascita del bambino.

Per maggiori approfondimenti sul congedo parentale consigliamo il nostro approfondimento: Congedo parentale INPS: (maternità facoltativa) domanda – requisiti – importi del’assegno

Fondo credito bebè e sostegno natalità 2017

Altra misura prevista è la costituzione nel corso dei prossimi 3 anni, di un fondo pari a € 60 milioni al fine di garantire prestiti a tasso agevolato a favore di tutte le famiglie che devono sostenere le le spese legate al’arrivo di un nuovo bimbo.

Inoltre si parla anche di Fondo sostegno natalità 2017 tutte le famiglie con 1 o più figli. Secondo quanto previsto dall’articolo 41 Capo II della Legge di Bilancio 2017, è possibile notare come a partire dal prossimo anno, viene istituito un nuovo Fondo di sostegno alla natalità. Questo è utile al fine di sostenere e favorire l’accesso al credito di tutte le famiglie con 1 o più figli, che siano nati o adottati, attraverso delle concessione di garanzie dirette, delle fideiussione, a delle banche e intermediari finanziari. Al momento il fondo sostegno natalità è così suddiviso:

  • 2017: 14 milioni di euro;
  • 2018: 24 milioni di euro;
  • 2019: 23 milioni di euro;
  • 2020: 13 milioni di euro;
  • 2021: 6 milioni di euro.

Assegno di maternità 2016 per neo-mamme

L’assegno di maternità per le mamme lavoratrici è previsto dallo Stato Italiano e prevede un assegno per tutte le madri naturali o adottive che sono residenti in Italia e che sono lavoratrici o disoccupate.

L’assegno di maternità per il 2016 potrà essere richiesto non solo per la nascita di un figlio, ma anche per l’affidamento pre-adottivo di un minore che però non abbia un’età superiore ai 6 anni (o 18 nel caso di adozioni o affidamenti internazionali).

L’importo erogato è pari a 338,89 € erogato per 5 mesi per un totale di 1.694,45 €.

Potranno farne richiesta dell’assegno di maternità tutte le lavoratrici che si trovano in una delle seguenti situazioni:

  • hanno diritto all’indennità di maternità;
  • lavoratrici che sono state licenziate;
  • lavoratrici disoccupate.

In alcuni casi particolari, l’assegno di maternità 2016 spetta anche a:

  • lavoratrici che hanno diritto ad un’indennità di maternità o altro trattamento economico equivalente ma che hanno 3 mesi di contribuzione per maternità nel periodo compreso tra i 18 e i 9 mesi precedenti la data del parto o anche l’adozione e quindi l’ingresso in famiglia del minore adottato e/o affidato;
  • tutte le lavoratrici che sono state licenziate o che hanno presentato dimissioni ma che hanno 3 mesi di contribuzione per maternità; il periodo deve essere lo stesso, ovvero tra 18 e 9 mesi precedenti la data del parto o l’ingresso in famiglia del minore;
  • tutte le lavoratrici disoccupate ma che hanno usufruito in passato anche di prestazioni economiche come ad esempio:
    • mobilità;
    • disoccupazione ordinaria;
    • disoccupazione con requisiti ridotti, CIGO o CIGS;
    • malattia;
    • maternità;

Condizione minima è che non siano trascorsi tra l’ultimo giorno della prestazione economica e la data del parto un periodo che sia superiore rispetto a quello spettante per la prestazione; in ogni caso, questo periodo non può essere superiore a 9 mesi.

Come si richiede l’assegno di maternità

Per richiedere l’assegno di maternità bisogna inoltrare all’INPS apposita domanda entro e non oltre i 6 mesi dalla data del parto o di entrata in famiglia del minore adottato/affidato.

La domanda potrà essere inoltrata telematicamente sul sito dell’INPS, oppure tramite i patronati secondo le modalità su descritte.

Tutte le mamme non lavoratrici possono invece usufruire dell’assegno dei Comuni. Tutte le casalinghe possono informarsi presso il proprio comune di residenza per eventuali informazioni in merito all’assegno di maternità previsto dal proprio Comune.

Attenzione perchè l’assegno di maternità del comune non è cumulabile con l’assegno di maternità dello Stato.

Social card 2016

Infine, l’ultimo aiuto che tratteremo riguarda la social card. Questa potrà essere usufruita da tutte le mamme in difficoltà.

Quest’ultima è una carta prepagata da usare “stile bancomat” nei punti vendita convenzionati, ovvero tutti quei negozi che espongono un bollino, in vetrina. LA social card ha un valore massimo di 80 € ogni 2 mesi e potrà essere richiesta solo dalle madri che hanno un ISEE inferiore a 6.795,38 € e con bambini da 0 a 3 anni.

La social card è cumulabile con il bonus bebè e con l’assegno di maternità erogato o dal comune o dall’INPS e non si somma come reddito ai fini IRPEF.

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Tommaso Piccinni

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