Invalidità riconosciuta al 100%: non basta per richiedere l’accompagnamento!!!

Fa un po discutere la sentenza della cassazione da cui si evince che anche in presenza di invalidità riconosciuta al 100%, non si ha diritto all’indennità di accompagnamento. Ma perché? Di seguito cercheremo di capirlo.

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Invalidità del 100%: cosa prevede la legge n° 18/1980

Anche se vi è un parere positivo da parte della commissione medica INPS per il riconoscimento dell’assegno di accompagnamento, in quanto il soggetto è invalido al 100%, non sempre gli viene riconosciuto. Eppure, se guardiamo alla legge che tutela l’accompagnamento in caso di disabilità, possiamo vedere come l’articolo 1 della legge n. 18/1980, stabilisce requisiti essenziali e modalità per determinarne l’accompagnamento. In questo caso, i requisiti essenziali sono:

  • presenza di una situazione di invalidità totale, tale da essere ritenuta rilevante al fine della concessione della pensione di inabilità;
  • impossibilità di deambulare autonomamente e di compiere in maniera autonoma, gli atti inerenti alla vita quotidiana e che pregiudica l’assistenza permanente di un accompagnatore. 

Questi sono i 2 principali motivi, sulla base della quale la commissione medica INPS deve valutare se concedere o meno l’indennità di accompagnamento. In assenza di detti requisiti, il portatore di handicap non risulta essere nelle condizioni tali di aver bisogno di assistenza continua e per tanto non ha diritto all’assegno previdenziale.

Questo in breve quanto è stato affermato e chiarito dalla Cassazione con una recente sentenza (n. 19545/16 del 30.09.2016) un po originale a nostro avviso.

Invalidità e accompagnamento: cosa fare per ottenere l’assegno?

In breve, per ottenere l’assegno di accompagnamento, bisogna sapere che:

  • non è necessario avere un reddito al di sotto di una soglia prefissata;
  • l’assegno di accompagnamento non è subordinato a limiti di reddito;
  • non vi è un’età minima per richiederlo;
  • non prescinde dal nucleo familiare dell’invalido.

La Cassazione invece ritiene, anche in questo caso con una sentenza al di là di tutte le aspettative, la possibilità di escludere la richiesta dell’assegno con conseguente rigetto della domanda di accompagnamento, per tutti quei soggetti che siano in grado di deambulare autonomamente anche se con il supporto di un bastone.

In sostanza, per la Cassazione non sono sufficienti le semplici difficoltà di deambulazione o le sole difficoltà del compimento degli atti di vita quotidiana.

Invalidità: cosa prevede la sentenza?

In base a quanto stabilito dalla corte di cassazione, con sentenza n° 19545/2016, depositata il 30 settembre, si rammenta che proprio l’art.1 su citato della legge 18/1980 stabilisce dei requisiti minimi affinché si possa ottenere l’accompagnamento. In questo caso, oltre alla situazione di invalidità totale (per altro utile al fine di ottenere la pensione di inabilità civile), anche la presenza dell’impossibilità di deambulare in maniera autonoma, ovvero senza l’aiuto di un accompagnatore e l’impossibilità di compiere gli atti quotidiani della vita con necessità di assistenza continua, danno diritto all’indennità.

Diverso è invece il caso in cui, si evince dal referto della commissione medica esaminatrice, la semplice difficoltà di deambulazione dell’invalido al 100% o il compimento di atti della vita quotidiana solo con difficoltà. In questo caso, la situazione è leggermente differente e l’assegno di accompagnamento non può essere rilasciato.

Ora, in base a quanto specificato, i giudici della corte di cassazione, hanno stabilito che:

la capacità del malato di compiere gli elementari atti giornalieri non deve essere intesa esclusivamente in senso fisico, ma anche come capacità di intendere il loro significato, la loro portata e la loro importanza, anche allo scopo di salvaguardare la propria condizione psico-fisica. Tale capacità, continua la Corte, va quindi valutata considerando le possibili ricadute in termini di incidenza sulla salute del malato e sulla sua dignità come persona.

Invalidità 100%: interpretazione della norma

Sulla base di questo, si evince che vi sia un’effettiva necessità di assistenza giornaliera che discende dall’incapacità di compiere anche un solo atto.

Il tutto però non è scontato come può sembrare, anche perchè, nel caso di specie, la ricorrente ha impugnato la sentenza secondo cui la Corte d’appello di Lecce ha rigettato le sue pretese. In questo caso, è stata rigettata la domanda di richiesta dell’indennità di accompagnamento.

La Corte di cassazione, ha motivato le sue scelte, affermando che non vi era il requisito essenziale dell’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore né quello dell’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita con necessità di assistenza continua in modo specifico, in quanto, il soggetto, con l’aiuto di un ausilio può comunque rendersi autonomo.

Resta adesso da considerare anche il fatto che il soggetto in questione, è stato riconosciuto invalido al 100%. Di conseguenza possiamo concludere che anche in caso di invalidità del 100%, l’indennità non spetta!

Sentenza completa della Corte di Cassazione che si è pronunciata in merito

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Tommaso Piccinni

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