Come e quando fare la manutenzione della caldaia?

Controllare il sistema di riscaldamento e inviare l’autocertificazione da parte degli Italiani, è un obbligo di legge. In questa guida scopriremo tempi e modi per non cadere in mora ed essere in regola con tutti gli adempimenti.

Sappiamo bene, dagli anni passati e anche per quest’anno vale lo stesso, gli impianti di riscaldamento potranno essere accesi in tutta Italia a partire dal 15 ottobre (per le regioni del Nord, seguite poi entro il 15 novembre (per le regioni del sud, Sud), ad eccezione di Reggio Calabria, Sicilia e isole ad esse connesse, per le quali si dovrà attendere il 1 dicembre.

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Prima di procedere all’accensione, però, tutti i titolari di un impianto, ovvero tutti coloro che posseggono una caldaia, dovranno verificare lo stato del proprio apparecchio, sottoponendolo a un accurato esame e revisione. L’intervento prevede:

  • comprende manutenzione ordinaria;
  • analisi della combustione dei fumi di scarico attraverso apposizione del bollino blu sul proprio libretto (questo vale per tutti coloro che posseggono una caldaia autonoma).

Manutenzione della caldaia: chi effettua il controllo?

Il controllo può essere eseguito esclusivamente da tecnici abilitati, ovvero da tecnici che sono stati certificati dalla Camera di Commercio al fine di svolgere la specifica attività di manutentore.

I tecnici possono anche essere differenti rispetto a quelli che hanno prodotto la caldaia, ed in questo caso, possono essere dei tecnici abilitati ma che si occupano di diverse marche.

Manutenzione della caldaia: periodicità dei controlli

Graverà sul singolo cittadino l’onere di effettuare il controllo della caldaia; questo vale però solo per gli impianti autonomi; mentre grava sul condominio, e quindi bisognerà contribuire in egual quota per tutti i condomini, nel caso in cui si tratta di impianti centralizzati. La periodicità dei controlli dipende da diversi fattori:

  • manutenzione ordinaria, prevista per tutte le caldaie autonome, comprese anche quelle domestiche ma che hanno potenza inferiore a 35 kw e che deve essere indicata sul libretto d’impianto e sull’elettrodomestico. Questa decorre ogni ogni anno o al massimo ogni 2.
  • per tutti gli impianti che hanno una potenza superiore a 35 kw ma inferiore a 100 kw, il controllo dell’efficienza energetica, della combustione e dei fumi, deve essere effettuata ogni 2 anni nel caso in cui si tratta di una caldaia alimentata tramite un combustibile liquido e solidi come gasolio e legna, oppure ogni 4 anni nel caso di alimentazione a metano o Gpl.
  • Per gli impianti invece che superano i 100 kw, a prescindere dal tipo di combustibile utilizzato, gli intervalli di tempo devono essere considerati dimezzati.

Manutenzione della caldaia: modifica della periodicità

La normativa, ha modificato la periodicità della revisione dei fumi sulla combustione della caldaia, secondo cui sono state previste delle nuove regole. In questo caso, le Regioni, le Province e i Comuni che hanno un bacino di utenze, superiori a 40.000 abitanti, possono prevedere anche dei tempi più ravvicinati rispetto a quelli previsti dalla legge nazionale, per effettuare i controlli. In tal caso, consigliamo di informarsi bene o presso il proprio comune, o richiedendo informazioni, direttamente al proprio tecnico di fiducia.

Manutenzione della caldaia: cos’è il bollino Blu?

Il bollino blu, viene rilasciato dal tecnico che effettua il controllo, a seguito dell’esito positivo dell’analisi effettuata. Lo possiamo meglio intendere come un tagliando, un controllo della caldaia, che attraverso l’applicazione del bollino blu certifica appunto, la buona salute dell’impianto e il suo corretto funzionamento.

Una volta che è stato effettuato il controllo, l’esito deve essere comunicato all’ente preposto dalle singole amministrazioni locali. In questo caso è necessario dotarsi del bollino blu prima di effettuare l’accensione annuale, e aggiornarlo con una periodicità diversa a secondo del tipo di caldaia installata, e come abbiamo prima detto.

Manutenzione della caldaia e sanzioni

Nel caso in cui non viene effettuato il controllo periodico, si è soggetti a sanzioni, in quanto la cura degli impianti di riscaldamento deve essere intesa non solo come una buona pratica al fine di assicurarsi il tepore in casa, ma anche come un obbligo di legge, che se non eseguito entro i termini stabiliti dalla legge, si è soggetti a sanzioni.

Infatti, nel caso di ispezione da parte delle autorità competenti, si rischia una sanzione che varia da un minimo di € 500 ad un massimo di € 3.000, in base a quelle che sono state le violazioni accertate.

Nella maggior parte dei casi, prima di effettuare il controllo, l’ente preposto, ovvero la società commissionata per accertarsi del rispetto delle norma da parte dei comuni su proprietari e tecnici,  invia una invito, tramite lettera, in cui viene indicata la data di verifica. Questa solitamente, è inviata circa 20 giorni prima dell’effettiva verifica.

Libretto di manutenzione della caldaia: cos’è?

Infine, una volta che abbiano delineato tutti gli aspetti, inerenti alla manutenzione della caldaia, non resta che compilare il libretto di impianto tramite un rapporto rilasciato per iscritto.

Sarà il tecnico che una volta effettuato il controllo, ed apposto in caso di esito positivo il bollino blu a trasmettere al comune il rapporto di efficienza energetica. Il rapporto che viene rilasciato dal tecnico deve poi essere obbligatoriamente inviato all’ente preposto sia esso comune, provincia o istituto che gestisce il Catasto degli impianti laddove attivato, con tutte le le informazioni relative alla caldaia. Queste sono reperibili dal libretto di impianto che ha compilato di volta in volta il tecnico dell’apparecchio.

Precisiamo che il rapporto di verifica è un onere del tecnico, il quale completa anche il libretto ed aggiunge l’eventuale bollino blu, il quale però resta al possessore della caldaia. E’ il proprietario obbligato a conservarlo accuratamente per un eventuale verifica da parte dell’ente.

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Tommaso Piccinni

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