Disoccupati: diritti e doveri

In questa guida ci occuperemo di esaminare quelli che sono i diritti e doveri che ogni disoccupato possiede. precisiamo sin da subito che il lavoratore, in caso si trovi in condizioni tali da non poter perseguire più il proprio lavoro, ha diritto a:

  • Naspi;
  • Asdi;
  • Dis-Coll;
  • Assegno di ricollocazione;
  • mobilità;
  • incentivi all’assunzione;
  • formazione e orientamento.

Queste sono le principali prestazioni a cui ha diritto il disoccupato; quindi non parliamo solo di ammortizzatori sociali come lo sono indennità di disoccupazione o mobilità, ma vi sono oggi delle misure che permettono al lavoratore, se fruite, di ricevere un’adeguata formazione per la ricollocazione nel mercato del lavoro.

In questo senso, tutti coloro che percepisce la Naspi, l’Asdi o la Dis-Coll ovvero le nuove tipologie di indennità di disoccupazione, devono obbligatoriamente presentarsi presso il centro per l’Impiego di appartenenza, per comunicare la propria disponibilità a frequentare dei corsi di formazione o alle attività previste nel patto di servizio. Se questo non lo si fa, è anche possibile perdere il sussidio e lo stato di disoccupazione.

Ma andiamo per ordine e vediamo precisamente cosa un disoccupato deve fare. Partendo dallo stato di disoccupazione fino ad arrivare ai diritti che ha il lavoratore privo d’impiego, ma sopratutto quali sono i comportamenti che fanno perdere tale benefici.

disoccpuato-diritti

Stato di disoccupazione: quando lo si acquista

Lo stato di disoccupazione è uno status che il lavoratore acquista nel momento in cui si verifica la perdita involontaria dell’impiego. Questo non è legato al periodo di lavoro e non tiene conto del periodo lavorativo effettivamente prestato; quindi non importa che si ha un contratto a tempo indeterminato o determinato e non tiene conto del fatto che il lavoratore abbia un contratto a tempo pieno o parziale.

Lo stato di disoccupazione è anche indipendente dalla causale del licenziamento; in questo senso:

  • non è importante che il rapporto lavorativo sia anche cessato a causa di licenziamento disciplinare;
  • licenziamento per giusta causa;
  • licenziamento durante il periodo di prova.

A prescindere dal tipo di licenziamento o dal tipo di status, il lavoratore acquista lo stato di disoccupazione.

Stato di disoccupazione: non si acquista

Lo stato di disoccupazione, invece, non lo si acquista, nel caso di risoluzione consensuale tranne che la risoluzione non derivi da una conseguente procedura conciliativa, e in caso di dimissioni, tranne che non si tratti di dimissioni per giusta causa o durante il periodo tutelato di maternità.

Stato di disoccupazione e stato di inoccupato

Nella maggior parte dei casi, sono considerati come disoccupati anche coloro che si trovano in uno stato di inoccupazione, ovvero coloro che non hanno mai svolto un’attività lavorativa.

Con la riforma degli ammortizzatori sociali, sono considerati disoccupati:

  • coloro che svolgono un’attività lavorativa subordinata con reddito inferiore a € 8000;
  • coloro che svolgono un’attività di collaborazione con reddito inferiore a € 8.000;
  • attività lavorativa autonoma con reddito inferiore a € 4.800 annui.

Obblighi per il disoccupato

In tutti i casi su riportati, il disoccupato non perde lo stato di disoccupazione; unico obbligo per questi soggetti è che si rechino presso il centro per l’impiego a redigere la DID, ovvero la dichiarazione di immediata disponibilità.

La DID altro non è che una dichiarazione con la quale il disoccupato conferma di essere disponibile ad:

  • un nuovo impiego;
  • una nuova attività lavorativa;
  • attività di formazione;
  • attività di orientamento;
  • attività di ricerca di un lavoro organizzate dai servizi per l’impiego.

IL DID, può anche essere redatto in forma telematica, tramite portale INPS oppure rivolgendosi direttamente alla sede INPS.

Il lavoratore che si trovi in queste condizioni, deve firmare il patto di servizio, ovvero un progetto che prevede delle attività personalizzate, che sono finalizzate alla ricollocazione del disoccupato.

NASPI: un diritto per  il disoccupato

Nel caso in cui il lavoratore che si trovi in stato di disoccupazione, può far valere un minimo di 13 settimane contributive negli ultimi 4 anni e 3 giornate di lavoro nell’anno in cui la si richiede. In questi casi, il disoccupato ha diritto alla Naspi.

Ricordiamo che la NASPI è la nuova indennità di disoccupazione, che prevede una durata pari alla metà delle settimane contribuite e che prevede un’indennità pari al 75% della retribuzione imponibile media mensile degli ultimi 4 anni ma fino al raggiungimento di un massimo di € 1.195; nel caso in cui l’assegno, prevede un’imponibile medio superiore, l’indennità Naspi è determinata per il 75% di € 1.195  e per il 25% della differenza tra € 1.195 euro ed il maggior importo. L’importo massimo da considerare non può comunque in nessun caso essere superiore a € 1.300.

La Naspi non si perde in caso di nuova occupazione subordinata o parasubordinata ma come, detto in precedenza non prevede un reddito annuo superiore a € 8.000. Non importa che il rapporto lavoro sia a tempo determinato o che il lavoratore svolga una propria attività lavorativa. IN questo caso, però il reddito massimo è pari a € 4800 all’anno.

In questi casi previsti la NASPI viene ridotta in misura pari all’80% del nuovo reddito. Stesso discorso, dicasi per le attività di lavoro occasionale accessorio, con importo retribuito tramite voucher superiore a € 3.000 all’anno.

Per maggiori approfondimenti, consulta NASpI: domanda di disoccupazione 2016, requisiti, durata, importo dell’indennità, ricollocazione

Quando il disoccupato ha dirotto alla Dis-Coll

E’ definita Dis-Coll, la nuova indennità di disoccupazione valida per tutti i lavoratori che abbiano un contratto di para-subordinazione o di contratto co.co.co.

Possono farne richiesta, tutti i lavoratori che hanno cessato la propria attività lavorativa con contratto di collaborazione. Tra i requisiti fondamentali per richiederla, è previsto che il lavoratore possieda:

  • stato di disoccupazione;
  • 3 mesi di contributi nell’anno precedente rispetto al termine della collaborazione;
  • 1 mese di contributi nell’anno in cui è terminato il contratto.

Possono altresì presentare tale domanda, tutti i lavoratori parasubordinati che abbiano un rapporto di collaborazione di almeno 1 mese nell’anno in corso, ma che preveda un compenso pari alla metà della contribuzione minima mensile.

In questo caso, l’indennità è pari al 75% dell’imponibile medio mensile ed ha una durata massima di 6 mesi.

Per maggiori approfondimenti, NASpI: domanda di disoccupazione 2016, requisiti, durata, importo dell’indennità, ricollocazione

ASDI: quando e come il disoccupato può richiederla

L’ASDI è l’assegno di disoccupazione che può essere fatto valere per un periodo massimo di 6 mesi e che vale per tutti i disoccupati che hanno esaurito la Naspi. L’assegno ASDI però è riservato solo ai lavoratori che hanno raggiunto i seguenti requisiti:

  • essere in possesso dello stato di disoccupazione;
  • aver sottoscritto presso il centro per l’impiego competente, il patto di servizio;
  • non deve aver richiesto l’assegno NASPI in un’unica soluzione;
  • deve far parte di un nucleo familiare al cui interno vi sia almeno 1 minorenne, o in alternativa, il richiedente deve avere almeno 55 anni di età;
  • non deve aver raggiunto i requisiti per richiedere l’assegno sociale, o la pensione anticipata o di vecchiaia;
  • possedere un valore ISEE inferiore a € 5.000.

Inoltre, non può essere fatta richiesta di ASDI nel caso in cui il lavoratore si trovi in una delle seguenti condizioni:

  • ha percepito Aspi o Mini Aspi fino al 31 dicembre 2015;
  • ha percepito 20 mesi di Asdi nei 5 anni precedenti;
  • ha percepito 6 mesi di Asdi nell’anno precedente.

L’assegno ASDI prevede un ammontare pari al 75% della NASPI. Come per la NASPI, anche l’ASDI prevede un assegno ridotto pari all’80% del reddito, in caso in cui il disoccupato sia titolare di un nuovo rapporto di lavoro subordinato con introiti inferiori agli € 8.000 o € 4.800 i caso di lavoro autonomo o € 3.000 in caso di retribuzione avvenuta con voucher.

Assegno di ricollocazione per disoccupato

L’assegno di ricollocazione, lo possiamo definire come un sussidio erogato e che è indipendente dalla NASPI e dall’ASDI. Questo non viene interpretato solo come un semplice sostegno del reddito, ma si tratta di una misura di politica attiva del lavoro vera e propria.

L’assegno in questo caso, viene erogato espressamente sotto forma di voucher e permette ai disoccupati di fruire di servizi pubblici e privati al fine di trovare un nuovo impiego.

L?assegno di ricollocamento è destinato a tutti i disoccupati da almeno 4 mesi. Possono beneficiare di tale prestazione, tutti i disoccupati che hanno terminato la loro attività lavorativa da almeno 4 mesi e che hanno beneficiato della NASPI e hanno presentato:

  • documento DID, ovvero il documento attestante la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro;
  • aver firmato il patto di servizio.

Attenzione: il patto di servizio, è sospeso per tutto il periodo in cui è erogato il voucher, anche perché l’assegno di ricollocazione, è erogato nel momento in cui il disoccupato è alla ricerca di un nuovo impiego, di un’attività di riqualificazione e di ricerca di un nuovo lavoro presso le agenzie o i centri per l’impiego che seguono i lavoratori. Sono quindi le agenzie e i centri per l’impiego destinatari dell’assegno per conto del lavoratore e non quest’ultimi.

La somma massima erogabile, sotto forma di voucher, è variabile e dipende dal profilo di accusabilità del beneficiario. L’assegno comprende dunque un valore compreso tra un minimo di € 1.500 ed un massimo di € 4.000.

Dell’assegno è proprietario il disoccupato, ma non può riscuoterlo, perché deve essere speso solo nel proprio centro per l’impiego o in un’agenzia per il lavoro e che siano state queste ultime riconosciute e accreditate dalla Regione di residenza. Dopo aver scelto l’agenzia o l’ente che si occuperà di assisterlo nella ricerca di un nuovo impiego, il disoccupato, viene affiancato da un tutor o da un consulente ed inserito in un percorso finalizzato a trovare una nuova occupazione.

Stato di Mobilità del disoccupato

Viene definita mobilità l’indennità che spetta al lavoratore che si trovi in uno stato di disoccupazione, derivante dalla procedura avvenuta a seguito di licenziamento collettivo e conseguente iscrizione nelle liste di mobilità.

La mobilità viene erogata con le seguenti condizioni:

  • assegno pari al 100% della Cassa Integrazione Straordinaria (Cigs) per i primi 12 mesi;
  • assegno pari all’80% per il periodo successivo.

Per tutti coloro che percepiscono lo stato di mobilità, hanno diritto all’accreditamento anche dei contributi figurativi. L’assegno di mobilità ha una durata che varia in base alle seguenti condizioni:

  • regione di appartenenza;
  • età del lavoratore;
  • anno in cui avviene la cessazione del rapporto.

La mobilità viene erogata da un minimo di 12 mesi fino ad un massimo di 48 mesi e sarà definitivamente sospesa e sostituita a partire dal 2017 con la nuova disoccupazione NASPI.

Cosa prevedono gli incentivi all’assunzione di disoccupati?

Tutti coloro che si trovano in uno stato di disoccupazione da oltre 6 mesi, e che sono poi assunti a tempo indeterminato, comporta per il datore di lavoro che lo assume di usufruire di un esonero parziale dal versamento dei contributi INPS fino ad un massimo di 24 mesi e prevede uno sconto contributivo pari al 40% e fino ad un massimo complessivo di € 3.250 annui.

Il disoccupato che lo è da oltre 12 mesi e che abbia un’età superiore ai 50 anni, nel caso in cui viene assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato, comporta, per il datore di lavoro, un esonero contributivo del 50% dal versamento dei contributi INPS per un massimo di 18 mesi, o di 12 mesi nel caso di assunzione con contratto a tempo determinato.

Stesso esonero, vale nel caso in cui, si tratti di donne disoccupate da almeno 24 mesi, o da almeno 6 mesi, se residenti in zone svantaggiate o che siano occupate in settori caratterizzati da un alto tasso di disparità uomo-donna.

Nel caso in cui, invece, si tratti di lavoratori che percepiscono la NASPI e nel caso in cui questo sia assunto, il datore di lavoro, ha la possibilità di usufruire di uno sconto contributivo pari al 20% dell’indennità residua.

Per concludere, possiamo affermare che nel caso in cui l’assunzione del disoccupato (iscritto nelle liste di mobilità) avvenga a tempo indeterminato, l’azienda, può usufruire di un versamento dei contributi con aliquota ridotta, la stessa per altro prevista gli apprendisti e possono anche usufruire di un incentivo pari al 50% dell’indennità residua spettante al lavoratore.

Quando si perde lo stato di disoccupazione e delle rispettive indennità

Il lavoratore perde lo stato di disoccupazione come anche l’eventuale indennità nei seguenti casi:

  • il lavoratore si rifiuta di presentarsi per 3 volte, anche non consecutive, alle convocazioni;
  • non si presenti agli appuntamenti previsti e sottoscritti nel patto di servizio e nel caso specifico, alla prima assenza il trattamento mensile è decurtato di ¼, mentre alla seconda viene dimezzato dalla mensilità;
  • il lavoratore si assenta per 2 volte alle iniziative di orientamento attivate nei suoi confronti;
  • il lavoratore viene assunto preso un altro datore di lavoro come dipendente a tempo indeterminato e che percepisca un reddito superiore a € 8000 annui, o intraprenda un’attività lavorativa autonoma con un guadagno minimo di € 4800;
  • il lavoratore ha raggiunto i requisiti utili alla pensione, o all’assegno ordinario d’invalidità;
  • il lavoratore inizia un’attività subordinata, autonoma o d’impresa e non lo comunica all’INPS entro 30 giorni con il cosiddetto modello ASDI-COM, tranne che la durata del rapporto sia inferiore ai 6 mesi o anche che il rapporto sia comunicato dal datore di lavoro con modello UNILAV.

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Tommaso Piccinni

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