Congedo parentale INPS: (maternità facoltativa) domanda – requisiti – importi del’assegno

Le ore di congedo parentale INPS o maternità facoltativa, vengono concesse per tutti i lavoratori, siano essi madri o pardi, che siano titolari di un contratto subordinato. In questo caso, alla lavoratrice o al lavoratore dipendente, ha diritto fino ad un anno del bambino o anche di affidamento e adozione internazionale a:

  • 2 ore al giorno indicate come riposo per allattamento, ma solo nel caso in cui l’orario do i lavoro è pari o superiore a 6 ore giornaliere;
  • 1 ora al giorno di riposo per allattamento se invece l’orario di lavoro è inferiore alle 6 ore.

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Congedo parentale INPS: riposi per allattamento e casi particolari

In casi particolari, i riposi per allattamento si raddoppiano per adozione o affidamento di 2 o più bambini, anche se essi non sono fratelli, e che siano entrati in famiglia in date diverse.

Congedo parentale INPS: a chi spetta?

Possono richiedere le ore di allattamento, tutti i soggetti che siano titolari di un contratto di lavoro subordinato a condizione che il rapporto di lavoro sia in essere. Possono inoltre farne richiesta anche le lavoratrici e i lavoratori agricoli con contratto di lavoro a tempo determinato (O.T.D.) ma solo nelle seguenti condizioni:

  • nel caso in cui il congedo parentale sia richiesto nel 1° anno di vita del bambino la lavoratrice/lavoratore deve possedere almeno 51 giornate di lavoro in agricoltura nell’anno precedente al verificarsi dell’evento.
  • nel caso in cui sia richiesto per gli anni di vita del bambino successivi al primo e fino al 6° o fino al 12° è necessario che il lavoratore o la lavoratrice che ne faccia richiesta sia iscritta presso gli elenchi agricoli che possieda un periodo di contribuzione minimo di 51 giornate in agricoltura nell’anno precedente la richiesta del congedo, o anche nello stesso anno, ma solo se le giornate di lavoro siano effettuate prima dell’inizio del congedo.

Congedo parentale INPS: a chi non spetta?

Il congedo parentale non può essere invece fruito da:

  • genitori disoccupati o sospesi;
  • genitori lavoratori domestici;
  • genitori lavoratori a domicilio.

Attenzione: non spetta il congedo parentale nel caso in cui il rapporto di lavoro in atto, sia cessato durante o all’inizio del periodo di fruizione del congedo. Inoltre viene meno anche il diritto al congedo dal momento in cui è cessato il rapporto di lavoro.

Congedo parentale INPS: quando spetta?

Come accennato in precedenza, il congedo parentale può essere richiesto, solo e soltanto in costanza di rapporto di lavoro, da entrambi i genitori, fino al 12° anno di vita del bambino e per un periodo complessivo tra entrambi i genitori, non superiore a 10 mesi. Possono diventare 11 nel caso in cui il padre lavoratore si astenga dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi. Il periodo di astensione dal lavoro può anche essere fruito da entrambi i genitori contemporaneamente.

Il diritto di astenersi dal lavoro compete ai seguenti soggetti:

  • alla madre o al padre lavoratrice dipendente, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 6 mesi. Solo nel caso di richiesta da parte del padre, può essere elevato a 7 mesi dalla nascita del figlio, se si astiene dal lavoro per un periodo continuativo o frazionato non inferiore a 3 mesi;
  • il padre può optare per astenersi dal lavoro facoltativamente anche durante il periodo di astensione obbligatoria della madre, anche dal giorno successivo al parto, anche se questa non lavora;
  • ad uno solo dei genitori per un periodo continuativo o frazionato non superiore a 10 mesi.

Non vi è differenza tra i lavoratori dipendenti, ne tra i genitori adottivi o affidatari. In entrambi i casi, il congedo parentale spetta, con le stesse modalità e caratteristiche dei genitori naturali, secondo le regole su descritte.

Congedo parentale INPS: quanto spetta?

Possono richiedere il congedo parentale i genitori naturali, ed usufruire dell’indennità per congedo per il seguente periodo:

  • entro i primi 6 anni di età del bambino e per un periodo massimo complessivo (madre e/o padre) di 6 mesi con un importo pari al 30% della retribuzione media giornaliera, la quale viene calcolata considerando la retribuzione del mese precedente all’inizio del periodo indennizzabile;
  • dai 6 anni e un giorno agli 8 anni di età del bambino, ma solo nel caso in cui i genitori non ne abbiano fruito nel periodo precedente, o possono usufruirne per la parte che non ne hanno usufruito nel periodo precedente. In questo caso, la parte non fruita può anche eccedere il periodo massimo complessivo di 6 mesi. La retribuzione in questi casi, è pari al 30% solo se il reddito individuale del genitore richiedente risulti inferiore a 2,5 volte l’importo annuo del trattamento minimo di pensione;
  • dagli 8 anni e un giorno ai 12 anni di età del bambino il congedo può essere richiesto ma non è indennizzato.

Per i genitori adottivi o affidatari, valgono le stesse regole dei genitori naturali, secondo quanto stabilito dalla Circolare INPS n.139 del 17 luglio 2015.

Congedo parentale INPS per lavoratori e lavoratrici iscritte alla gestione separata

Il congedo di maternità o riposo per allattamento, spetta anche alle lavoratrici/lavoratori iscritti alla gestione separata secondo quanto stabilito dalla legge 335/95. Per tanto possono fare richiesta di congedo parentale i seguenti soggetti che si trovino in una delle seguenti condizioni:

  • i lavoratori siano iscritti alla gestione separata come lavoratori a progetto o anche come categoria assimilate e non siano contemporaneamente percettori di pensione o siano iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria;
  • i lavoratori che ne facciano richiesta siano iscritti alla gestione separata in qualità di professionisti, secondo quanto stabilito dall’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e non siano titolari di pensione o che siano iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria;
  • tutti i lavoratori che possono far valere almeno 3 mesi di contribuzione nei 12 mesi che sono presi al fine del riferimento per l’erogazione dell’indennità di maternità/paternità?
  • il lavoratore o la lavoratrice deve essere in possesso di un rapporto di lavoro ancora in corso di validità nel periodo in cui si colloca il congedo parentale?
  • vi sia la prova del’effettiva astensione dal lavoro;

Per il riconoscimento di questi diritti, per il lavoratore iscritto alla gestione separata, occorre che siano state versate almeno 3 mensilità di contribuzione nei 12 mesi precedenti l’insorgenza delle seguenti situazioni:

  • morte o grave infermità della madre?
  • abbandono del figlio;
  • affidamento esclusivo del bambino al padre;
  • adozione o affidamento non esclusivi, qualora la madre non ne faccia richiesta.

Congedo parentale INPS gestione separata: quanto spetta?

Come abbiamo visto, anche per le lavoratrici o per i lavoratori iscritti alla gestione separata e che non siano iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria o che non siano titolari di pensione, spetta una indennità per congedo parentale, fino ad un massimo di 3 mesi entro il primo anno di vita del bambino. Lo stesso vale anche in caso di affidamento.

Congedo parentale INPS gestione separata: quanto spetta?

L’indennità di maternità è calcolata sulla base delle effettive giornate di lavoro svolte. Nel caso specifico, per ciascuna giornata del periodo indennizzabile, la misura riconosciuta è pari al 30% di 1/365 del reddito derivante da attività di lavoro a progetto o assimilato che sia però percepito in un periodo massimo di 12 mesi presi a riferimento per l’accertamento dei requisiti contributivi.

Congedo parentale INPS per lavoratrici autonome

Anche per le lavoratrici autonome, ovvero per coloro che sono in possesso di partita IVA, possono richiedere ed ottenere il congedo parentale, a patto però che esse abbiano effettuato il versamento dei contributi relativi al mese precedente quello in cui ha inizio il congedo (o una frazione di esso). Inoltre vi deve essere l’effettiva astensione della lavoratrice dal lavoro.

>>Per maggiori approfondimenti: liberi professionisti e partite IVA: nuove tutele per il lavoro autonomo

Congedo parentale INPS per lavoratrici autonome: quando spetta?

Per tutte le lavoratrici autonome il congedo parentale spetta per un periodo massimo di 3 mesi entro il 1° anno di vita del bambino. Lo stesso periodo spetta in caso di affidamento e adozione. Nel caso di parto, adozione o affidamento plurimo il diritto al congedo parentale è previsto per ogni bambino alle stesse condizioni sopra descritte.

Congedo parentale retribuzione per lavoratrici autonome?

Anche per queste lavoratrici, l’indennità da corrispondere è per un importo massimo al 30% della retribuzione convenzionale prevista per l’anno di inizio del congedo stesso.

Congedo parentale INPS a ore

Secondo quanto disposto dalla legge 24 dicembre 2012, n.228 è possibile frazionare il congedo parentale, suddividendolo in ore. Il tutto però deve essere sempre rapportato al proprio contratto nazionale di categoria collettiva di settore. Spetta a questo stabilirne modalità di fruizione del congedo stesso anche su base oraria.

Secondo poi quanto dispoto dal decreto legislativo del 15 giugno 2015, n. 80, in attuazione del Jobs Act, è possibile che i genitori (lavoratori dipendenti), in assenza di contrattazione collettiva di livello aziendale, usufruiscono del congedo parentale su base oraria in misura pari alla metà dell’orario medio giornaliero del periodo di paga, su base mensile, riferita però all’ultimo mese  immediatamente precedente a quello del congedo parentale. Per questa particolare forma di congedo parentale, però vi consigliamo anche di approfondire o rivolgendosi direttamente alla sede INPS per delinearne le caratteristiche anche del contratto a cui si appartiene o in alternativa è possibile consultare la circolare INPS n.152 del 18 agosto 2015.

Rinuncia congedo parentale INPS

Il decreto legislativo 25 giugno 2015, n.81, prevede che la lavoratrice o il lavoratore possa richiedere al datore di lavoro, ma solo e soltanto per una sola volta, in luogo del congedo parentale od entro i limiti del congedo ancora spettante, la possibilità di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, con una riduzione d’orario di lavoro non superiore al 50%.

Congedo parentale INPS e voucher baby sitter – asilo nido

Secondo quanto stabilito dalla legge 28 giugno 2012, n.92 è possibile usufruire, al termine del periodo di congedo di maternità, e per gli 11 mesi successivi in alternativa la congedo parentale la corresponsione di voucher per l’acquisto di servizi di baby-sitting, o per la retta inerente alla scuola d’infanzia o inerente ai servizi privati accreditati.

Possono per altro beneficiarne ancora tutte le lavoratrici che ne facciano richiesta entro il 2016, secondo quanto stabilito dalla legge 208/2015  estendendo tale servizio anche alle lavoratrici autonome. Per tale misura sono stati stanziati 2 milioni di euro, attuato sempre dietro Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il quale ne disciplina modalità di accesso e fruizione del beneficio.

>>Per maggiori approfondimenti consigliamo: Voucher maternità: requisiti per avere diritto all’assegno.

Congedo parentale negli studi professionali

Secondo quanto stabilito dall’articolo 97 del CCNL Studi Professionali, in osservanza a quanto disposto dall’art. 32 del T.U. su maternità e paternità,  si sottolinea il fatto che vi è unì’apposita disciplina in merito al congedo parentale ad ore.

A tal proposito, ricordiamo che il lavoratore dovrà comunicare sempre al proprio datore di lavoro, rispettando un tempo minimo di preavviso di 48 ore, la volontà di avvalersi del congedo parentale.

Nella richiesta, deve essere per altro indicato, anche il periodo ed il numero di mesi che si intende utilizzare ed il numero di ore per cui usufruire.

Non saranno per tanto ammesse richieste di congedo parentale ad ore che comportino l’effettuazione di una prestazione lavorativa di durata inferiore a 4 su base giornaliera.

A tal proposito, anche l’INPS ha chiarito con Circolare n. 152/2015, che la domanda di congedo parentale ad ore dovrà essere presentata mensilmente presso l’istituto, attraverso apposita procedura telematica. deve essere per altro fatta molta attenzione al fatto che deve essere indicato il riferimento al CCNL ed al numero di giornate intere di congedo parentale da usufruire in modalità oraria.

A tutti i dipendenti, per ogni mese di congedo parentale, possono essere attribuite fino ad un massimo di 174 ore, cumulate con altri riposi e permessi previsti dalla legge o dal CCNL. Non possono invece essere cumulati con altri permessi o riposi previsti dal T.U. in materia di maternità e paternità.

Congedo parentale INPS (maternità facoltativa): come presentare la domanda

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La domanda di congedo parentale o di maternità facoltativa deve essere presentata all’INPS solo e soltanto mediante modalità telematica, attraverso una delle seguenti modalità:

  • servizi online, direttamente tramite PIN ONLINE ;
  • Contact Center integrato – n. 803164 gratuito se da rete fissa o a pagamento al n. 06164164 se si tratta di rete mobile;
  • Patronati ,attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi.

La domanda telematica, deve essere presentata prima dell’inizio del periodo di congedo richiesto; nel caso in cui la si presenta dopo, non si perde il diritto al congedo parentale, ma questo decorre dal periodo successivo a cui è stata presentata domanda, e per tanto saranno pagati sono e soltanto i giorni di congedo successivi alla data di presentazione della domanda.

Per le lavoratrici e i lavoratori dipendenti, l’indennità viene anticipata dal datore di lavoro. Solo in particolari casi, viene pagata direttamente dall’INPS come ad esempio in caso di:

  • operai agricoli a tempo determinato;
  • lavoratori stagionali a termine;
  • lavoratori dello spettacolo a tempo determinato;
  • lavoratrici e i lavoratori iscritti alla Gestione Separata;
  • lavoratrici autonome.

Congedo parentale INPS (maternità facoltativa) a ore: come presentare la domanda

Nel caso in cui si opta per il congedo parentale su base oraria, si deve presentare all’INPS attraverso modalità telematica con uno dei sistemi su descritti, e inviando apposita domanda.

Congedo parentale INPS (maternità facoltativa): riposi giornalieri

Possono presentare domanda per fare richiesta dei riposi giornalieri, tutte le lavoratrici dipendenti, consegnando apposita domanda prima dell’inizio del periodo di riposo giornaliero richiesto, direttamente al datore di lavoro e non deve essere presentata all’INPS nessuna domanda.

Devono presentare domanda, invece all’INPS, tutti i lavoratori  ed in contemporanea al proprio datore di lavoro.

Per maggiori approfondimenti consigliamo:

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Tommaso Piccinni

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