Studi di settore 2016: Scadenza 30 settembre, novità e semplificazioni in vista del modello UNICO 2017

In questa guida, potrete trovare un approfondimento molto utile per tutti coloro che sono soggetti agli studi di settore 2016, in vista anche delle novità che verranno apportate all’interno del modello UNICO 2017. Vedremo di seguito di cosa si tratta.

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Studi di settore 2016: novità

IN seguito al comunicato stampa diramato in questi giorni, vi possiamo già accennare che è ufficialmente partita la prima fase di semplificazione inerenti ai modello per gli studi di settore 2016. La conferma è arrivata anche da parte dell’agenzia delle entrate, la quale lo ha affermato in un comunicato stampa già dell’8 settembre 2016. Vediamo meglio quali sono state le novità introdotte in merito.

Una delle principali novità, riguarda la presenza di meno meno informazioni da compilare nei modelli e la disponibilità di un cassetto fiscale più completo. Proprio partendo da questo principio, l’Agenzia delle Entrate per conto del Governo ha annunciato diverse volte, la possibilità definitiva di rottamare il modello, almeno nel caso in cui è possibile risalire in modo semplice e veloce alla documentazione che ne attesta il pagamento da parte dei professionisti. E’ stata la stessa Agenzia dell’entrate, tramite il proprio sito a comunicare che gli studi di settore in generale sono uno strumento elaborato e complicato, che si basa su analisi economiche e tecniche statistico-matematiche, attraverso cui il Fisco stima i ricavi o i compensi che possono essere attribuiti al contribuente.

Tramite gli studi di settore, i contribuenti ad essi sottoposti, si vedono recapitare dei questionari, sia in fase di aggiornamento, sia in fase di introduzione di uno studio di settore; questi purtroppo richiedono una mole di informazioni di vario genere in merito all’attività svolta. Lo scopo degli studi di settore è quello di rilevare i parametri fondamentali di reddito dei professionisti o anche dei lavoratori autonomi ed aziende che avviene attraverso l’accertamento induttivo al fine di individuare i ricavi presunti.

Studi di settore 2016: scompariranno dal 2017?

Purtroppo gli studi di settore non sono stati mai ben visti dai contribuenti già dal 2009 e che oggi, sono finalmente contestati anche da parte del Governo definendoli come delle vertiginose e complesse macchine architettoniche burocratiche inutili.

A questo proposito, vi possiamo dire che gli strumento di accertamento sono destinati a scomparire in parte. Ovvero almeno per i liberi professionisti, potrebbero non essere compilati, e secondo le stime riguarderebbe la bellezza di quasi 740.000 contribuenti. Per la loro eliminazione totale, non ci resta che attendere altre informazioni da parte del governo centrale.

Studi di settore 2016 e nuove semplificazioni

E’ stato proprio nel corso del degli ultimi mesi che il governo sta cercando di portare avanti anche una discussione in merito, in vista anche di una possibile semplificazione per gli studi di settore già da applicare al periodo di imposta 2015. Secondo quanto affermato, questa semplificazione, verrebbe attuata attraverso diverse fasi.

La prima fase di semplificazione riguarda principalmente 2 fronti:

  • la presenza di un numero minore di informazioni da compilare nel modello;
  • la disponibilità di un cassetto fiscale più completo.

Sempre secondo quanto diramato dall’Agenzia delle entrate, già a partire dal 2016, redditi 2015, vi saranno dei minori oneri amministrativi, il quale procedimento porterebbe a facilitare la compilazione del modello da parte dei contribuenti e da parte degli intermediari che prestano assistenza fiscale, con una riduzione notevole di costi e di tempo ed allo stesso tempo, permette anche di compiere meno errori.

Attraverso il cassetto fiscale, poi, è possibile accedere a maggiori informazioni proprio in merito agli studi di settore, oltre a quelle già presenti. Potranno ad esempio essere consultate anomalie telematiche, inviti a presentare i modelli, risposte alle comunicazioni di anomalie e segnalazioni presentate dai contribuenti.

Studi di settore: correttivi si, ma non per tutti

I correttivi previsti dagli studi di settore, riguardano solo e soltanto alcune categorie di contribuenti che hanno lo stesso studio di settore ,ma che riguardano le annualità dal 2012 al 2015. Non sono invece ammessi coloro che hanno iniziato la propria attività dopo il 2011 e per coloro che invece abbiano modificato l’attività prevalente.

Nella compilazione del modello “studi di settore”, nel quadro T del modello devono essere indicati i dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, i quali devono essere inviati entro e non oltre il 30 settembre; Questo permette in determinate condizioni, di poter beneficiare del correttivo congiunturale e di quello legato all’indicatore Durata delle scorte e va compilato solo per i contribuenti che nelle 3 annualità 2012-2013-2014 hanno dichiarato, ai fini dei redditi, lo stesso codice attività o applicato il medesimo studio di settore rispetto al 2015.

Perché compilare il quadro T correttivo

Se si vuole applicare il correttivo, è previsto che il contribuente indichi all’interno del modello studi di settore per il 2015 alcuni dati che vengono poi rielaborati dal sistema e che comporta la rimodulazione della stima, dei ricavi e dei compensi operati.

La compilazione del quadro T permette, l’attivazione del correttivo congiunturale, e permette anche di accedere alle riduzioni previste per l’indicatore di normalità legato alla durata delle scorte. Nel caso in cui, invece si adopera il correttivo anti crisi previsti per il 2015, ovvero il correttivo di settore o anche il correttivo territoriale, il funzionamento non dipende in alcun modo dalla compilazione del modello per gli studi di settore, in quanto l’applicazione è insita nel calcolo stesso di Gerico.

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Tommaso Piccinni

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