Legge di stabilità 2017 (legge di bilancio): Tagli IRES – IRI – RITA – IRPEF – PENSIONI – Sgravi sul Lavoro

Dopo le ferie estive si inizia a parlare di legge di stabilità 2017 o legge di bilancio.

Il governo centrale intende per il 2017, effettuare oltre all’IRES per le imprese, anche la futura imposta IRI sul reddito degli imprenditori, sulle tasse e sul lavoro. Al momento si discute ancora sulle anticipazioni già fatte nel corso del 2016 in termini di pensione anticipata, scaglioni IRPEF, lavori usuranti e riduzione del costo del lavoro.Vediamo meglio di capire di cosa si tratta.

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Legge di stabilità 2017: tagli all’IRES

Il governo intende procedere per il 2017 non solo con il taglio dell’IRES, ma anche con un abbassamento dell’IRI al 24%, ovvero dell’imposta sul reddito degli imprenditori.

Secondo quanto affermato dallo stesso Matteo Renzi, il taglio dell’IRES, vedremo una riduzione dell’aliquota che passa dall’attuale 27% al 24 %  futuro. Questo riguarderà non solo le società di capitali, ma anche le società di persone.

In merito invece alle prospettive sui giovani, il governo afferma il suo intervento a sostegno di questi al fine di favorire con maggiori certezze l’imprenditoria giovanile.

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Legge di bilancio e Super ammortamento

Si discute anche di super ammortamento, il quale dovrebbe essere esteso al 2017 e che prevede un sistema secondo cui le imprese e professionisti potrebbero portare in ammostamento per il 140% le spese previste per gli investimenti e gli acquisti di beni strumentali al fine dell’esercizio della loro attività. In questo modo è possibile risparmiare sull’imposta, rispetto a quello che è effettivamente il costo della spesa sostenuta.

Legge di bilancio 2017: riforma scaglioni IRPEF e tagli fiscali

Come abbiamo detto, il taglio dell’IRES prevede solo el società e questo taglio era già stato previsto e preannunciato con la legge di stabilità del 2016 anche se lo si è rimandato alla legge di stabilità 2017.

Novità importanti, invece, vi sono anche per l’IRI, ovvero sull’imposta ancora non in vigore ma che sarà introdotta e che riguarda le società di persone.

Anche in questo caso, si cerca di portare a termine il piano inerente all’abbassamento della pressione fiscale al fine di rilanciare sia l’occupazione sia anche l’impresa. Per tanto, la nuova legge di stabilità 2017 non prevede nessun aumenti di tasse o riforme dei bonus fiscali in vista, ma bensì si prosegue la strada verso la riduzione delle imposte.

Si confermano ancora per quest’anno gli 80 € in busta paga, e secondo quanto affermato dallo stesso Matteo Renzi, la strada intrapresa non deve essere lasciata, anzi dobbiamo ancora proseguire per ridurre le tasse, iniziando proprio dal canone RAI già a partire dal prossimo anno.

Infine rientra anche in questa manovra il taglio del cuneo fiscale sull’IRPEF, è un punto cardine della campagna della legge di stabilità del 2017. Proprio su questa scia si sta muovendo il governo, il quale prevede anche una revisione degli scaglioni IRPEF con una riduzione dal 23% al 22% per i redditi fino a 15.000 €.

Scaglioni IRPEF: da 5 a tre nei prossimi anni?

La legge di stabilità ha previsto anche la riorganizzazione degli scaglioni IRPEF, anche se crediamo fermamente che per quest’anno il tutto non potrà essere applicabile. Infatti, la ristrutturazione degli scaglioni di reddito dovrebbero essere ridotti a 3 dagli attuali 5.

Secondo quanto oggi previsto e stabilito, il taglio dell’IRPEF è previsto per il 2018, in quanto in questa legge di stabilità si è preferito intervenire su provvedimenti per pensioni, IRI, IRES.

Al momento resta dunque solo un ipotesi, quella proposta del governo, ma che dovrebbe essere presente nella legge di bilancio 2018, e che il ministro Zanetti ha proposto. Al momento è previsto:

  • 1° scaglione che comprende un reddito compreso tra 0 e 15000 euro e che prevede un’aliquota del 23%;
  • 2° scaglione che comprende i redditi tra 15.001 a 75.000 euro con un’aliquota del 27%;
  • 3° scaglione comprendente tutti i redditi superiori a 75.000 euro e ai quali è applicata l’aliquota del 43%.

Legge di stabilità 2017 e riforma pensioni 2016: le novità del sistema previdenziale

Tra le tante prerogative del governo vi sono anche le intenzioni di portare ad un aumento delle pensioni minime, che secondo il premier al momento sono le più basse d’Europa. Si prevedono per tanto anche misure più flessibili per l’uscita dal lavoro anticipatamente, in favore sopratutto degli impiegati in attività usuranti, al fine di consentire loro di anticipare la pensione.

Con riferimento alla Riforma delle Pensioni, Renzi precisa che è possibile andare in pensione anticipandola con l’APE, in quanto le direttive imposte dalla legge Fornero a seguito di imposizioni Europee (anche se in altri paesi le pensioni arrivano ad una’età più giovane) hanno visto ritardata la possibilità di accedere ala pensione di 7-8-10 anni.

In quest modo, un anticipo pensionistico, l’APE anche se con una penalizzazione, permetterebbe a quasi un milione di cittadini di andare in pensione prima del previsto. Per maggiori approfondimenti: Riforma pensioni e uscita anticipata: approvato il decreto sull’APE.

Purtroppo, tutte le soluzioni che oggi si stanno vagliando, riguardano uno studio approfondito non solo delle regole europee ma anche del bilancio dello stato, il quale subisce costanti controlli  sulle finanze pubbliche.

Quindi sulla base di quanto in questi giorni affermato dal governo ci sarà sicuramente l’abbassamento dell’età pensionabile a 63 anni e 7 mesi rispetto a 66 anni e 7 mesi di oggi il quale permetterebbe di mandare in pensione prima del previsto tutti i lavoratori che lo vorranno. Questi però, dovrebbero appunto sottoscrivere il prestito previdenziale tramite l’Inps con un tasso di interesse di non poco conto.

Inoltre il governo, in questo momento dovrebbe anche fare i conti con tutti quei lavoratori che hanno iniziato la loro carriera già a 16 anni, e che si trovano a svolgere dei mestieri usuranti.

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Legge di bilancio 2017: flessibilità del lavoro

Altro tassello importante presente nella legge di stabilità del 2017 è la conciliazione tra lavoro e famiglia. A tal proposto stanno per essere varate delle norme al fine di conciliare lavoro e vita privata. Purtroppo, al momento le famiglie italiane si limitano ad avere un figlio o al massimo 3 per quelle più fortunate, a casa dei problemi legati inizialmente con il lavoro.

In questo senso, si è discusso molto e si sta discutendo al fine di garantire il più possibile condizioni strutturali per le famiglie, come la possibilità di avere accesso presso gli asili nido, conciliazione col lavoro, possibilità di sperare in un lavoro a tempo indeterminato, o anche investire su di un mutuo, se non anche sperare di avere l’asilo nido sotto casa.

Su questi elementi si fonda la legge di stabilità per il 2017, per altro cavallo di battaglia per Renzi ed il suo esecutivo, in vista anche del prossimo referendum del 4 dicembre.

Legge di bilancio e costo del lavoro

Allo studio, in tema di lavoro, ci sarebbero anche una serie interventi per quanto riguarda il costo del lavoro. In questo caso si parla di circa 600- 900 milioni di euro da trovare per abbassare il costo del lavoro, reintroducendo dei bonus o dei nuovi bonus non solo sulla produttività ma anche introducendo specifiche forme di decontribuzione volontaria.

Legge di Stabilità 2017: nuovi sgravi sul lavoro

Partono proprio dalle assunzioni agevolate i nuovi sgravi contributivi previsti dalla legge di stabilità 2017 finanche ad arrivare alla detassazione sia dei premi di produttività sia della riduzione delle tasse alle imprese. Ma procediamo con ordine.

Formazione e lavoro

La legge di Stabilità 2017 prevede anche nuove agevolazioni sul lavoro, che vanno dalla proroga degli incentivi per le assunzioni stabili ai nuovi premi di produttività con diverse ipotesi vagliate dai tecnici del governo. Al momento l’agevolazione contributiva è stata al 100% nel 2016 e valevole fino al 2018 per il 40%. A questo si aggiunge anche la riduzione della decontribuzione del 20%per un anno e infine si stanno ipotizzando incentivi ma solo per le assunzioni inerenti ai giovani del Sud.

Detassazione premi produttività 2016

Previsto anche questo capitolo nella legge di Stabilità 2017, si ipotizza una tassazione agevolata pari al 10% come lo era per il 2016. Si ipotizza anche la possibilità di alzare la soglia di reddito di produttività che passa dai 2000 € ai 3-4000 € con la possibilità di estendere tale agevolazione anche ai dirigenti e ai quadri di medio livello, ampliando il limite di reddito a 70-80000 € annui rispetto agli attuali 50.000 €.

Welfare aziendale

Si pensa anche a una riforma del welfare aziendale, il quale vede limitate le esenzioni fiscali in merito agli interventi su:

  • sanità;
  • previdenza;
  • istruzione;
  • possibilità di erogare il premio di produttività sotto forma di partecipazione agli utili.

Questi al momento i principali punti su cui il governo, sindacati e parti sociali si incontrano per discutere. Non ci resta che attendere gli eventi dei prossimi giorni per redigere le nuove direttive sulla legge di stabilità 2017.

Legge di bilancio e bonus famiglia e sussidio povertà 2017

Il bonus famiglia previsto nella la legge di stabilità prevede interventi a sostegno dei nuclei familiari più disagiati con la possibilità di applicare delle nuove misure. Al momento dovrebbero essere riconfermati il bonus bebè, voucher per gli asili nidi, sconti fiscali per i prodotti alimentari riservati soprattutto alla prima infanzia.

Altro tema caldo è quello inerente il sussidio di povertà che dovrebbe essere esteso a tutto il territorio nazionale; il sostegno di inclusione attiva operativo già dalla 2 settembre 2016 prevede un massimo di € 400 mensili per tutte le famiglie che hanno figli minorenni o disabili e che hanno un reddito ISEE inferiore a € 3000. Per maggiori informazioni, bisogna consultare le regole esposte sul sito della regione di appartenenza, in quanto materia ad esse delegate.

Legge di stabilità 2017 e bonus cultura

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Anche per il 2017, a seguito della legge di stabilità, verrà rinnovato il bonus cultura; il nuovo bonus dedicato ai maggiorenni prevede:

  • spese in cultura;
  • borse di studio;

Di questo possono usufruirne tutti i giovani che anche nel 2017 compiono i 18 anni, fino ad un massimo di € 15.000. Ma vediamo meglio cosa cambia rispetto al bonus cultura approvato nel 2016.

Anche per il 2017, è stato previsto all’interno della legge di stabilità il bonus cultura da 500 euro per tutti coloro che compiono i 18 anni. La legge prevede l’ introduzione di nuove risorse per il diritto allo studio, predisponendo anche l’ipotesi di no tax area per studenti universitari e all’università. La manovra adottata dal governo prende il nome di Student Act e prevede:

  • Bonus 500 euro: già introdotto con la legge di stabilità del 2016, prevede un rinnovo del bonus cultura, per tutti coloro che nel 2017 compiono i 18 anni. Sulla base di quello che già era previsto per il 2016, anche questi avranno la possibilità di usufruire di un bonus di 500 euro da spendere in cultura, ovvero per cinema, concerti, musei, libri, eventi, monumenti, teatri, parchi naturali e aree archeologiche. Viene inoltre confermata la linea del 2016, con l’app denominata 18app, che consente di fare shopping culturale fra le proposte degli esercenti e delle istituzioni che si iscrivono. Per accedervi, servono le credenziali SPID (Identità Digitale). Per maggiori informazioni sulla registrazione, è possibile consultare: Bonus 18 anni 500 € o bonus cultura: al via il 15 settembre anche tramite app.

l bonus introdotto dalla presente legge di stabilità, prevede le stesse misure già predisposte per il 2016.

Legge di stabilità 2017: Student Act

Il governo sulla base di quella che è stata la fase sperimentale del bonus cultura per il 2016, intende proseguire su questa strada introducendo anche per il 2017 altre misure dello Student Act.:Tra le principali novità vi sono:

  • 50 milioni in più per il Fondo integrativo statale per il diritto allo studio, il quale farebbe salire le risorse totali destinate a tale misura a circa 220 milioni;
  • incentivi per l’e iscrizioni all’università: si sta pensando ad una no tax area (studi universitari gratuiti), per tutti gli studenti che si trovano all’interno di un nucleo familiare con ISEE compreso tra i € 12.000 ed i € 15.000;
  • borse di studio da 10 – 15 mila euro sotto forma di assegni per tutti gli studenti più meritevoli, ma solo se appartengono a famiglie a basso reddito.

Al momento, tutti i tecnici del governo sono a lavoro per costruire un sistema che sia in grado di selezionare nel più breve tempo possibile il numero di questi studenti. Tra i criteri di valutazione, è confermato il voto di maturità, e si sta cercando di inserire criteri relativi al rendimento nel corso di tutti gli anni di studi superiori.

Legge di stabilità 2017 e fondi universitari

Infine, la legge di stabilità 2017 prevede finanziamenti aggiuntivi per i dipartimenti universitari migliori redatti sulla base di pagelle di valutazione dell’ANVUR, ovvero dell’agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca. Questa misura si pone l’obbiettivo di far rientrare i cervelli in fuga , già introdotta con la legge di stabilità del 2016. Al momento però dobbiamo restare in attesa del decreto ministeriale attuativo.

Questi pacchetti sono stati introdotti per evitare di classificare nuovamente l’Italia da parte dell’OCSE con il primato di boom di Neet ovvero di giovani che non studiano e non lavorano. Secondo quanto previsto dalle stime sono aumentati del 10% dal 2005 al 2015, in misura superiore alla media degli altri paesi OCSE.Da considerare anche il corpo docenti, che al momento all’interno della scuola Italiana, sono tra i più anziani, complici anche le riforme pensioni, che non fanno altro che portare a disagi anche in questo campo, dove si constata che 7/10 degli insegnanti sono over 50. L’unica controtendenza nella scuola sono le quote femminili, dove si registrano 8 insegnanti donne su 10.

Inoltre, con la legge di stabilità 2017 si vole anche colmare il divario di tagli inerenti alla spesa pubblica, il quale ha visto penalizzato fortemente il settore scuola, con una spesa pubblica per la scuola scesa al 14% rispetto al 2% degli altri settori. Al momento peggio dell’Italia in termini di istruzione abbiamo: Spagna, Ungheria e Slovenia.

Legge di bilancio e novità Partite IVA: IRI – STUDI DI SETTORE – REGIME DI CASSA

Sono tante le novità in arrivo per la fine di questa’anno per tutti coloro che hanno una partita IVA. Le principali novità riguardano sopratutto imprenditori, artigiani e commercianti.

La prossima legge di bilancio (legge di stabilità 2017) farà la sua comparsa L’IRI, ovvero l’imposta sul reddito dell’imprenditore che in termini economici equivale a tassare il reddito di questo con un’aliquota al 24% a prescindere dal tipo di attività, dalla dimensione dell’azienda e dalla forma giuridica. Per maggiori approfondimenti sull’IRI: ——–

Altre novità riguardano anche le piccole e medie imprese, le quali si trovano a fare i conti con i ritardati e gli  omessi pagamenti per beni venduti o servizi ceduti. In questo caso, verrà applicato il regime di cassa; per cui tutte le imprese in contabilità semplificata potranno stabilire il loro reddito su quanto realmente hanno guadagnato e non sul fatturato. Un possiamo dire veramente importante se si vuole far ripartire l’economia.

Sempre in relazione alle aziende, poi, altra important novità sono gli studi di settore, i quali non sono altro che degli strumenti che consentono di stimare ricavi e compensi attribuiti ad un’impresa. Questi servono a verificarne la congruità o meno del contribuente rispetto al settore di riferimento. Gli studi di settore dovrebbero trasformarsi da strumento di accertamento a strumento di compliance. SoseSoluzioni per il Sistema Economico Spa, Società per Azioni costituita dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con l’Agenzia delle entrate, le quali hanno presentato il progetto di semplificazione degli studi di settore. Questo sistema porterà alla loro sostituzione attraverso l’inserimento di una serie di indicatori di compliance del contribuente, su di una scala da 1 a 10 e che permetterà di stilare una sorta di pagella sulla reale affidabilità di un’azienda, valida sugli 8 anni precedenti.

Legge di stabilità 2017: possibile aumento dell’IVA

Il taglio dell’IVA è uno dei punti principali della legge di bilancio al vaglio del governo, il quale lo pone di fronte a dover approvare nella nuova legge di stabilità, la cosiddetta sterilizzazione dell’aumento dell’Iva che se ciò non avviene potrebbe comportare l’aumento delle aliquote. In sostanza, si prevede un possibile aumento dell’IVA dal 10% al 13% e dal 22% al 24%. Per evitare questo, il governo dovrebbe trovare 15,3 miliardi di euro. Non ci resta che incrociare le dita e sperare bene.

Legge di bilancio: spending review

Un altro tema caldo che si dovrà discutere nella legge di bilancio e la spending review, inerente il capitolo della pubblica amministrazione e dei risparmi. In sostanza i costi per la pubblica amministrazione dovrebbe essere tagliati ulteriormente, e  per far questo si dovrebbe attivare un’efficace spending review secondo cui il governo dovrebbe recuperare circa €6.000.000

Legge di stabilità e Volontary disclousure

importante introito dovrebbe invece arrivare Dalla proporzionalità della volontary disclosure che risulta soddisfacente in base ai dati raggiunti nella sua prima versione. Questa consiste nelle reintroduzione dei capitali nascosti , ovvero dei capitali detenuti all’estero e che con la reintroduzione in Italia dovrebbero portare dei benefici nelle casse dello stato. Al momento, secondo quanto stimato dal governo, sono circa 4 miliardi di euro i capitali detenuti all’estero e con questo sistema, dovrebbero rientrare in Italia, circa 2 miliardi.

Legge di bilancio: regioni colpiti dal terremoto

Altro tema scottante riguarda le regioni del centro Italia, colpite dal terremoto. In questo caso, si dovrebbero trovare i fondi da stanziare al fine di portare a termine la ricostruzione post terremoto del centro Italia. Anche in questo caso, si discute sulle somme da trovare che si dovrebbero aggirare intorno ai 1,5 miliardi di euro e che non dovrebbero rientrare nel patto di stabilità con l’Europa.

Legge di stabilità 2017 e rinnovo dei contratti pubblici

Infine, per quanto riguarda i contratti pubblici si dovrebbe trovare una soluzione a tutte le vertenze inerenti ai dipendenti pubblici.  In questo caso si parla di risorse per quasi 500 milioni di euro.

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Tommaso Piccinni

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