Start up senza notaio per i giovani in meno di 30 minuti

In Italia è stata costituita la prima start up con modalità telematica, senza che gli si attribuivano oneri e costi di notaio per altro in solo 30 minuti. Ma di cosa si tratta? Di seguito cercheremo di capire meglio.

Vi possiamo dire che la prima start up italiana aperta senza un notaio ma interamente online è avvenuta a Padova, in un tempo record di 30 minuti. Si tratta della Experenti Engineering, con sede in Massanzago, in provincia di Padova e si occupa della progettazione e sviluppo della realtà aumentata e virtuale applicata a educazione, sanità e marketing.

Experenti Engineering è la prima società costituita telematicamente con l’assistenza della Camera di Commercio e senza oneri di gestione, grazie ala nuova procedura operativa dallo scorso 20 luglio che rappresenta, al momento solo un’opzione all’ordinaria procedura che prevede il notaio.

Start-up

La Start up innovativa prevede gli stessi requisiti di quelle previste ordinariamente, ovvero:

  • definizione dei requisiti start up innovative al fine della costituzione;
  • forma giuridica srl;
  • atto costitutivo;
  • statuto redatti secondo il modello standard.

Come aprire una start up?

La società in questione, ma tutti quelli che vogliono aprire una startup in Italia possono costituirne una online senza notaio, grazie alla predisposizione attuata dalla piattaforma startup.registroimprese.it, realizzata in collaborazione con Unioncamere e InfoCamere, il quale permette di compilare e firmare digitalmente l’atto di costituzione standard della società disponibile online dal 20 luglio 2016. Il tempo per la realizzazione di queste imprese prevede un massimo di 30 minuti.

Secondo quanto disposto anche dal ministro dello sviluppo economico, la novità ha reso operativo il sistema già a partire dal 1° luglio 2016, grazie alle approvazioni di specifiche tecniche per la costituzione e la strutturazione del modello informatico. Questa nuova opportunità rientra nell’ambito delle policy che il ministero sta realizzando grazie all’accordo e alla collaborazione tra camere di commercio al fine di promuovere le startup innovative. La possiamo dunque definire come un’opportunità alternativa a quella ordinaria che avviene per atto pubblico, e che potrà comunque essere scelta qualora si preferisse essere assistiti da un professionista.

Costituzione start up innovativa per i giovani senza notaio

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start up senza notaio

Secondo quanto abbiamo potuto vedere, oggi per costituire una start up non serve più il notaio, un procedimento per altro che si va ad aggiungere alla già avviata riforma per le semplificazioni. Oggi infatti è possibile ricorrere alla creazione di una nuova start up, su modello standard semplicemente con firma digitale senza che vi sia l’obbligo di costituzione davanti al notaio.

Se la vostra idea è quella di realizzare un progetto nuovo ed innovativo, tanto da essere definito come start up, allora oggi è momento giusto, anche grazie ai criteri previsti dal ministero per poter accedere a determinate agevolazioni.

All’interno dell’art. 25 del decreto-legge 179/2012 e successive modifiche sono stati introdotti tutti i metodi per attuare questo; Se fino a qualche giorno fa bisognava rivolgersi a un notaio per avviare all’apertura di una nuova SRL, il quale provvedeva a registrare l’atto e a iscrivere la neonata società in un’apposita sezione speciale del registro delle imprese competente per territorio, oggi è possibile farlo direttamente con la firma digitale, grazie per altro al decreto firmato dalla ministra Guidi, il quale introduce la possibilità di costituire una start up innovativa tramite un modello standard tipizzato con firma digitale.

Start up innovativa senza notaio: passi per costituirla in 30 minuti

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Il primo passo per mettere su una nuova start up, è quella di possedere un’idea veramente originale ed innovativa. Ma come nascono le idee migliori e come fare per tradurle in imprese?

Possiamo dire che le innovazioni sono il frutto di grandi idee, ma per realizzare una di queste opere non è semplice. Per realizzarla e per essere competitiva, si ha bisogno non solo dell’idea ma anche del personale abile nel rivedere sia le idee che i piani esecutivi sulla base del confronto continuo con il mercato reale che ci circonda. Quindi dall’idea al progetto, vi sono tane sfaccettature che non possono non essere considerate.

Una volta che abbiamo avuta l’idea e che il personale a nostra disposizione sia veramente competente, allora possiamo passare a sviluppare il prototipo dell’idea, il quale deve poi essere sempre e comunque considerato tangibile e reale, al fine anche di testarne le caratteristiche. Per tanto bisogna verificarne la fattibilità del prodotto, partendo proprio da quello che è un prototipo, per altro realizzato in maniera molto semplice e funzionale.

Teniamo anche a ricordare che il personale di cui ci serviamo per la realizzazione dell’idea deve essere un personale che garantisca un certo valore, il quale deve essere esaminato non solo dagli investitori ma devono anche possedere quelle competenza tecniche per integrarsi all’interno del team di progetto al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati.

Esplicate queste funzioni, bisogna anche proteggere la propria idea la propria opera intellettuale, in quanto rappresenta poi la vera e propria start up, in quanto il mercato è vasto e la concorrenza è spietata. A tal proposito è possibile brevettare o registrare il proprio marchio di design e richiedere in caso anche i diritti d’autore, che sono appunto degli strumenti messi in campo al fine di tutelare l’autore o ideatore stesso.  A questo punto passiamo ad esaminare i punti più importanti per mettere su una start up.

Start up e Business plan

definito come uno strumento fondamentale per qualsiasi azienda, ed è in continua lavorazione ed in continua evoluzione, utile al fine di definire ed affinare la propria azione imprenditoriale.

Nella maggior parte dei casi, tutti coloro che mettono su una start-up non ha le conoscenze necessarie a redigere in modo adeguato un business plan e quindi si deve rivolgere ad un professionista del settore. Il business plan comprende:

  • piano strategico di sviluppo del progetto imprenditoriale;
  • mercato a cui ci si rivolge;
  • piano operativo;
  • azioni di marketing;
  • struttura organizzativa;
  • piano economico finanziario.

Ricordiamo che il piano economico finanziario deve possedere un orizzonte temporale compreso tra i 3 ed i 5 anni e deve avere anche dei costi e dei ricavi ragionevoli che siano conformi anche al piano presentato e alle tendenze del mercato.

startup

Business model della start up

Attenzione a non fare confusione tra business plan e business model; nel primo caso si raccolgono le ipotesi sul proprio business e che riguardano appunto:

  • vendite;
  • dimensioni mercato;
  • clienti, ecc.

Nel secondo caso, invece, ci si riferisce esplicitamente all’interconnessione tra tutte le parti del business plan, al fine di raggiungere l’obbiettivo prefissato. Per tanto lo possiamo definire come uno strumento utile per dare forma al proprio modello di business.seguendo uno schema pre-esistente:

  • Customers: riguarda i segmenti dei clienti ai quali l’azienda si rivolge;
  • Value Proposition: rappresenta la proposta di valore contenente i prodotti ed i servizi che l’azienda offre;
  • Channels:,sono i canali di distribuzione ed i contati dei clienti;
  • Customer Relationships: ovvero tutte le relazioni che si instaurano con i clienti;
  • Revenue Streams: rappresenta il flusso di invcassi che si generano a sdeguito delle vendite dei prodotti e dei servizi;
  • Key Resources, ovvero le risorse necessarie affinché l’azienda funzioni;
  • Key Activities, rappresentano le attività che servono al fine di rendere funzionante il modello di business aziendale;
  • Key Partnerships, rappresentano i partner con cui l’impresa dovrà stringere alleanze;
  • Costs, rappresentano i costi di struttura che l’azienda dovrà sostenere.

Come presentare la propria idea di start up: il pitch

Il pitch o idea di start up è rivolta ad un pubblico di potenziali investitori; precisiamo però che l’idea stessa di start up può avvenire anche all’interno di un ambito più competitivo tra start-up o anche presentato innanzi ad una commissione per essere ammessi a un programma di incubazione. A tal fine, per ottenere il massimo dalla vostra idea, vi lasciamo alcuni consigli molto utili, sulla realizzazione di un pitch efficace:

  • essere brevi e sintetici;
  • gestire il tempo di esposizione;
  • presentare se stesso e il team  con cui si collabora;
  • esporre i problemi a cui si va incontro;
  • esporre le possibili soluzioni;
  • esporre le dimensioni del mercato per il prodotto e per i servizi stessi;
  • differenziarsi dalla concorrenza con idee innovative, pratiche e semplici;
  • evidenziare il modello di business;
  • essere originali.

Start up: piano marketing e comunicazione

Inoltre al fine di realizzare il proprio obbiettivo e mettere su la propria idea di business, bisogna mettere in campo un’ottima una comunicazione effettuata con determinazione, chiarezza e credibilità, ovvero si devono conoscere tutte le procedure e le tecniche di ideazione, gestionali e produttive come ad esempio:

  • pubblicità;
  • relazioni pubbliche;
  • comunicazione pubblica;
  • comunicazione politica, ecc.

È necessario per tanto possedere strumenti teorici al fine di agire in maniera corretta ed efficace all’interno del proprio settore, comunicando anche ai potenziali clienti, al target di riferimento e ai propri stakeholder, gli strumenti atti a interpretare e valutare le prestazioni e il posizionamento di mercato.  I migliori strumenti di comunicazione da tenere presente in questi casi sono:

  • Identità visiva, ovvero il logo, nonché l’elemento grafico utilizzato in tutte le comunicazioni, interne ed esterne, per rendere riconoscibile la start-up;
  • possedere un sito internet, Flyer, brochure, ed un profilo di Social network;
  • effettuare delle conferenze e dei workshop;
  • mettere in atto dei materiali audio-video;
  • possedere un’ottima grafica;
  • creare delle newsletter;
  • gestire dei database dei propri contatti.

Come finanziare il proprio progetto di start up

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Infine, un ultimo aspetto molto importante è quello di trovare capitali per mettere su il progetto e convincere gli investitori della bontà del progetto stesso. Attenzione perché queste operazioni sono molto difficili e pericolose. Oggi, vi sono differenti sistemi ed opportunità per per agevolare la nascita e la crescita delle imprese, ma ricordate sempre che il vero finanziatore del’impresa è l’imprenditore stesso, che assume il rischio d’impresa con il capitale proprio.

Solo all’esaurimento di questa forma di finanziamento che avviene nel periodo medio-breve coincidente anche con il primo periodo di vita dell’impresa, è necessario cercare anche degli investitori esteri. In questo caso si parla di capitale di rischio, fornito da soggetti esterni disposti a investire nel progetto d’impresa in cambio però di una partecipazione alla proprietà.

Come svolgere il lavoro in una start-up

A questo punto che l’idea è stata realizzata e mesa in atto, non ci resta che metterci a lavoro. Purtroppo o per fortuna, le start up lavorano in un contesto in continua evoluzione e nella maggior parte dei casi, la realtà che si trovano ad affrontare è diversa da quella pianificata nei business plan. In questo caso il team di lavoro deve essere pronto a combinare qualità e competenze per elaborare nuove strategie e affrontare le crisi.

Le start up purtroppo non possono essere definite come delle attività convenzionali, ma sono dei pericoli costanti che richiedono scelte coraggiose, al pari anche della creazione di una nuova impresa.

Infine per concludere, vi possiamo dire che dal nostro punto di vista, oggi le start up rappresentano delle vere e proprie strategie di lavoro per i giovani, i quali vivendo in un periodo di incertezza e avendo delle difficoltà nel trovare un lavoro, possono iniziare a collaborare con una start-up e diventare in questo modo un’importante opportunità per:

  • accrescere le conoscenze;
  • apprendere nuove conoscenze;
  • sviluppare competenze sociali e un proprio senso di appartenenza;
  • interagire e confrontarsi con i colleghi;
  • avere una maggiore influenza nelle scelte dell’azienda;
  • ottenere una migliore prospettiva di successo.

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Tommaso Piccinni

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