Come risparmiare sulle bollette e spese mediche? Cambio di residenza e SPID

In questo post potrai trovare degli utili consigli su come fare per risparmiare sulle bollette, sulle spese mediche e su altri canoni semplicemente cambiando Residenza e domicilio, tramite sistema SPID Ma come funziona questo sistema?

Infrastruttura_SPID

Le parole “residenza” e “domicilio” nella maggior parte delle volte sono utilizzate come sinonimi, ma da un punto di vista giuridico esse indicano 2 differenti situazioni, e nello specifico, 2 luoghi diversi.

Secondo quanto disposto dal Codice Civile, il domicilio è inteso come il luogo in cui una persona ha stabilito la sede dei suoi principali affari; la residenza, invece, è nel luogo in cui il soggetto dimora abitualmente e può non coincidere.

Da qui ne possiamo ricavare che residenza e domicilio sono cose separate, ma sopratutto avere un indirizzo di residenza diverso dal domicilio, il più delle volte conviene, ma non sempre.

Se si è soggetti residenti e domiciliati nello stesso posto, ovvero quando residenza e domicilio coincidono, si risparmia su:

  • bollette e utenze;
  • parcheggio;
  • accesso a zone a traffico limitato;
  • si accede ai servizi locali come anche il medico, ecc.

Ma è veramente conveniente avere residenza e domicilio nello stesso posto? Scopriamolo di seguito.

Come cambiare domicilio o residenza

Se si vuole cambiare residenza, o per il cambio del domicilio, bisogna attenersi a determinate regole.

Se si tratta di semplice cambio di domicilio non è necessario alcun atto formale, se non quello da parte del cittadino interessato. Cosa diversa invece se ci si vuole trasferire stabilmente in una città che sia quella diversa dal proprio comune di residenza. IN questo caso è opportuno cambiare residenza.

Dal 2012 è possibile cambiare la propria residenza in tempo reale tramite moduli online e la pratica ha effetto dal giorno dopo che viene fatta la dichiarazione.

Il modulo che si deve compilare e inviare è reperibile sui siti dei comuni, e può essere presentato al comune in cui ci si vuole trasferire attraverso una delle seguenti modalità:

  • fax;
  • raccomandata con ricevuta di ritorno;

In entrambi i casi deve essere allegato copia del documento di riconoscimento in corso di validità.

  • per email, sottoscrivendolo il modulo con apposita firma digitale, o con carta di identità elettronica o ancora con carta dei servizi;
  • tramite pec evitando la procedura sopra descritta inquanto la persona che fa la dichiarazione è identificata attraverso la PEC;
  • direttamente tramite presentazione allo sportello del comune.

Dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda e fino a 45 giorni successivi alla richiesta di cambio di residenza o di abitazione il comune potrà effettuare eventuali verifiche e potrà controllare la documentazione.

In questo caso, l’ufficiale competente, in caso di esito negativo provvederà ad inviare al soggetto interessato un preavviso di diniego; da questo momento in poi, il cittadino ha 10 giorni di tempo per presentare le proprie osservazioni scritte, al fine di evitare l’annullamento della residenza con eventuale ripristino della precedente situazione anagrafiche.

Tenete presente che la presentazione delle richieste relative al trasferimento di residenza non prevede costi.

Come risparmiare sulle bollette con la residenza?

Effettuare il cambio di residenza, porta con se dei vantaggi:

  • costi della bolletta dell’energia elettrica: questi cambiano non solo in base al consumo ma anche in base alla propria residenza; infatti le tariffe fissate ed aggiornate trimestralmente sula base di quanto stabilito dall’autorità, distinguono differenti tariffe in base alla tipologia di utenza che vi abita. Quini avremo che i clienti non residenti pagano di più. Un cambio di residenza comporta infatti un risparmio in termini economici pari al 30% dell’importo;
  • tasse e imposte sono più alte per i non residenti inquanto la fornitura di determinati servizi viene associata a una possibile seconda casa.

Cambio di residenza e medico di base

Il cambio di residenza prevede alcune modifiche anche a livello sanitario. In questi casi, se la residenza viene spostata all’interno dello stesso comune, il medico di famiglia può essere mantenuto; in caso contrario deve essere scelto tra quelli del paese di nuova residenza e facenti capo allo stesso distretto sanitario.

Se poi si cambia nuovamente residenza, e si ritorna a quella originaria, la scelta del medico di famiglia non è automatica e deve essere di nuovo rifatta con conseguenza che non sempre può capitare lo stesso scelto in precedenza.

Sarà poi possibile, in alcuni casi scegliere un medico al di fuori del comune di residenza ma solo per un periodo di tempo limitato. I casi sono:

  • lavoratori stagionali per periodi lavorativi non superiori a 3 mesi;
  • insegnanti con incarichi di durata superiore a 3 mesi;
  • soggiornanti per motivi di salute;
  • lavoratori distaccati ma che hanno un contratto di lavoro con durata superiore a 3 mesi;
  • militari di carriera e tutti i loro familiari;
  • dipendenti pubblici e privati inviati per lavoro in missione in località diversa da quella di residenza e per oltre 3 mesi;

Come risparmiare sui servizi locali?

La residenza comporta anche il vantaggio di poter accedere a zone a traffico limitato presenti in molte città; in questo caso se si è residenti in quell’area, paga una quota minore. Ad esempio a Roma le tariffe cambiano in base alle zone, ma sopratutto questo cambia in base alla potenza della vettura.

Molto importante in questi casi è anche l’ISEE, composto sul nucleo familiare e di conseguenza è molto importante avere o non avere la residenza in determinate circostanze.

Molti servizi infatti richiedono l’ISEE per poter usufruire di determinati vantaggi. In questo caso però la sola domiciliazione non è sufficiente.

Cambio di residenza con Spid

A breve sarà possibile fare il cambio di residenza direttamente tramite sistema SPID, il sistema di accesso ai servizi online che permetterà a tutti i cittadini e alle imprese di accedere con un’unica identità digitale a tutti i servizi di pubbliche amministrazioni e imprese aderenti.

Grazie all’identificazione SPID costituita da credenziali con caratteristiche differenti è possibile accedere a diversi servizi.

Esistono 3 livelli di sicurezza SPID, ognuno dei quali corrisponde a un diverso livello di identità SPID.

  • Nel primo caso, parliamo di un comune nome utente e password;
  • il secondo caso è rappresentato da un’aggiunta di un codice temporaneo, che si genera nel momento in cui si accede ad un servizio, quindi parliamo di un codice temporaneo.
  • Il terzo caso, invece, presenta un dispositivo di acceso specifico, combinato con nome utente e password.

Dal 15 marzo 2016 al mese di giugno 2016 sarà possibile accedere tramite servizio SPID ad oltre 600 servizi, come ad esempio:

  • Agenzia delle Entrate;
  • INPS;
  • INALI;
  • P.A.

Come ottenere SPID

I fornitori dell’identità SPID sono:

  • Poste;
  • Tim;
  • Infocert.

Tutti i clienti di Poste Italiane ovvero coloro che sono in possesso di bancoposta possono essere identificati tramite lettore digitale, o anche in alternativa tramite numero di telefono certificato su carta Postepay o Libretto Smart, o anche APP PosteID, e in questo caso possono accedere e procedere ad una procedura di registrazione semplificata online.

In caso contrario invece si potrà optate per andare direttamente negli uffici postali e richiedere l’abilitazione SPID.

Tim invece, al momento, richiede che l’utente abbia una firma digitale o la Carta nazionale dei servizi.

Infocert al momento sembra invece essere il sistema più competitivo e migliore.

Questo offre, oltre all’attivazione della firma digitale, la Carta nazionale dei servizi e la Carta di identità elettronica anche la possibilità di andare di persona in sede (solo per Roma, Padova e Milano) e attivare la procedura ma solo dietro un pagamento di 15 euro più Iva tramite una modalità online con riconoscimento via web.

Negli altri casi invece avere Spid è gratis, ma solo per il momento; successivamente ai 2 anni (quindi nel 2018) le aziende non hanno ancora deciso come intendono procedere con costi di questa procedura.

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Tommaso Piccinni

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