Codice ATECO 2007: cos’è?

In questo post abbiamo voluto raggruppare tutte le informazioni in merito al Codice ATECO 2007. Ma cos’è il codice Ateco? Di seguito vi daremo tutte le informazioni che cercate.

La classificazione delle attività economiche in Italia segue un processo basato su specifici codici di attività, che devono essere dichiarati dall’impresa o dal professionista in fase di apertura della partita IVA, ed in contemporanea con l’invio della DIA inerente l’inizio dell’attività, mediante un apposito modello:

  • modello AA7 se il soggetto per la quale si presenta non è una persona fisica;
  • modello AA9 se il soggetto è un’imprese individuale o si tratta di lavoratori autonomi.

Definito questo, passiamo ad analizzare nel dettaglio cos’è e a cosa serve il codice Ateco 2007.

codice-Ateco

Cos’è il Codice Ateco 2007?

Il codice Ateco 2007 rappresenta una combinazione alfanumerica il quale identifica una particolare categoria di attività economiche. Da qui l’acronimo di AT+ECO

Nella lettura del codice ateco, abbiamo:

  • le lettere individuano il macro-settore economico;
  • i numeri (che variano da 2 a 6 cifre) rappresentano, le specifiche articolazioni e sottocategorie dei settori stessi.

A partire dal 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la nuova classificazione Ateco ISTAT in collaborazione con:

  • Agenzia delle Entrate;
  • Camere di Commercio;
  • Ministeri;
  • Associazioni imprenditoriali interessate.

Grazie ai codici Ateco 2007, viene adottata la stessa classificazione delle attività economiche per diversi fini, siano essi statistici, fiscali e contributivi, semplificando in questo modo alcune delle informazioni gestite dalle pubbliche amministrazioni e dalle istituzioni.

Ricerca codice Ateco in base alla sua composizione

Per sapere come fare a ricercare un codice ateco, dobbiamo prima di tutto sapere come è composto un codice ATECO.

Come è fatto un codice Ateco

Abbiamo visto che è uin composto di numeri e di lettere, inerenti alle attività economiche. Queste vengono raggruppate seguendo dei criteri dettagliati suddivisi per:

  • Sezioni;
  • Divisioni;
  • Gruppi;
  • Classi;
  • Categorie;
  • Sottocategorie.

Prendiamo per esempio il codice ateco

  • 01.11.10 – COLTIVAZIONE DI CEREALI (ESCLUSO IL RISO)

Se non sappiamo di cosa si tratta, ci sembrano dei numeri e delle lettere sparse. Vediamo allora di cosa si tratta.

Per prima cosa dobbiamo definirlo. Quindi avremo:

  • Sezione A che raggruppa AGRICOLTURA, SILVICOLTURA E PESCA;
  • Divisione 01:  ovvero COLTIVAZIONI AGRICOLE E PRODUZIONE DI PRODOTTI ANIMALI, CACCIA E SERVIZI CONNESSI;
  • Gruppo 01.1 : rappresenta la COLTIVAZIONE DI COLTURE AGRICOLE NON PERMANENTI;
  • Classe 01.11: inerente alla COLTIVAZIONE DI CEREALI (ESCLUSO IL RISO), LEGUMI DA GRANELLA E SEMI OLEOSI;
  • Categoria 01.11.1: identifica solo la COLTIVAZIONE DI CEREALI;
  • Sotto categoria 01.11.10: identifica la COLTIVAZIONE DI CEREALI (ESCLUSO IL RISO).

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Classificazione delle attività economiche in base al Codice Ateco

Per comprendere meglio come classificare le attività economiche in base al codice ATECO (ATtività ECOnomiche), basta seguire la scaletta di seguito riportata. Ricordiamo che questa classificazione è stata adottata dall’Istituto Nazionale di Statistica italiano (ISTAT) ai fini delle rilevazioni statistiche nazionali di natura economica.

Attualmente è in vigore la versione ATECO 2007, entrata in vigore dal 1º gennaio 2008, che ha sostituito la precedente ATECO 2002, e ATECO 1991.

Come abbiamo visto sopra si tratta di una classificazione basata su codici alfa-numerica con diversi gradi di dettaglio.

Le varie attività economiche sono raggruppate, ovviamente partendo dal generale fino ad arrivare al particolare, suddivisa in:

  • codifica: 1 lettera;
  • divisioni 2 cifre;
  • gruppi 3 cifre;
  • classi 4 cifre;
  • categorie 5 cifre;
  • sottocategorie 6 cifre.

Ricordate che ciascun codice numerico incorpora i precedenti. Quindi ad esempio avremo:

  • sezione C: attività manifatturiere;
  • divisione 14: confezioni di articoli di abbigliamento;
  • gruppo 14.1: confezioni di articoli di abbigliamento ad esclusione gli articoli in pelliccia;
  • classe 14.19: confezioni di articoli ed accessori diversi da abbigliamento in pelle, indumenti da lavoro, altro abbigliamento esterno e biancheria intima;
  • categoria 14.19.2: abbigliamento sportivo e indumenti particolari;
  • sotto categoria 14.19.29: produzione di indumenti per neonati, tute sportive, completi da sci, costumi da bagno e simili.

Attraverso quest’altro esempio abbiamo voluto dimostrare come è possibile ottenere il codice ATECO. Questa classificazione è valida dal 2008 anche per le comunicazioni e le dichiarazioni che riguardano l’Agenzia delle Entrate in sostituzione della precedente ATECOFIN 2004.

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A cosa serve il codice Ateco?

Il Codice serve per l’apertura della propria attività, ovvero è necessaria anche per permettere all’Agenzia delle entrate di identificare l’apertura di una nuova partita IVA.

In questo caso, attraverso una comunicare all’Agenzia delle Entrate viene comunicato il tipo di attività che si intende svolgere, appunto sulla base della classificazione del codice Ateco 2007. Questo processo è necessario al fine di di classificare l’attività in modo standardizzato per sapere effettivamente in quale categoria andrebbe a posizionarsi ai fini fiscali, contributivi e statistici.

In contemporanea alla ricerca de codice Ateco, il commercialista o consulente abilitato, dovrà elaborare la DIA ovvero la Dichiarazione di Inizio Attività, inerente all’attività economica di riferimento e di conseguenza al codice Ateco.

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Una volta che questo processo è stato avviato, qualsiasi altra variazione inerente all’attività economica deve essere comunicata al Fisco, insieme ad un nuovo eventuale codice Ateco.

Infine il codice ateco è indispensabile anche per definire la macro-categoria di rischio

Infatti, in materia di sicurezza sui loghi di lavoro il codice è necessario al fine di individuare la macro-categoria di rischio dell’attività economica e quindi è suddiviso per rischio basso, medio e alto.

Nel 2011 L’INAIL aveva redatto delle linee guida, associando a ciascun codice una fascia di rischio specifica in base anche all’attività economica. Individuare con esattezza il rischio dell’azienda tramite codice è molto importate in quanto da esso dipende la misure di sicurezza dei locali e le misure di prevenzione e protezione dei lavoratori, ovvero la loro specifica formazione in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro.

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Tommaso Piccinni

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