Spesometro 2017 trimestrale o semestrale? Cos’è ? Istruzioni per la compilazione

Chi è soggetto allo spesometro 2017 e redditometro? Una domanda di non poco conto visto e considerato che è un argomento che tocca da vicino tantissimi contribuenti. In questa guida infatti, ci occuperemo di trattare dello spesometro 2017, delle istruzioni per la sua compilazione ma sopratutto di quelle che sono le novità introdotte dalla legge di stabilità in merito allo spesometro dell’agenzia delle entrate.

Secondo le teorie del ministro dell’economia, a partire dal 2017 ci sarebbero delle novità in materia di semplificazione fiscale. Queste avrebbero dovuto migliorare il rapporto tra fisco e contribuente, anche se a noi non sembra proprio che questo si stia verificando. Anzi da un certo punto di vista le cose si sono per altro complicate.

In sostanza, alcuni elementi presenti all’interno delle misure varate dal governo attinenti al decreto fiscale lasciano non poche perplessità in merito alla presentazione dello spesometro 2017 che passa dall’invio annuale all’invio trimestrale.

Niente di vantaggioso dunque a vista anche dei commercialisti che si vedono costretti a fare i conti con questa nuova norma!

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Spesometro 2017: novità del decreto fiscale

Tra le tante misure che sono contenute al’interno del decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio 2017, vi è anche quella dello spesometro.

L’invio dello spesometro, passa da 1 volto all’anno a ben 4 volte all’anno, ovvero passa da una scadenza annuale ad una scadenza trimestrale.

Questo vuol dire che tutti i soggetti che inviano la comunicazione polivalente (ovvero tutti i soggetti titolari di partita Iva) devono trasmettere prima annualmente e dall’anno prossimo trimestralmente all’Agenzia delle Entrate le informazioni riguardanti tutte le operazioni rilevanti Iva.

A questo si aggiunge l’obbligo di comunicare le liquidazioni periodiche effettuate, a prescindere dalla cadenza con cui si effettua la liquidazione IVA (mensile o trimestrale).

Spesometro agenzia dell’entrate: quali le possibili modifiche?

Tutte le novità riportate all’interno del decreto fiscale, non hanno prodotto degli importanti mutamenti in tema di semplificazione fiscale. Anzi, in alcuni casi ha anche suscitato l’ira di molti professionisti del settore.

Infatti, per costoro, le novità introdotte, non semplificano per niente le procedure anzi si sono complicate e non di poco. Se si considera poi il rischio a cui loro sono esposti, allora possiamo capire bene come la situazione si complica.

Al momento, infatti, vista e considerata la situazione, il governo sembra stia riguardando tutta la procedura. Allo studio, infatti, ci sarebbe una manovra correttiva, secondo cui le fatture emesse e ricevute dovranno essere inviate non quattro volte al’anno, come preannunciato in precedenza, ma 2 volte l’anno.

Quindi non si parlerà di spesometro trimestrale ma spesometro semestrale.

A prescindere dalla modifica, però, questo progetto prevede comunque una complicazione per i professionisti rispetto al 2016. In sostanza si aggiunge un obbligo in più rispetto a quello effettuato fino al 2016, anche se minore rispetto a quello previsto dal Dl attualmente presentato al Parlamento.

In qualunque modo si concluderà l’iter, resterà sempre e comunque una complicanza per i professionisti.

Spesometro 2017: istruzioni per il nuovo anno

Visto e considerato il caos di non poco conto che si verrà a creare con questa modifica, in seguito anche a quelle che sono state le proteste degli addetti ai lavori, il Governo, sembra stia valutando anche l’ipotesi di un periodo transitorio.

Infatti nel 2017, qualora si dovesse approvare il decreto con queste caratteristiche, ci sarebbe un periodo transitorio nel quale sperimentare il nuovo obbligo. Questo solleverebbe i professionisti da eventuali incombenze e le sanzioni previste ed applicate riguarderebbero esclusivamente le violazioni più gravi.

Il Decreto fiscale è alla commissione Finanza e Bilancio di Montecitorio,  dove sono previste audizioni con i sindacati, Commercialisti, Equitalia, Agenzia delle Entrate.

Spesometro 2017: cosa cambia

Il novo spesometro 2017, dovrebbe portare delle semplificazioni in termini di risultati e non di presentazione. A nostro avviso una semplificazione per il controllo dello spesometro del’agenzia dell’entrate e non per i contribuenti.

Infatti, in questo modo gli accertamenti, sarebbero immediati e successivi al momento dichiarativo, con un’azione di confronto pre-dichiarativo che possiamo dire improntata sulla trasparenza.

In questo senso, i dati saranno elaborati tempestivamente e messi a disposizione di tutti i contribuenti in modo sicuro e sotto determinati profili, consultabili all’interno dell’rea del sito riservata ai servizi telematici dell’Agenzia.

Saranno snellite anche le procedure di controllo, poiché verranno prese in considerazione solo le situazioni che vertono in uno stato di evidente anomalia tra valori IVA a debito e valori IVA a credito che sono stati comunicati dal contribuente, rispetto a quelli ricostruiti dai dati delle fatture.

I dati saranno analizzati per tramite dell’agenzia delle entrate la quale valuterà caso per caso, e invierà segnali di alert con cui segnalare al contribuente una eventuale anomalia.

Il contribuente dovrà dunque rispondere di eventuali anomalie, sia attraverso i sistemi telematici, sia anche tramite uffici dell’Agenzia dell’entrate, al fine di dare delucidazioni in merito.

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Spesometro 2017: quali semplificazioni?

L’intervento previsto con le novità dello spesometro, si muovono nella direzione di un sempre maggiore impegno sul fronte della semplificazione degli adempimenti da contribuente ed ente finanziario. Di diverso parere, sono invece coloro che devono inviare i dati.

Questo nuovo strumento, è volto all’adozione di misure che sono volte alla riduzione degli oneri amministrativi. Quindi una semplificazione in termini di spesa della pubblica amministrazione. E’ un percorso che coinvolge direttamente l’agenzia delle entrate con la convinzione da parte del governo, che quella messa in atto sia la strada giusta per modificare la situazione attuale, di svantaggio competitivo in cui verte il sistema Italiano.

Per questo motivo, l’Agenzia delle entrate vedrebbe di buon occhio l’introduzione di questi ulteriori strumenti di semplificazioni, che sono coerenti con quanto previsto dall’articolo 4 del decreto.

Cos’è lo spesometro?

Lo spesometro è la Comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva.

Questo modello deve essere integrato nel Modello di comunicazione Polivalente secondo cui devono essere comunicate le fatture emesse e di acquisto nonché i corrispettivi di importo superiore a 3600 euro IVA inclusa, che si registrano durante un intero anno solare.

Spesometro 2016

Nel caso specifico, ricordiamo brevemente che la compilazione dello spesometro 2016 può avvenire in maniera analitica o aggregata e lo si deve trasmettere con cadenza annuale anche se la scadenza della presentazione differisce in base alla periodicità della liquidazione dell’IVA come di seguito riportato:

  • liquidazione IVA mensile: scadenza 11 aprile 2016;
  • liquidazione IVA annuale o trimestrale: scadenza 20 aprile 2016.

Spesometro: comunicazioni esenti

Non devono essere comunicate nello spesometro 2016 le operazioni monitorate dall’Amministrazione finanziaria come:

  • operazioni comunicate tramite i modelli INTRA;
  • acquisti di beni da operatori della Repubblica di San Marino se già comunicati in precedenza;
  • i corrispettivi corrisposti da privati di importo superiore a 3.600 € IVA inclusa se il pagamento è avvenuto con moneta elettronica;
  • forniture di servizi elettrici, telefonici, i contratti di assicurazione;
  • operazioni finanziarie esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 DPR 633/72;
  • operazioni finanziarie tra compagnie di assicurazione, che non determinano variazioni contrattuali nei confronti del cliente.

Spesometro 2016 – 2017: novità per i Medici e pediatri

Novità in merito allo spesompetro 2016 riguardano anche Medici e pediatri convenzionati col S.S.N. i quali sono oggetto di comunicazione. Infatti, essendo che essi operano operazioni esenti da I.V.A. ex art. 10 D.P.R. 633/72, sono soggetti a normativa Iva e quindi rientrare nello spesometro 2016 e nello spesometro 2017 in quanto effettuano operazioni rilevanti ai fini Iva.

Nel modello spesometro 2016, devono essere incluse le seguenti operazioni inerenti a:

  • cessioni di beni e prestazioni di servizi che sono rese e ricevute ma solo per quelle che vi è l’obbligo di emissione della fattura;
  • cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non è obbligatoria l’emissione di fattura, per importo pari o superiore a euro 3.600 al lordo dell’imposta sul valore aggiunto.

Nel caso in cui poi il medico emetta fattura esente IVA per prestazione di libera professione ma che già riceve compensi da parte dell’ASL, deve comunque presentare lo spesometro per entrambe le operazioni, secondo quanto stabilito dalla Risoluzione n. 501679 del 23 settembre 1975, per cui i fogli di liquidazione delle competenze mensili rilasciati dalle Asl ai medici di base devono considerarsi come equiparate alle fatture.

Di conseguenza tutti i medici che siano anche liberi professionisti sono tenuti alla comunicazione di corrispettivi fatturati e di somme ricevute dall’ASL, senza far riferimento alla soglia.

Spesometro 2016 – 2017: soggetti esonerati

Secondo quanto stabilito e precisato dall’Agenzia delle Entrate sono esclusi dal’invio e dalla redazione del modulo spesometro 2016 tutte le pubbliche amministrazioni. Tale esonero era già entrato in vigore lo scorso anno  e di conseguenza tutti gli Enti Pubblici erano e sono tra i soggetti esclusi da tale obbligo.

Il provvedimento è entrato in vigore lo scorso 31 marzo 2015 a detta del direttore dell’Agenzia delle Entrate. Tale provvedimento ha modificato quello esistente dal 5 novembre 2013 il quale prevedeva l’obbligo di comunicazione di tutte le operazioni rilevanti ai fini IVA relative al periodo 2014 per tutte le amministrazioni pubbliche e le amministrazioni autonome.

Scopo di questo esonero è quello di non gravare ulteriormente su eventuali incombenze della PA impegnate nelle procedure di adeguamento delle infrastrutture siano esse:

  • informatiche;
  • sistemi contabili;
  • fatturazione elettronica Pa;
  • split payment.

Spesometro 2016: commercianti e tour operator

Altre categorie interessate ed escluse dallo spesometro 2016 sono come ricordato in precedenza, tutti i commercianti al dettaglio e i tour operator, i quali risultano essere soggetti obbligati alla comunicazione esclusiva delle operazioni che hanno un importo superiore a 3.000 € (al netto IVA). Non sono invece obbligati alla comunicazione, per le fatture inferiori a tale soglia, per il quale vige ancora l’esonero.

La modifica della soglia dei 3000 € per l’anno 2015 è stata voluta in conseguenza alle difficoltà segnalate dagli operatori del settore e si pone come obbiettivo la continuità di questo provvedimento secondo quanto stabilito dal precedente provvedimento del 2 agosto 2013 per gli anni 2012 e 2013.

Spesometro 2017: altri soggetti esclusi

Non sono poi soggetti infine, ala redazione dello spesometro 2017 e dalla comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA tutti i seguenti soggetti:

  • tutti coloro che hanno iniziato un attività e/o la stanno continuando secondo quanto stabilito dal regime di agevolazione fiscale e rientrano come contribuenti nel Regime dei Minimi e/o nel regime forfettario;
  • tutti coloro che sono contribuenti ma che non hanno residenza stabile in Italia;
  • tutti i soggetti che hanno deciso di utilizzare il metodo della fatturazione elettronica.

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Spesometro 2017: soggetti obbligati

Sono soggetti obbligati a presentare l’elenco clienti e fornitori:

  • coloro che hanno effettuato operazioni nel corso del 2015 di operazioni ai fini IVA per importi pari o superiori a 3.600 € se considerati soggetti passivi e che effettuano cessioni di beni e servizi su tutto il territorio dello Stato Italiano;
  • società di persone;
  • società che esercitano attività commerciali;
  • società di capitali;
  • società consortili;
  • società cooperative;
  • società di mutua assicurazione;
  • tutte le imprese individuali che esercitano arti e/o professioni in forma autonoma o associata;
  • tutte le imprese familiari;
  • aziende coniugali;
  • imprese agricole secondo quanto stabilito dall’articolo 2135 del c.c.;
  • enti privati che svolgono esclusivamente o prevalentemente attività commerciale;
  • società estere ma che sono rappresentate in Italia;
  • organizzazioni con stabile residenza in Italia anche se gestite da soggetti esteri;
  • soggetti obbligati ai fini IVA;
  • rappresentanti fiscali di soggetti non residenti;
  • curatori fallimentari;
  • commissari liquidatori per conto della società fallita o in liquidazione coatta amministrativa secondo quanto stabilito dalla circolare n. 24/E del 30.05.2011;
  • contribuenti in regime di contabilità semplificata ma che non rientrano nel regime dei minimi o in regimi forfettari;
  • enti non commerciali ma solo per operazioni rilevanti ai fini IVA.
  • piccoli imprenditori agricoli, anche non superano i 7.000 € di vendite l’anno;
  • associazioni ed enti associative sportive dilettantistiche anche se si avvalgono del regime agevolato forfetario secondo quanto previsto dalla Legge 398/91.

Spesometro 2017 cosa cambia? Novità in merito alla fatturazione elettronica

Spesometro 2016, fattura elettronica, delega fiscale, sono solo alcuni degli argomenti trattati nel Consiglio dei Ministri n. 60 del 21 aprile 2015, che ha dato poi attuazione a 3 decreti in materia di delega fiscale n. 23 del 2014 in merito a semplificazioni fiscali previste con la trasmissione telematica delle operazioni IVA con il cosiddetto Spesometro e di controllo in merito alla cessione di beni per chi utilizza la fatturazione elettronica.

In materia di semplificazione, il governo si è dato molto da fare, sopratutto per incentivare la riduzione di alcuni adempimenti fiscali e contabili a carico dei contribuenti.

Nello specifico della fatturazione elettronica (facoltativa per i contribuenti ma obbligatoria per tutti coloro che intrattengono rapporti con le pubbliche amministrazioni) tutti i soggetti a partire dal 1° gennaio 2017 potranno decidere se trasmettere o meno all’Agenzia delle Entrate le fatture emesse e ricevute, attraverso un apposito strumento gratuito online messo a disposizione di tutti i soggetti già dal 1° luglio 2016.

Tale sistema è meglio conosciuto come Sistema di Interscambio SdI, utilizzato per altro in materia di invio di fatture alla Pubblica amministrazione.

Scegliere o meno di usufruire di questo servizio è a discrezione dell’utente che nel caso di scelta dovrà comunicare all’Agenzia delle Entrate entro il 1° gennaio e avrà una validità di 4 anni. Questa potrà sempre essere revocata in qualsiasi momento ed è possibile rinnovarla ogni 5 anni.

Spesometro 2017: vantaggi dell’utilizzo della fatturazione elettronica

I vantaggi per le imprese e per tutti i soggetti che decidono di optare per l’utilizzo della fatturazione elettronica a partire dal 1° gennaio 2017 sono numerosi e riguardano:

  • Abolizione della comunicazione obbligatoria telematica delle operazioni IVA con lo spesometro 2016;
  • Esonero spesometro 2016 -2017 in base a quanto stabilito dall’articolo 50-bis del d.l. n. 69/2013, c.d. Decreto Fare, convertito in l. n. 98/2013, il quale ha esonerato dagli adempimenti dello spesometro 2016 tutti i titolari di partita IVA che che optano per la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate, le fatture emesse e ricevute con annesso ammontare dei corrispettivi e delle operazioni effettuate,le quali non sono soggette a fatturazione.
  • Abolizione della Comunicazione operazioni black list;
  • Elenco acquisti intra-comunitari di beni;
  • Elenco riepilogativo dei servizi intra-comunitari ricevuti.

La maggior novità introdotta riguarda la possibilità a partire dal 1° Gennaio 2017 per tutti i soggetti, di registrare e trasmettere direttamente all’agenzia delle entrate i corrispettivi giornalieri eliminando l’obbligo di emissione dello scontrino fiscale e utilizzare lo scontrino digitale.

Scadenza del 11, 20 e 30 aprile per lo Spesometro 2016

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Come abbiamo accennato in precedenza, con l’introduzione dello spesometro 2016, vengono meno alcune norme come l’obbligo delle comunicazioni IVA per importi inferiori a 3.600 € da parte dei seguenti soggetti:

  • commercianti al dettaglio;
  • agenzie viaggi e turismo;
  • ristoranti;
  • attività di somministrazione alimenti e bevande in pubblici servizi.

Tutte queste operazioni, che saranno effettuate e comunicate attraverso lo spesometro 2016 devono essere trasmesse attraverso l’elenco clienti e fornitori, a prescindere dall’importo delle fatture emesse.

La scadenza dello spesometro 2016 è attesa per 11 e il 20 aprile salvo conferma da parte dell’Agenzia delle Entrate. In breve queste le scadenze:

  • 11 aprile 2016 liquidazione IVA mensile;
  • 20 aprile 2016 liquidazione IVA trimestrale;
  • 2 maggio 2016 comunicazione acquisti superiori a 3600 € pagati con BANCOBAT e CARTA DI CREDITO da parte di tutti i soggetti e operatori finanziari.

Spesometro 2016: sanzioni per ritardo o omessa comunicazione

Tutti i soggetti ritenuti obbligati alla compilazione e alla trasmissione telematica dello Spesometro 2016 e che omettono, o anche ritardano o addirittura falsificano la Comunicazione inerenti alle operazioni rilevanti ai fini IVA è prevista una sanzione amministrativa secondo quanto previsto dall’art. 21 del D.L. 78/2010 attraverso il quale ha trasmesso e comunicato dati incompleti o non veritieri.

A tale proposito le ammende variano in base a quanto stabilito dall’articolo 11 del Decreto Legislativo 18 dicembre 1997, n. 471 tra i 258 € e 2.065 €.

Il contribuente che ha emesso eventuali violazioni e/o ritardi, ha la possibilità di sanare la propria posizione debitoria con il Fisco ricorrendo a dei ravvedimento operosi per lo Spesometro i quali prevedono una sanzione ridotta a 1/8 del minimo (pari a 32,25 €); in caso invece di definizione agevolata (art. 16, comma 3 o 17, comma 2, D.Lgs. n. 472/1997), la sanzione è ridotta a 1/3 di quella irrogata.

Il versamento della sanzione ridotta, potrà essere effettuato utilizzando esclusivamente il modello F24 ed utilizzando il codice tributo 8911.

È concessa anche la possibilità di sanare diverse posizione attraverso un’unica dichiarazione integrativa e sostitutiva che vada a correzione di quella trasmessa.

In sostanza si potrà effettuare una nuova trasmissione in sostituzione di un’altra inviata, purché essa si riferisca al medesimo periodo temporale e che perviene entro e non oltre 30 giorni dalla scadenza del termine previsto per la trasmissione dei dati.

Istruzioni sulla compilazione attraverso il Software Spesometro 2016 Agenzia delle Entrate

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è stato reso disponibile il software per la compilazione modello polivalente per inviare i dati inerenti alle operazioni rilevanti ai fini IVA per le operazioni con i Paesi Black list e San Marino.

Attraverso il modello di Comunicazione Polivalente, potete comunicazione tutte le operazioni con i Paesi black list e gli acquisiti da parte di tutti i soggetti commerciali con residenza in Italia. Per gli acquisti con i paesi black list e San Marino, si deve utilizzare lo Spesometro comunicazione polivalente paesi black list e acquisti da San Marino.

Spesometro 2016: operazioni da comunicare ed operazioni escluse

Per quanto riguarda le operazioni da comunicare con lo spesometro 2016, abbiamo:

  • operazioni rese a soggetti con emissione di fattura ed operazioni rilevanti ai fini IVA;
  • tutte le operazioni effettuate da soggetti titolari di partita IVA inerenti ad acquisti;
  • tutte le operazioni rese nei confronti di soggetti dei quali non sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini IVA, siano essi consumatori finali, imprenditori, professionisti ecc. i quali hanno acquistato beni e servizi non rientranti nell’attività d’impresa o di lavoro autonomo.
  • operazioni reverse charge, per le quali non è stata addebitata l’IVA in fattura;
  • split payment (art. 17-ter D.p.r. 633/72), per le quali l’IVA viene versata direttamente all’Erario;
  • operazioni relative ad attività di leasing finanziario e operativo, di locazione e noleggio di autovetture, autocaravan, o anche altri veicoli, insieme ad unità da diporto e aeromobili.

Non sono invece soggette a comunicazioni le seguenti operazioni:

  • importazioni;
  • esportazioni dirette;
  • cessioni di Beni;
  • prestazioni di servizi effettuati e ricevuti, registrati o che sono soggette a registrazione, nei confronti di tutti coloro che hanno sede lavorativa in paesi black list;
  • tutte le operazioni fuori campo IVA;
  • operazioni che sono state comunicate all’anagrafe tributaria;
  • le operazioni finanziari che riguardano acquisti e pagamenti effettuati con Pos.

In quest’ultimo caso, i soggetti finanziari obbligati a comunicare i dati delle operazioni rilevanti ai fini Iva, potranno provvedere all’invio dello Spesometro 2016 (per l’anno 2015) entro il 2 maggio 2016.

In detta della comunicazione con il POS in merito allo spesometro 2016, tutti i soggetti devono comunicare:

  1. codice fiscale dei soggetti con i quali si è stipulato un contratto di installazione ed utilizzo POS;
  2. il codice identificativo di ciascun terminale.

In sostanza le categorie che devono comunicare le operazioni rilevanti ai fini IVA effettuate con POS, entro il 2 maggio 2016, sono tutti gli Istituti di credito e gli altri intermediari finanziari o anche società fiduciarie.

Spesometro 2016: cosa indicare?

I dati da inserire per la compilazione dello Spesometro 2016 sono:

  • il n° della partita IVA o il codice fiscale del cedente/prestatore e del cessionario/committente;
  • l’importo delle operazioni effettuate, con relativa imposta imponibile. In caso si tratti di operazioni esenti da imponibile deve esserne data comunicazione;
  • per le operazioni non soggette a fatturazione, devono essere riportati i corrispettivi comprensivi dell’IVA applicata.

Tutte le operazioni, invece, che riguardano soggetti non residenti e che sono privi di codice fiscale, devono essere indicati:

  • per le persone fisiche,
    • cognome;
    • nome;
    • luogo e la data di nascita;
    • domicilio all’estero.
  • se non sono persone fisiche:
    • denominazione;
    • ragione sociale;
    • sede legale.

Per la compilazione e la trasmissione telematica del modello spesometro 2016, tutti i soggetti possono utilizzare il software gratuito dell’Agenzia delle Entrate che consente di installare il programma sul proprio PC e procedere dunque alla compilazione del file e alla verifica finale se non anche la relativa procedura di controllo. Inoltre potrete sempre consultare le norme di compilazione da parte dell’agenzia delle Entrate.

Differenza tra Spesometro e Redditometro

Lo spesometro è lo strumento attraverso cui lo Stato Italiano cerca di lottare l’evasione Fiscale e contemporaneamente operare operazioni di controllo in materia di azioni fraudolente nell’ambito di operazioni IVA.

Classico esempio di questo sono le false fatturazioni come le operazioni di vendita che avvengono tra più soggetti il quale simulano delle cessioni di beni e servizi e che comprendono anche le esportazioni intra-comunitarie, con lo scopo unico di eludere il pagamento IVA in modo che queste operazioni non compaiono e non pesano sul reddito di impresa o degli altri soggetti coinvolti.

Il redditometro invece è uno strumento introdotto dal governo per confrontare attraverso dei campioni standard di cittadini, distinti per nucleo familiare e area geografica il reddito. Il redditometro ha come unico scopo la verifica tra il reddito dichiarato da un contribuente rispetto a quello stimato e ipotizzato dal Governo, attraverso un fax simile composto da  100 voci di spesa racchiuse in 7 macro categorie, comprese anche auto, palestra, tasse universitarie, ecc. grazie al quale il fisco potrà cerca di stimare il reddito presunto.

Il contribuente, se risulti molto distante dai coefficienti stimati viene invitato al contraddittorio e dovrà giustificare le spese effettuate e il reddito dichiarato.

Esempi Pratici Spesometro 2016

Infine, per concludere, facciamo un esempio pratico per sintetizzare quanto detto.

Supponiamo che un’azienda esegue una ristrutturazione di un immobile nel mese di Luglio 2015. Il primo intervento ha un costo di 3.000 €. Un secondo intervento ha un costo di 1.500 €. La fattura di quest’ultimo intervento è datata Dicembre 2015.

Entrambi i casi di intervento sono collegati tra di loro e deve essere fatta la comunicazione all’Agenzia delle Entrate da parte dell’artigiano che ha eseguito i lavori.

Facciamo ora un esempio con un soggetto privato.

Un cittadino privato acquista un pacchetto viaggio per un paese extra Ue attraverso un’agenzia turistica per un valore complessivo di 6000 €. Il soggetto, paga 4000 € attraverso il bancomat (POS) e i rimanenti 2000 € in contanti (ricordiamo che la  soglia minima di utilizzo del contante è stata innalzata a 3000 €). In questo modo, l’agenzia viaggi deve comunicare all’Agenzia delle Entrate entro il 10 o 20 aprile, la parte versata in denaro.

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Tommaso Piccinni

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