Imposta di successione: novità a partire dal 1° Aprile 2016

Dal 1° Aprile 2016 vi saranno novità in merito alle diverse imposte. Tra queste, quelle di maggior rilievo e che subiranno maggiori modifiche sono:

  • imposte di successione;
  • imposta  catastale;
  • imposta ipotecaria;
  • imposta di bollo.

Vediamo le modifiche che saranno apportate dal 1° Aprile 2016.

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Imposta di successione: come effettuare il versamento dal 1 aprile 2016?

L’imposta di successione a partire dal 1° Aprile 2016 potrà anche essere versata con il modello F24! Questo è quanto è stato stabilito l’Agenzia delle Entrate a seguito del provvedimento del 17 marzo 2016.

Sarà pertanto possibile a partire dal 1° Aprile 2016 e fino al 31 dicembre 2016, pagare tale imposta attraverso il modello F24, ovvero attraverso il sistema di versamento unificato e può essere utilizzato anche per versare altri tributi ad essa connessi. Infatti, in alternativa al modello F23, sarà possibile utilizzare il modello F24. Per il 2016 convivono i 2 modelli di pagamento e potranno essere utilizzati indistintamente o uno o l’altro, in base a quanto stabilito dal contribuente.

A partire poi dal 1° Gennaio 2017 sarà possibile effettuare poi tale versamento solo e soltanto attraverso il modello F24.

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Su cosa si applica l’imposta di successione?

L’imposta sulle successioni si applica per ogni singola quota trasferita ad un erede o ad un legato (singolo), ovvero ad ogni singolo soggetto legatario individuato dal de cuius.

L’imposta sulle successioni si applica quindi a qualsiasi trasferimento di beni e diritti per causa di morte ma anche a seguito di semplice costituzione di un erede o di un legato.

Imposte ipotecaria, catastale e bollo: cosa cambia dal 1 aprile 2016?

Anche in merito a:

  • imposta di successione;
  • imposta catastale;
  • imposta di bollo;

l’Agenzia delle Entrate sempre con provvedimento del 17 marzo 2016 ha reso operativo, quanto erra stabilito dal decreto MEF dell’8 novembre 2011. In questo modo vine e estesa la possibilità ai cittadini di poter scegliere di effettuare i versamenti delle imposte su descritte attraverso il modello F24.

In sostanza, il contribuente potrà optare per scegliere di effettuare il pagamento dei tributi secondo modello F24 per le seguenti imposte:

  • Imposte di successione;
  • Imposta ipotecaria;
  • Imposta catastale;
  • Imposta di bollo;
  • Imposta comunale sull’incremento di valore degli immobili;
  • Imposte sui tributi speciali;
  • Tributi accessori;
  • Interessi e Sanzioni relativi alla dichiarazione di successione.

Sarà poi compito dell’Agenzia delle Entrate a provvedere e ad istituire dei codici tributi specifici che i contribuenti poi dovranno specificare all’interno della causale in fase di versamento dell’F24.

Le vere novità, però, sono in arrivo con i nuovi decreti legati alla delega fiscale, in particolare con il decreto semplificazioni e la riforma del catasto, che introduce novità in base alla successione degli immobili tra proprietari ed eredi.

Nello specifico, è stato il decreto legislativo 175 del 21 Novembre 2016, noto come decreto semplificazioni, ad aver introdotto significative novità sul fronte del passaggio dei capitali agli eredi.

Nei giorni scorsi è stato varato poi il nuovo provvedimento sempre rivolto al catasto, che ha ridefinito composizione e compiti delle commissioni censuarie per aprire la riforma, in attesa dei futuri aggiornamenti sulle rendite.

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Cosa prevede la nuova legge sulle successioni?

Sulla base del decreto semplificazioni sono state introdotte nuove soglie di esonero. Vi sono delle ipotesi in cui vige l’obbligo di presentazione della dichiarazione nel momento in cui il bene finisca in mano al coniuge o ai parenti in linea retta della persona deceduta, o anche nel patrimonio di chi viene nominato erede in cui non figurino beni immobili o diritti reali, o il valore complessivo non raggiunga i 100.000 €.

Il provvedimento semplificazioni ha voluto per tanto innalzare il tetto massimo da 25.000 € a 100.000 € e questa rappresenta la maggiore novità, andando a modificare in maniera significativa il rapporto tra contribuenti ed erario in materia di successioni.

In ogni caso, sulla base di quanto afferma il decreto, si stabilisce che rimane l’obbligo di presentare la dichiarazione nel caso gli eredi non sono obbligati a consegnare un’integrazione alla dichiarazione per eventuali rimborsi fiscali. Infine il contribuente ha la facoltà di allegare alla dichiarazione di successione anche copie non autenticate di documenti, che siano però comprensivi di dichiarazione sostitutiva di atto notorio.

A queste esenzioni, vi si aggiungono anche altre dichiarazioni, in merito a nuove esenzioni di imposta sui titoli del debito pubblico.

La novità maggiormente introdotta, prevede però dopo la notizia sul “rispolvero” da parte del Governo, un aumento della tassa di successione e donazione.

La proposta di legge sull’incremento dell’imposta sulle successioni e donazioni era stata presentata già nel 2014 e nel 2016 sono ripresi i lavori per l’inasprimento dell’imposta.

In breve la nuova imposta sulle successioni e donazioni prevede delle franchigie, ovvero delle soglie esenti da tassazione, che si sono abbassate rispetto a quelle attuali ma con un innalzamento delle aliquote per tutti i contribuenti, anche nel caso in cui l’erede sia il coniuge o il figlio.

Se pensate poi che il valore dell’eredità supera i 5 milioni di euro, allora l’aliquota da applicare arriverà anche al 45%. Quindi al momento consigliamo di valutare se convenga o meno, dato l’aumento delle tasse sulla successione, fare una donazione diretta o invece effettuare una donazione indiretta.

A quanto ammonta la tassa sulla successione?

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In base a quanto fin qui detto, possiamo vedere di seguito i valori delle aliquote che devono essere applicate e a quanto ammonta la base imponibile della nuova imposta di successione. La base imponibile sarà sempre calcolata sul valore complessivo dell’eredità.

L’ammontare della tassa sulla successione, si determina applicando le seguenti aliquote:

  • aliquota del 7 %: solo in caso in cui l’erede sia coniuge e/o parenti in linea retta (genitori e figli). In questo caso vi è applicata una franchigia pari a 400.000 € massimi. Quindi il tributo verrà pagato solo per la parte eccedente i 400.000 €. Al momento l’aliquota è posta pari al 4%, con franchigia pari a 1 milione di euro.
  • Aliquota dell’ 8 %: aliquota applicata in caso di successione a fratelli e sorelle; in questo caso si applica una franchigia pari a 100.000 €; si passa dunque da un’aliquota del 6 % attuale a quella dell’8% con franchigia uguale.
  • Aliquota del 10%: non vi è esenzione per franchigia e si applica per tutti gli altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e 3° grado per affini in linea collaterale. Anche in questo caso si è avuto un aumento della franchigia che passa dal 6% attuale al 10%.
  • Aliquota del 15%: anche in questo caso non vi è franchigia solo nel caso in cui si tratti di altri soggetti ereditari con un aumento dall’8% al 15%.

Attenzione al fatto che se il valore del patrimonio ereditario supera i 5 milioni di euro, allora le aliquote saranno pari al:

  • 21%: in caso di erede coniuge, genitori e figli;
  • 24%: in caso di fratelli e sorelle;
  • 30%: in caso si tratti di parenti fino al 4° grado;
  • 45%: nel caso in cui si tratti di altri soggetti.

Come si calcola il valore dell’asse ereditario

Per calcolare il valore del patrimonio ereditario si deve tenere conto di:

  • conti correnti;
  • depositi;
  • tutti i beni mobili del defunto;
  • immobili posseduti.

In particolare, il valore degli immobili per il calcolo dell’imposta sulla successione si deve tenere conto della rendita catastale.

Calcolo dell’imposta di successione.

Per calcolare l’imposta di successione, basta moltiplicare la rendita catastale rivalutata del 5%, per uno dei seguenti coefficienti:

  • 110, nel caso si tratti di prima casa;
  • 120, nel caso si tratti di fabbricati appartenenti ai gruppi catastali A e C (esclusi A/10 e C/1);
  • 140, per tutti i fabbricati appartenenti al gruppo catastale B;
  • 60, per i fabbricati appartenenti alla categoria A/10 (uffici e studi privati) e D;
  • 40.8, per tutti i fabbricati appartenenti alla categorie C/1 (negozi e botteghe) ed E;
  • 90, in caso si tratti di terreni non edificabili sulla base del reddito dominicale già rivalutato del 25%.

Imposte sugli immobili ereditati

Infine precisiamo anche che l’imposta sulle successioni non è l’unica tassa che bisogna pagare quando si eredita un immobile, ma devono anche essere effettuate le volture catastali e di conseguenza saldate le imposte ipotecarie e catastali.

Quindi, mentre la dichiarazione di successione può essere presentata entro 1 anno dal decesso, e sarà l’agenzia delle entrate a determinare la relativa imposta e a liquidarla entro 3 anni, le imposte ipotecarie e catastali (la prima pari al 2%, e la seconda all’1% del valore dell’immobile) devono essere liquidate prima ancora che sia presentata la dichiarazione di successione.

Non sono contemplate in questo caso le prime case. Secondo fonti certe, non dovrebbero esserci ritocchi al rialzo per tali imposte.

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Tommaso Piccinni

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