Mutuo a tasso fisso o variabile? Quale scegliere per il proprio investimento

In tempi di crisi sono rari coloro che cercano un mutuo e chi lo cerca non sa quale mutuo conviene oggi. Ma soprattutto conviene più un mutuo a tasso fisso o variabile? Qual’è la differenza?

Sono tutte domande che affliggono gran parte degli investitori che decidono di chiedere un mutuo. Questa guida si proporne di illustrarvi e di spiegarvi brevemente quali sono le differenze tra mutuo a tasso fisso e variabile.

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Mutuo a tasso fisso o variabile, quale scegliere in  tempi di inflazione zero?

Quanti di voi sono alla ricerca di un mutuo casa, e si fermano davanti alla fatidica domanda: tasso fisso o variabile?

Questa domanda spiazza sopratutto coloro che sono in procinto di comprare una casa o che stanno decidendo se fare questo nuovo passo. In tanti sono spiazzati, quindi non preoccupatevi, perchè qui potrete trovare tutte le informazioni e tutte le risposte alle vostre domande.

Quale tasso conviene per un mutuo casa

Iniziamo questa guida con il dire che non tutti i mutui sono uguali; i mutui a tasso fisso sono quelli, il cui importo della rata e sempre fisso e non varia al mutare dei tassi sul mercato. Questi sono preferiti da molti inquanto garantiscono maggiore sicurezza contro i rischi di un possibile aumento dell’importo mensile della rata e quindi ci si potrebbe trovare nelle condizioni di non riuscire più a pagarla a causa di un rialzo dei tassi.

Allo stesso modo, però, il tasso fisso priva chi lo sceglie della possibilità di sfruttare eventuali fasi positive e cioè di avere una riduzione della rata a causa della discesa dei tassi.

Mutuo a tasso fisso o variabile: differenze

Ordunque, per i mutui oggi meglio fisso o variabile?

Premesso quanto detto, ed analizzando i diversi tipi di mutuo, posiamo notare che il mutuo a tasso fisso è agganciato all’EURIRS, (tasso medio swap registrato nell’Eurozona per una data scadenza).

Per comprendere meglio, supponiamo di aver stipulato un mutuo per 20 anni per l’acquisto di una casa adibita a d abitazione principale. Tralasciando tutti gli incentivi e le manovre economiche, supponiamo che il mutuo sia contratto a tasso fisso e di conseguenza legato all’Eurirs a 20 anni. A questo la banca applica uno spread.

Al momento l’Eurirs a 20 anni si attesta appena al di sopra dell’1%, perdendo oltre 50 punti base dall’inizio dell’anno, ,ma prima della crisi finanziaria del 2008, questo tasso valeva mediamente il 4,70%. Ancora più basso se consideriamo che lo scorso anno , ovvero nel 2015 esso si è attestato mediamente intorno al’1,34%.

Stando a quanto fin qui detto, chi sano di mente nona andrebbe subito a contrarre un mutuo a tasso fisso con queste caratteristiche?

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Ma se da una parte abbiamo i mutui a tasso fisso convenienti, dall’altro abbiamo il mutuo a tasso variabile che non è da meno! Con questo intendiamo dirvi che anche i mutui a tasso variabile al momento sono convenientissimi.

Il mutuo a tasso variabile è agganciato all’EURIBOR, con scadenza generalmente che oscilla tra 1 e 3 mesi. L’Euribor al momento, considerandolo su base mensile ha un valore addirittura negativo, attestandosi al -0,28% e registrando un calo di 105 bp rispetto all’inizio dell’anno. Al contrario, anche questo prima della crisi finanziaria, sfiorava il 4%. Anche per il 2015 anche se in leggero miglioramento rispetto a quest’anno, si aggirava mediamente intorno al  -0,07%.

Stando a quanto fin qui descritto, significa che la scelta del tasso variabile sta diventando al momento la scelta più conveniente, rispetto ai mesi passati. Tuttavia, a noi interessa il futuro e non il passato! Supponendo sempre di contrarre un mutuo prima casa a 20 anni ma con un tasso variabile, dobbiamo tenere presente i primi 5-10 anni, che poi risultano essere gli anni più importanti, su cui ricade il sostenimento di grossa parte degli interessi.

Rinegoziazione mutuo tasso fisso, è possibile?

Stando ai dati attuali, sulla base delle attese dell’inflazione ancora bassa per i prossimi anni, e sapendo che le prime rate del mutuo sono quasi tutti interessi, a differenza del capitale rimborsato che è veramente basso, al contrario invece che gli anni passano e che le rate si riducono dove abbiamo un aumento del capitale e un abbassamento degli interessi, è molto importante, saper valutare bene e con attenzione la variazioni dei tassi di mercato, i quali incidono particolarmente sull’importo delle rate di un mutuo a tasso variabile nei primi anni di contrattazione, mentre si riducono nella finale dell’ammortamento.

In questo caso, bisogna anche valutare attentamente la possibilità di rinegoziare il mutuo a tasso fisso. Considerando che l’EURIBOR al momento è negativo, bisognerebbe, calcolare la percentuale di interessi che ancora sono da pagare, in base alle rate e vedere se conviene o meno rinegoziare il mutuo a tasso fisso. Per maggiori informazioni, potete sempre rivolgervi al vostro Istituto di credito che vi ha concesso il mutuo. Considerate che adesso molti istituti di credito vi consentono di riscattare l’affitto.  

Ma per capire cosa potrebbe accadere nei prossimi anni e quali sono le prospettive per i mutui a tasso fisso o variabile, dovremmo stare attenti alle aspettative del mercato con particolare riguardo all’inflazione. Infatti è proprio questa il punto su cui la BCE sta puntando. Prendendo per buona la differenza che c’è tra rendimento  BTP a cedola fissa e quelli legati all’inflazione con scadenza nel 2023 per entrambi, possiamo attenderci (inquanto investitori) un’inflazione intorno all’1,2% da qui ai prossimi 8 anni, che è comunque sempre al di sotto dell’obiettivo della BCE del 2%.

Mutuo a tasso fisso o variabile 2016: quale scegliere?

Ad una possibile domanda se convenga di più un mutuo a tasso fisso o variabile, non possiamo non rispondervi con un semplice dipende per diversi motivi.

Il tasso fisso, come abbiamo visto, garantisce rate costanti per tutta la durata del finanziamento. Quindi potete stare tranquilli che da oggi e per i prossimi 20 anni la vostra rata è fissa è non ve la cambia nessuno! Noi lo consigliamo sopratutto a quei soggetti che vogliono stare tranquilli, anche se pagano qualcosina in più, rispetto a un mutuo a tassa variabile, ma almeno hanno la certezza che la rata sarà sempre la stessa, a prescindere da qualsiasi oscillazione del denaro.

Il tasso variabile, invece, anche questo esplicato sopra, attualmente è vero che garantisce un certo risparmio sulla rata mensile, ma non possiamo avere una previsione sul lungo termine come è appunto il mutuo. Questo significa che il tasso variabile potrebbe anche subire delle oscillazioni al rialzo come è già accaduto negli anni passati, tali da fare aumentare anche la relativa rata, anche se al momento gli analisti non prevedono crescite significative almeno per i prossimi 8-10 ani. Questa soluzione è invece consigliabile per chi sa di poter eventualmente far fronte a una spesa mensile più alta e intanto per il momento risparmia qualcosina.

Teniamo anche a ricordare che come il tasso fisso può essere rinegoziato, anche il mutuo a tasso variabile potrà in futuro essere rinegoziato se non ci andrà più bene. Inoltre nel caso non abbiamo più convenienza a contrarre il mutuo con lo stesso istituto di credito, possiamo sempre surrogare il mutuo con un’altra banca che ci propone soluzioni più vantaggiose.

Conclusioni in merito al mutuo a tasso fisso o variabile

Ne consegue, che in queste condizioni, con un clima sui mercati incline a favorire bassi tassi ancora per un lungo periodo, date le attese sulla crescita dei prezzi e se lo scenario dovesse ancora essere questo, oggi contrarre un mutuo a tasso variabile dovrebbe essere la soluzione migliore inquanto permette di guardare con maggiore ottimismo all’andamento del mercato negli anni di maggiore impatto per la rata periodica sostenuta.

Ovviamente dovrebbe arrivare, il punto in cui il tasso variabile risulterà meno conveniente rispetto al fisso, per poter procedere alla negoziazione ma stando alle proiezioni attuali, di 8-10 anni, si pensa che fino ad allora l’impatto sul mutuo residuo sarebbe molto ridotto se non addirittura nullo.

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Tommaso Piccinni

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  • Angelo

    quale tasso scegliere oggi, tra fisso, variabile e misto, tenuto conto che tra 2 o 3 anni potrò restituire almeno il 60% dell’importo concessomi? Potrei iniziare col variabile per poi chiedere il fisso?

  • Tommaso

    Ciao Angelo, stando ai dati di oggi la soluzione migliore sarebbe il tasso variabile. Considera che in questi anni di crisi i tassi sono veramente bassi e al momento il tasso variabile è veramente conveniente.
    Potrai chiedere poi negli anni avvenire una contrattazione del tuo mutuo (per la parte mancante), anche con altri istituti di credito diversi da quello che ti ha concesso il mutuo, passando da un tasso variabile ad un tasso fisso.

  • Cristian De Prà

    Ciao. Secondo voi conviene ad oggi surrogare un mutuo con debito residuo di 150000 euro per 20
    anni da variabile CAP (spread 1,65 cap 5,70) a tasso fisso 1,95, sempre per 20 anni?
    Sono molto, molto, ma molto indeciso in quanto penso che i tassi rimarranno a lungo bassi. Considerando euribor negativo sto pagando circa l’1,20. La rata mensile passerebbe da 650 a 780 euro mensili. Che fare? Ogni consiglio è ben accetto..!!

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