Prestazioni occasionali 2016: ritenute d’acconto, fac simile, ricevuta ed esempi

Le prestazioni occasionali, sono una tipologia di collaborazione introdotta nel nostro ordinamento con la riforma del lavoro del 2003, a seguito dell’attuazione della Legge Biagi.

Per definirsi prestazione occasionale deve rispondere alle seguenti caratteristiche dettate dalla legge:

  • non deve essere un’attività abituale;
  • non deve essere considerata come attività professionale;
  • non deve svolgersi con continuità;
  • non deve essere intesa come attività coordinata.

Per tanto, possono essere considerate come prestazioni occasionali, tutte quelle attività svolte da soggetti che si impegnano a svolgere un’opera o un lavoro in proprio dietro corrispettivo, senza che vi sia nessuna forma di coordinazione o di subordinazione col committente.

Data la natura del tipo di lavoro non coordinato e discontinuo, in merito alla sua definizione, non devono sussistere regolamentazioni contrattuali di prestazione occasionale scritto, inquanto tra le parti in essere non ci devono essere vincoli di nessun tipo ne continuativo ne di subordinazione o coordinazione.

Tutti i soggetti, oggetto di collaborazione occasionale, hanno la possibilità di godere della piena libertà in merito allo svolgimento del lavoro occasionale a loro commissionati.

Le prestazioni occasionali sono soggette a regime di tassazione differente. Inoltre per le prestazioni occasionali, devono essere rispettati anche altri parametri imposti dalla legge in modo che si possa considerata una collaborazione occasionale e non professionale. Per tanto:

  • la collaborazione con uno stesso committente non può essere perpetrata per oltre 30 giorni nello stesso anno solare; se questo si viene a verificare, viene meno la natura stessa di prestazione occasionale e viene definita come abituale e continuativa;
  • la somma di tutti i compensi percepiti non deve mai essere superiore ai 5000 €, percepiti in un anno solare;
  • se vengono meno uno di questi 2 requisiti, la collaborazione occasionale cessa di esistere e si parla di prestazione a progetto o professionale e di conseguenza deve essere regolata da specifiche norme in merito.

Ritenuta-prestazioni-occasionali

Prestazioni occasionali 2016 limite e disciplina previdenziale

Altro aspetto molto importante per le prestazioni occasionali non continuative, è quello contributivo; in questo senso, al di sotto del limite imposto dei 5000 €, i soggetti non sono tenuti a al pagamento dei contributivo INPS, inquanto il soggetto non non può essere configurato ne come lavoratore dipendente ne tanto meno come lavoratore autonomo.

Nel primo caso, non vi è nessun legame di subordinazione col committente e non vi è nessuna busta paga a fine mese. Nel secondo caso, in caso di lavoratore autonomo, non avendo raggiunto i 5000 € euro all’anno non può essere considerato come tale.

Per tali motivi non deve essere versato nulla all’ente di previdenza sociale e di conseguenza il soggetto non ha diritto a nessun assegno previdenziale che invece è previsto nelle altre categorie.

Prestazioni occasionali, INSP e gestione separata

Nel caso in cui invece vengono superati i 5000 € annui, il lavoratore occasionale perde la caratteristica di prestatore occasionale e diventa lavoratore autonomo con conseguente iscrizione alla gestione separata presso  l’INPS, e di conseguenza è costretto a versare i contributi dovuti.

Secondo quanto stabilito dalla legge, chi supera i 5000 €  è tenuto a versare i contributi solamente per la quota che eccede tale limite; quindi superiore ai 5000 € devono essere versati i contributi solo e soltanto per la parte eccedente. Di conseguenza se il reddito percepito in un anno è di 8000 € devono essere versati i contributi per 3000 € ovvero la parte eccedente i 5000 € che corrisponde al limite di franchigia per essere definito prestatore occasionale.

Nel momento in cui il prestatore occasionale ha superato la soglia minima per essere considerato tale, è obbligato a comunicarlo al suo committente e di conseguenza è obbligato a procedere all’iscrizione presso la Gestione Separata dell’INPS.

L’obbligo di iscrizione presso la gestione separata è a carico del committente o datore di lavoro e si configura nell’anno in cui il lavoratore supera il predetto limite di compenso pari a 5.000 €.

In questo caso, come detto prima l’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, che supera la soglia annua di €. 5.000, alla quale devono essere detratte spese a carico del committente e risultanti dalla fattura.

Tutti i lavoratori devono comunicare tempestivamente quanto detto ai propri committenti. Nelle ricevute effettuate poi, il lavoratore si vedrà applicare la ritenuta previdenziale pari ad 1/3 del contributo dovuto; il restante ovvero i 2/3 di contributo sono versati direttamente del datore di lavoro.

Prestazioni occasionali 2016 e disciplina fiscale

Tutti  coloro che svolgono attività professionali occasionali sono tenuti a rilasciare normale ricevuta di pagamento; sono costretti ad emettere ricevuta per prestazione occasionale a prescindere dallo status che ha nei confronti del committente.

Altra caratteristica della prestazione occasionale è che se il soggetto, presta il servizio per un soggetto definito come sostituito d’imposta, a prescindere che esso sia:

  • amministratore di condominio;
  • libero professionista;
  • società;
  • enti vari;
  • imprese individuali, ecc.

Tutti i compensi percepiti sono soggetti a ritenuta d’acconto.

Riepilogando dunque, da un punto di vista fiscale, il prestatore che effettua prestazioni di lavoro occasionale è soggetto ad emettere ricevuta, in cui sono indicati i seguenti parametri:

  • dati personali del committente;
  • dati personali del prestatore d’opera;
  • dati di identificazione della ricevuta (numero e data);
  • compenso lordo percepito;
  •  importo della ritenuta d’acconto (20% sul compenso lordo);
  • totale netto da corrispondere.

Nel compilazione la ritenuta d’acconto deve essere prestata massima attenzione sopratutto per la compilazione del campo data che non deve corrispondere alla data in cui è stato ultimato il lavoro bensì deve corrispondere alla data in cui viene ricevuto il compenso.

Tutte le ricevute che abbiano un valore superiore a 77,47 € sono soggette all’applicazione di una marca da bollo del valore di 2 €  che deve essere applicata a carico del committente.

Il prestatore occasionale ha diritto anche a ricevere il rimborso spese nel caso sia stato previsto con apposito accordo tra committente e prestatore. Anche in questo caso il prestatore è soggetto a ritenuta d’acconto tranne che non sia dichiarato solo un rimborso spese e non un compenso. In questo caso, non possono essere applicate ritenute.

Per esempio,in caso in cui non ci sia compenso, nel caso in cui si tratta di spese di viaggio e di alloggio, non devono essere calcolate ritenute a prescindere dal fatto che il lavoratore sia un soggetto residente o meno nel luogo di svolgimento del lavoro occasionale.

Tutti i redditi percepiti come prestazione occasionale devono essere dichiarati. In merito al regime fiscale, tale reddito è identificato come redditi diversi; rientrano in questa categoria anche i redditi percepiti da canoni di affitto.

Questi sono disciplinati secondo quanto stabilito dall’articolo 67, comma 1, lettera l del Testo Unico delle Imposte sui Redditi.

I redditi diversi sono calcolati tenendo conto della differenza tra l’ammontare percepito nel complesso e il periodo di imposta presa in esame, nonché le spese che il lavoratore ha dovuto sopportare per la sua produzione, secondo quanto disciplinato dall’articolo 71, comma 2, del TUIR.

Questa tipologia di reddito, deve essere dichiarato nel modello di dichiarazione dei redditi (modello Unico P.F.) nel quadro RL o nel quadro D del modello 730.

Non ha importanza che si presenti il 730 o il modello unico; si dovrà indicare sempre nell’apposito quadro l’importo del reddito lordo percepito e dell’eventuale ritenuta d’acconto subita.

A fini della dichiarazione il lavoratore occasionale autonomo è costretto ad indicare qual è l’ammontare lordo percepito nel periodo di imposta e quali sono invece le relative ritenute d’acconto che sono state effettuate nel complesso.

Non sono invece soggetti a presentare dichiarazione di redditi i soggetti che nel corso dell’anno solare non abbiano superato 4800 € lordi. Attenzione però perchè questa regola vale solo nel caso in cui il lavoratore non abbia percepito altri redditi e che l’unico e solo reddito sia quello di prestazione occasionale.

Non possono usufruire di tale agevolazione coloro che prestano lavoro professionale continuativo o dipendente alla quale aggiungono reddito da lavoro occasionale anche per importi superiori o inferiori a 4800 €.

In ogni caso, noi consigliamo di denunciare tali redditi anche se la legge prevede espressamente la non obbligatorietà della dichiarazione. Questo per il fatto che se il committente ha effettuato delle trattenute al lavoratore occasionale, questo può procedere a recuperare tale somme trattenute solo attraverso la dichiarazione.

Tutte le trattenute saranno per tanto commutate in crediti di imposta a favore del soggetto che effettua prestazioni occasionali e potrà usarle in suo favore per eventuali compensazioni future.

Tutti i lavoratori dipendenti che effettuano anche lavoro occasionale o assimilato sono tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi, tale reddito va poi a sommarsi al reddito da lavoro dipendente facendo cumulo per la determinazione delle aliquote IRPEF.

Questo non deve essere sottovalutato sopratutto se si è al limite degli scaglioni. Infatti, il reddito da prestazione occasionale contribuisce alla determinazione delle soglie massime e di conseguenza il soggetto che supera la soglia è soggetto ad una più alta tassazione asseconda dello scaglione determinato sulla base del reddito complessivo.

Attenzione però perchè non tutti i soggetti dipendenti possono svolgere altre attività i lavoro anche occasionali.

Sono possibili le prestazioni occasionali da parte dei dipendenti pubblici?

La norma parla chiaro! Sono esclusi dalla possibilità di effettuare lavori occasionali:

  • tutti i dipendenti pubblici che facciano parte della Pubblica Amministrazione, dei corpi militari, ecc.;
  • i lavoratori professionisti correntemente iscritti presso un’albo e che svolgono pertanto la loro attività professionale in ambito intellettuale;
  • i lavoratori che appartengono a commissioni o ad organi amministrativi, pubblici e privati;
  • tutti i lavoratori assunti in enti sportivi che hanno ottenuto un riconoscimento legale.

Tutti i soggetti non rientranti in queste categorie possono svolgere regolare prestazione occasionale.

Ricevuta prestazione occasionale: fac simile

Sarà possibile utilizzare il seguente fax simile per compilare la vostra prestazione occasionale.

compenso-prestazioni-occasionali

Prestazioni occasionali e Jobs Act: cosa cambia nel 2016

Le disposizioni contenute nella riforma del lavoro (Jobs Act 2016)  ha modificato le caratteristiche delle prestazioni occasionali. In sostanza, il Jobs Act con il D.Lgs 81/2015 ha previsto l’abolizione dei contratti a progetto e delle collaborazioni occasionali definiti come co.co.co.

In questo modo, a partire dal 1° Gennaio 2016 tutti i collaboratori sia che si tratti di collaboratori parasubordinati, sia che si tratti di lavoratori autonomi che si configurano come prestazioni personali organizzate dal committente, devono essere intese solo e soltanto come rapporti di lavoro subordinati.

Sono considerati subordinati e non collaboratori occasionali i soggetti che si trovano a rispondere alle seguenti condizioni:

  • collaborazione continuativa;
  • esclusivamente personale;
  • organizzata dal committente in merito a tempi e luogo di lavoro con cui viene svolta la prestazione.

Nel momento in cui si vengono a verificare queste 3 condizioni, non si parla più di collaborazione ma di rapporto subordinato e dunque deve intendersi come lavoro subordinato a tempo indeterminato.

Sono invece considerate ancora come prestazioni occasionali tutte le prestazioni che hanno carattere saltuario e che sono identificate come lavoro accessorio o autonomo occasionale.

In merito a quest’ultimo aspetto definiamo come lavoratore autonomo occasionale colui che si obbliga dietro corrispettivo a compiere un’opera o un servizio attraverso le proprie capacità senza subordinazione alcuna e non vi sono rapporti di coordinamento da parte del committente e che è svolto in via del tutto occasionale.

Non può intendersi come lavoro co-co-co, o a progetto inquanto caratterizzato da:

  • completa autonomia del lavoratore circa tempi e modalità di esecuzione del lavoro;
  • mancanza della continuità dell’attività lavorativa?
  • mancato inserimento funzionale del lavoratore nell’organizzazione aziendale;

Dunque, il professionista lavoratore autonomo, il quale esegue un’attività lavorativa saltuariamente per un altro soggetto, sia che si tratti di persone fisiche titolari di partita IVA, sia che si tratti di soggetti giuridici, deve rilasciare al committente ricevuta di prestazione occasionale con ritenuta d’acconto.

Per concludere, in sostanza, il decreto attuativo del Jobs Act in tema di riordino dei contratti di lavoro, ha:

  • abrogato la disciplina del lavoro parasubordinato regolata dalla Legge Biagi;
  • riconosciuto come uniche forme di collaborazione solo quelle di:
    • lavoro autonomo secondo quanto previsto dal codice civile;
    • lavoro accessorio svolto in favore delle persone fisiche e di professionisti e imprese.
  • abrogato dal 25 giugno 2015:
    • le collaborazioni a progetto delle associazioni in partecipazione;
    • mini-co.co.co.

Come cambiano le collaborazioni occasionale 2016 con il Jobs Act

In breve il Jobs Act ha modificato il concetto stesso di prestazione occasionale confermando l’abolizione del limite massimo di collaborazione per lo stesso committente di 30 giorni e ristabilendo quanto detta l’articolo 2222 del codice civile.

Oggi si potrà scegliere tra 2 diverse tipologie di prestazioni a carattere saltuario:

  • lavoro occasionale accessorio;
  • lavoro autonomo occasionale.

Quindi la prestazione non deve basarsi su un rapporto di collaborazione continuativa ma occasionale, la quale non deve essere continuativa e coordinata dal committente, ovvero dal soggetto che vi commissiona il lavoro, e viene anche meno l’obbligo dei 30 giorni con lo stesso committente. Inoltre la prestazione dovrà avere carattere episodico e il collaboratore non deve essere inserito all’interno dell’organizzazione aziendale o di impresa. Altro principio è che il collaboratore occasionale non sia inscritto ad albo professionale, inquanto in questo caso non si configura come prestazione occasionale inquanto viene meno la natura stessa dell’occasionalità.

Requisiti prestazione occasionale

  • assenza di vincoli in merito agli orari;
  • libertà per il lavoratore di scegliere modi e tempi di esecuzione del lavoro;
  • raggiungimento di un risultato entro un determinato tempo;
  • compenso proporzionato all’opera eseguita o anche al servizio reso;
  • prestazione di carattere sporadica e non periodica;
  • rischio economico da parte del committente assente;
  • prestazione unica nel suo genere;

Prestazioni occasionali e ritenuta d’acconto

Per quanto attiene alle ritenute d’acconto inerenti alle prestazioni occasionali, bisogna fare qualche chiarimento.

Se vi stare chiedendo se rilasciare o meno la ritenuta d’acconto con le prestazioni occasionali, allora tenete presente queste 3 categorie di committenti diversi, per il quale è possibile emettere una ricevuta per prestazione occasionale.

A tal proposito distingueremo:

  • soggetto privato;
  • Azienda o Libero Professionista con Partita Iva in Italia;
  • soggetto Privato o Azienda residente o con sede all’estero.

Nel primo caso, se si tratta di clienti privati italiani, la ricevuta deve essere emessa senza ritenuta d’acconto, inquanto questi non hanno la possibilità di fungere come sostituti d’imposta.

Nel secondo caso, se si tratta di aziende o liberi professionisti, questi fungono da sostituto d’imposta, ovvero colui che si presta a pagare le tasse per conto vostro.

Nel terzo caso, nel caso in cui il cliente sia un privato o un’azienda che si trova all’estero valgono le stesse regole di un soggetto privato.

Quindi non dovreste emettere ricevuta con ritenuto d’acconto, inquanto questi soggetti, non agendo in Italia non possono operare come sostituto d’imposta.

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Tommaso Piccinni

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  • Mario

    Buongiorno, per semplicità volevo chiedere se il mio caso rientra in prestazione di lavoro occasionale. Io mi sono appena laureato e volevo sapere se lo svolgere lavoretti di giardinaggio da ora fino a quando non trovo lavoro o altro perciò ipotizziamo fino alla fine dell’anno rientra in tale situazione. Se servono altre info chiedeti pure, grazie a tutti!

  • Tommaso

    Ciao Mario, la prestazione occasionale rientra solo se non è continuativa e non supera i 30 gg. con il tuo presunto datore di lavoro. Secondo quanto recita l’art. 2222 del codice civile: il lavoratore autonomo occasionale è colui che svolge a favore di un soggetto un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza nessun vincolo di subordinazione o anche di coordinamento del committente e senza inserimento funzionale nella sua organizzazione.
    Sulla base di questo, teoricamente lo potresti fare ma in pratica non è la soluzione migliore da adottare. Ti consiglio di operare in questi casi con i vaucher; in questo modo potresti stare tranquillo sia sotto il profilo INPS sia sotto il profilo INAlL

  • Mario

    Innanzitutto ti ringrazio per la risposta.
    Per continuativa cosa s’intende di preciso? perchè in questo ambito lavorativo si può essere chiamati una volta al mese ogni mese. Questo come viene inteso?
    Con i voucher come funziona? Io da quello che so ho capito che i voucher li compra il committente e poi li usa per pagarmi ma nel mio esempio lavorativo è un po complicato… Vi vedete una signora alla quale vado a svolgere un lavoro di giardinaggio che va a comprare i voucher e poi li usa per pagarmi? Mentre vedevo più semplice se sono io a farle la fattura con la modalità del lavoro occasionale.
    Praticamente questi sono i miei dubbi da disoccupato che in questo momento ovviamente non può aprire una partita iva altrimenti durerebbe una settimana… Queste sono le due alternative che vedo e la prima della quale ho parlato se è fattibile mi pare la migliore.

    Sono contento dei vostri consigli e del vostro aiuto.

  • Tommaso

    Caio Mario, il fatto non è semplice come sembra. E’ vero che potresti comunque fare una ricevuta per prestazione occasionale e questo sarebbe il metodo migliore dato il problema della vecchietta. Questo discorso però lo puoi fare solo con le aziende che possono essere sostituti d’imposta o comunque con soggetti che hanno partita IVA.
    Nel tuo caso converrebbe comunque aprire una partita IVA con regime dei minimi o regime forfettario (che li puoi trovare all’interno del nostro blog). Con questi non saresti soggetto ad IVA, studi di settore, ecc ma pagheresti solo in percentuale alle fatture emesse, che potrebbe essere un’alternativa molto fattibile

  • Les-Anges-Du-Ciel

    Articolo molto interessante. A tal proposito, io ho appena iniziato dei lavori di revisione di testi per clienti sprovvisti di partita IVA e vorrei sapere se posso far loro una ricevuta con ritenuta d’acconto al momento del pagamento.

  • Tommaso

    Ciao, la ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata e va a ridurre il vostro compenso lordo dovuto per prestazione.
    Si tratta in sostanza di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere dal vostro compenso e che versa per vostro conto all’Erario.
    La ritenuta d’acconto deve essere applicata solo e soltanto nel momento in cui la prestazione di lavoro occasionale è svolta nei confronti di possessori di partita iva, a prescindere che si tratti di imprese individuali, società di qualsiasi tipo, professionisti o amministratori di condominio ecc.
    Il committente deve essere per forza un sostituto d’imposta, secondo quanto stabilito dal DPR n. 600/73. In questo caso tutti i vostri compensi sono soggetti ad applicazione della ritenuta d’acconto.
    Nel caso specifico consigliamo meglio di valutare la possibilità di poter aprire una partita iva con regime dei minimi o forfettario. Per maggiori informazioni puoi consultare le pagine presenti sul nostro blog, anche perchè questi sistemi agevolati non hanno una tassazione fissa ma in percentuale al guadagno, non sono soggetti a studi di settore e sono esenti da IVA

  • Luisa

    Ciao, una domanda: il limite di 5000euro all’anno è per ciscun’azienda oppure il limite di 5000euro è il totale di ritenuta d’acconto lordo che si può percepire in generale? Perché ho sentito alcune persone dire che si tratta di 5000euro ogni azienda e non totale, ma vorrei sapere se questa informazione è giusta o no.

  • Tommaso

    Ciao Luisa, il limite dei 5000 € annui non è riferito alle ritenute bensì al compenso che tu ricevi. Al massimo in un anno potrai emettere ricevute con regolare ritenuta per conto delle aziende a cui presti il tuo lavoro occasionalmente ma solo fino ad un massimo di 5000 € superata tale soglia non parliamo più di prestazione occasionale ma di lavoro dipendente o di collaborazione.

  • Andrea Paolini

    Salve, vorrei sapere: nel caso in qualità di libero professionista iscritto all’albo, svolgessi un attività per un soggetto non definibile sostituito d’imposta, ovvero un privato. Come posso procedere per la fatturazione di una prestazione occasionale? Vista quest’unica richiesta di lavoro per adesso eviterei di aprire una partita iva. Dovrei fare una ricevuta tra privati? Chi pagherà le tasse sul compenso occasionale? Grazie Andrea

  • Tommaso

    Buon giorno Andrea, data la tua situazione, posso capire che si tratta più di lavoro intellettuale. Nel tuo caso, potresti emettere normale ricevuta tra privati, ma vi è da considerare il fatto che la ricevuta per prestazione occasionale non dovrà contenere la ritenuta d’acconto classica (pari al 20% del lordo).
    Il cliente a cui effettui prestazione, non ha partita IVA, quindi non funge da sostituto di Imposta e per tanto percepirai un compenso totale lordo che andrai poi a indicare in dichiarazione dei redditi come “compenso da redditi diversi”.

  • alessandro

    Buongiorno io mi ritrovo con un problema. Sono dipendente statale a 18 ore (professore a scuola) con un contratto in scadenza il 30 giugno 2016. Fino al 30 giugno devo svolgere un altro lavoro per un’azienda privata (alcune ore a settimana), previa autorizzazione richiesta all’istituto dove lavoro. Devo trovare un modo regolare per arrivare a giugno perche poi, terminato il contratto con la scuola verrò assunto, da luglio, dall’altra azienda privata.
    La prestazione occasionale puo’ andar bene?
    Mi hanno prospettato anche il discorso voucher o l’apertura della partita iva.

  • Lageca

    Alla fine dello scorso anno una società mi ha fatto firmare (malgrado avessi mostrato delle perplessità) un contratto di prestazione occasionale che prevedeva di svolgere 60 gg. a consumo per un compenso totale superiore a 7000 euro.
    Al momento del rinnovo si sono accorti che non era possibile estenderlo e hanno limitato anche i versamenti per non superare la soglia massima prevista per legge.
    C’è qualcosa che posso fare per avere quanto dovuto o son tutti cavoli miei che mi sono fatta infinocchiare in buona fede?

    Ringrazio. Intanto vado a prenedere a testate il muro.

  • Tommaso

    Buon giorno Alessandro, dal mio punto di vista, mancano solo 3 mesi e aprire la partita IVA per soli 3 mesi non converrebbe. Diverso invece il caso in cui apri partita IVA e continui a lavorare non come dipendente ma come libero professionista anche per altre aziende. Tieni presente che ci sono dei limiti e/o obblighi per non essere considerato falsa partita IVA. Tieni anche presente che in questo modo potresti prendere nuovamente una supplenza nelle scuole inquanto non saresti dipendente. E’ una scelta che dovresti valutare bene.
    Per quanto riguarda la prestazione occasionale, potresti anche farlo, poiché l’azienda funge da sostituto d’imposta per quanto concerne la ritenuta. Dal lato fisco saresti protetto.
    Consiglio invece per i voucher: non saresti soggetto a nessun onere di redazione ricevuta o fattura, ma saresti anche protetto sotto il profilo fisco, inps e inail. Quindi non incorri in nessun tipo di sanzione. Devi valutare però l’autorizzazione dell’istituto scolastico e la tipologia di contratto se è a tempo pieno o par time, in modo da conciliare eventuali ore che hai a disposizione. In questo caso l’azienda non correrebbe nessun rischio e tu saresti protetto. L’unico limite sono i compensi che non possono eccedere i 7000 € netti e non potresti svolgere lavoro subordinato nei casi previsti dalla Circolare INPS n. 49/2013

  • Tommaso

    Ciao,
    al momento le prestazioni occasionali hanno un compenso massimo di 5000 €

    Il limite dei 60 giorni non è un problema perchè sulla base del D.Lgs 276/03, disciplinando il campo delle collaborazioni coordinate e continuative, si è istituito la disciplina del progetto.
    Per cui, quei rapporti lavorativi che superano i 30 giorni e/o i 5000 € nel corso dell’anno solare con lo stesso committente, non ha abrogato le disposizioni di cui all’art. 2222 e seg. del Codice Civile. Quindi anche se superiore a 30 gg la prestazione lavorativa non si configura come collaborazione coordinata e continuativa a progetto o a programma, poiché si potrebbe essere semplicemente in presenza di uno o più contratti d’opera resi al committente (circolare. 1 del 08/01/2004 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali).

    Potresti o aprirti una posizione presso la gestione separata, partita iva e dunque emettere nel caso fattura anche con regime dei minimi o forfettario

    Meglio ancora potresti chiedere all’azienda di prorogarti il lavoro ma con i voucher in questo caso il compenso massimo che si può percepire è di 7000 €.

    Nel caso specifico, in base alla Legge n. 326/2003, dal 1 gennaio 2004, se il reddito annuo derivante da attività occasionale, supera i €. 5.000 sono soggetti all’iscrizione obbligatoria alla Gestione Separata INPS e di conseguenza al versamento di contributi previdenziali dovuti solo per la parte eccedente i 5000 €

    I lavoratori devono per tanto comunicare ai committenti il superamento della soglia di esenzione e iscriversi alla Gestione separata.

  • Paolo

    Buongiorno,
    devo emettere una fattura per prestazione occasionale ma leggendo tutto l’articolo mi è venuto qualche dubbio a riguardo: come mai l’esempio di fattura riportato nell’articolo chiede di indicare la propria partita iva? è possibile effettuare una prestazione occasionale anche se non in possesso di partita iva giusto?

    Un secondo dubbio mi è venuto leggendo la frase: “la collaborazione con uno stesso committente non può essere perpetrata per oltre 30 giorni nello stesso anno solare”.
    Io sto svolgendo saltuariamente elaborati grafici per un cliente, con una cadenza che varia tra i 15 e i 60 giorni tra un lavoro e l’altro. È corretto farsi pagare con ricevuta di prestazione occasionale o non è possibile emettere più fatture in un anno ad uno stesso cliente?

    La ringrazio per la disponibilità

  • Tommaso

    Buon giorno Paolo, le immagini sono dei Fax simili completi, quindi sono poro rilevanti. Per quanto riguarda la prestazione occasionale, certo, si possono presentare senza partita IVA fino ad un massimo di 5000 €.
    Per quanto riguarda il tempo, la norma prevede quanto detto su. In merito la (circ. 9/04 – circ. 1 M.L.P.S. del 08/01/04 – circ. 18/05 – circ. 41/06) chiarisce che l’espressione “collaborazione occasionale” riservata dalla riforma Biagi alle co-co-co inferiori a 30 giorni ed a 5.000 euro nell’anno solare con lo stesso committente, non devono essere confuse né con il lavoro autonomo occasionale, né con il lavoro occasionale accessorio, che corrispondono ad una diversa qualificazione giuridica del rapporto di lavoro e di conseguenza si deve adempiere con un diverso regime fiscale e previdenziale”.

    detto questo, il D.Lgs 276/03, ha disciplinato il campo delle collaborazioni coordinate e continuative, istituendo la disciplina del progetto per quei rapporti lavorativi che superano i 30 giorni e i 5000 € nel corso dell’anno solare con lo stesso committente, precisando che la disciplina del progetto non ha abrogato le disposizioni dell’articolo 2222 e seguenti e di conseguenza anche qualora una prestazione lavorativa dovesse superare uno dei suddetti limiti, non necessariamente questo si andrebbe a configurare come collaborazione coordinata e continuativa a progetto o a programma, poiché si potrebbe essere semplicemente in presenza di uno o più contratti d’opera resi al committente.

  • Laura

    Buongiorno,
    in merito a questo articolo vorrei chiedere un informazione.. un veterinario iscritto all’ordine (ma senza partita iva), può emettere una dichiarazione per prestazione occasionale nei confronti di una clinica veterinaria per cui sta collaborando occasionalmente, ovviamente in qualità di professionista veterinario?
    Grazie per la disponibilità

  • Tommaso

    Sono da considerarsi occasionali, tutti i rapporti di durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell’anno solare con lo stesso committente, salvo che il compenso complessivamente percepito nel medesimo anno solare sia superiore a 5 000 Euro. Se si superano tali limiti si parla di collaborazione.

    Le diverse norme di natura Civilista, Fiscale e Previdenziale regolano la possibilità o meno di effettuare prestazioni d’opera intellettuale come prestazioni occasionali, senza la necessità di possedere la partita IVA da parte degli iscritti ad albi professionali e superando i limiti di tempo e/o la soglia di compenso indicati dalle norme (comma 2 art. 61 del decreto legislativo 276/2003) fermo restanti i limiti su imposti.
    Vi è però la Il parere del MEF riguardo a tutti gli iscritti ad un Ordine professionale, il quale chiarisce che essere iscritti all’Albo denota più continuità che occasionalità. Quindi per lo svolgimento dell’attività professionale è sempre necessaria l’apertura della partita Iva Indipendentemente da durata e compenso.

    Nel caso specifico, un veterinario iscritto all’albo denota lo svolgimento di un’attività tipica professionale per il cui esercizio è avvenuta l’iscrizione all’albo. Lo ha chiarito il ministero dell’economia e delle finanze con una nota (prot. 4594 del 25 febbraio 2015) emanata in risposta a un documento del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri sulle prestazioni occasionali di professionisti iscritti ad albi, ma che riguarda tutti gli ordini professionali.

  • quel ragazzo del treno

    Salve, ho un dubbio che spero mi potrete risolvere, e vi ringrazio. Sono un infermiere, non ho aperto P.iva. Nel caso in cui un privato cittadino mi chiedesse una prestazione, ad esempio l’esecuzione di un elettrocardiogramma, ed il materiale per tale prestazione me lo mettesse a disposizione a titolo gratuito una pubblica assistenza, come si configurerebbe questo rapporto? il committente rimarrebbe il privato cittadino o la pubblica assistenza? Sarei tenuto a versare la ritenuta d’acconto? Grazie un saluto

  • Tommaso

    Ciao, la prestazione si configura con il privato cittadino, quindi emetti ricevuta al privato cittadino perchè gli attrezzi del mestiere te li mette a disposizione in comodato d’uso gratuito l’ospedale o la pubblica assistenza.

    Resta il fatto però che per essere infermiere, per svolgere un’attività professionale con iscrizione all’albo, per essere definito come infermiere professionale e svolgere la professione di infermiere vi è bisogno dell’iscrizione al’albo.

    Il ministero dell’economia e delle finanze con una nota (prot. 4594 del 25 febbraio 2015) ha chiarito che la prestazione non può definirsi come occasionale inquanto la professione di infermiere denota continuità e non occasionalità. Quindi per lo svolgimento dell’attività professionale è sempre necessaria l’apertura della partita Iva Indipendentemente da durata e compenso.

  • Semi

    buonasera.
    Una ditta estera (cinese) mi ha contattato per la realizzazione di un sito web. Penso di Rientrare in tutte le categorie della prestazione occasionale (non sono occupato, non ci sono restrizioni temporali, non c’è contratto con l’azienda e non è una prestazione continuativa), ma non so come comportarmi per quanto riguarda l’iter da seguire, essendo una ditta che non ha alcuna sede in italia e non soggetta al nostro regime fiscale (e di conseguenza, ovviamente, niente partita IVA).
    L’importo è abbondantemente sotto la soglia minima, ma le tasse? le devo pagare tutte io, le paga la ditta in cina? come compilare la ritenuta? devo sempre inserire la marca da bollo?
    Essendo un paese extra UE, ci sono altri accorgimenti da tenere a mente?
    Scusate le domande, purtroppo non sono molto pratico con queste cose, spero possiate aiutarmi a chiarire i miei dubbi, la cifra mi farebbe comodo ma non vorrei rischiare problemi vista l’invasività sempre più stringente del fisco sui “poveretti”!

  • Semi

    signor tommaso, perdoni l'”intrusione”. Potrebbe rispondere al mio quesito posto qualche giorno fa, sempre in questo articolo? sono in confusione e non so come muovermi! Grazie!

  • Tommaso

    Buon giorno, la prestazione occasionale è possibile farla anche per ditte che operano all’estero.

    Ovviamente non si deve tenere conto della ritenuta d’acconto ma dovrà essere poi lei a comunicare al fisco italiano l’importo ricevuto attraverso la dichiarazione dei redditi e il modello Unico.

    Ai sensi degli articoli da 7 a 7-septies del Dpr 663/72 si evince anche che chi è titolare di partita IVA deve effettuare fattura (se titolare partita IVA) ricevuta se non titolare di partita IVA, nei confronti di un soggetto passivo che è debitore dell’imposta in un altro Stato» Ue ( in questo caso il soggetto che emette ricevuta/fattura deve indicato nella ricevuta «inversione contabile» e deve anche comunicare la relativa norma comunitaria o nazionale.

    Ne caso specifico, la ditta cinese, non rientra in questa tipologia sopra descritta e di conseguenza si tratta di aziende extra EU.

    Quindi la prestazione occasionale si configura come prestazione fuori dal territorio europeo e deve essere riportata l’annotazione «operazione non soggetta».

    Nel caso di ricevuta semplice, come detto prima, deve rispettare la legge Italiana del fisco perchè voi siete residenti in Italia. Quindi le tasse le pagate in italia e dovete emettere ricevuta secondo quanto stabilito dalla legge Italiana con marca da bollo ecc, ad eccezione della ritenuta d’acconto, dichiarando poi il tutto nel modello UNICO P.F. andando a compilare il quadro RLe seguendo poi le istruzioni Le istruzioni del modello Unico P.F. precisano, infatti, che nel rigo RL15 devono essere indicati i compensi derivanti da attività di lavoro autonomo occasionale, anche se percepite all’estero o da aziende estere come nel vostro caso.

    In merito alla possibilità di applicare la ritenuta di acconto, prevista dall’articolo 25, comma 1 del DPR n. 600/1973, non vi è necessità inquanto tenendo presente che l’ente estero che commissiona a voi il lavoro e di conseguenza il cittadino italiano svolge l’attività occasionale, salvo che l’azienda per cui lavori non ha sede fiscale in Italia (ma non credo) e quindi si potrebbe emettere ritenuta d’acconto secondo quanto disposto dal R.M. 08.07.1980, n. 640 del Ministero delle Finanze.

    Quindi ricapitando, lei può emettere normale ricevuta come soggetto Italiano senza ritenuta d’acconto.

    Spero veramente di esserle stato d’aiuto

  • Tommaso

    vi ho risposto, e spero veramente di essere stato utile

  • Semi

    Grazie mille, gentilissimo e chiarissimo, davvero una preziosissima risposta!

    Quindi, non avendo ne io ne l’azienda una partita iva e non essendoci alcun riferimento fiscale italico (loro), emetto ricevuta con il lordo, senza ritenuta d’acconto e poi riporto nel modello unico l’importo.

    Approfitto della sua cortesia per diradare gli ultimi dubbi:

    Nel caso dovessi effettuare un’altra prestazione per la stessa ditta o per un’altra (sempre extra ue) nel corso dell’anno solare, sempre per un importo da 1000 euro circa, l’importo delle due prestazioni deve essere indicato in modo cumulativo o separato nel modello unico?

    Ho letto che si parla di un limite da 5000 euro per i redditi (avevo letto 2500 in passato, è stato innalzato il limite?), io al momento sono a carico dei miei genitori, questo comporta qualche differenza o è meglio togliermi dal carico?

    Sempre relativamente al limite, ho letto nell’articolo che superando la soglia dei 5000 euro lordi, è necessario iscriversi alla gestione separata dell’INPS per l’importo eccedente il limite. Adesso non penso proprio di raggiungere e superare quella cifra, ma se dovesse accadere una cosa del genere nella mia situazione (committente extra UE, che anche in questo caso non dovrebbe avere obblighi), come dovrei muovermi?

    Mi scuso se sto approfittando della sua cortesia, spero di non infastidirla!

    La ringrazio nuovamente!

  • Tommaso

    Esatto, lei emette fattura al lordo e poi riporta il tutto in modello unico. Solitamente l’importo delle prestazioni è unico, che si andrà a sommare con altre tipologie di reddito per determinare l’aliquota per il calcolo dell’imposta. Ti ricordo che i redditi percepiti nel 2016 (dal 01-01-2016 fino al 31-12-2016) non devono essere indicati nel modello unico 2016 inquanto questo fa riferimento ai redditi percepiti nel 2015, ma devono essere dichiarati nel modello unico 2017, quindi a Luglio dell’anno prossimo.

    Per quanto riguarda il fatto di essere a carico o meno dei propri genitori, non risulti più a carico nel momento in cui andrai a superare i 2.840,51 € al lordo degli oneri deducibili. Nel momento in cui superi tale soglia non sei più a carico.

    Per quanto riguarda le prestazioni occasionali, la ricevuta per prestazione occasionale può essere fatta fino ad un limite massimo di 5000 € per stare tranquilli dal lato FiSCO, ma dal lato delle prestazioni sociali, INPS e INAlL non sei coperto.

    La gestione seprata riguarda una tipologia di contribuzione INPS a cui aderisci una volta superata la soglia dei 5000 e ed i contributi da pagare che si agirono intorno al 30 % sono a carico tuo

  • Simona Bonaccorsi

    Buongiorno,

    mi è stata fatta una proposta di lavoro in Francia. Premetto che io sono una geologa non iscritta all’ordine professionale (attualmente non essendoci possibilità di svolgere l’attività professionale non ho ritenuto conveniente iscrivermi). Il datore di lavoro (Francese) mi ha proposto di firmare per una prestazione autonoma occasionale, dal 1 giugno al 1 novembre 2016, con “fatturazione” mensile fino a un ammontare di 5000 euro totale. Non farei la geologa ma la consulente in ambito tecnico geologico e mi chiedo:

    1- E’ possibile superare i 30 giorni con lo stesso committente? e i 5000 euro netti?

    2- sarebbe forse più conveniente aprire p.iva non come geologo ma come tecnico per evitare cassa e iscrizione all’ordine?

    3- l’anno scorso ho effettuato dei lavori occasionali in ambito differente che non mi sono ancora stati pagati, si andrebbero a sommare nel calcolo delle prestazioni occasionali? (Devo ancora ricevere 1000 euro, quindi immagino che al massimo potrei riceverne 4000 quest’anno)

    Vi ringrazio in anticipo.

  • Semi

    Che dire? Davvero un grazie infinite, fossero tutti chiari, gentili e preparati come lei! Mille grazie ancora 🙂

  • Tommaso

    Buona sera Simona!

    Non importa che tu sia iscritta o meno all’albo o che presti la tua professionalità per i tuoi studi o meno.

    La norma parla chiaro, purtroppo non si tratta di prestazione occasionale se la prestazione è continuativa e supera i 30 giorni con lo stesso committente. Nel caso specifico, si parlerebbe di un periodo di collaborazione, anche perchè sono 4 mesi ovvero 120 giorni con lo stesso committente. Troppi dal mio punto di vista.

    Al momento io ti consiglierei di aprire partita IVA, purtroppo non è semplice e dovresti valutare la possibilità di una alternativa tangibile inquanto le operazioni intra-comunitarie, Itrastat, ecc. non sono compatibili con il regime dei minimi e il regime forfettario 2016.

    Purtroppo come hai bene intuito non può essere utilizzato il principio di competenza ma il principio per cassa. In altre parole, i compensi percepiti nel 2016 anche se riferiti ad un periodo 2015 devono essere imputati al 2016. Quindi il limite massimo di quest’anno scende a 4000 €

  • Tommaso

    Di nulla. E’ stato un piacere 😉 per qualsiasi altro chiarimento non esitare a contattarmi 😉

  • Vincenzo

    Buongiorno,
    cerco chiarimenti riguardo le prestazioni occasionali e le relative fatturazioni e spero possa aiutarmi. Vorrei prestare servizi in ambito tecnologico e meccanico, in particolare nel tecnologico effettuando riparazioni per smartphone pc e Tablet, che non sia un lavoro vero e proprio a tempo pieno, studio e vorrei semplicemente integrare i miei risparmi con un piccolo guadagno indipendente perciò non ho intenzione di superare la soglia annuale di 5000 euro. Il problema sorge, in quanto ancora minorenne e di conseguenza non abilitato ad aprire partita Iva, nella fatturazione. Premetto che ovviamente sono compreso nel nucleo familiare di conseguenza, da quello che sono riuscito a comprendere, le mie entrate farebbero parte del reddito familiare. Ho letto molto su internet di questo limite dei 5000 euro che segnano il limite da ciò che non a ciò che va dichiarato, ma comunque andrebbe emessa una ricevuta. Può chiarirmi per favore la questione e magari anche consigliarmi su come posso fare? Ogni prestazione non supererebbe in ogni caso i 100 200 euro di cui 10 euro massimo 20 di guadagno, causa pezzi di ricambio eccetera. Grazie in anticipo

  • Tommaso

    Ciao Vincenzo.
    Purtroppo non è semplice come sempre.
    La prestazione occasionale non è il tuo caso, inquanto tu compreresti pezzi di ricambio per telefonini e Tablet per poi assemblarli. Questa operazione non è una prestazione occasionale, ma rientra nella categoria commercio / artigiano inquanto effettui prestazioni tecniche e non di consulenza tecnica. Caso diverso se fornivi una consulenza tecnica su come riparare telefonini e Tablet, ma non ci devi mettere mano.
    Le cose sono distinte. Per quanto riguarda invece l’essere a carico o meno dei tuoi genitori, non centrano i 5000 € ma per il Fisco sei a carico dei tuoi genitori solo se non ricevi ricavi per importi superiori a 2840.51 € annui.

  • Vincenzo

    Quindi di conseguenza in quanto minorenne non potrei fatturare e di conseguenza lavorare?

  • Valeria

    Salve e grazie per l’articolo,
    mi unisco anch’io con una domanda, essendo totalmente ignorante in materia. Il commercialista mi ha sconsigliato di aprire una partita iva dato che i miei introiti sono ancora molto bassi, perciò vorrei iniziare questo tipo di lavoro occasionale con vari miei clienti (tutti con partita iva) ed essere in regola. A giorni mi pagheranno in questo modo e vorrei arrivare preparata: ho già un fac simile di foglio da compilare trovato su internet vorrei sapere se va firmato da entrambe le parti, e se serve la partita iva del cliente. Inoltre vorrei sapere se i bonifici bancari che mi faranno saranno del lordo o del netto che io vado a scrivere su questo foglio. Ovvero, le tasse saranno automaticamente pagate da loro al momento oppure mi daranno un lordo su cui poi dovrò pagare le tasse io l’anno prossimo? Spero di essere stata chiara, grazie in anticipo

  • Tommaso

    Teoricamente potresti farlo, ma ripeto, la tua attività non si configura come prestazione occasionale.

  • Tommaso

    Ciao Valeria e grazie innanzitutto per l’apprezzamento dell’articolo. Venendo a noi, le prestazioni occasionali si configurano come occasionali e non continuativa, nel caso contrario invece si configura come collaborazione. Premesso questo, sulla tua ricevuta devi inserire l’importo lordo, e la ritenuta. Da qui ne ricavi il netto che è quello che effettivamente tu riceverai tramite bonifico. La ritenuta d’acconto verrà versata direttamente dal titolare di partita IVA che in questo caso funge da sostituto d’imposta e verserà per tuo conto al fisco la ritenuta. Nel 2017 ti dovrà poi inviare la certificazione unica, (ex certificazione dei compensi).
    il titolare trattiene una quota parte e anticipa per tuo conto allo stato. Ovviamente tali somme te le ritroverai l’anno prossimo quando farai dichiarazione dei redditi.
    Quindi al momento ricevi un bonifico netto. Ovviamente non dimenticarti di inserire la partita IVA sulla ricevuta di chi ti ha commissionato il lavoro. Spero di esserti stato d’aiuto

  • Valeria

    Grazie mille, molto chiaro! Già che le ha citate vorrei sapere: se fosse una collaborazione più continuativa c’è un altro modo per procedere oppure lo “step” successivo è direttamente aprire la partita iva? (escludendo l’assunzione, che so per certo non avverrà)
    Quante prestazioni occasionali posso fare con lo stesso cliente? Il tetto massimo è dato solo e unicamente dai 5000/anni? (che so già che non raggiungerò)
    Grazie ancora!

  • Tommaso

    Non si parla di quante prestazioni possono essere fatte con lo stesso cliente, ma la prestazione non può superare teoricamente i 30 giorni. Quindi non ci sono limiti di ricevute ma limiti di tempo. Puoi avere tante collaborazioni quanti sono i tuoi clienti. L’importante che la prestazione non superi 30 giorni per cliente. Quindi 3 clienti equivalgono a massimo 90 giorni di collaborazione, 30 per cliente.
    Al momento non ci sono altre soluzioni se non la partita IVA, che comunque con i nuovi regimi dei minimi e regimi forfettari, sono molto convenienti. Li puoi trovare sempre all’interno del nostro blog e per qualsiasi altro chiarimento non esitare a scrivere. Risponderò nel più breve tempo possibile

  • Nicola Ciafardo

    Salve, sono un lavoratore dipendente e non sono iscritto a nessun albo professionale, lavoro presso una società di consulenza. Un terzo professionista mi ha incaricato di svolgere una prestazione occasionale con compenso lordo inferiore ai 3.000 euro. Posso rilasciare una ricevuta con ritenuta di acconto al momento che dell’incasso?Ai fini dichiarativi cosa devo fare? Io dovrò pagare delle tasse in futuro oltre a quelle che pago come dipendente? Grazie in anticipo!

  • Tommaso

    Ciao Nicola, è possibile oggi rilasciare ricevuta per prestazioni occasionali anche nel caso di dipendente full time e part time.
    Infatti oggi, sulla base della nuova disciplina la prestazione occasionale potrà anche essere pagata con i voucher Inps, per lavoratori con regolare contratto a tempo determinato o indeterminato inquanto non risulta più essere incompatibile con lo status di lavoratore dipendente.
    Ne consegue che alla domanda sopra posta, la risposta è si. Il dipendente può svolgere prestazioni occasionali. Devi però stare attento al rispetto del limite di svolgere l’incarico con la società terza, ovvero devi valutare se sul tuo contratto di lavoro dipendente non sia prevista l’esclusività di rapporto. In questo caso non potresti svolgere la stessa funzione con altri soggetti. Se il soggetto terzo è possessore di partita IVA allora potrai emettere fattura con regolare ritenuta. Lui pagherà il netto e versa per conto vostro al fisco la ritenuta. Successivamente vi verrà consegnato anche il CU per la prestazione occasionale dall’azienda terza e poi in dichiarazione andrai a sommare il reddito da lavoro dipendente con il reddito da lavoro occasionale che si configura come reddito diverso. Ovviamente il cumulo dei redditi e l’effettivo invio della dichiarazione attraverso modello unico vi potrà dire se siete a debito o a credito nei confronti del fisco in base a quanto guadagnato.

  • Lino Di Renzo

    Buongiorno, complimenti e grazie per l’articolo.
    Sno un dipendente fulltime che svolge anche prestazioni occasionali.
    Se leggo bene, dovendo svolgere una prestaz occasionale per una ditta privata, con p.i., facendomi rimborsare solo il viaggio, devo fare ricevuta, come nel modello allegato all’articolo, MA NON DEVO DICHIARARLA, quindi la ditta NON deve inviarmi CU. È giusto?

  • Lino Di Renzo

    Come temevo, ho letto male?,
    in effetti tutti i redditi da prest. occas.vanno dichiarati. Nel caso di rimborsi spese, semplicemente non c’è ritenuta d’acconto.
    Ergo, la ditta deve SEMPRE inviare CUD, giusto?

  • Gerardo Cerulli

    Salve sono stato licenziato perchè l’azienda dove ero assunto ha chiuso e l’Imps mi ha riconosciuto un assegno di disoccupazione per 18 mesi al 70% del mio stipendio da dipendente. Non riesco a trovare un lavoro fisso, ma mi chiedono spesso di fare dei lavoretti di grafica. Posso fare delle prestazioni occasionali e se si quale è il tetto massimo per non perdere il diritto all’assegno di previdenza. Grazie

  • Tommaso

    Ciao Gerardo, non preoccuparti perchè la prestazione di lavoro occasionale non è un requisito per perdere il diritto all’indennità di disoccupazione.

    Quindi chi percepisce l’assegno di disoccupazione ma trova lavoro occasionale come nel tuo caso, non rischia di perdere la disoccupazione ma solo se i guadagni non sono superano a 3.000 euro annui netti.

    Per tanto il il diritto alla disoccupazione non decade, inquanto l’INPS stabilisce che si tratta di un’attività del tutto provvisoria.

    Quindi, fino ad un massimo di 3000 euro netti all’anno si possono svolgere attività di collaborazione occasionali, tenendo presente sempre e comunque che devono essere versate le ritenute d’acconto del 20% in caso di committente con partita IVA.

  • Gerardo Cerulli

    Grazie

  • Dario Cecchetto

    Salve,
    Grazie mille per l’articolo utilissimo, visto che tratta argomenti di cui non si sa mai bene come funziona.
    Spero di non farle domande quasi identiche a qualcuna a cui ha già risposto, non sono riuscito a leggerle tutte ma solo alcune. Nel caso la ringrazio anticipatamente per la pazienza.
    Io lavoro per una ditta di consulenza informatica ma prima ho lavorato qualche anno part-time in qualità di elettricista.
    In questi giorni la mia ragazza mi ha chiesto se posso rifargli l’impianto elettrico, della casa che ha appena acquistato. Essendo la mia ragazza non c’è compenso monetario, quindi mi chiedevo se posso lavorarci tranquillo o per legge dovrei emettere una ricevuta a zero di lavoro occasionale, nel caso se ne uscissero con dei controlli? (so che di solito non succede, ma mi piacerebbe capire come funziona)
    Se invece qualcuno mi chiedesse di fare un lavoro sotto compenso dovrei fare una ricevuta con carta da bollo di 2€ se supera i 77€ e a fine anno, quando la mia azienda mi chiede se devo dichiarare altre fonti di guadagno, comunicarglieli per farli comprendere nel modello unico, ho capito bene? Fatto ciò posso ritenermi tranquillo o mi sono perso qualche passaggio? Non ci sono tasse da pagare, ho capito bene?
    Grazie

  • Tommaso

    Ciao Dario, purtroppo non è semplice come sembra, In caso di controllo sei sempre soggetto a sanzione poiché, la prestazione occasionale copre solo il lato Fisco e non INAIL e INPS in caso di infortuni o di previdenza.

    Io consiglierei meglio i vaucher che coprono tutti i settori e potete stare tranquilli, anche perchè come ai detto tu la casa che andresti a sistemare non è la tua, e se non siete conviventi, non viene giustificato il lavoro tuo su cosa altrui. Cosa diversa sarebbe se la tua residenza sarebbe in quella casa.

    Per quanto riguarda le prestazioni effettuate a soggetti terzi, se sono privati, emetti ricevuta generica per prestazione occasionale e una marca da bollo da 2 € per importi superiori a 77 €. In questo caso le ritenute non devono essere considerate e andresti poi a versarle in fase di dichiarazione dei redditi con modello UNICO P.F.

    Nel caso invece di prestazione occasionale con soggetto possessore di partita iva, la ritenuta del 20% la trattiene lui e versa per tuo conto. Questo vi rilascerà poi il CU in merito alle ritenute trattenute e pagate per voi che poi andranno ad essere compensate in fase di dichiarazione dei redditi. Spero di esser stato chiaro 🙂

  • Dario Cecchetto

    Grazie per la tempestiva ed esauriente risposta.
    Quindi, tralasciando il lavoro della mi ragazza che dovrei trattarla come se fosse un terzo e farle comunque pagare una cifra per giustificare la mia prestazione lavorativa, se ho capito bene con la ricevuta applicata ai lavori per terzi privati sono coperto dal punto di vista fiscale.
    Però ti chiedo conferma se ho capito bene il discorso di infortuni e previdenza. Nel caso arrivasse un controllo, anche se emetto ricevuta potrei essere soggetto a sanzione, ed è per questo che mi hai consigliato i voucher, ho capito bene?
    Grazie per la tua pazienza e la tua disponibilità

  • Carmen Capossela

    Buongiorno. Percepisco la discoll che durerá fino ai primi di luglio. In questi giorni inizieró una prestazione occasionale con reddito presunto di 3000 euro lordi. Chiedo secdevo comunicare all inps e se tale prestazione è compatibile con i voucher (cioè se la stessa assoociazione può in seguito pagarmi con i voucher)
    Grazie
    Carmen

  • Si infatti, la prestazione occasionale non copre infortuni e prevenzione. I voucher invece si. In caso di controllo da parte dell’ispettorato del lavoro saresti soggetto a sanzioni.

  • Ciao Carmen, i voucher sono compatibili con la discoll e con qualsiasi tipo di sussidio in generale, quindi rientra anche la NASPI.
    Ti ricordo che rientrano come sussidi: mobilità, disoccupazione (Naspi) ordinaria e agricola e cassa integrazione. Tutte compatibili con i voucher ma con diverse caratteristiche.
    Nel tuo caso non possono essere superati i 3000 € per anno.
    Sono nel caso in cui percepisci un’indennità per cassa integrazione non devi dare alcuna notizia all’Inps se rientra nel tetto dei 3.000 €, ma se percepisci un’indennità di disoccupazione, come nel tuo caso, allora devi comunicare all’Inps l’importo riscosso tramite voucher, nell’arco massimo di 30 gg. dall’inizio del lavoro accessorio.

  • Carmen Capossela

    Grazie…ma se i voucher sono percepiti a fine periodo disoccupazione? L importo non può comunque essre superato?

  • Dario Cecchetto

    Ok, grazie mille! Gentilissimo

  • arianna

    Buongiorno, come agenzia viaggio/tour/operator/organizzatore di eventi vendiamo ai turisti stranieri tanti corsi di cucina e servizio di cuoco a domicilio. ogni volta che abbiamo una richiesta da parte di un cliente per l’organizzazione di questi eventi, ci avvaliamo di una o più delle persone che ci ha dato la propria disponibilità come cuoca e come assistente. tutte sono in possesso di haccp, nessuna ha la p.iva perchè non raggiungono le 5000 euro/anno, alcune sono studenti, altre pensionate, altre hanno un lavoro di altra natura part time. nessuna di loro ha un rapporto di lavoro continuativo con la nostra azienda, non hanno obblighi di nessun genere se non dover rispettare quello che i nostri clienti hanno chiesto su cosa cucinare e a che ora servirlo. Se rientriamo nelle 30 giornate per ognuna di loro/anno, possiamo lavorare con loro con ricevuta di prestazione occasionale o c’è una soluzione alternativa? grazie mille. Arianna

  • No, l’importo massimo di 3000 € si riferisce solo in costanza di percezione di indennità di disoccupazione. In caso contrario resta sempre fisso il limite massimo di 5000 €

  • diana

    Buongiorno!Sono una Naturopata e per questioni fiscali ho chiuso la partita Iva anni fa e che aprirò credo a fine anno 2016.La Associazione di categoria dice che posso fare prestazioni occasionali annue entro 5000 Euro Lordi.Io ho due problemi:1.Dall’inizio dello Anno sono a carico del marito come coniuge.Perdo la detrazione per il 2016 e se si da che reddito di prestazione occasionale?2.Mi ha contattato un Centro Benessere posso emettere la prestazione occasionale e se si pagano loro la ritenuta del 20% e cosa si intende per lordo=vale a dire 3000 euro ricevuti per prestazioni + 20% ritenuta(Pagata dal Centro) quale sarà il netto percepito?Grazie…non sono esperta di fisco!

  • jessica azzali

    Buongiorno, Le illustro la mia attuale situazione:

    – disoccupata da marzo 2015, non percepisco più la disoccupazione in quanto il termine previsto per legge dei 10 mesi è ormai già superato

    – da tre settimane ho iniziato a collaborare come Counselor (facilitatore di relazione, consulente relazionale per famiglie e coppie) presso uno studio: non sono dipendente dello studio e la persona proprietaria dello stesso non ha più attiva la partita iva e mi sta passando i suoi clienti che non segue più in quanto si è dedicata ad altro. Seguirà un contratto di locazione per l’utilizzo dello studio.

    – quindi io eseguo delle consulenze direttamente con i privati, percorsi che prevedono una media di 10-12 incontri al termine dei quali farei la ricevuta di prestazione occasionale non avendo ancora aperto la partita iva. E’ corretto fare in questo modo? Anche in assenza di partita iva è possibile fare un contratto di locazione per l’utilizzo dello studio?

    – emettendo ricevuta di prestazione occasionale al Sig Rossi, piuttosto che alla Sig.ra Verdi, devo fare quella che non prevede la ritenuta, essendo sia io che loro dei privati?

    – al momento della mia dichiarazione dei redditi mi basterà consegnare le ricevute da me emesse? E l’altro privato a cui ho fornito il servizio non dovrà versare ne presentare nulla giusto?

    Grazie mille per le informazioni che potrà darmi.

    Cordiali saluti

  • Francesca S.

    Buongiorno,

    Innanzitutto complimenti per questo blog e per la vostra professionalità e chiarezza! Vorrei avere delucidazioni sul tema lavoro autonomo occasionale.
    Occupandomi di HR (ma essendo al momento in stato di disoccupazione) vorrei lanciare un servizio online di
    revisione curricula, scrittura lettere di presentazione, revisione profili Linkedin, a clienti privati che vogliono potenziare le loro candidature. Il servizio che propongo è online, nel senso che non ho bisogno di incontrare il cliente.
    Posto che per iniziare prevederei di non superare i 5000 euro annui di compensi ricevuti, volevo chiedere:
    . posso usare il sistema di ritenuta d’acconto con il privato che non ha partita iva?
    . posso ricevere il compenso attraverso bonifico bancario? O paypal?
    . Come invio la ricevuta al cliente a seguito del pagamento?
    Vi ringrazio moltissimo in anticipo e ancora complimenti,

  • Pina Colaianni ?????

    Salve, volevo porvi un quesito. è vero che è stato tolto il tetto massimo di 5000 euro per l’incarico? E nel caso quanto sarebbe ora il massimo reddito che si può ricevere con un incarico? Grazie mille.

  • HEL MOGO

    Buongiorno,
    ho percepito Naspi per 3 mesi, poi ho chiesto sospensione in quanto stavo per iniziare due lavoretti ; uno a tempo determinato per la durata di 2 mesi dal 4-12-2015 al 31-1-2016 e l’altro un lavoro occasionale autonomo dal 20-11-2015 al 15-12-2015 con ritenuta d’acconto. Ad oggi la naspi non è ancora ripresa, pero dopo diversi solleciti sono riuscita a prendere un appuntamento con l ufficio competente. Oggi mi contattano chiedendomi di comunicare se dopo l ultima prestazione dichiarata, ce ne fosse stata un altro, ho detto loro di si comunicando che dal 16-12-2015 al 30-01-2016 c’è stata un altra prestazione con ritenuta d’acconto. La signora dell’inps ha però problemi nel riportare questo ultimo dato, in quando è una ricevuta a cavallo tra il 2015 e il 2016.

    Quando e come devo dichiarare questa ricevuta?? quando farò il 730, questa trattenuta è da riferirsi al 2015 o al 2016??

    grazie
    HELEN

  • Purtroppo spiace deluderti, ma a noi ancora non risulta essere stato modificato il tetto massimo per le prestazioni occasionali. Molti fanno confusione con i Voucher che al momento si sta vagliando al governo la possibilità di portale l’importo massimo annuale a 7000 € anche se ancora niente di definitivo

  • La ricevuta che tu hai emesso ha una data. Devi seguire il principio per cassa e non per competenza, Di conseguenza se hai emesso ricevuta con data 31-12-2015 allora deve essere dichiarato nel 730/2016. se la prestazione ha data compresa tra il il 01-01-2016 e il 31-12-2016 allora deve essere dichiarato nel 730/2017. Nel tuo caso la ricevuta emessa non tiene conto del periodo di lavoro ma della data di emissione che dovrebbe essere 30 gennaio 2016 e quindi da dichiarare nel 2017

  • Pina Colaianni ?????

    Grazie mille per la risposta. Non mi delude affatto, anzi mi rincuora molto.

  • Andrea Saponi

    Buongiorno,
    posso essendo lavoratore dipendente a tempo indeterminato, fare volantinaggio e distribuire biglietti da visita per la mia seconda attivita di assistenza computer, che farei rientrare come lavoro occasionale oppure vado incontro a sanzioni da parte delle autorità corrisposte?
    Grazie

  • Alex

    Salve, sono un modello freelance. Nel caso in cui volessi essere a posto con il fisco posso rilasciare ricevuta per prestazioni occasionali ai fotografi (sia che abbiano sia che non abbiano p.iva?)?

  • Giada

    Buongiorno,
    ho aperto da poco la P IVA come consulente d’azienda.
    Vorrei sapere se è possibile farsi pagare con ritenuta d’acconto per attività occasionali di natura diversa ( attività sportive) e se vale ancora ai fini fiscali il tetto di 5000€ l’anno.
    Grazie

  • lo puoi fare se non è contrastante con l’attività di consulente d’azienda. In tal caso, vale sempre il limite massimo di 5000 €

  • se è la tua attività si. in caso di titolari di partita iva trattengono la ritenuta d’acconto e la versano per tuo conto. In caso contrario, non devi tenere conto della ritenuta d’acconto.

  • Lo puoi fare ma solo se l’attività di volantinaggio non è legata ad altro datore di lavoro e sempre che sia autorizzata. La prestazione occasionale copre solo il lato fisco

  • gaetano

    Salve,
    sono un lavoratore della pubblica amministrazione. Il mio Ente mi consente di effettuare degli incarichi retribuiti esterni, ma questi devono essere “di carattere temporaneo ed occasionale” e non possono essere di tipo subordinato o autonomo. Il committente è una ditta italiana con Partita Iva che ovviamente non ha cause di incompatibilità con il mio Ente. Alla luce delle recenti modifiche normative quale potrebbe essere la tipologia di contratto di collaborazione che potrei utilizzare?
    Grazie

    Distinti Saluti

    Gaetano

  • Valeria

    Buongiorno, ho diverse piccole perplessità: ho emesso la mia prima fattura come lavoratrice occasionale. Intanto, si può parlare di fattura anche non avendo partita iva? ho molta paura di sbagliare termine.

    Seconda cosa, la ditta che mi sta per pagare sembra non sapere come funziona la faccenda. La ritenuta d’acconto è da versare attraverso il modello f24? se lo scrivo sulla mia fattura forse li aiuto a fargli capire cosa debbono fare? Ecco come ho letto su internet e come ho scritto:
    “La ritenuta d’acconto è da versare entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento attraverso il modello unico F24”

    Inoltre, è giusta questa formula per essere sicura di essere pagata entro il mese?
    “Pagamento netto da versare tramite bonifico bancario entro 30 giorni:
    #######IBAN########”

    Grazie mille

  • Buon giorno, non riesco a comprendere il nesso tra contratto di collaborazione e prestazione occasionale. Se tu sei dipendente a tempo pieno non puoi essere assunto da un altro ente neanche per collaborazione. Se effettui delle prestazioni occasionali, dovresti lasciare ricevuta normalmente come prestazione occasionale. Sulla ricevuta devi calcolare la ritenuta d’acconto che il committente della ditta italiana trattiene dal tuo compenso e versa per tuo conto all’erario.

  • Ciao Valeria, si parla di ricevuta per prestazione occasionale e non di fattura.
    Le ritenute vanno versate dai datori di lavoro (sostituti d’imposta) entro il 16 del mese successivo a quello del pagamento. Quindi se ti paga a fine giugno, entro il 16 Luglio deve versare la ritenuta.
    Il versamento va effettuato utilizzando il modello F24, esclusivamente con modalità telematiche per i sostituti titolari di partita Iva, utilizzando il codice tributo 1040 secondo quanto affermato dall’agenzia delle entrate. Il metodo utilizzato va benissimo, attenta solo ad inserire l’iban corretto.

  • gaetano

    Mi sono spiegato male, provo a farlo meglio.
    Lavoro nella pubblica amministrazione. Fino all’anno scorso per lavori esterni utilizzavo la forma contrattuale della prestazione occasionale.
    Con le recenti modifiche normative (jobs act), tale tipologia contrattuale non è più ammissibile.
    Pertanto stavo cercando di capire come formalizzare le mie attività esterne. Il mio Ente mi consente di effettuare degli incarichi retribuiti esterni, ma questi devono essere “di carattere temporaneo ed occasionale” e non possono essere di tipo subordinato o autonomo. Tra le varie tipologie contrattuali previste dal jobs act non ho trovato nessuna che rispetti i requisiti imposti dal mio ente, e volevo sapere se ci fosse una soluzione a tale problema.

    Grazie ancora

    saluti

    Gaetano

  • Valeria

    Grazie mille, gentilissimo. Buon lavoro

  • Giada

    Buongiorno, ho un paio di domande che vorrei porvi.
    Sto compilando la mia prima ritenuta d’accordo dell’anno e sono iscritta alla Gestione Separata.
    Vorrei capire se rispetto agli anni precendeti è cambiato qualcosa.
    Assieme al netto, al 20% RA e al lordo, devo in ogni caso aggiungere anche il 4% di contributo INPS? Lo chiedo perché qualche anno fa un’azienda mi fece scrivere come nota che, non avendo raggiunto il tetto dei 5,000 euro annui, non era tenuta a versare alcun contributo. Mi potreste aiutare a capire?
    Invece per quanto riguarda la data che devo apporre sulla ricevuta come funziona? Ho letto che deve non corrispondere alla data di quando ho terminato il lavoro. Come mi devo regolare?
    Grazie infinite.

  • Airenchen Cire De Nola

    buongiorno, io sono una psicologa iscritta all’albo ma senza p.i. Potrei quindi lavorare come animatrice con contratto di prestazione di lavoro occasionale per due mesi?? grazie mille!

  • enrico

    Buongiorno,
    nel caso in cui la ricevuta per prestazione di lavoro occasionale non superi la somma di € 5.000,00 lordi ma contenga ulteriori spese per rimborso trasferta , circa 2.000,00, :
    – la ritenuta va versata sulla somma al netto nel rimborso spese?
    -si è esclusi dall’iscrizione alla gestine separata INPS?
    Grazie

  • Il rimborso spese relativo a una prestazione di lavoro occasionale, in base a quanto dichiarato dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 49/E del 2013, non si rende necessario inserirla nelle ritenute e quindi trattandosi di prestazioni che non prevedono alcun compenso, limitandosi al rimborso delle spese di viaggio, vitto e alloggio o al sostenimento diretto delle stesse. Non devono essere dichiarate e quindi non si è soggetto all’iscrizione alla gestione separata.

  • certamente, le prestazioni occasionali non sono soggette a p.i. devi solo rispettare i limiti massimi di 5000 €

  • la data da inserire è quella in cui percepisci il compenso. Se il prestatore ha la partita iva funge da sostituto di imposta,e quindi trattiene lui e versa per tuo conto all’erario, diversamente, ti fai pagare il lordo e poi versi tu all’erario quanto dovuto. Nel caso in cui superi i 5000 € sei obbligato ad iscriverti presso la gestione separata dell’inps e pagare i contributi per la parte eccedente.

  • Viola

    Buongiorno, chiederei cortesemente delucidazioni in merito all’esistenza o meno di norme specifiche sulle collaborazioni occasionali nel caso in cui il committente sia un ente pubblico. Mi è stata richiesta una ritenuta d’acconto/fatturazione elettronica. È possibile che gli enti pubblici non accettino ritenute d’acconto cartacee? c’è un modo per inviare una ritenuta d’acconto elettronica? Chiaramente non ho partita iva e l’importo sarebbe inferiore ai 5000 euro lordi.

  • Viola

    La mia domanda in merito alle prestazioni occasionali e gli enti pubblici è stata segnalata come spam. Non ne comprendo il motivo.

  • Giada

    Molte grazie, buona giornata

  • Fabio

    Buongiorno, Le pongo una questione, a mio avviso, un pò borderline.
    Mia moglie vuole intraprendere la professione di onicotecnica, con apertura della partita iva in regime forfettario nel 2017, Nel frattempo è possibile utilizzare la formula del lavoro accessorio occasionale per le poche clienti che ha attualmente?
    Grazie per la cortese risposta.

  • Offerta prestamo

    offrono prestiti tra particolare Ciao, ti ho messo con un prestito da 5000 è stato pari a 1.000.000 €, in termini semplici per le persone che possono pagare. Ho anche fare investimenti e prestiti tra particolare tutti i tipi. Offro prestiti a breve, medio e lungo termine in collaborazione con il mio avvocato e un periodo di rimborso a prezzi accessibili. Non sappiamo i vostri usi e le nostre trasferimenti sono forniti da una banca per la sicurezza della transazione. Per qualsiasi domanda. e-mail; finanziamento20@gmail.com

  • Len Aine

    Buongiorno,
    ho bisogno di fare chiarezza su alcune cose: sono lavoratrice dipendente dall’inizio dell’anno e tra lo stipendio percepito durante la stagione invernale e il lavoro attuale partito da giugno la mia soglia di reddito è già passata oltre i 5000 €. È successo che mi è stata fatta una proposta per entrare come insegnante in un’accademia di fumetto, per delle lezioni non continuative.. di fatto il metodo di pagamento che mi hanno proposto sarebbe proprio la ritenuta d’acconto. Mi si aprono due dubbi:
    1) di fatto il reddito annuo da lavoratrice dipendente maggiore di 5000 € non mi permette più di accettare lavori extra pagati con ritenuta o si torna al discorso secondo cui i contributi che si andranno a versare riguarderanno solo la parte eccedente del reddito?
    2) avevo già consultato la mia commercialista a riguardo ma sono ancora confusa riguardo quello che mi ha detto a proposito di una percentuale maggiore di contributi da versare nel caso in cui effettui delle prestazioni occasionali.. sapete dirmi di più?

    Inoltre a proposito degli impiegati statali, anche chi presta servizio civile è considerato nella categoria di persone che non possono effettuare prestazioni occasionali?

    Ringrazio anticipatamente per la risposta.

  • si è possibile emettere ricevuta per prestazione occasionale, rispettando però sempre i limiti imposti

  • i 5000 € sono riferiti alle prestazioni occasionali e non al cumulo dei redditi. Di conseguenza i contributi in aggiunta sono quelli riferiti all’eccedenza dei 5000 € per prestazioni occasionali. Il servizio civile non sembrerebbe rientrare secondo fonti del ministero, in quanto viene considerato come un lavoro a tempo determinato

  • Francesco

    Salve e complimenti per l’ottimo articolo.
    Vorrei chiedere gentilmente un consiglio per poter essere in regola.
    Sono un privato senza p.iva. Qualche anno fa ho realizzato per un amico un foglio Excel. Dopo qualche tempo ho deciso di fare un sito internet e pubblicarlo su un dominio gratuito. Sul detto sito, è disponibile una versione scaricabile gratuitamente ed anche una versione a pagamento del file Excel. Di tanto in tanto ricevo qualche ordine e tirando le somme del primo anno sono arrivato ad incassare poco meno di 200 €.
    La mia domanda è questa: se qualcuno chiedesse la fattura, visto che essendo sprovvisto di p.iva non posso emetterla, dovrei rilasciare una ricevuta di vendita indicando ad esempio:

    (Dati del cedente – Privato)
    Cognome e Nome
    Via….. n….
    CAP …. – Città…..
    Codice fiscale……………………..

    (Dati del cessionario – azienda)
    Ditta/Ragione o Denominazione sociale……….
    Via….. n….
    CAP …. – Città…..
    Partita IVA…………………

    Ricevuta n. ….. del ……… per acquisto di………………………………..

    Importo percepito …………………………..

    (Operazione non imponibile ai sensi degli artt.1, 2, 4 e 5 DPR 633/72 e successive modificazioni).

    oppure, dovrei rilascisre una ricevuta per lavoro occasionale con ritenuta di acconto?
    In entrambi i casi dovrei obbligatoriamente numerare le eventuali ricevute giusto?
    In ogni caso, so che gli incassi vanno comunque denunciati all’atto delle dichiarazioni dei redditi.
    Vi ringrazio in anticipo ed auguro una buona giornata.

  • Ciao, le prestazioni occasionali possono essere lasciate solo per lavori intellettuali e non per lavori manuali; ad esempio una consulenza tecnica rientra come prestazione mentre la realizzazione di un muro no (giusto per chiarirci). La tua realizzazione è opera intellettuale o manuale? tutte le ricevute come le fatture devono essere numerate con numero progressivo. Non puoi cmq emettere fattura di vendita ma ricevuta tranquillamente

  • Francesco

    Grazie mille per la risposta.
    La mia creazione è un file Excel, quindi dovrebbe rientrare nella categoria dei lavori tellettuali giusto? In questo caso sarebbe più corretto emettere ricevuta di vendita o prestazione occasionale con ritenuta di acconto?
    Perdonatemi, ma purtroppo sono ignorante in materia e prima di commettere errori preferisco chiedere a chi ne sa più di me.

  • dovresti essere nella categoria prestazione occasionale perché hai tu creato questo file, modificando l’esistete, quindi si configura come nuovo file. In questo caso, puoi emettere ricevuta per prestazione occasionale

  • Francesco

    Grazie mille, siete stati veramente gentili!

  • Gianluca

    buongiorno, sono un lavoratore in mobilità ordinaria. Posso svolgere attivita autonoma occasionale rilasciando una ricevuta con ritenuta d’acconto ad un ente pubblico (comune) per un importo di € 4500,00 lordi senza perdere la mobilità? devo darne comunicazione all’INPS? grazie

  • Massimo

    Buongiorno, sono un lavoratore dipendente, precisamente sono un disegnatore meccanico. La mia azienda fortemente in crisi, durante il 2016, al termine di una lunga sessione di cassa integrazione di solidarietà che perdurava dal 2015, ha aperto diverse sessioni da 8-13 settimane di CIG ordinaria che ci interessa per 2/3 giorni alla settimana. Durante l’anno mi sono trovato a svolgere dei piccoli progetti per altre aziende che saranno pagati tra settembre e dicembre con ritenuta d’acconto, essendo questi nell’ordine complessivo di 2400 euro. Essendo in CIG solo alcuni giorni la settimana, sono soggetto al tetto dei 3000 o 5000 euro per non dischiarare questi compensi l’anno prossimo? Generalmente non faccio il 730, non ho nulla da scaricare, o altri redditi, questa attività extra lavorativa è nata solo quest’anno, ma vorrei sapere come mi devo comportare alla prossima dichiarazione dei redditi

  • L’INPS, non dispone di una disciplina specifica in merito alla sospensione/decadenza della mobilità in caso di attività autonoma. Afferma solo che l’indennità di mobilità è legata allo stato di disoccupazione involontaria, Per tanto deve venir meno quando cessa tale stato.

    Premesso questo, in base a quanto affermato dall’articolo 4 del D.Lgs. 181/2000, si dispone che si ha la conservazione dello stato di disoccupazione anche a seguito di svolgimento di attività lavorativa al fine di assicurare un reddito annuale non superiore però al reddito minimo personale escluso da imposizione.Nel caso specifico si parla di € 4.800, in caso di lavoro autonomo, e € 8.000 in caso di collaborazioni coordinate e continuative.

    Nel limite di questi importi, l’attività di lavoro autonomo e le collaborazioni coordinate e continuative sono compatibili anche con la percezione della mobilità, ma sempre entro il limite del reddito pari alla retribuzione spettante al momento della messa in mobilità, opportunamente rivalutato.

    Devi per forza comunicare all’INPS entro 5 giorni dall’inizio dell’attività lavorativa autonoma, il reddito che prevedi di ottenere nel corso dell’anno solare e dichiarare successivamente il reddito percepito effettivamente con dichiarazione dei redditi. Sarà poi L?INPS a valutare eventualmente se e come ridurre l’indennità.

    Qualora nel corso dell’anno si sovrappongano diverse tipologie di lavoro, si applica il limite superiore. In caso di superamento, è prevista la cancellazione dalle liste e la decadenza dal trattamento fin dall’inizio dell’attività lavorativa e la restituzione delle somme percepite indebitamente

  • Ti conviene comunque dichiararli, anche per stare tranquillo, poiché per le ritenute il sostituto d’imposta, ovvero il datore di lavoro che ti commissiona il lavoro, ti trattiene parte del tuo assegno e lo versa allo stato come acconto. Queste somme versate poi ti devono essere certificate per forza con CU e devi dichiararle con il modello 730. In questo caso, eventualmente puoi recuperare le somme che ti sono state indebitamente trattenute e versare nel caso la restante imposta.

  • Andrea Marchese

    buongiorno, io sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato. adesso vorrei aprire un piccolo corso di difesa personale presso una palestra, come posso regolamentarmi al meglio? va bene il contratto di prestazione occasionale? devo dichiarare qualcosa nel 730? grazie in anticipo della risposta

    andrea

  • Massimo

    Non mi è molto chiaro, se l’ammontare totale dei redditi extra è inferiore a 5000 €, non ho da pagare nulla oltre quanto già io versi tramite il sostituto d’imposta e quindi nn dovrei nemmeno dichiararlo credo, giusto? Il mio dubbio era se tale tetto fosse 5000 0 3000 per via della cig comunque parziale per evitare di dichiararlo. Se Lei viceversa mi conferma che questi vanno comunque dichiarati a prescindere, dovrò fare un CU cumulativo e pagare l’irpef sul tratto eccedente a quanto il mio SI paghi già, sperando peraltro di non entrare nello scaglione successivo. Ho capito bene? Mi sta dicendo questo? Grazie in anticipo

  • Graphica89

    Buongiorno,
    sono una graphic designer senza partita IVA. Ho appena iniziato la mia attività e per ora mi sto avvalendo dell’uso di ricevute di collaborazione occasionale.
    Avrei una domanda a cui non riesco a trovare risposta nelle mie ricerche sul web. Qualche mese fa mi è stato commissionato un lavoro di grafica, che però ho svolto in forma del tutto gratuita per la mia cliente che è un’amica. Le uniche spese da sostenere sono quelle di stampa. Le due tipografie di cui mi servo hanno emesso fattura intestata a me. Tutte le spese di stampa non verranno però sostenute dalla mia amica stessa, bensì dall’azienda per cui lavora. L’azienda per cui lavora mi rimborserebbe le spese di stampa solo a seguito di presentazione di fattura/ricevuta prestazione occasionale rilasciata da me, perché sono stata io stessa a presentare preventivo. Visto che non ricevo compenso per questo lavoro, posso rilasciare ricevuta di prestazione occasionale come rimborso spese? L’ammontare delle spese di stampa è di circa 1.300 euro. E poi, rilasciando questo tipo di ricevuta, devo pagarci le tasse?
    Grazie in anticipo.
    Laura

  • Graphica89

    Buongiorno,
    sono una graphic designer senza partita IVA. Ho appena iniziato la mia attività e per ora mi sto avvalendo dell’uso di ricevute di collaborazione occasionale.
    Avrei una domanda a cui non riesco a trovare risposta nelle mie ricerche sul web. Qualche mese fa mi è stato commissionato un lavoro di grafica, che però ho svolto in forma del tutto gratuita per la mia cliente che è un’amica. Le uniche spese da sostenere sono quelle di stampa. Le due tipografie di cui mi servo hanno emesso fattura intestata a me. Tutte le spese di stampa non verranno però sostenute dalla mia amica stessa, bensì da un ente pubblico, che finanzia l’attività a seguito della vincita di un bando. L’ente mi rimborserebbe le spese di stampa solo a seguito di presentazione di fattura/ricevuta prestazione occasionale rilasciata da me, perché sono stata io stessa a presentare preventivo. Visto che non ricevo compenso per questo lavoro, posso rilasciare ricevuta di prestazione occasionale come rimborso spese? L’ammontare delle spese di stampa è di circa 1.300 euro. E poi, rilasciando questo tipo di ricevuta, devo pagarci le tasse?
    Grazie in anticipo.
    Laura

  • si puoi rilasciarlo alla palestra, come prestazione occasionale. IL tutto deve essere inserito nella dichiarazione dei redditi

  • Alessandro

    Buongiorno sono un lavoratore in azienda privata come part-time 20 ore totali settimanali attualmente con contratto di solidarietá volevo sapere quant’é il massimo annuo che posso emettere come collaborazione occasionale ?grazie

  • Michele

    Buongiorno Tommaso. Avrei necessità di una piccola delucidazione. Sono un fotografo per un un’agenzia immobiliare che mi chiama quando ne ha necessità. Nell’anno corrente, da poco siamo arrivati al limite dei 5000euro lordi, e quindi mi hanno iscritto alla gestione separata inps. Il mio problema sorge nel momento in cui devo emettere la ricevuta di prestazione occasionale. Prima, emettevo la stessa, indicando compenso, a ritenuta d’acconto e quindi il netto. Ora, con l’iscrizione alla gestione separata inps, cosa altro dovrei indicare? ovviamente dovrei indicare sempre anche la ritenuta d’acconto vero?e con la gestione separata inps, ci sono altri limiti, in termini di lordo, che non dovrei superare? grazie mille per le delucidazione che vorrai darmi.

  • angela fattori

    Buongiorno devo fare ricevuta per persona con partita iva in regime forfettario, la quale mi dice di non inserire la ritenuta, é corretto?
    Grazie

  • non puoi superare i 5000 € all’anno

  • si, in fase di dichiarazione poi compensa

  • Maurizio

    Buongiorno,
    Sono un dipendente della pubblica amministrazione (FORZE ARMATE) vorresi sapere se posso emettere ricevute per la prestazione di lavoro occasionale.Faccio presente che la mia amministrazione mi ha concesso la possibilità di attività privata extraprofessionale retribuita.
    Grazie mille in anticipo

  • Alessandro

    Grazie mi era venuto il dubbio che erano solamente 3000 annui ,ma evidentemente le 20 ore part-time settimanali mi danno la possibilita anche stando in solidarieta di arrivare a 5000 euri annui
    grazie nuovamente

    Il mercoledì 19 ottobre 2016, Disqus ha scritto:

  • Sandro Casimirri

    Buon pomeriggio, una persona assunta con contratto Part time può svolgere una prestazione occasionale senza che questa vada ad incidere sulla tassazione del lavoro subordinato andandosi a sommare su tale reddito?

  • Matilde Giada Girolamo

    Buongiorno a tutti,

    sono neo-laureata (non ho mai lavorato).
    Posso svolgere attivita autonoma occasionale rilasciando una ricevuta con ritenuta d’acconto
    al Comune della mia città? Dopo aver letto l’articolo direi di sì ma da ignorante in materia vorrei una conferma.

    Ho svolto una consulenza di 10 giorni per un ufficio del Comune per un compenso di 400 euro.
    Il problema è che nemmeno il responsabile dell’ufficio sà come darmi questi soldi!!
    Chiedo il vostro aiuto, come è meglio procedere?

    Grazie infinite,
    Giada

  • Matilde Giada Girolamo

    Buongiorno a tutti,

    sono neo-laureata (non ho mai lavorato).
    Posso svolgere attivita autonoma occasionale rilasciando una ricevuta con ritenuta d’acconto
    al Comune della mia città?
    Oppure un Comune può interfacciarsi solo con titolari di partita iva ?

    Ho svolto una consulenza di 10 giorni per un ufficio del comune e si tratta di una cifra minima (circa 400 euro).
    Il problema è che nemmeno il responsabile dell’ufficio sà come darmi questi soldi!!
    Chiedo il vostro aiuto, come è meglio procedere?

    Grazie infinite,
    Giada

  • Fares Omeiri

    Salve. lavoro in libera professione, ma dovrò chiudere la partita IVA, entro il 31.12.16,
    Posso fare il lavoro occasionale per qualche mese il prossimo anno con partita iva chiusa?

  • erngiu963

    buongiorno leggendo l’articolo volevo esporre una domanda:lavoro come pony express 5 giorni alla settimana per 4 settimane, il lavoro mi viene gestito dalla società, con prese e consegne….devo ritenermi un lavoratore subordinato o un prestatore occasionale d’opera?grazie per la cortese risposta.

  • Giada

    Buongiorno, avrei bisogno di una piccola informazione. Per legge la ritenuta va firmata altrimenti non è valida? Molte grazie.

  • Gionny

    Si che non vada contro il d.lgs nr.81 del 2015

  • Gionny

    Il comune è sost.d’imposta, quindi opera le ritenute d’acconto, poi dicono alla Raggi che non sa amministrare! Dagli il c.f. al mentecatto e fatti fare la ricevuta della prestazione, poi ritorna a prendere la copia dell’f24 con codice tributo 1040, mi sembra. Altrimenti fai un esposto alla gdf… poi dovrai elencare i redditi sulla dichiarazione.d.redditi o 730 redditi diversi! Qui vai da un consulente.

  • Gionny

    Tu come privato potresti ma senza r.d’acconto

  • Gionny

    Se sei privato non hai funzione di sost.dimposta. giusto…non puoi

  • Gionny

    Quanto vuoi se sei part-time… dopo i 5000 euro ti vai a pagare i contributi sull’eccedenza… sei in posizione favorevole ai vaucer o alle prest occasion.autonome.

  • Gionny

    Colui che beneficia della prestazione è sost.di imposta quindi provvederà essa alla r.d.a e tu la ricevuta.

  • Matilde Giada Girolamo

    Buongiorno Gionny,
    grazie mille per il prezioso aiuto.

  • Doc9999

    Buongiorno, è possibile emettere più ricevute di prestazione occasionale allo stesso committente durante lo stesso anno solare? ad esempio io ne emetterò una nel mese di Febbraio 2017 (e quindi la prestazione dura meno di 30 giorni continuativi); nel caso questo cliente avesse nuovamente bisogno di me a distanza di 3-4 mesi (indicativamente maggio-giugno pv), io posso emettere un altra fattura di prestazione occasionale (ovviamente per la prestazione che dura meno di 30 giorni)?

  • Stefano Cordano

    Buongiorno, sono un grafico e devo emettere una ricevuta per prestazioni occasionali di 800 euro nette ad un committente a regime forfettario. Devo quindi omettere la ritenuta d’acconto, giusto?
    Se eventualmente potessi fornirmi un fac-simile per tale ricevuta mi faresti un enorme favore.
    Grazie per l’aiuto

  • La ricevuta al momento non la ho disponibile. Cmq si devi omettere la ritenuta.

  • si

  • Nicola Luccarelli

    Salve, io avri bisogno di una informazione. Sono un giornalista free lance che collabora con alcuni siti. Le mie collaborazioni sono regolate da ricevute con ritenute di acconto. Quello che vorrei capire bene è come devono essere numerate le ricevute? Se si inizia da gennaio e ho due collaborazioni devo scrivere 1 per una collaborazione e 1 A per l’altra collaborazione e 1 B per un’eventuale terza? Grazie

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