Visite fiscali 2016 dipendenti privati e pubblici: orari, sanzioni, malattia, regole

Quali sono le novità introdotte in merito alle visite Fiscali 2016 da parte dell’INPS sui dipendenti statali e privati? Grazie al Jobs Act sono state introdotte importanti novità e con le nuove norme i cambiamenti sono tanti e riguardano non solo i dipendenti pubblici ma anche i privati. In questa guida troverete tutte le informazioni, le novità e gli orari delle visite fiscali INPS.

Lo scorso anno (2015) sono cambiate quasi completamente le regole, sopratutto per gli orari visite fiscali per il pubblico impiego e per le aziende private ma anche per coloro che si assentano per malattia dal proprio posto di lavoro. Vi sono però delle differenze in merito e quindi è giusto fare una sottile differenza tra gli orari visite fiscali dipendenti pubblici e orari visite fiscali dipendenti privati.

L’INPS, in una sua circolare ha diramato le modifiche entrate in vigore e riguardano sia gli orari del Medico fiscale, sia dei lavoratori.

In modo particolare, come vedremo di seguito, nel caso in cui i lavoratori non siano reperibili nel momento della visita fiscale, all’interno del domicilio indicato nella documentazione, i soggetti dissidenti andranno incontro a sanzioni.

visite-fiscali-inps-2016

In questo post troverete inoltre tantissime novità in merito agli orari di visita fiscale sulla base di:

  • fasce orarie della visita fiscale;
  • certificati di malattia;
  • orario di reperibilità;
  • infortunio sul lavoro;
  • malattia del bambino.

Vediamo nel dettaglio cosa comporterà l’attuazione del Jobs Act.

Orari visite fiscali 2016: dipendenti pubblici

Per quanto concerne le visite fiscali 2016 per i dipendenti pubblici, l’INPS ha diramato delle regole ben precise e rigide.

La reperibilità del dipendente statale è attiva 7 giorni su 7 compresi anche i festivi e riguarda i seguenti soggetti:

  • dipendenti statali di ogni ordine e grado;
  • insegnanti;
  • lavoratori assunti in una pubblica amministrazione;
  • tutti i soggetti che lavorano all’interno di un ente locale;
  • vigili del fuoco;
  • polizia di Stato;
  • Asl;
  • soggetti delle forze armate.

Gli orari in cui il lavoratore è obbligato a rimanere presso il proprio domicilio sono quelli compresi nelle seguenti fasce orarie:

  • mattina: dalle ore 9:00 alle ore 13:00;
  • pomeriggio: dalle ore 15:00 alle ore 18:00.

Orari visite fiscali dipendenti privati

Per quanto riguarda invece i dipendenti privati, gli orari delle visite fiscali da parte dell’INPS per malattia nel 2016, vedono rispettare i seguenti criteri:

  • mattina: dalle ore 10:00 alle ore 12:00;
  • pomeriggio dalle ore 17:00 alle ore 19:00.

Come per il dipendente statale anche per il dipendente privato i giorni di presunto controllo sono 7 su 7. Nel periodo di reperibilità fa eccezione solo in alcuni casi  come vedremo di seguito e quando il lavoratore giustifica l’assenza.

Novità sugli Orari visite fiscali 2016

Dipendenti pubblici e privati 

Tutti i soggetti pubblici sopra elencati e privati, perdono lo status di reperibilità per malattia nel momento in cui si vengono a verificare una o più di queste condizioni:

  • grave malattie riconosciuta di una certa entità per cui sono necessarie cure salvavita;
  • infortuni di lavoro;
  • patologie gravi documentate e identificative come cause di servizio;
  • menomazione attestata;
  • eventi morbosi correlati all’invalidità attestata;
  • gestazione a rischio.

La visita fiscale per malattia esenta i dipendenti che hanno già ricevuto la visita fiscale nel periodo di prognosi indicato nel certificato rilasciato dal medico.

Orari visite fiscali per malattia dei dipendenti della scuola

Per tutti coloro che abbiano un contratto rientrante in una delle seguenti categorie:

  • docente;
  • personale ATA;
  • dipendenti scolastici;

hanno l’obbligo di comunicare immediatamente la loro assenza per malattia all’amministrazione dell’istituto competente dalla mattina del 1° giorno di assenza, anche in caso di malattia prolungata. La comunicazione telefonica deve indicare nello specifico:

  • il presunto periodo di assenza;
  • il domicilio di reperibilità.

Visite fiscali 2016: sanzioni

Nel caso in cui si vengono a verificare delle visite fiscali da parte del medico competente ed il lavoratore non dovesse essere in casa e nello stesso tempo non sia in grado di fornire adeguata motivazione (ha 15 giorni di tempo per fornirla) con certificazione, incorre nella perdita del diritto al 100% della retribuzione spettante per i primi 10 giorni di malattia; per i successivi giorni rimanenti, la retribuzione passerà al 50%.

Per quanto riguarda il calcolo della retribuzione per malattia, ricordiamo che è prevista una diminuzione progressiva della somma col passare del tempo:

  • fino a 9 mesi la la retribuzione sarà pari al 100% dello stipendio;
  • dal 10° mese al 12° scenderà al 90%;
  • dal 13° al 18° al 50%.

Orari Visite Fiscali INPS: novità con il Jobs Act

I giorni inerenti la visita fiscale da parte del medico competente, in base alla categoria di appartenenza, considera giorni festivi anche:

  • Natale;
  • Capodanno;
  • Pasqua;
  • Pasquetta;
  • 8 dicembre;
  • 15 Agosto, ecc.

Attenzione anche al fatto che se il dipendente privato dovesse assentarsi per malattia il giorno prima o dopo la ricorrenza della festiva, l’obbligo di reperibilità si estende anche durante tali giorni. Di conseguenza se il 31 dicembre il dipendente è in malattia, il 1° gennaio, essendo festivo, si considera di malattia anche se il certificato prevede lo stato di malattia fino al 31 Dicembre e dovrà essere reperibile durante gli orari di controllo della visita fiscale.

Visite Fiscali INPS e certificati di malattia online

Connessa alla novità delle visite fiscali è anche il certificato di malattia online.

Il certificato di malattia online dell’INPS sostituisce il certificato di malattia cartaceo dell’INPS, noto anche come certificazione telematica della malattia introdotto a seguito di un lungo percorso normativo ed ha come unico scopo la semplificazione del processo di gestione dei certificati medici facendo venir meno alcuni degli oneri di trasmissione che prima spettavano al cittadino.

Il certificato di malattia online, funziona seguendo i seguenti passaggi:

  1. il medico emette il certificato e lo trasmette per via telematica;
  2. il Sistema di Accoglienza Centrale (SAC) o Regionale, attraverso un apposito sistema progettato dal’INPS lo rende disponibile sia al cittadino, sia anche al datore di lavoro per la parte di sua competenza.

In questo modo, e grazie a questo processo si è ridotto di molto i costi di gestione dei certificati medici in merito alle amministrazioni competenti.

Il datore di lavoro potrà trovare il certificato di malattia di suo interesse direttamente sul sito dell’INPS accedendo con PIN identificativo.

Ricordiamo anche che all’interno del certificato online sono disponibili i dati del lavoratore ad esclusione della diagnosi, ritenuto dato sensibile e non divulgabile. Il sistema di invio telematico del certificato di malattia online dell’INPS interessa diversi soggetti tra cui:

  • lavoratori;
  • datori di lavoro;
  • medici abilitati;
  • Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • INPS.

Per consultare il certificato basta collegarsi al sito dell’INPS ed inserire le proprie credenziali di accesso compreso il PIN. E’ possibile renderlo consultabile non solo ai datori di lavoro interessati ma anche ai lavoratori.

Se vuoi testare il servizio, non resta che collegarsi al sito dell’INPS cliccando qui>>

Malattia INPS e visite fiscali

Infine ricordiamo che l’indennità di malattia INPS viene corrisposta, ai lavoratori da parte dell’INPS al posto della retribuzione, ma solo nel caso in cui si ammalino.

I lavoratori interessati non sono solo lavoratori del settore privato, ma anche coloro che rientrano in una delle seguenti categorie:

  • operai del settore industria;
  • operai ed impiegati del settore terziario e dei servizi;
  • lavoratori adibiti a mansioni agricole;
  • apprendisti;
  • disoccupati;
  • lavoratori sospesi dal lavoro;
  • lavoratori dello spettacolo;
  • lavoratori marittimi;
  • lavoratori iscritti alla gestione separata  secondo quanto disposto dal’articolo 2 comma 26 della legge 335/95.

Non rientrano invece sotto l’indennità di malattia tutti i seguenti soggetti:

  • collaboratori familiari come ad esempio COLF e Badanti;
  • impiegati del settore industriale;
  • dirigenti;
  • portieri.

Ai soggetti su esposti spetta un’indennità pari al 50% della retribuzione media giornaliera per i primi 20 giorni e successivamente un valore pari al 66,6% anche nei casi di ricaduta. L’indennità subisce invece una decurtazione (una riduzione) nel caso in cui il soggetto si trova in una delle seguenti condizioni:

  • ricovero ospedaliero ed il soggetto non ha familiari a carico;
  • disoccupazione o sospensione dal rapporto di lavoro.

Per quanto attiene all’erogazione, questa viene anticipata dal datore di lavoro per conto dell’INPS per poi essere compensata in seguito e per i primi 3 giorni l’indennità resta a carico del datore di lavoro, mentre per i successivi, ovvero dal 4° giorno e fino alla fine della degenza spetta all’INPS erogare il sussidio.

Non viene invece corrisposta in nessun modo nel caso in cui vi sia un ritardo nell’invio del certificato. Per i giorni di ritardo non vi sarà pertanto corrisposta nessun tipo di indennità tranne che il lavoratore non riesca a dimostrare un motivo serio che ne giustifichi l’eventuale ritardo.

La malattia potrà essere corrisposta per un periodo massimo di 180 giorni su 365 ovvero 180 giorni per ogni anno solare.

Ricordiamo che affinché possa essere verificato l’effettivo stato di malattia del lavoratore, esso deve rimanere reperibile secondo quanto detto sopra tutti i giorni, compreso domenica e giorni festivi dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 17,00 alle ore 19,00.

Visite Fiscali orari e reperibilità per malattia del bambino

Le assenze dei lavoratori dovute a malattia del proprio bambino non prevedono alcuna visita fiscale ne’ orari di reperibilità da rispettare. Infatti il T.U., in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità stabilisce che nel caso in cui il lavoratore è assente per malattia del bambino, vi è il diritto dei genitori lavoratori a non rispettare gli orari visite fiscali, in quanto la malattia del bambino non necessita di certificati malattia INPS, ma comunque resta obbligato a documentare l’assenza attraverso apposito certificato medico rilasciato da un medico specialista del Servizio Sanitario Nazionale o convenzionato del bambino.

La durata massima delle malattie varia in base all’età del bambino. Di conseguenza:

  • se il bambino ha meno di 3 anni, le assenze per malattia possono protrarsi per tutta la durata della malattia;
  • se il bambino ha una fascia di età compresa tra i 3 e gli 8 anni, le assenze per malattia del bambino possono arrivare fino a massimo 5 giorni lavorativi all’anno.

Le assenze per malattia del bambino sono previste per ogni figlio a carico e possono essere utilizzate indistintamente dal padre o dalla madre che non siano legalmente separati e mai contemporaneamente.

Retribuzione assenze malattia figlio: dipendenti pubblici e privati

Il legislatore riconosce ad entrambe i genitori la possibilità di assentarsi dal lavoro per causa di malattia del proprio figlio, ma non riconosce alcuna forma di retribuzione economica per i giorni di assenza, ne per il settore pubblico ne per il privato. Eccezione fatta per i soli dipendenti pubblici che abbiano un figlio con età inferiore ai 3 anni, è previsto il pagamento del normale stipendio per 30 giorni all’anno.

Malattia figlio disabile e retribuzioni legge 104

Se al bambino sono stati riconosciuti i benefici della Legge 104 e di conseguenza al genitore sono stati accordati giorni di permesso per l’assistenza del bambino disabile, questi si vanno a sommare ai giorni d’assenza per malattia del bambino.

In caso di disabilità del figlio, secondo quanto stabilito dalla legge 104/32, i genitori hanno diritto al congedo parentale che si aggiunge a 2 ore di riposo al giorno o 3 giorni consecutivi al mese. Nello specifico, tale congedo (ha una valenza di 2 ore giornaliere) va dalla nascita del bambino fino al compimento dei 3 anni. Successivamente, dai 3 ai 18 anni è invece possibile sfruttare 3 giorni di permesso al mese (anche continuativi) ed ottenere il prolungamento del congedo.

Se il congedo è prolungato oltre gli 8 anni del bambino la retribuzione corrisposta ammonta al 70% rispetto al normale stipendio. Al compimento dei 18 anni del figlio, poi, se il ragazzo è assistito esclusivamente dal genitore richiedente in maniera continuativa, il lavoratore conserva il diritto ad assentarsi 3 giorni al mese, continui o frazionati.

Queste in breve le novità inerenti gli orari visite fiscali 2016 

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Tommaso Piccinni

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