Jobs Act: decreti attuativi

Anche gli ultimi 4 decreti attuativi del Jobs Act sono ormai stati approvati dal governo!  Si completa così la riforma del mercato del lavoro.

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Ma cosa prevede il Jobs Act? Questo in breve la riforma del lavoro del governo Renzi:

  1. contratto a tutele crescenti;
  2. modifiche dell’articolo 18;
  3. abolizione del contratto a progetto;

Jobs act e decreto sulla semplificazione.

Il decreto sulla semplificazione è sicuramente quello che al momento tiene banco, in quanto sono tantissime e sopratutto complesse le norme che lo compongono.

Il decreto semplificazioni è suddiviso al momento in 3 titoli:

  1. Titolo I: razionalizzazione e semplificazione in merito a:
    1. procedure e adempimenti sulle sanzioni disciplinari;
    2. collocamento mirato delle persone con disabilità;
    3. costituzione e gestione del rapporto di lavoro;
    4. materie di salute e sicurezza sul lavoro;
    5. sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale;
  2. Titolo II disposizioni in materia di:
    1. rapporti di lavoro;
    2. pari opportunità;
  3. Titolo III disciplina l’entrata in vigore del provvedimento.

Si conclude così l’iter del Jobs Act, iniziato circa un anno fa’ è finalmente giunto al termine.

Il ministro Poletti a nome di tutto il governo si dice soddisfatto per la la riforma del lavoro appena conclusa in quanto spiega di aver voluto in tutti i modi privilegiare il contratto a tempo indeterminato riportandolo al centro della questione lavorativa. Grazie al consiglio dei ministri che si è tenuto il 4 settembre 2015 si sono approvati in via ormai definitiva gli ultimi 4 decreti legislativi della legge delega n. 183/2014.

Jobs Act: attuati gli ultimi 4 decreti

  1. Riformata la normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro;
  2. Approvato la razionalizzazione e semplificazione di procedure e adempimenti a carico di cittadini ed imprese, nonché in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità;
  3. Approvato semplificazioni e razionalizzazioni dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale;
  4. Approvato il riordino in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive.

Cambia per tanto tutto il vecchio sistema di impostazione su cui si fondava il rapporto di lavoro; con il nuovo Jobs Act si passa:

  • all’abolizione delle dimissioni in bianco;
  • alla ristrutturazione dell’art 4 dello Stato dei Lavoratori n. 300 del ’70;
  • riordino degli ammortizzatori sociali in costanza del rapporto di lavoro ( massimo 24 mesi per tutte le categorie in 5 anni);
  • attività ispettive con l’istituzione dell’ispettorato unico.

Jobs Act: Maggiori controlli a distanza su smartphone e Tablet

Anche i controlli a distanza sono stati oggetto di profonde discussioni e oggi finalmente si è giunti ad una soluzione, anche se la più discussa.

In pratica vi sono state importanti novità sul tema. Viene modificato l’articolo 4 dello statuto dei lavoratori del 1970 per individuare quella che sarà la nuova disciplina nel rispetto della privacy, in termini di controlli a distanza. Questo andrà dunque a colmando quel vuoto che nel corso del tempo si è avuto in merito agli impianti mobili che vengono forniti dalle aziende ai lavoratori.

Per tanto la riforma prevede il controllo su strumenti e apparecchi elettronici di lavoro, compresi  smartphone e tablet, rispettando però 2 condizioni:

  1. il lavoratore deve essere informato in anticipo di possibili controlli;
  2. rispetto delle norme inerenti la privacy.

Su tablet e smartphone non potranno essere installati strumenti di controllo di nessun tipo.

La maggior novità riguarda la possibilità di ricorrere a tali controlli senza nessun preavviso o nulla osta da parte del sindacato o peggio ancora del Ministero come avviene invece per le telecamere., ma non può essere utilizzato sistematicamente un meccanismo di controllo. Inoltre per poter essere sottoposto a controllo, l dispositivo deve contenere solo e soltanto applicazioni inerenti al lavoro che si svolge.

Le informazioni raccolte devono essere trattate nel rispetto della privacy e solo e soltanto per i fini connessi al rapporto di lavoro. Rientrano anche i fini disciplinari.

Jobs Act: Cassa integrazione e NASpI

Per quanto concerne gli ammortizzatori sociali, il ministro del lavoro Poletti afferma di aver potuto estendere la cassa integrazione a 1,4 milioni di lavoratori che fino ad oggi non erano neanche contemplati, in quanto non vi era la copertura.

IN effetti con la riforma la cassa integrazione viene estesa anche a quelle aziende con un numero di dipendenti inferiore a 15 ma superiore a 5. Di conseguenza la Cassa integrazione potrà avere una durata massima di 24 mesi nell’arco di 5 anni.

Tale periodo poi è esteso a 36 mesi nel casso in cui l’azienda ricorre ai contratti di solidarietà.

Per quanto riguarda invece l contributo in termini di percentuali, verrà utilizzato il principio del bonus malus, ovvero paga di più chi più usa la cassa.

Per quanto invece attiene la NASpI, questa è stata estesa per un periodo totale di 24 mesi.

Jobs Act: Solo comunicazioni telematiche e archivio elettronico del LUL

In tema poi di semplificazioni e lotta alla burocrazia, passi in avanti si sono fatti anche grazie all’obbligo dell’invio esclusivo per via telematica di tutte le informazioni in materia di rapporto di lavoro.

Rientrano per tanto in quest’ambito le informazioni:

  1. collocamento mirato;
  2. tutela delle condizioni di lavoro;
  3. incentivi per i lavoratori e datori di lavoro;
  4. politiche attive;
  5. formazione professionale;
  6. nulla osta per i cittadini extracomunitari (solo per il settore spettacolo e per i dipendenti).

Per l’attuazioni di questi 6 punti dovremmo però attendere ancora 90 giorni per l’emanazione del decreto da parte del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali in concomitanza con il Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione.

Per quanto riguarda invece la tenuta del LUL (libro unico del lavoro) in modalità telematica presso la sede del ministero del Lavoro, si dovrà attendere il 01 Gennaio 2017 con l’approvazione di un apposito decreto da parte del Ministro del Lavoro, secondo cui si dovranno stabilire:

  • modalità tecniche;
  • modalità organizzative;
  • interoperabilità tra i diversi attori;
  • tenuta, aggiornamento e conservazione dei dati contenuti nel LUL.

Jobs Act e disposizioni in materia di rapporti di lavoro

Il nuovo testo del Jobs Act, dispone ancora:

  • Cessione delle Ferie

la possibilità per tutti i lavoratori di poter cedere in modalità del tutto gratuita ai propri colleghi riposi e ferie maturate. Vanno però esclusi

  1. giorni di riposo;
  2. ferie minime (30 giorni)

Rientrano per tanto in questa categoria tutti i giorni previsti dalla legge.

Il trasferimento di ferie da un dipendente ad un altro può avvenire solo e soltanto per consentire l’assistenza ai figli minori che sono affetti da particolari condizioni di salute e che per tanto sono soggetti ad assistenza e cure costanti da parte dei genitori.

  • Astensione dalla reperibilità

Altra novità, riguarda l’astensione della reperibilità, in caso di malattie certificate, anche per il settore privato. Fino ad oggi erano solo gli impiegati statali a poter optare per l’astensione dalla reperibilità. Oggi invece con il decreto del Jobs Act, tale facoltà viene estesa anche ai lavoratori del settore privato.

  • Ispettore Unico 

Viene introdotta la riforma anche in materia di controlli e di ispezioni, con un unico organo competente: l’Ispettorato unico.

In questo modo si vengono a migliorare le performance delle ispezioni; non più 3 soggetti ispettivi ma un istituto solo in modo da avere un unico istituto anche per le imprese.

Jobs act e Fisco

Infine all’interno del Jobs act sono contenuti decreti anche in materia fiscale. Tra le importanti novità abbiamo:

  • Sconti fiscali: La tax expenditure secondo il decreto in questione deve essere rivista o comunque cancellata nel tempo massimo di 5 anni.
  • Cartelle esattoriali via WEB: le notifiche delle cartelle esattoriali arrivano via WEB, con la possibilità di un ulteriore abbassamento dell’ aggravio di:
    • dal 4,65 al 1% per i contribuenti che liquidano i loro debiti nell’arco massimo di 60 giorni;
    • dal 8% al 6%, dopo i 60 giorni con una tolleranza massima di ritardo del pagamento della rata pari a 7 giorni.
  • Eliminazione dell’anatocismo: abolita la norma che prevede, in caso in cui il contribuente decidesse di rateizzare le somme iscritte a ruolo, il pagamento di:
    • interessi sugli interessi;
    • interessi sulle sanzioni.

L’obbiettivo finale di  Palazzo Chigi è quello di limitare i controlli e vincolare una quota parte degli incassi derivanti dalla lotta all’evasione per finanziare il Fondo per la riduzione delle tasse.

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Tommaso Piccinni

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