Tassa sull’aria condizionata? Solo se superiore a 12 Kw di potenza

Il Governo Renzi approva anche la tassa sull’aria…condizionata! La notizia arriva dopo circa 20 ore dalla sua approvazione. Ed ora? chi paga?

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La stangata del fisco arriva in un periodo di caldo afoso ed intenso; la tassa sull’aria condizionata infatti arriva come una patata bollente nel deserto del Sahara, prevista dalla direttiva Europea sulle emissioni di anidride carbonica e ad annunciarlo è Federconsumatori e Adusbef che stimano un aggravio per famiglia di circa 200 €.

Cosa prevede la direttiva Europea?

La nuova direttiva Europea obbliga i proprietari di climatizzatori a possedere un libretto di impianto; a questo si aggiunge anche un controllo degli stessi ogni 4 anni.

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Per chi non si mette in regola sono previste anche delle sanzioni che vanno dai 500 ai 3000 €.

Per quanto riguarda invece il rilascio del libretto di centrale e del primo bollino per i condizionatori, si stimano a famiglia una spesa di 180 – 220 €, che potrebbero arrivare anche a 300 € se i condizionatori in casa sono più di uno o addirittura se si tratta di impianto centralizzato.

L’obbligo di possedere il libretto per il condizionatore è stata un idea del governo Monti del 2013 e non quindi attribuibile all’attuale governo; entrò poi in vigore nel 2014 con il governo Letta secondo cui gli impianti di climatizzazione vengono equiparati a quelli di riscaldamento. Il ministro dello sviluppo economico però ha precisato che sono soggetti  a controllo solo gli impianti superiori ai 12 Kw.

Chi paga la tassa sull’aria condizionata?

Le associazioni sono sul piede di guerra in quanto secondo una loro stima ai costi sopra descritti si andrebbero ad aggiungere anche tutte le ricadute indirette in quanto questi obbligatori per:

  • esercizi commerciali;
  • ristoranti;
  • studi di professionisti;
  • ecc.

Tutto questo con una possibile ripercussione sulle tasche dei cittadini.

Il Governo però al momento assicura che non c’è da preoccuparsi in quanto norma vale solo per condizionatori con potenza maggiore o uguale a 12 kw; quindi nessun pericolo per le famiglie.

Ma cosa succede se in una civile abitazione vi sono montati più di 2 condizionatori e la potenza massima supera i 12 Kw?

Le associazioni di consumatori ribadiscono che un solo condizionatore al massimo serve per raffrescare l’aria in una stanza di 30 mq. Di conseguenza, se i condizionatori presenti in casa sono più di uno, la spesa da sostenere può salire fino a 300 €. Quindi nuove tasse ancora per i cittadini e per la casa.

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A tale proposito vi è una diversa interpretazione della norma, in quanto il Mise afferma che la maggioranza dei condizionatori sono sotto la soglia dei 12 Kw e quindi non hanno l’obbligo di libretto di centrale! Ma attenzione si parla per una singola unità e non per un appartamento completo. In linea di massima 12 Kw di potenza servirebbero per raffrescare edifici o anche appartamenti superiori ai 160 mq. Quindi solo e soltanto se la somma di tutti i climatizzatori installati è inferiore alla potenza di 12 KW allora non vi è l’obbligo del libretto di centrale.

Infine il Mise conferma che con il recepimento della direttiva Europea, l’Italia si adegua alla normativa in materia di efficienza energetica nel condizionamento in modo da tutelare l’ecosistema e quindi favorire risparmio economico e competitività.

Tassa sull’aria condizionata al governo: scontro tra maggioranza ed opposizione.

Critiche arrivano da ogni parte dell’oppostone; Salvini della Lega nord si dice contrario ad una legge di questo tipo ed attacca Renzi  in quanto questo obbedisce a Bruxelles senza opporsi minimamente.

Bisogna però ricordare senza polemizzare e per una libera informazione che la norma è stata introdotta circa 2 anni fa quando al governo c’era Monti. Quindi se è vero che anche in quel periodo la Lega era già all’opposizione è pur vero che nel 2005, quando il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi approvò il libretto di centrale ed bollo sui climatizzatori, la Lega era alla maggioranza e quindi favorevole a quello che oggi si dice contrario. approvando allora il DL 192/2005.

Per MS. Gelmini di Forza italia, invece, quello che il governo oggi sta facendo altro non è che tassare anche l’aria che respiriamo! Per ella il governo italiano deve impugnare subito la direttiva UE e Renzi non deve nascondersi dietro l’Europa per imporre una nuova tassa.

La direttiva Europea ha lo scopo solo di limitare l’uso dei condizionatori affinché questi non provochino inquinamento e surriscaldamento atmosferico; Continuando afferma ancora che ma non possono essere tassati i cittadini solo perché proprietari di condizionatori o anche solo considerare un privilegio disporre di aria condizionata per difendersi dal calore.

In questo caso, avremmo un immediato aumento del debito pubblico sopratutto dal reparto sanità, dove effettivamente gli ospedali dovranno pagare la tassa perché difendono i malati e i cardiopatici dal calore infernale dell’estate.

Tassa sull’aria condizionata? Il governo risponde con l’Ecobonus

Per placare le polemiche che sono sorte in questi giorni e che continueranno per i prossimi, il dicastero comunica che l’Italia si è adeguata a quelle che sono le direttive europee, in merito alle prescrizioni per il miglioramento dell’efficienza energetica nel condizionamento e per tutelare l’ecosistema e quindi favorire risparmio economico e competitività.

Continua poi affermando che in merito a quelle che sono le preoccupazioni degli esercizi commerciali, questi a fronte della spesa per la corretta manutenzione hanno la possibilità di usufruire di importanti vantaggi, tra cui:

  1. garantire la sicurezza e il funzionamento del condizionatore;
  2. riduzione dei consumi;
  3. miglioramento dell’efficienza e di conseguenza riduzione della spesa per la bolletta energetica;
  4. incentivi per imprese e cittadini.

In quest’ultima categoria teniamo presente che sono a disposizione dei cittadini e delle imprese diversi strumenti di agevolazione come l’ECOBONUS, grazie alla quale è possibile usufruire di una detrazione fiscale del 65% delle spese sostenute per la sostituzione di condizionatori con impianti più efficienti.

Le detrazioni fiscali per la ristrutturazione edilizia consentono di detrarre ancora un ulteriore 50% della spesa in merito all’acquisto di nuovi impianti.

Infine per concludere vi sarà anche la possibilità di usufruire di un ulteriore strumento particolarmente adatto alle imprese: il Conto Termico.

Questo mette a disposizione delle imprese incentivi in merito alla sostituzione degli impianti di condizionamento con altri più efficienti o anche impianti a fonti rinnovabili.

Non ci resta che attendere ulteriori novità da parte del governo centrale! Intanto buon estate a tutti!

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Tommaso Piccinni

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