Fiat: da domani si cambia. In soffitta il vecchio titolo, e c’è il debutto di FCA a Piazza Affari e Wall Street

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Venerdì è stato per Fiat, l’ultimo giorno di quotazione a Piazza Affari a Milano. Dopo ben 111 anni di onorato servizio nella borsa di Milano, il titolo della prestigiosa azienda automobilistica di Torino, lascerà il posto a FCA, che è l’acronimo di Fiat Chrysler Automobiles. Il nuovo nome, nasce in seguito alla fusione che, l’azienda del Lingotto ha avuto con il marchio americano. Ora, anche in borsa, il nuovo colosso dell’auto esordisce con una nuova veste. Da lunedì 13 ottobre, contemporaneamente alla borsa di Milano e a quella di New York, ci sarà il debutto ufficiale.

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Il titolo, quindi, lunedì dalle ore 15:45 andrà in contrattazione continua a Piazza Affari a Milano, con un’asta di apertura che inizierà tra le 15:30 e le 15:45. Contestualmente, il titolo, debutterà anche a Wall Street, nella borsa si New York. Durante il primo giorno di contrattazioni, non sarà consentito poter immettere proposte senza limiti di prezzo. L’azienda torinese, ha poi deciso di non collocare in Borsa, quella buona fetta di azioni rivenienti dal recesso della fusione in FCA, lasciando la possibilità di vendere azioni a Wall Street, nel momento in cui si presenteranno condizioni favorevoli di mercato. Lo stesso Marchionne ha fatto intendere che si tratta di una delle opzioni a disposizione, ma non ha specificato quando questa cosa potrebbe essere fatta, se nell’immediato oppure più in là nel tempo.

Gli azionisti di Fiat, alla fine del periodo di offerta, hanno manifestato la volontà di comprare 6.085.630 azioni, ovvero solamente il 10% del totale di 60.002.027 azioni, per le quali è stato esercitato il diritto di recesso. Subordinatamente all’efficacia della fusione, FCA andrà a pagare il valore di liquidazione di 7,727 euro per ogni azione residua e, alla stessa data, tutti gli azionisti recedenti avranno il valore di liquidazione che gli spetta. Tutto questo avverrà martedì 14 ottobre. Il costo per Fiat, che deriva dal riacquisto di tutte le azioni dei soci che hanno esercitato il diritto di recesso, è pari a 416,6 milioni.

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All’azienda di Torino, poi, rimarranno 53,9 milioni di titoli, che derivano da questa operazione, e che sono pari al 4,3% del capitale. Questi, si andranno a sommare agli altri 34,6 milioni di azioni proprie già in possesso dell’azienda. Il totale, quindi, è di 88,5 milioni di titoli che, agli attuali valori in Borsa di Fiat è pari a un controvalore di circa 630 milioni di euro. L’azionista di controllo di Fiat, e da lunedì anche di FCA, ovvero Exor, vedrà i propri diritti di voto salire a 1,6 miliardi, grazie al diritto di voto doppio che è previsto dalla legislazione olandese, per ben 375,8 milioni di titoli.

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Luca M.

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