Partita IVA: i costi e le spese

Partita-Iva

Dopo aver visto le caratteristiche essenziali di una partita IVA, oltre che utili informazioni su come aprirla, veniamo agli aspetti legati ai costi. Aprire una partita IVA, l’abbiamo già detto nel precedente articolo, non costa nulla, ma è necessario tenere in considerazione le spese di mantenimento che possono anche essere di buona sostanza.

Innanzitutto è bene distinguere tra chi apre una partita IVA con regime di contabilità ordinaria e chi la apre con regime dei minimi.

Partiamo dalla prima categoria; chi deve iscrivere una ditta alla Camera di Commercio, pagherà all’istituto una quota che si aggira attorno agli 80-100 euro l’anno; a questa spesa va aggiunto naturalmente il costo del commercialista (circa 1.000 euro l’anno), e i contributi INPS (circa il 27%, più un eventuale conguaglio se il reddito supera i 13.819 euro). Da non sottovalutare anche il pagamento delle imposte Irpef e Irap, calcolate in percentuale sul reddito.

Il regime dei minimi, invece, implica la tassazione agevolata del 5%, menter i contributi INPS corrisponderanno al 27% del reddito.

Aprire una partita IVA, quindi, ha i suoi vantaggi, ma presenta anche un costo di mantenimento. Prima di aprirla, quindi, è importante fare due conti sull’ammontare del relativo guadagno annuale. Se si è lavoratori indipendenti e i nostri introiti superano i 5.000 euro annui, è consigliabile aprire una partita IVA per regolarizzare la propria posizione fiscale, ma sotto i 5.000 euro è meglio pensarci due volte, poiché le spese di gestione arriverebbero, in prospettiva, a superare i guadagni.

Gli obblighi fiscali che il titolare di partita IVA deve rispettare sono i seguenti:

– Emissione di fattura, che deve contenere:

numero progressivo di fattura;
data di emissione;
numero di partita IVA e codice fiscale dell’emittente;
ditta, denominazione e ragione sociale dell’emittente e del cliente;
residenza e domicilio dell’emittente e del cliente;
natura, quantità e qualità dei beni, comprensivi di aliquota;
corrispettivi con aliquota IVA applicata;
ammontare IVA distinta per aliquota.

– Compilare gli appositi registri contabili con fatture (emesse e ricevute), bolle doganali e corrispettivi.

– Detrazioni riguardanti le operazioni soggette a imposta e le operazioni non imponibili.

– Liquidazione, versamento e dichiarazione periodica dell’IVA.

– Dichiarazione annuale IVA con il Modello Unico, o separata.

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Luca M.

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