Benzina: i prezzi continuano a salire

La settimana è iniziata ieri con un nuovo aumento del prezzo della benzina. Come se non bastasse, se la situazione politico-sociale nel bacino del Mediterraneo non subirà presto dei miglioramenti, potrebbero essercene altri da qui ai prossimi giorni.

L’intera rete di carburanti è soggetta a rincari, proprio nel periodo in cui gli italiani iniziano a spostarsi per i week-end o per le tanto attese vacanze.

Ma non solo in Italia, anche il mercato internazionale sembra caratterizzato dallo stesso trend dovuto, secondo gli esperti, al cosiddetto “effetto Egitto”.

La situazione nel Paese africano continua ad essere tesa, Morsi è stato deposto dal suo incarico e Adly Mansour è stato nominato presidente ad Interim. Ma si continua a sparare, e si teme che la protesta (o forse ormai sarebbe più giusto chiamarla rivoluzione” si tramuti in una carneficina. Come se non bastasse, Siria e Libia continuano a destare preoccupazioni. Le conseguenze sui mercati? Sale il petrolio e aumenta la benzina.

Tornando in Italia, è di poche ore fa la decisione presa da Eni di aumentare il prezzo della benzina e del diesel di 1 centesimo al litro. Scelta che segue quella di IP, che durante il week-end ha fatto salire dello 0,5 la benzina verde, e di ESSO che ha rincarato dello 0,5 entrambi i prodotti.

Parlando di medie nazionali registrate sul territorio, attualmente il prezzo medio della benzina oscilla dall’1,808 euro al litro di Eni all’ 1,824 di Tamoil, mentre per il diesel la media va dall’1,710 euro al litro di Eni, all’1,722 di Tamoil. Per quanto riguarda il GPL invece i prezzi variano dallo 0,755 euro a litro di Shell, allo 0,771 di Eni.

L’Associazione dei consumatori, il Codacons, non ci sta e definisce “del tutto ingiustificati” gli aumenti degli ultimi giorni: “Le tensioni in Egitto non possono ripercuotersi sui prezzi di benzina e gasolio venduti oggi nel nostro Paese. Questo perchè i carburanti erogati in questi giorni dai distributori italiani sono stati acquistati dalle compagnie petrolifere settimane, se non mesi fa, ossia quando la situazione dell’Egitto rientrava ancora nella normalità. Le conseguenze degli scontri egiziani sulle quotazioni del petrolio, e quindi sui prezzi alla pompa, dovrebbero registrarsi non nell’immediato, ma solo nelle prossime settimane“.

Queste le conclusioni per le quali il Codacons ha deciso di fare un nuovo esposto alle procure di Milano e Roma. I suddetti aumenti infatti, a detta dell’Associazione, rappresenterebbero una vera e propria truffa ai danni degli automobilisti già soggetti a prezzi troppo alti e per i quali ulteriori aumenti rappresenterebbero “un evidente danno economico”.

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Luca M.

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