Fotovoltaico: terminati gli incentivi per il Quinto Conto Energia

Una notizia non certamente positiva. Il mercato del fotovoltaico si ferma. Con il 6 luglio 2013 finiscono i fondi destinati agli incentivi del Quinto conto energia. Le domande presentate da inizio 2013, infatti, hanno già esaurito i 6,7 miliardi di euro stanziati dal precedente governo Monti. Cosa fare ora?

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Questo annuncio è stato dato dall’Autorità per l’energia, su dati del Gse, e non ha di certo sorpreso gli addetti ai lavori. In qualche modo, il mercato si era già adeguato, con un consistente rallentamento degli investimenti, riducendosi il settore a lavori di manutenzione e piccoli impianti.

La riduzione potrebbe proseguire se verrà posto a carico di chi ha un impianto fotovoltaico allacciato alla rete anche un costo aggiuntivo inserito alla voce “onere di sistema”. In pratica, visto che le rinnovabili hanno diritto di precedenza sulla rete e che per potenziare la rete sono state fatti degli investimenti, ora si chiede ai chi possiede un impianto un contributo per l’infrastruttura.

Di tutto questo, del resto, si è parlato durante l’assemblea di Gifi, 165 imprese del settore che si riconoscono in Anie Confindustria, quando è stato nominato come nuovo presidente Emilio Cremona, che prende il posto di Valerio Natalizia. Il quale non ha nascosto le difficoltà del momento e ha chiesto “azioni urgenti per sostenere e dare valore alla filiera“.

Il neo presidente ha difeso il contributo portato dal settore alla bolletta energetica: “Oggi circa il 7% del fabbisogno energetico nazionale è coperto dal fotovoltaico. nel solo 2012 abbiamo evitato di importare 2 miliardi di euro di gas. Il prezzo orario di picco dell’energia si è ridotto fino al 26%, con ricadute valutabili fino a 1,5 miliardi di euro, contro i 400 milioni del 2011″.

Ovviamente, l’incertezza normativa, che ha portato a modificare tre volte il regime degli incentivi nel volgere degli ultimi due anni, e il peso della burocrazia sul settore – senza pari nel resto d’Europa, ha provocato una battuta d’arresto: “Nel 2012, il volume d’affari complessivo è stato pari a 6,2 miliardi di euro, con una riduzione del 58% rispetto a quello del 2011 e il numero di addetti complessivamente impiegati nel settore alla fine del 2012 ammonta a circa 14mila unità, in calo del 22% rispetto all’anno precedente“.

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Luca M.

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