Italia: Fmi riduce previsioni di crescita. Fine recessione nel 2014?

Nella serata di ieri non sono arrivate buone notizie sul fronte del Fondo Monetario Internazionale. L’organismo guidato dalla francese Christine Lagarde, infatti, ha tagliato le stime di crescita sull’Italia. Il Pil del nostro Paese è atteso in calo dell’1% per quest’anno, mentre resta invariata la crescita prevista per il 2014: 0,5%.

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Lagarde Fmi

Anche nell’area euro la crescita nel 2013 si contrarrà: stime riviste al ribasso da +0,2% a -0,2%. Lagarde: “In dodici mesi, o la va o la spacca”. Monti assicura: “Gli effetti delle riforme arriveranno, serve tempo”.

“La revisione al ribasso delle stime sull’economia italiana nel 2013 riflette quella delle altre economie della zona euro e di altre economie avanzate come Usa e il Giappone. Non ci consola, ma ci spinge a concentrarci sulla ripresa”. Con queste parole il premier Mario Monti commenta i numeri diffusi oggi dall’Fmi. E precisa che è indispensabile tener “ben conto che le riforme attuate necessitano di tempo per mostrare i loro effetti”.

Il premier, intervenuto al World Economic Forum di Davos, aggiunge inoltre: “Vi spiego perché sono fiducioso sul futuro dell’italia” e inizia un lungo elenco delle decisioni prese, dalle pensioni ai conti pubblici, concludendo che “l’Italia è un Paese molto diverso da un anno fa”. E avverte che “per ogni Paese le riforme sono un processo che non finisce, anche per la Germania come dimostra l’azione della Merkel”.

Ritornando alle affermazioni della Lagarde: “Abbiamo evitato il collasso – dice il direttore generale del Fondo Christine Lagarde – ma dobbiamo evitare ricadute. Il 2013 sarà l’anno del ‘o la va o la spacca“. La Lagarde ha inoltre sottolineato che la ripresa economica è ancora debole e l’incertezza rimane elevata.

In Italia si sono dovute prendere decisioni dolorose “ma il Paese non aveva scelta”. Così il capo economista dell’Fmi, Olivier Blanchard, ha commentato le manovre di risanamento dei conti messe in atto sia dal governo Berlusconi sia dal governo Monti. “L’Italia era sotto un’enorme pressione dei mercati”, ma ora “il mercato ha ripreso fiducia e lo spread è sceso”.

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Luca M.

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