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Aumenta il divario tra Nord e Sud Europa - BlogFinanza.com

Aumenta il divario tra Nord e Sud Europa

La crisi dell’euro, la recessione economica e le misure austere introdotte dai Paesi dell’Europa meridionale non hanno fatto altro che accrescere il divario tra il Nord del Vecchio Continente ed il Sud, dove troviamo anche l’Italia. Non si tratta più di un muro, come quello di Berlino, “verticale”, ma di un muro “orizzontale”.

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E’ quanto emerge dal Rapporto annuale della Commissione europea sulla situazione sociale presente in Europa. La divisione in due del Continente, sottolinea il rapporto, si è drammaticamente approfondita.

Il tasso di disoccupazione medio dell’intera Unione europea, sottolinea infatti il rapporto, è dell’11%. Ma si tratta di una media tra il tasso medio dei Paesi in crisi del Sud e del Nordest baltico – sono presi in considerazione Spagna, Grecia, Cipro, Malta, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Estonia, Irlanda – dove il numero medio dei senza lavoro vola attorno al 15%, e il tasso delle economie più forti come Germania, Austria, Finlandia, Olanda, Lussemburgo dove è attorno al 7%, cioè meno della metà.

Il rapporto parla del 2012 come di “un nuovo anno miserabile” per l’Europa nella sua dimensione sociale, con un chiaro peggioramento per la disoccupazione e le diminuite speranze dei disoccupati di trovare o ritrovare un lavoro, specie nei paesi più colpiti dalla crisi come Spagna o Grecia, dove crollano anche prodotto interno lordo, produttività delle aziende e tenuta dei sistemi sociali, oltre alla brutale diminuzione dei redditi reali.

Nel Nord stabile, dove riforme di welfare, costo del lavoro, mercato del lavoro e sistema paese e risanamenti dei bilanci sovrani sono stati già effettuati, come Germania, Finlandia, Austria, invece, la maggiore tenuta delle economie, la migliore efficienza dei mercati del lavoro e la stabilità dei sistemi di sicurezza sociale e previdenziale garantiscono tuttora migliori chances di trovare un primo impiego o un nuovo lavoro. Non c’è purtroppo grande motivo di sperare in un miglioramento quest’anno, sottolinea il rapporto della Commissione: “E’ improbabile che la situazione economico-sociale migliori nel 2013”, afferma il documento.

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Luca M.

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