Dibattiti e fiscal cliff

E dopo molte manovre politiche e molti discorsi   in gran parte a vuoto, la Camera degli Stati Uniti ha votato finalmente per far passare il “cerotto” del Senato  per il problema del fiscal cliff.

Naturalmente, la nazione era tecnicamente caduta dalla scogliera dopo la mezzanotte del 1 gennaio, ma la vacanza ha risparmiato  il problema del salto in modo che il Congresso potesse metterci una pezza appena è riuscito a metterla insieme.

Qualche analista sarcasticamente sostiene: “benvenuti in quello che è modo di governare in corso a Washington”. Questo sistema viene chiamato brinksmanship. Lungo la loro strada, gli Stati Uniti hanno schivato un altro proiettile politico.

Secondo l’accordo, che è stato finalmente votato, le imposte sul reddito sono in aumento per le persone che dichiarano dai 400 mila dollari o per le coppie che guadagnano dai  450 mila dollari. Il sussidio di disoccupazione è stato registrato, i tagli di spesa automatici sono stati ritardata. Almento per il mommento gli Stati Uniti sono tranquilli.

Ma diciamo la verità, da due mesi da oggi, da quando il tetto del debito venne ampiamente dibattuto, gli Usa si sono tranquillamente diretti subito verso la crisi, tra un dibattito e l’altro. Nel lungo termine, non è cambiato proprio nulla. Una storia già vista.

Nel frattempo, però, gli Stati Uniti si stanno accingendo a fare qualche sul serio nel settore energetico. La questione è rimasta aperta per davvero molto tempo, prima che potesse trovare una soluzione. Ma c’è un fattore prioritario in tutto questo.

Adesso, dopo il fiscal cliff, per le scorte di energia cosa sta per accadere? Le prospettive per il gas naturale, sia per gli estrattori che per i fornitori midstream (ovvero raccolta, prima lavorazione, gasdotti, terminali) possono rimanere contenute a meno che l’inverno non diventa più freddo. Nel frattempo, ci sarà poco stimolo per l’energia solare, l’eolica, i biocarburanti. Comunque sembra che  il governo statunitense abbia rinnovato i suoi sussidi al settore.

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Luca M.

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