Italia: il 10% delle famiglie detiene il 46% della ricchezza

E’ caratterizzata da un elevato grado di concentrazione la distribuzione della ricchezza delle famiglie italiane. E’ quando si legge in un rapporto di Banca d’Italia, dove viene spiegato che la metà più povera delle famiglie italiane detiene solamente il 9,4% della ricchezza totale, mentre il 10% delle famiglie più ricche ne detiene il 45,9%.

Nel 2011 la ricchezza netta complessiva a prezzi correnti è diminuita dello 0,7%, l’aumento delle attività reali (1,3%) risulta più che compensato da una diminuzione delle attività finanziarie (3,4%) e da un aumento delle passività (2,1%).

In termini reali, precisa la Banca d’Italia, la ricchezza netta si è ridotta del 3,4%. Alla fine del 2011, la ricchezza abitativa detenuta dalle famiglie italiane era stimata poco più di 5mila miliardi di euro. Valore che è aumentato dell’1,3% rispetto alla fine del 2010 (-1,4% in termini reali).

Bankitalia, poi, segnala che oltre il 2,8% delle famiglie italiane sono totalmente in passivo e, quindi, hanno una ricchezza netta negativa. Le difficoltà finanziarie, in questi casi, non vengono compensate nemmeno dal possesso dell’abitazione; il dato, relativo al 2010, era in calo rispetto al 3,2% del 2008, tuttavia appariva già in graduale crescita se confrontato a partire dal 2000.

Le famiglie italiane hanno “un’elevata ricchezza netta”, pari, nel 2010, a otto volte il reddito disponibile, contro l’8,2 del Regno Unito, l’8,1 della Francia, il 7,8 del Giappone, il 5,5 del Canada e il 5,3 degli Stati Uniti. Bankitalia aggiunge poi che le famiglie italiane risultano anche “relativamente poco indebitate”, con un ammontare dei debiti pari al 71% del reddito disponibile (in Francia e in Germania è di circa il 100%, negli Stati Uniti e in Giappone del 125%, in Canada del 150% e nel Regno Unito del 165%).

Se tra la fine del 2010 e la fine del 2011 la ricchezza pro capite è diminuita dell’1% a prezzi correnti e del 3,7% a prezzi costanti, a prezzi costanti la ricchezza netta pro capite del 2011 è comparabile con i livelli che si registravano nella prima metà del decennio scorso. La ricchezza media per famiglia ha presentato una dinamica meno favorevole, essendo diminuita nel 2011 dell’1,6% a prezzi correnti e del 4,3% a prezzi costanti.

Il livello di ricchezza per famiglia del 2011 a prezzi costanti è simile a quello della fine degli anni Novanta. Va tuttavia tenuto presente che fra il 1995 e il 2011 il numero di famiglie italiane è cresciuto di quasi 5 milioni di unità, soprattutto a causa della riduzione della dimensione media delle famiglie, passata da 2,9 a 2,5 individui.

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Luca M.

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