Carte di credito: frodato un consumatore su quattro

Secondo uno studio condotto da ACI Worldwide e Aite Group, un consumatore su quattro è vittima di una truffa quando utilizza la propria carta di pagamento; tale studio è stato realizzato in 17 Paesi diversi su un campione rappresentativo di 5.200 consumatori. Solamente il 20% degli intervistati, dopo aver subito il furto, ha deciso di smettere di utilizzare la propria carta o di cambiarla direttamente.

Come si legge nel report di ACI Worldwide e Aite Group, le frodi su carte di credito sono frequenti soprattutto in Messico e in USA, con rispettivamente il 44% e il 42%, mentre lo sono meno nei Paesi Bassi e in Svezia, dove si verifica il 12% di questi episodi. Nonostante questo dato, gli svedesi hanno un indice di soddisfazione molto basso, che si attesta ad appena il 13%.

L’Italia, da sempre diffidente nei confronti della moneta elettronica, si colloca a metà classifica: il 24% degli italiani ha subito delle frodi, ma ben il 49% ha paura di subirle. Con sorpresa, si scopre che più della metà degli italiani (circa il 60%) si dice soddisfatto delle proprie carte di credito e del rapporto che intrattengono con l’istituto finanziario o circuito internazionale (Visa, MasterCard o altri) che gliele concede.

La maggiore soddisfazione dei clienti italiani e, in generale, europei dipende dalla velocità con la quale l’istituto di credito è in grado d’identificare la truffa in corso e di segnalarla al cliente (32%), seguita dalla velocità di rimborso (23%) e dalla prevenzione alle truffe (l’82% del campione vorrebbe addirittura ricevere una notifica dalla banca per segnalare movimenti di denaro “insoliti”).

“I risultati di questo sondaggio – ha commentato Mike Braatz, Senior Vice President, Payments Fraud di ACI Worldwide – mostrano che le frodi con carte sono la più grande preoccupazione per i consumatori, gli istituti finanziari e i retailer. Mentre ci sono stati significativi passi avanti nell’ambito dello sviluppo di tecnologie per la prevenzione delle frodi, è chiaro che molto bisogna ancora fare per educare i consumatori su questa tematica e per coinvolgerli quando necessario”.

“Questi risultati – ha concluso Braatz – dovrebbero servire per allertare gli istituti finanziari e i retailer a restare costantemente vigili, e a guadagnare la fiducia dei consumatori lavorando insieme a loro per combattere le frodi”.

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Luca M.

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