Il rapporto Nero di Confindustria: tra politica, economia e disoccupazione

Nel 2012 i consumi delle famiglie, secondo il centro studi di Confindustria, cedranno il 3,2% facendo registrare il peggior calo dal secondo dopoguerra. E la caduta proseguirà anche nel 2013, per poi stabilizzarsi a un + 0,3% nel 2014. Dito puntato contro la pressione fiscale, che “rimarrà prossima ai massimi storici e molto elevata, specie quella effettiva: 53,9% del Pil nel 2014”.

“L’Italia è ancora in recessione – si legge nel rapporto -, per il sesto trimestre consecutivo. E’ la seconda contrazione dell’economia in cinque anni, dall’inizio della crisi. Il nostro Paese è immerso in una profonda contrazione della domanda interna e della produzione, nella quale è ricaduta senza avere mai lontanamente recuperato i danni della precedente crisi. L’orizzonte è ulteriormente offuscato dal l’indeterminatezza dell’esito delle prossime scadenze elettorali”.

“La potenziale chiusura anticipata della legislatura mette in dubbio per mancanza di volontà o del tempo necessario per i lavori parlamentari l’approvazione, oltre della necessaria legge di stabilità, anche di quelle misure attualmente in discussione che possono liberare risorse tali da alleviare il carico fiscale che grava su lavoro e imprese”.

Così il vicepresidente del Centro studi di Confindustria, Fulvio Conti, presentando il rapporto. “Dobbiamo quindi auspicare – ha aggiunto – che ciò non avvenga e che anzi, misure che favorirebbero la crescita, la semplificazione, la stabilizzazione del nostro sistema economico e dell’Unione europea, trovino un rapido riscontro ed una pronta approvazione”.

Non c’è pace anche per la disoccupazione, che crescerà nuovamente. A fine 2012 raggiungerà l’11,1% e a fine 2013 raggiungerà il 12,2%, per poi assestarsi al 12,4% nel 2014. E’ quanto si legge nel rapporto ‘Scenari economici, sulla ripresa la cappa dell’incertezza e della sfiducia’ presentato oggi dal Centro studi di Confindustria. Dati ulteriormente in aumento se si includono i lavoratori attualmente in Cig: il tasso di disoccupazione 2013 arriverà al 13,5% e al 13,6% nel 2014.

“Al governo Monti va dato il merito di aver fermato l’emorragia finanziaria ristabilendo la credibilità dell’Italia in Europa e di aver tracciato una linea chiara verso il pareggio di bilancio. Ciò ha richiesto dure misure che, se sommate alle precedenti manovre, hanno portato il valore cumulato degli interventi a 104 miliardi di euro al 2014, in gran misura per l’incremento della tassazione“.

Così il vicepresidente del centro studi di Confindustria ha spiegato presentando il dossier. “Sicuramente un’opera necessaria ma incompleta perché – ha aggiunto – rispetto al vincolo di bilancio, se da un lato il numeratore è stato mantenuto sotto controllo, dall’altro le politiche restrittive hanno ulteriormente ridotto il denominatore, la crescita“.

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Luca M.

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